Posts Tagged ‘vestini campagnano’

Le Terre del Principe gentiluomo

10 luglio 2014

Siamo portati a ricordare il frate Dom Perignon come l’inventore dello Champagne. Un po’ come ai Biondi Santi viene riconosciuto il merito di aver creduto nel successo del Brunello di Montalcino ed alla famiglia Matroberardino, tutta, la conservazione ed il rilancio della viticultura campana in Italia e nel mondo.

Manuela Piancastelli e Peppe Mancini

A Peppe Mancini, fondatore di Terre del Principe, va dato atto della scoperta e la valorizzazione di vitigni pressoché sconosciuti fino agli anni ’90, il Pallagrello¤ bianco e nero¤ e il Casavecchia. Così ha dato il via alla rinascita di un intero territorio sino ad allora praticamente sconosciuto agli appassionati del vino. Un slancio che in pochi anni ha visto numerose aziende seguire le orme dell’azienda di Squille.

Ecco, ogni tanto non guasterebbe fermarsi un attimo, alzare la testa, guardare lontano, sussurrare un grazie.

Oggi nella mappa del vino campano c’è dell’altro, diversamente buono ed emozionante che va celebrato, magari sottovoce, in maniera semplice come piace fare da sempre a Peppe e Manuela a cui dedico questo mio piccolo pensiero dopo aver bevuto ieri l’altro un loro meraviglioso Centomoggia¤ 2006, assaggio che mi ha subito riportato alla mente una piacevole serata¤ dell’autunno 2008 passata assieme.

Grazie per aver consegnato agli annali la vostra bella storia d’amore e a noi i meravigliosi vini di Terre del Principe¤.

© L’Arcante – riproduzione riservata

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Casa Vecchia 2001 Vestini Campagnano e l’insostenibile successo degli anni che verranno

12 settembre 2013

La diversità, l’autenticità dei varietali campani sono per me l’arma letale con la quale stendere ogni qualsivoglia tentazione di omologazione si azzardi dalle mie parti; e quando ne parlo coi miei ospiti, spesso provenienti da tutto il mondo, con un bicchiere di questi in mano statene certi che ne rimangono profondamente colpiti e rapiti.

Terre del Volturno Casa Vecchia 2001 Vestini Campagnano - foto L'Arcante

Così per lasciargli cogliere a pieno quanto sono determinanti e ‘vincenti’ le intenzioni di recuperare e rilanciare la memoria storica e colturale di certe aree viticole regionali, durante una degustazione privata mi è venuto in mente di proporgli questo casavecchia, un 2001 alba della rinascita in quelle terre per un vitigno assolutamente unico fuori dal coro.

Uva dai grossi grappoli, in origine coltivata a ‘spalliera’ alta perlopiù nei soli comuni di Pontelatone, Formicola, Liberi e Castel di Sasso in provincia di Caserta, è stata spesso confusa come una varietà ‘da tavola’. Nome curioso casavecchia, che prende origine dal fatto che le prime piantine furono rinvenute proprio presso un’antica casa romana (da cui appunto: casa vecchia).

E’ quantomeno suggestivo riassaggiare questo 2001 di Vestini Campagnano¤, credo forse l’ultima firmata da Luigi Moio¤ e dal duo Barletta/Mancini¤ prima della separazione; vino tra l’altro premiato praticamente da tutti in quegli anni e che ha segnato il boom¤ di questo vitigno al pari dei suoi conterranei pallagrello bianco e nero.

D’acchito mi ricorda a grandi linee un aglianico (Taurasi) ben avviatosi a piena maturazione, dal colore ancora vivissimo e dal naso assai avvincente: ampio, terroso, che sa di tabacco ma che conserva ancora sottili e gradevoli nuances di frutta macerata. Il sorso è magnifico, risoluto, intenso e lungo, corpo perfettamente bilanciato e senza sbavatura alcuna. Il riassaggio a brevi intervalli regala ai più attenti una miriade di affinità coi migliori e grandi cabernet d’oltralpe. Ecco, il casavecchia sta giusto lì nel mezzo, tra i grandi. Assaggio da vino del cuore.

Ancora un Asprinio, il 2012 di Vestini Campagnano

8 settembre 2013

Da diverso tempo vado qua e là in cerca di buone espressioni¤ di questo piccolo misconosciuto vitigno bianco campano che sa farsi grande col metodo classico¤ e ‘semplicemente’ unico quando fermo¤

Terre del Volturno Asprinio 2012 Vestini Campagnano - foto L'Arcante

Una interessante interpretazione ci arriva anche dall’azienda Vestini Campagnano, nota ai più per aver contribuito a ridare luce e lustro ai vitigni autoconi delle Terre del Volturno Pallagrello bianco e nero e Casavecchia.

Questo qui viene fuori da alcuni vecchi impianti di viti ‘maritate’ di asprinio coltivati a Casal di Principe, nel casertano. Ha un bellissimo colore paglierino assai luminoso, un naso tenue e garbato ma che non nasconde però sensazioni verdi tipiche del varietale con in più pungenti note minerali. Ha un sorso appagante, sferzante vien da dire, tremendamente secco ma assai piacevole con i piatti giusti; un vivacissimo esempio di buona tradizione a tavola. Da non perdere!


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