Posts Tagged ‘prosecco’

Le colline del Prosecco di Valdobbiadene e Conegliano sono patrimonio Unesco

8 luglio 2019

Lungo la Strada del Prosecco che da Conegliano va verso Valdobbiadene i paessaggi sono di una suggestione unica, sono tanti i piccoli comuni che caratterizzano l’areale maggiormente vocato per la produzione dello spumante di questo territorio, camminare queste vigne rende bene l’idea di quanto la parola ”prosecco” sia sostanzialmente vuota senza dare il giusto valore a questi luoghi di produzione davvero unici.

Stiamo parlando di un’area di circa 19.000 ettari nel cuore del Veneto, caratterizzata da una zona cuscinetto di 9.800 ettari e dall’area centrale di altrettanti 9.000 ettari dove le linee dell’orizzonte sono dominate da colline molto ripide e piccoli vigneti, che vanno sviluppandosi longitudinalmente da Est a Ovest, con il fiore all’occhiello dei “terrazzamenti inerbiti”.

Qui il vigneto diviene giardino, le vigne si arrampicano lungo le colline, con pendenze a tratti impensabili, l’ordine e la compostezza di come si inerpicano sui pendii sono gli unici elementi di discussione che ti viene da affrontare. Niente diradamenti, le uve hanno bisogno di protezione, per non cadere in surmaturazioni inattese e per difendersi dalle improvvise grandinate che qui, soprattutto in epoca di vendemmia sono il rischio numero uno.

Queste vigne donano generalmente vini di una fragranza e piacevolezza superiori, sentori floreali e fruttati intensi e persistenti con riconoscimenti nitidi di rosa, albicocca e mela ed un gusto asciutto, persistente, lieve ma caratteristico, su linee minerali. Questi luoghi, le colline del Prosecco di Valdobbiadene e Conegliano sono, da oggi, patrimonio Unesco.

© L’Arcante – riproduzione riservata

Annunci

Costadilà 330 s.l.m., è primavera (quasi estate)

15 maggio 2013

Immaginate di stare seduti su un prato verde con a due passi una vigna in fiore, l’odore forte di gelsomini che però arriva e non arriva spazzato da una leggera brezza, con le api che balzano voraci da un fiore all’altro.

Costadilà

Pensatevi sereni, sorridenti, felici di regalarvi un paio d’ore all’ombra di una quercia secolare in una splendida giornata di primavera inoltrata, calda ma non pesante. Una lunga passeggiata tra i filari, col naso al cielo, lunghi respiri a pieni polmoni. Finalmente un morso alla frittata di pasta, uno alla pizza rustica. Uno, due sorsi di questo delizioso vino frizzante di Costadilà sur lie, 330 s. l. m..

Un filo d’erba tra i denti, una margherita colta alla piccola che stringi delicatamente mano nella mano, un’altra che non vedi l’ora di poggiare tra i capelli della tua splendida moglie, un’altra ancora da sfogliare tutti assieme. E speriamo che sia femmina…

Farra di Soligo, Profeeling Brut Marchiori

6 gennaio 2013

In effetti non ci sarebbe neanche da discutere su una bottiglia del genere capace di accompagnare allegramente e benissimo tutto un pasto; se non fosse che ogni volta sull’argomento prosecco si aprono scenari di discussione che sembrano non avere fine.

Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut Profeeling Umberto Marchiori - foto A. Di Costanzo

A dirla tutta l’ottimo Profeeling Brut di Umberto Marchiori c’entra davvero poco con tutto il casino¤ che sembra puntualmente tornare a galla quando ci si imbatte nel mare magnum¤ della tipologia “Prosecco”¤; anzi, segnatevelo per bene sul taccuino: è un Valdobbiadene Superiore assai gradevole, lieve nel colore e nei profumi, che appena versato regala almeno 3 centimetri di spuma e a fatica gli stai dietro tanto è bevibile, vivace, appena secco e un poco sapido. Per tutto il resto c’è tempo per capirci qualcosa, basta volerlo.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: