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C’è il profumo invitante della primavera nello Champagne Blanc de Blancs s.a. di Alain Thiénot

15 aprile 2020

Si assiste negli ultimi anni ad un sempre crescente successo dello Champagne in tutto il mondo, i grandi marchi sono stati affiancati nel frattempo da innumerevoli piccole etichette di varia connotazione che in molti casi hanno saputo ben ritagliarsi il proprio spazio sul mercato e in particolar modo tra gli appassionati più attenti.

Abbiamo quindi imparato a ”leggere” e apprezzare etichette di cuvée delle più differenti, i grandi numeri sono certamente rimasti appannaggio delle grandi Maisons che per la verità continuano a fare il bello e cattivo tempo nel mondo ma anche nella stessa regione dove, giusto nel mezzo, cioè tra questi mostri sacri e i tanti cosiddetti ”piccoli” Negociant e/o Manipulànt della new wave, hanno saputo consacrarsi, con grande slancio, anche alcuni nomi non nuovi ma di sicuro affidamento proprio come Alain Thiénot, già stimato e apprezzato commerciante di vini nonché profondo conoscitore dell’area, che nel 1985 ha avviato la sua straordinaria cavalcata tirando su un’azienda tutta sua, affidata poi nelle mani dei figli Stanislas e Garance, oggi tra le più apprezzate della Champagne.

Il suo Blanc de blancs s.a. è l’asso di cuori da giocare nel momento più opportuno, non solo durante i momenti di festa. Si tratta di un vino composto per l’80% di vini Riserva ai quali viene aggiunto un 20% di vini d’annata. Stiamo parlando di Chardonnay provenienti dagli areali maggiormente vocati di Avize e Vertus sul versante sud della Cote des blancs e più a nord da Villers-Marmery, verso la Montagna di Reims, qui dove la famiglia Thiénot, da oltre 30 anni tira fuori grandi vini per le sue cuvée più prestigiose tra le quali il millesimato Vigne aux Gamins e l’assemblaggio di millesimati Cuvée Stanislas.

Uno Champagne sans année davvero notevole, e questo nuovo assaggio lo conferma a pieno: di colore paglierino carico e brillante, una volta nel bicchiere è subito invitante e coinvolgente, con una spuma delicatissima, e bolle fini e regolari, intense, persistenti. Il naso rivela immediatamente tutta la sua anima verticale e aristocratica, è intrigante, vi si colgono sentori finissimi e vibranti di agrumi di limone e pompelmo, emerge nel bicchiere il profumo invitante della primavera, certe caratteristiche note floreali e di fragrante pasticceria. Il sorso è un tripudio di freschezza minerale, asciutto e generoso, teso il giusto, accompagnato nella beva da una carbonica misurata e un finale di bocca citrino e sapido.

Leggi anche Reims, Champagne Cuvée Brut Rosé Alain Thiénot Qui.

© L’Arcante – riproduzione riservata

Reims, Champagne Blanc de Blancs Alain Thiénot, la Cuvée che mancava per sorprendere!

26 giugno 2019

E’ forse la prima cuvée tutta di Nicolas Uriel dopo il suo ingresso come Chef de cave alla Maison Thiénot nel 2008, al posto di Laurent Fédou. Ci sono voluti almeno 5 anni di lavoro per mettere assieme il profilo giusto per uno Champagne Blanc de Blancs di grande piacevolezza eppure intenso, puntuto, godibilissimo.

Champagne Blanc de Blancs Thiénot - foto A. Di Costanzo

Si tratta di un vino composto per l’80% di vini Riserva ai quali viene aggiunto un 20% di vini dell’annata. Stiamo parlando di Chardonnay provenienti dagli areali maggiormente vocati in Champagne, Avize e Vertus sul versante sud della Cote des blancs e più a nord da Villers-Marmery, verso la Montagna di Reims, qui dove Alain Thiénot, da oltre 30 anni tira fuori grandi vini per le sue cuvée più prestigiose tra le quali il millesimato Vigne aux Gamins e l’assemblaggio di millesimati Cuvée Stanislas.

Di colore giallo paglierino brillante, l’insieme nel bicchiere è subito invitante e coinvolgente, la spuma è delicatissima, le bolle fini e regolari, intense, persistenti. Al naso rivela immediatamente tutta la sua anima vivace e intrigante, vi si colgono sentori di agrumi di limone e pompelmo, caratteristiche note floreali e di pasticceria. Il sorso è asciutto e generoso, teso il giusto, con carbonica misurata e un finale di bocca freschissimo e sapido.

© L’Arcante – riproduzione riservata

Franciacorta Blanc de Blancs Brut s.a. Cavalleri

15 luglio 2013

Che le bollicine in Italia tirino alla grande è ormai cosa risaputa. Si è generato tra l’altro un movimento trasversale che vede coinvolto a vario titolo un po’ tutto il territorio nazionale da nord a sud.

Franciacorta Blanc de Blancs 2006 Cavalleri - foto A. Di Costanzo

Bollicine d’autore, metodo classico di spessore affiancati qua e là da altri spumanti: da uve autoctone e non, Prosecco col fondo (o col tranello), rosé, dolci, vini ‘di facile beva’. Un mare di cose interessanti¤, qualcosa di veramente sorprendente¤, altre un po’ meno centrate ma comunque funzionali all’economia aziendale. E mentre ci si divide tra origine certa e presunta, tra chi lo Charmat ce l’ha più lungo o il Marone Cinzano con più o meno botto, il mio pensiero va sempre là dove fare spumante è diventato nel frattempo arte e cultura, tipo in Trentino¤ o in Franciacorta¤.

E proprio qui, in Franciacorta, ormai sono tante le aziende di riferimento, tra le quali non manca quella del cuore capace di rimettere sempre ordine ai pensieri.

Delle sboccature più recenti assaggiate ho colto tante belle conferme con una nota su tutte: è chiara una maggiore propensione alla produzione dei pas dosé quando non, più in generale, un costante ‘alleggerimento’ del dosaggio stesso delle cuvée, una tendenza benaugurante capace così di esaltare alla grande certe peculiarità laddove si lavora con un buon numero di sovrapposizioni, siano esse varietali che tecniche, come avviene, appunto, per produrre Franciacorta. E questa etichetta qua di Cavalleri¤ mi è parsa ancora una volta molto ben riuscita, direi appena una spanna sopra le altre.

Una cuvèe ottenuta assemblando vini da vigne tutte attorno ad Erbusco, cuore della docg, solo chardonnay che per il 65% viene dalla vendemmia 2009, 25% dalla 2008 ed il restante dalla 2007. Quasi tutto fermentato in acciaio con solo un 5% che fa botte grande di rovere e un 5% barrique vecchie.

Il risultato è un Blanc de Blancs brut – un francesismo mai improprio in casa Cavalleri¤, ndr – brillante, cremoso, pieno di verve. Il colore è di un paglierino maturo splendido e le bollicine richiamano carezze e finezza senza mai fine. Pulito il naso: chiaro, invitante, fragrante con tutte note fruttate e aromatiche che si rincorrono sino a divenire candite, soavi, addirittura di rimando  a spezie orientali. Il sorso è franco, dritto, vibrante direi, lungo. Ha materia e si fa bere, vuole cibi ricchi e profumati, va che è un piacere a tutto pasto. Un riferimento imperdibile!


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