Posts Tagged ‘sorbo serpico’

Pozzuoli, il 24 Marzo a Villa Eubea la Masterclass ASPI FEUDISTUDI con Pierpaolo Sirch

25 febbraio 2020

ASPI MASTERCLASS FEUDI STUDI – FEUDI DI SAN GREGORIO

IL TERRITORIO PRIMA DI TUTTO!

Con Pierpaolo Sirch

Pozzuoli, 24 Marzo 2020

FeudiStudi è lo straordinario progetto di ricerca di Feudi di San Gregorio fortemente voluto da Antonio Capaldo che prova a raccontare ‐ con scelte di vinificazione e di affinamento senza compromessi commerciali da parte di Pierpaolo Sirch ‐ la ricchezza dei vigneti aziendali più espressivi, selezionati ogni anno fra i 700 vigneti di proprietà in base alle caratteristiche dell’annata.

Sono vini unici, prodotti in tiratura limitata (ca. 2.000 bottiglie) e non destinati ai canali commerciali tradizionali messi in bottiglie esclusive, ri‐edizione delle prime bordolesi del XVII secolo; tutto nasce due vigneti iconici di Fiano e negli anni seguenti sono stati individuati anche vigneti particolari di Greco e Aglianico.

La Masterclass, condotta da Pierpaolo Sirch e Angelo Di Costanzo si terrà presso Villa Eubea, a Pozzuoli, a partire dalle ore 19.00, è aperta ai soci ASPI e a tutti i professionisti e gli appassionati. Il costo per la partecipazione, codice MC2, è di 40 euro p.p. – 35 euro per i soci ASPI.

L’iscrizione può avvenire direttamente in sede o previa prenotazione via mail allegando copia del bonifico bancario intestato ad ASPI – IBAN IT 43 J 03111 5573 0000000010627 con la causale MC2 e cognome e nome. E’ indispensabile la prenotazione.

ASPI CAMPANIA

via Monte di Cuma 3, Pozzuoli (NA)

Tel. 081 804 6235 ‐ mail: napoli@aspi.it – campania@aspi.it

Leggi anche La prima recensione del progetto FEUDISTUDI Qui.

© L’Arcante – riproduzione riservata

Humans of Campi Flegrei, #5 Angelo Di Costanzo

7 settembre 2015

Con Humans of Campi Flegrei, Mia Duberg Nielsen¤ raccoglie e racconta le storie di questa nostra terra attraverso gli occhi delle persone che sono parte di questa cultura unica. In qualche modo, qui il tempo si è fermato e le vecchie tradizioni sono ancora celebrate.

Humans of Campi Flegrei - foto Marina Sgamato

“The most important part of our job is to share the experiences. There is no value in being the best, unless you share your knowledge with others, and give them the chance to be the best in the next generation”.

Angelo Di Costanzo is today working as Food & Beverage Manager at Feudi di San Gregorio¤ in Sorbo Serpico – one of the most important vineyards in Italy. After several years of being a sommelier, he can now pass on his knowledge and experience to his employees.

It all started when Angelo decided to start studying to become a chef, but his teachers soon saw other potential in him, and suggested he studied to be in the front of a restaurant instead of the back. He is a storyteller by heart and after 5 years of studying he entered the work space as a waiter at different restaurants. One of these places was La Fattoria del Campiglione¤, and at this time the only restaurant in the area with a wine cellar. Here is where his passion for the wine came to life, and he went from being a waiter to train to become a sommelier. Now working with his passion, after some years he didn’t feel like he was getting enough challenges and experiences. Without any places in the area where he could improve himself, he decided to take the next jump in his life and opened the wine store and bar L’Arcante¤.

Today though, the store is no longer but it remains as Angelo’s blog about wine. Several reasons were responsible for him deciding to end this chapter, but he still remembers the years as good experiences. It was time for new challenges, new experiences and new knowledge.

He started working at one of the finest hotels in Italy – the 5-star Palace Hotel & Spa¤ on the island Capri – a big challenge and opportunity for someone from Pozzuoli, to suddenly work with the best wine in the world, the best costumers, to be in a place full of luxury, at a restaurant that had their 2nd Michelin star confirmed in 2009¤, while Angelo was part of the team. These were also years that were great for Angelo professionally as in 2004 and 2005 he was voted to be among the 12 best Sommeliers in Italy, and in 2008 the best Sommelier in the region Campania and in 2014 the Sommelier of the year by L’Espresso Guide¤. But though he was now in a fine position at a great restaurant and hotel, he always remembered to come back to the small and humble area he was from in Pozzuoli, and kept in contact with his friends and the winemakers from here, and still likes to visit them, which is confirmed by the fact that we are meeting him in the vineyard of Raffaele Moccia, Agnanum.

Today Angelo is no longer just a sommelier, but the Food & Beverage Manager, with 50 employees below him. The wine is still his passion, which is why the blog is important for him, but also through passing on his knowledge to his employees. Every month he takes a group of them to visit other companies, who produces things like the wine, the vegetables, the prosciutto. It is important to him that his employees get this knowledge and see these producers, and understand how important they are, and to share the experiences.

Qui la versione completa con la traduzione in italiano su Humans of campi flegrei #5 Angelo Di Costanzo. Grazie a Marina Sgamato per la bella foto.

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With Humans of Campi Flegrei, Mia Duberg Nielsen¤ is telling the stories of Campi Flegrei through the eyes of the people who are part of this unique culture. In some ways, the time here stands still and old traditions are still celebrated.

Qui tutti gli humans of campi flegrei.

© L’Arcante – riproduzione riservata

Serpico 2001 (magnum) dei Feudi di San Gregorio

1 gennaio 2014

Pochi vini campani sanno essere evocativi di una così antica tradizione ma al contempo moderni e capaci di attraversare i nostri giorni con la stessa forza del Serpico dei Feudi di San Gregorio¤.

Irpinia Aglianico Serpico 2001 Feudi di San Gregorio - foto A. Di Costanzo

Negli ultimi dieci anni, da che ho memoria degli assaggi in maniera diciamo così un po’ più rilevante, ricordo pochissimi passaggi minori – forse solo uno, il 2003, ça va sans dire – di questo splendido aglianico da vigne vecchie del comprensorio taurasino. Per il resto, vini sempre centrati, autentici e dal profilo organolettico preciso, di fine struttura, ossuti e tesi e di grande prospettiva.

In effetti il Serpico¤ io l’ho veduto sempre un po’ così, fuori dalla mischia, da quella lotta compulsiva che soprattutto negli anni duemila ha visto l’azienda al centro di un vero boom che non gli ha risparmiato una vera e propria lotta di quartiere in quartiere per conquistare quote mercato. Una crescita non priva di fraintendimenti, certo, eppure Feudi, come poche altre aziende in Italia, nonostante grandi numeri, vanta un buon numero di vini, al di là di Diplomi e Coccarde varie, capaci di sorprendere a distanza anche di parecchi anni. Come ad esempio questo.

Nel mezzo, o frattanto, tanti anni di ricerca e studio che sono serviti a far quadrare il cerchio o perlomeno a selezionare il migliore aglianico¤, in parte da vigne centenarie, misurare l’affinamento più o meno ideale per consegnare ai bicchieri vini sempre più espressivi di un varietale ed un territorio che, non mi stancherò mai di ripeterlo, non hanno assolutamente nulla da invidiare agli altri ‘grandi’ italiani.

Duemilauno, magnum, 12 anni, ad avercene. Preciso il colore rubino appena sgranato sull’unghia del vino nel bicchiere e bene il primo naso, speziato e balsamico. Il tempo nel decanter gli dà slancio e spazio: prugna e liquirizia, pepe e cioccolato, tabacco e sottobosco. Tannino sottile e ancora frutto sul finale di bocca. Il sorso si fa agile e carezzevole, le papille ringraziano. Io pure.

Aglianico del Vulture 2009 Feudi di San Gregorio

2 gennaio 2013

Accade che sia proprio questo l’aglianico indispensabile in tavola su certi piatti. Quel rosso immediatamente godibile, senza spigolature accentuate o toni boisé eccessivi che nascondano la bella trama tutta tirata sul frutto e la gradevolissima bevibilità.

Aglianico del Vulture 2009 Feudi di San Gregorio

Invero non so di preciso cosa stia accadendo di nuovo o di importante da quelle parti, manco dal Vulture da almeno tre/quattro anni; echi più o meno frequenti però raccontano di una continua crescita per certe piccole etichette, ormai un riferimento, e della costanza qualitativa di tanti altri nomi storici della denominazione; eppure pare che molte cantine siano in sofferenza, sembra che il comparto soffra maledettamente proprio la distanza culturale che va dividendo la vecchia dalla nuova generazione di produttori vulturini. Una confusione che il mercato sembra digerire molto poco. 

Feudi di San Gregorio¤ qui c’è già da un po’ di anni e il progetto di sviluppo sul territorio, dopo un po’ di raffreddamento sul concept Vigne di Mezzo e vari ripensamenti sulla destinazione della Locanda del Palazzo¤ a Barile, sembra invece essere ripartito alla grande; ben oltre l’acquisizione della piccola cantina Basilisco, sempre a Barile¤. Segnali incoraggianti arrivano da questa bella interpretazione dell’aglianico del Vulture, un “base” in giro da un paio d’anni con una etichetta sì vivace ma improntata sullo stile classico aziendale cui eravamo abituati da un po’: un 2009 ben riuscito, assai invitante, fresco e sapido. Molto sapido.

Un rosso decisamente convincente, che non stravolgerà certo le vostre prospettive sulla tipologia ma che, a poco più di 10 euro sugli scaffali, riserva un invito molto preciso a non abbandonare l’idea che da queste parti si conservi un potenziale qualitativo enorme, che ha solo bisogno di inquadrare bene cosa rappresentare sul mercato del vino mondiale: continuare ad essere serbatoio sottostimato o puntare alla finissima gioielleria? Come sempre la verità sembrerebbe trovare risposte allettanti giusto nel mezzo.


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