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Sorbo Serpico, Marennà dei Feudi di San Gregorio

20 ottobre 2012

Quando dico in giro che l’Irpinia è una delle mie mete preferite non lo faccio mai tanto per dire; ci passerei, laddove mi fosse possibile, tutto il tempo il necessario per non perdermi nemmeno un colore, un sapore, un profumo del suo infinito patrimonio eno-gastro-culturale.

Così appena vi è un’occasione, un momento cruciale, ci faccio volentieri un giro. Terra straordinaria! Anche perché: che ne direste voi di poter maritare al piacere della buona tavola anche un percorso “didattico” tra vigna e cantina?

Ecco che, nel programmare il pranzo di fine anno con lo staff de L’Olivo, abbiamo scelto di fare visita alla splendida azienda di Sorbo Serpico e sederci poi alla tavola di Paolo Barrale ed Angelo Nudo al Ristorante Marennà.

La tarda mattinata è stata tutta dedicata ad una piacevole passeggiata tra i filari là intorno, il roseto, le varie aree di sosta e vinificazione delle uve, la cantina, nonché la sempre suggestiva bottaia accompagnati per mano da Angelo Nudo, impeccabile padrone di casa.

Tra l’altro, sono questi giorni di vendemmia, quindi fortuna ha voluto anche regalarci alcuni momenti di reale “lavori di cantina” cosicché da poter argomentare meglio tanti passaggi produttivi che spesso, bottiglia alla mano, sfuggono magari a quei colleghi che generalmente hanno altro cui pensare durante il servizio. Decisamente un bel momento di crescita insomma.

Viene adesso la prova del nove, la tavola. Ed è subito assai invitante l’amuse bouche, composta da una deliziosa Ricotta di Bufala con caviale ed olio extravergine d’oliva accompagnata da una classica Bruschetta con pomodorini Datterini.

Perfetto nella forma e nella sostanza il Baccalà con le verdurine in carpione, giustamente sapido ed avvolto in una pastella perfettamente eseguita. E in splendida forma ho trovato il Campanaro 2010, discreto e rinfrescante sull’antipasto ma degno compagno anche del Riso, pomodoro, basilico e “neve” di mozzarella.

Un grande classico, la Pasta e patate… al Fumo: piatto impreziosito per l’occasione con scaglie di tartufo nero e innaffiato con il sempre amato Taurasi Riserva Piano di Montevergine, duemilasette “supersprint”, vestito di un rosso vivo e marcato da un sorso fresco, ricco di frutto, ben centrato e in primissimo piano. Impeccabile!

Trionfale, pura scioglievolezza invece, il Maialino da latte con composta allo sfusato e cipollotto, degnamente servito con il Serpico 2008, a mio modesto parere in una delle sue migliori versioni di sempre, un aglianico di rara eleganza e profondità degustativa.

Un grande classico, per chiudere, il buonissimo Caffè e Nocciola del quale trovate proprio su queste pagine la ricetta regalataci da Paolo qualche tempo fa, accostato come loro consuetudine al Privilegio 2010. Finale più dolce, migliore, non poteva proprio esserci.

L’ambiente, il servizio, tutto il resto… al posto giusto; nessuna annotazione in particolare, com’ è ovvio che sia, per rispetto oltreché per piena soddisfazione; rimane infatti che siamo stati davvero bene: rilassati, tranquilli, praticamente come fossimo stati a casa nostra (eravamo in 24!). Conto più o meno sui 50 euro. Spesi non bene, dippiù! 🙂

Grazie infinite, per gran parte delle foto a Enrico Moschella ©.

Sorbo Serpico, ho bevuto uno splendido aglianico di rara eleganza ed è giusto che voi sappiate…

16 ottobre 2012

Ieri, di ritorno dal Marennà, pensavo a cosa c’avrei scritto sopra. Ebbene, non saprei come descrivere altrimenti questo vino se non “uno splendido aglianico di rara eleganza”.

Dell’azienda di Sorbo Serpico si sa tutto o quasi. Invero ognuno la vede a suo modo e in tanti ci trovano, da sempre, tutto o niente a seconda della convenienza. Per quanto mi riguarda, al di là delle mille e più considerazioni che uno può fare, non si può non guardare positivamente anche al ruolo dei Feudi di San Gregorio nella definitiva valorizzazione del territorio e dei vini prodotti là in Irpinia.

Uno splendido vino, dicevo. Di rarissima eleganza. Ma c’è tanto di più in una bottiglia di Serpico 2008. C’è la sintesi di anni di ricerca, di investimenti, di prove tecniche, di esperienze che cominciano a prendere forma e sostanza diverse, un’anima e un corpo più incisivi del solito. Ci sono uve delle migliori, da vigne curate con dedizione maniacale, c’è un processo produttivo collaudatissimo, soprattutto vi è un’idea precisa di cosa debba essere e cosa vuole evocare un vino come questo, quel messaggio di modernità che arriva direttamente dal passato, dai “Patriarchi” come li chiamano da queste parti: vivo nel colore e pulito e fine nei profumi; nerboruto, di spessore e sostanza.

E ci riesce bene il Serpico, benissimo già oggi, con franchezza estrema; forse è per questo che mi ha impressionato tanto, per la teatralità con la quale riesce sin da adesso a stupirti. Una rappresentazione talmente ricca di sostanza che te ne accorgi subito. Ti rapisce con quel naso intriso di frutta rossa, spezie, cioccolato; ti conquista già al primo sorso: avvolgente, ostentato, profondo, tanto saporito che quasi non gli stai dietro. Che te ne accorgi solo quando è già bello che andato. Non saprei dirlo con parole meno impegnative, ma ho l’impressione di aver bevuto il miglior Serpico di sempre.

Caffé e Nocciola…

1 giugno 2012

Una fresca e deliziosa ricetta dolce di Paolo Barrale, chef del Ristorante Marennà dei Feudi di San Gregorio di Sorbo Serpico – Avellino -, Una Stella Michelin. Inutile dire che vale sicuramente la pena (ri)provare…

La Meringa all’italiana

  • 500 gr zucchero semolato
  • 250 gr albume 

Portate lo zucchero con poca acqua a 121° in una planetaria; montate a parte gli albumi e versatevi a filo lo sciroppo; lasciate montare ancora per 10 minuti e poi stendete il tutto su dei fogli di acetato della misura 17×7 aiutandovi con una spatola. Arrotolateli quindi come per formare un cannolo; lasciate asciugare per 3/4 ore. 

Il caramello alcolato al caffè

  • 100 gr glucosio
  • 50 gr zucchero
  • 50 gr acqua
  • 70 gr caffè ristretto
  • 40 gr rum ambrato 

In una pentola portate gli zuccheri a 121° e fuori dalla fiamma unitevi il caffè, lasciate quindi intiepidire prima di aggiungervi tutto il rum. 

Pasta di nocciola

  • 300 gr pasta nocciola
  • 60 gr glucosio
  • 60 gr zucchero
  • 200 gr acqua 

Intiepidite in acqua gli zuccheri, poi versateli a filo nella pasta nocciola e montate il tutto aiutandovi con un minipimer o comunque una frusta meccanica. 

Montata al caffè

  • 1 lt di panna
  • 70 gr polvere di caffè pestato
  • 135 gr zucchero semolato
  • 180 gr tuorli
  • 1 foglio colla di pesce 

Sbattete i tuorli con lo zucchero in una boule; a parte, in una pentola, scaldate la panna e lasciatevi in infusione il caffè per circa 20 minuti (coprendo con della pellicola). Filtrate e regolarizzate con panna fresca il peso. Scaldate nuovamente il composto e versatelo nella boule con i tuorli. Realizzate una crema inglese. Unitevi la gelatina ammollata in acqua fredda e conservate in frigo per 12 ore. Poi montate come fareste per della panna, con una frusta da pasticceria. 

Preparazione: posizionate i cannoli di meringa in piedi, colate per metà la montata al caffè e passate in congelatore. Successivamente create una fossetta e versate un cucchiaio di caramello. Riportate quindi nuovamente i cannoli in congelatore avendo cura di coprire il tutto con la rimanente montata al caffè. E conservate in congelatore fino al momento del servizio, quando basterà attendere qualche minuto affinché venga servito morbido ed invitante. Completate il piatto con un bel cucchiaio di pasta nocciola ed una spolverata di cacao.

Intervallo. Aperitivo in terrazza con Gambero con guanciale, piselli e zabaglione e Dubl Greco 2009

26 maggio 2012


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