Posts Tagged ‘sommelier dell’anno’

Un lustro fa

17 ottobre 2018

Mamma mia che giornata memorabile quel 17 Ottobre del 2013! L’avessero voluta scrivere così avvincente la sceneggiatura di una giornata del genere non ci si crederebbe, giuro.

Ad ognuna la sua Leopolda, si potrebbe dire. Ebbene non ci sarei nemmeno dovuto essere là quel giorno e di ragioni ne avremmo avute, almeno una, importantissima. Eppure c’ero, ci siamo stati. Verso mezzogiorno, ad una manciata di minuti di distanza, mentre a Napoli Lilly¤ entrava in sala parto per dare alla luce Alessia, io mettevo piede là su quel palco a Firenze.

C’è da chiederselo, penso anche giustamente, se fosse dovuto andare proprio così:”Ma come, tua moglie entra in sala parto, nasce tua figlia e tu vai, te ne vai alla premiazione de L’Espresso?” Beh, forse sì, non fu per niente semplice scegliere, capire cosa fosse giusto fare in una situazione del genere. Ci pensammo tanto, ragionato e così decidemmo: questione di rispetto!

Si, rispetto, una parola che pare scomparsa dal linguaggio e dal comportamento di molti, soprattutto nel nostro mondo di Cucina e Sala. Quel rispetto che pare mancare a molti ”giovani” scalpitanti che proprio non si capacitano perché non gli venga riconosciuto (subito) quanto sono convinti di valere (secondo loro sempre un punto o due in più di quanto vengono valutati). Già, i punti, sembra che tutto alla fine si riduca a una rincorsa ai puntiai virgola 5, le Stelletelle. Macché…

Ecco, quel giorno a Firenze ci sono andato per rispetto, per chi volle ch’io fossi là quel giorno ma soprattutto per chi aveva permesso in tutti quegli anni di costruire passo dopo passo (anche) quel momento indimenticabile. Rispetto per tutti, a maggior ragione per la mia Lilly che quei passi li aveva tutti camminati con me. E un po’ anche per me stesso che, lasciatemelo dire, m’ero fattoun mazzo grosso così pe’ ll’avé!”¤.

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Se vi va qui sotto trovate alcune delle cose uscite qua e là in giro che raccontano quell’evento del 17 Ottobre 2013 alla Stazione Leopolda di Firenze. E per chi è su Facebook, c’è anche un Video (qui il link¤) opera dell’amico del cuore Pino Esposito¤.

L’Espresso ¤ – Luciano Pignataro ¤ – Il Mattino ¤

Gambero Rosso ¤ – Identità Golose ¤ – Dissapore ¤

© L’Arcante – riproduzione riservata

L’angelo del territorio

17 giugno 2014

E’ appena uscito il n. 34 del Magazine Capri Review. Tra gli altri si parla di me ma soprattutto di viticoltura e vino a Capri.

Capri Review

17 ottobre 2013¤. Angelo Di Costanzo¤, davanti a una platea che rappresenta il meglio della gastronomia e dell’enologia italiana, viene incoronato miglior sommelier dell’anno. La Guida dell’Espresso¤ consegna il ‘al responsabile della cantina di ristorante che nel corso dell’anno si è distinto per competenza e professionalità’. Il ristorante in questione è L’Olivo del Capri Palace, mille etichette e oltre diecimila bottiglie ospitate nella cantina La Dolce Vite. Ma Angelo, arrivato a Capri sei anni fa per accettare una nuova sfida dopo aver deciso di chiudere il suo wine bar che aveva con tanta passione fatto crescere, questa data la ricorderà soprattutto per la nascita della sua secondogenita, Alessia.

Trentotto anni, ultimo di sette figli di una famiglia di pescatori di Pozzuoli, ha vissuto tra il mare e la campagna dei Campi Flegrei dove l’uva è sempre stata protagonista. E quando parla di uva e vino gli si illuminano gli occhi. Racconta della vendemmia nelle vigne di Caposcuro ai piedi del Monte Solaro. Sono coltivate a falanghina, biancolella e una varietà chiamata ‘ciunchesa‘, molto simile al più conosciuto greco, e danno vita al Joaquin dall’Isola, mille bottiglie prodotte da Raffaele Pagano e che a Capri si trovano in esclusiva al Capri Palace. Ma all’ombra del Solaro crescono anche uva a bacca rossa, Guarnaccia e Piedirosso che da due anni vengono vinificate nella cantina di Joaquin a Montefalcione, in provincia di Avellino, per una piccola preziosa produzione di rosato di sole 200 esclusive bottiglie. ‘Da cinque anni – racconta Angelo – il progetto Joaquin dall’Isola ha riportato in vita la vendemmia ad Anacapri¤ e grazie anche questa iniziativa si mantiene viva la doc isolana e la tradizione antica del bianco caprese’.

E la promozione enoturistica dell’isola è uno dei chiodi fissi di Angelo. ‘I circuiti del gusto e del vino rappresentano un valore sempre più importante nel turismo di oggi, corsi di approccio al vino, incontri di degustazione, itinerari alla scoperta delle vigne non possono che valorizzare il territorio’. Guidati dalla sua competenza si possono apprezzare i vini che propone La Dolce Vite. Vale la pena seguirlo, in cantina ma anche sul suo blog L’Arcante¤, diario enogastronomico di un sommelier.

© Rossella Funghi, Capri Review n. 34 Giugno 2014

caprireview.it

© L’Arcante – riproduzione riservata

Pronti, partenza, via!

16 aprile 2014

Si riparte! Comincia la stagione 2014 al Capri Palace Hotel. Dopo una decina di giorni di duro, frenetico ed incessante lavoro di preparazione, ci siamo, siamo pronti!

Capri Palace

Dopo il lungo inverno di lavori, si riaccendono dunque i riflettori sul Ristorante L’Olivo¤, il 2 Stelle Michelin qui in albergo, quest’anno con la terrazza completamente rimessa a nuovo (che spettacolo ragazzi!), tra gli altri ‘voted Best Hotel Restaurant all’European Hospitality Award¤ 2013′.

E’ pronto come sempre anche Il Riccio¤, il Restaurant&Beach Club a due passi dalla splendida Grotta Azzurra. Tanti nuovi profumi e sapori all’orizzonte, lo stile, inconfondibile speriamo, quello di sempre. Insomma, La Dolce Vite¤ is back!

Il Sommelier dell’Anno su Excellence Magazine

14 febbraio 2014

È uscita una mia intervista su Excellence Magazine a cura di Giulia Cannada Bartoli. I miei inizi, il mio lavoro, la passione che mi accompagna da sempre, i grandi vini che mi girano intorno, Capri.

Angelo Di Costanzo Sommelier dell'anno L'Espresso 2014 - foto L'Arcante

Sfoglia gratis il giornale qui¤, a pagina 20 e 21 le mie parole. Vi segnalo tra l’altro che nelle pagine precedenti ci trovate anche un interessante ritratto dell’amica compaesana chef Marianna Vitale¤ di Sud¤. Insomma, una boccata di Campi Flegrei, quelli che ci piacciono…

© L’Arcante – riproduzione riservata

Buone Feste!

22 dicembre 2013

Auguri di Buon Natale 2013 by Di Costanzo's family

E’ stato un anno di grandi sacrifici, lo sappiamo bene, ma anche di grandi passioni e grandissime soddisfazioni professionali (corali e personali): è stato l’anno di una pioggia di Stelle, Cappelli, Forchette e Baci su L’Olivo e tutto il Capri Palace. E sapete bene che è stato l’anno del Sommelier dell’Anno.

Ma è stato soprattutto l’anno della nostra nuova arrivata Alessia. È stato, infine, l’anno in cui questo piccolissimo blog ha continuato a macinare numeri importanti, (sinceramente) inaspettati, cosa anche questa che ci rende tanta tanta soddisfazione. Adesso un po’ di pausa, ci si vede, puntuali, più in là, frattanto…

Buone Feste a tutti voi, di vero cuore.

Stanno tutti bene, più o meno

15 dicembre 2013

C’è un tale crescente interesse sui vini campani che è proprio il caso di dire che non si è più figli di un Bacco minore, anzi. Attenzione certificata da molti critici autorevoli che hanno preso a scrivere con una certa continuità e non più solo di Taurasi o fiano di Avellino dei più blasonati ma anche di etichette per così dire ‘minori’ tipo Piedirosso o Barbera del Sannio piuttosto che Falanghina.

Una tendenza seguita dalle migliori Guide ai Vini che mai come negli ultimi tempi battono forte da queste parti scoprendo tante belle e nuove realtà all’altezza della situazione. Non ultimo dalla soddisfazione di trovare nelle carte dei vini in giro per l’Italia qualche buona etichetta ‘fuori dai soliti giri’ che assieme raccontano tanti piccoli spaccati della nostra amata terra.

Grande merito va anzitutto a chi da sempre racconta e tesse le lodi di una viticoltura preziosa che aveva solo bisogno di un po’ più di fiducia e di un maggiore confronto per imporre le sue indubbie qualità. Ma anche e soprattutto a quei produttori che ci hanno creduto in questo percorso che definire ‘ad ostacoli’ tra i provincialismi e la burocrazia che li circonda è veramente dir poco.

Eppure non stanno proprio tutti bene. Questi due mesi sono stato poco in giro, ovvero meno di quanto sono solito fare eppure anche le poche voci raccolte qua e là mi sembrano assai meno rassicuranti di quanto invece invitino a fare le svariate carrellate fotografiche di premi e riconoscimenti che impazzano un po’ ovunque sul web o nelle stanze di rappresentanza.

In Campania, le poche grandi aziende (per dimensione e fatturati) si difendono – ma ancora per quanto tempo potranno farlo? – perché hanno le spalle belle larghe ma l’aggressività con cui si affrontano ‘tra loro’ soprattutto nella Grande Distribuzione va creando precedenti assai pericolosi. Le aziende medio grandi, diciamo quelle già sopra le 150.000 bottiglie soffrono maledettamente, hanno grandi qualità e un buon marchio ma non hanno più tanta liquidità di cassa, il che gli limita soprattutto la capacità di puntare quei nuovi mercati su cui si è potuto fare poco o nulla visti gli altissimi costi promozionali limitandosi ad un’approccio puramente esplorativo.

Sembrano cavarsela così così le piccoline, un po’ meglio quelle con una dimensione unifamiliare e ancor più quando specializzate nella produzione di due o tre vini al massimo. Qui però si sta ponendo un’altro problema, la montante mancanza di fiducia nella ripresa del mercato italiano (e locale) sempre più alla ricerca ‘del prezzo’, una vera martellata sui denti per le piccole aziende, soprattutto laddove di tanto in tanto strappano un buon contratto di un paio d’anni con qualche importatore (che negli states qualcosa si muove). Accade quindi che si sentono al sicuro, fanno spallucce e vanno per la loro strada ma finiscono praticamente in un limbo, pienamente nelle sue mani, dell’importatore intendo. Mi spiego: se questi per qualche ragione salta – non mancano esempi, ndr -, gli salta il 60/70% del fatturato di un anno.

Insomma, ha una fragilità tutta questa situazione che spero non vada sottovalutata e faccia riflettere in molti e far sì che si guardi tutti nella stessa direzione. Comprese le istituzioni che come sempre appaiono assenti quando non distratte e contente – loro si – solo in occasione dell’ennesimo taglio di nastro. La notorietà si sa è un bel treno, ma ogni locomotiva che si rispetti ha bisogno di binari sicuri e soprattutto di una destinazione certa. Altrimenti va a finire che stiamo tutti perdendo tempo.

L’amicizia che conta

6 novembre 2013

Ca' del Bosco per Angelo Di Costanzo foto L'Arcante

L’Amicizia, quella con la A in maiuscolo conta e come. Grazie ragazzi!

Photogallery¤

Con Onore e per Rispetto

21 ottobre 2013

Premio Sommelier dell'Anno

Bene, rieccoci qua. Mamma mia che giornata memorabile lo scorso 17 Ottobre! L’avessimo voluta scrivere così una sceneggiatura non ci saremmo mai riusciti, giuro. Adesso però è il momento dei ringraziamenti, di concedere onore a chi lo merita. Anzitutto alla mia famiglia, tutta, e a Lilly¤ che mi sostiene da sempre; e poi a tutti coloro che hanno fatto sì ch’io arrivassi là su quel palco a Firenze giovedì scorso: a chi mi ha accompagnato in questi anni, gli amici, i colleghi, i compagni di viaggio che hanno condiviso con me ogni secondo, ogni centimetro, ogni momento di questo cammino. Tutti, nessuno escluso. Onore quindi a chi ha assaporato – è proprio il caso di dirlo – ogni sorso di questo splendido e duro lavoro di Sala e Cantina.

Onore a chi ci ha sempre creduto in me, a chi mi ha sostenuto e quando necessario mi ha dato una mano, lasciato la porta appena accostata; ma grazie anche a chi, per un motivo o per un’altro non l’ha fatto, perché per crescere e migliorarsi si ha bisogno anche di questo, di gente contro. Grazie, grazie di vero cuore.

Sapete, qualcuno, penso anche giustamente, mi ha detto: ‘Ma come, tua moglie entra in sala parto, nasce tua figlia e tu vai, te ne vai alla premiazione de L’Espresso?‘. Beh, forse sì, non è stato per niente semplice scegliere, capire cosa fosse giusto fare in una situazione del genere. Ci abbiamo ragionato e abbiamo deciso: questione di rispetto!

Si, rispetto, una parola che ultimamente pare scomparsa dal linguaggio e dal comportamento di molti, soprattutto nel nostro mondo di Cucina e Sala. Quel rispetto che pare mancare a molti ‘giovani’ scalpitanti che proprio non si capacitano perché non gli venga riconosciuto (subito) quanto sono convinti di valere (secondo loro sempre un punto o due in più di quanto vengono valutati). Già, i punti, sembra che tutto alla fine si riduca a una rincorsa ai punti, ai virgola 5 e stellette. Macché…

Ecco, a Firenze ci sono andato per rispetto, per chi ha voluto ch’io fossi là quel giorno ma soprattutto per chi ha permesso in questi ultimi quindici anni di costruire passo dopo passo quel momento indimenticabile. Rispetto per tutti, a maggior ragione per la mia Lilly che quei passi li ha camminati con me. E un po’ anche per me stesso che, lasciatemelo dire, mi sono fatto ‘un mazzo grosso così pe’ ll’avé!’¤.

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Se vi va qui sotto trovate alcune delle cose uscite qua e là in giro che raccontano dell’evento del 17 Ottobre alla Stazione Leopolda di Firenze. E su Facebook c’è anche un Video¤ opera dell’amico Pino Esposito¤.

L’Espresso ¤Luciano Pignataro ¤ – Il Mattino ¤

Gambero Rosso ¤Identità Golose ¤Dissapore ¤

Firenze, dell’Enoteca Pinchiorri e Le Roi Giorgio

20 ottobre 2013

Enoteca Pinchiorri, Sala Degustazione - foto L'Arcante

Per chi come me è cresciuto nel mito di Giorgio Pinchiorri potergli fare visita e stringergli la mano è stato un momento memorabile, da consegnare agli annali. Ho approfittato della salita¤ a Firenze per strappare un appuntamento per fare un giro in cantina all’Enoteca in via Ghibellina¤.

Borgogna da Pinchiorri - foto L'Arcante

Pinchiorri¤ è ‘il’ posto dei sogni, manco a dirlo. E al di là del valore che credo incalcolabile delle preziose bottiglie nonché di certe etichette introvabili ciò che affascina qui, sopra tutto, è quella particolare atmosfera che si respira passando da una stanza all’altra della cantina, assolutamente fuori dal tempo.

Centinaia di migliaia di bottiglie stipate con una cura a dir poco maniacale – proprio come piace a me! – con ognuna delle bottiglie al suo posto, tutte chiaramente identificabili e a portata di mano. Un lavoro immane che non sfugge nemmeno ai meno attenti, curato in ogni minimo particolare da uno staff (!) di sommelier chiaramente di primissimo livello.

N.1 - foto L'Arcante

Trovo quasi scontato soffermarmi sull’unicità di certe etichette, basta dare un’occhiata ai preziosissimi ‘vuoti’ sparsi qua e là a testimoniare passaggi che sicuramente avranno fatto storia per coloro che l’hanno stappate: Bordeaux e Borgognoni di annate rarissime, millesimi addirittura dei primi del novecento e bottiglie ‘uniche’ (ormai introvabili) di Petrus, Jayer, Coche-Dury, Romanée Conti e tutti quanti quelli che vi potrebbero venire in mente da qui a un’ora.

Sono qui, e in larga parte anche con formati speciali che recano in etichetta il fatidico N.1: un particolare che deve necessariamente far riflettere su quanto quest’uomo e questo luogo rappresentino nel campo una icona di altissima levatura della professionalità italiana riconosciutaci in tutto il mondo.

Romanée Conti 1985, bott. N.1 - foto L'Arcante

Mi riprendo con in mano un sorso di La Mission Haut Brion (credo 2009), mi porto via così un bellissimo momento, di grande intensità e valore, indimenticabile; un bagno di umiltà essenziale per capire quanta strada c’è sempre da fare e che in sostanza, per quanto sia duro il nostro mestiere sa però regalarti dei momenti davvero indimenticabili. Applausi per Giorgio Pinchiorri¤.

Enoteca Pinchiorri
Via Ghibellina 87 50122 Firenze
Tel.+39.055.242757 / +39.055.242777
Fax +39.055.244983
http://www.enotecapinchiorri.it
ristorante@enotecapinchiorri.com
 

Guide ai Ristoranti d’Italia 2014, così L’Espresso

18 ottobre 2013

Guida Espresso 2014Voto: 17
Due Cappelli: cucina di gran qualità.
Bicchiere: particolare cura nella ricerca e nel servizio dei vini, internazionali, nazionali o locali.

Quante volte, nei ristoranti dei grandi alberghi, si resta abbagliati dalla perfezione formale di alcune pietanze e magari non altrettanto colpiti al momento dell’assaggio? Qui, nel più prestigioso rifugio dell’Isola Azzurra, questo rischio non è contemplato. Anzi, il giovane chef Andrea Migliaccio continua a scalare imperterrito la strada dell’Alta Cucina, come un atleta che insegue vigoroso la piena maturità senza mollare mai. Il risultato e’ davvero convincente, sotto il segno orgoglioso della tradizione campana, che si rinnova senza complessi, e con una squadra fortemente motivata. Che si tratti della vellutata di cipollotti con guanciale, fava e bottarga, o della trilogia di agnello, non arriva piatto che non sia animato da profondo equilibrio e vivacizzato da un allegro gioco di contrasti: nel coloratissimo risotto, i ricci di mare duellano con la colatura di alici, acqua di pomodoro e dei friselle al finocchietto. Ma la perfezione arriva con le candele spezzate (tartufi di mare, gamberi, broccoli e pecorino) e subito dopo con la triglia (con burrata al limone, fagiolini e patate). Incoraggiati da una Signora Carta dei Vini, gestita alla perfezione da Angelo Di Costanzo, anche gli ospiti più conservatori si abbandonano così al sogno caprese, fino a provare i sapori forti della genovese di coniglio… Degustazione Super da 220 euro, sui 160 alla carta. (da Le guide de L’Espresso – I ristoranti d’Italia 2014)

Senza una donna che ti sta dietro non sei niente

14 ottobre 2013

Ogni volta, negli ultimi anni, più o meno in Aprile. Questa mattina si riparte, comincia la stagione a Capri. Le borse sono pronte, le ultime cose me l’ha sistemate con cura iersera. Al treno (per arrivare al porto) mi accompagnano lei e Letizia. E’ una levataccia ma preferisce che sia così.

E’ una mattinata carica di tensione e scandita da quiete e silenzi. Le parole certe volte sono mute, non le senti, ma non per questo puoi pensare di non ascoltarle: sono lì e rimbalzano nel vuoto come sassi contro il muro.

Non sono l’unico certo, e non sarò l’ultimo. Accade che metti da parte la famiglia, l’amore, gli amici per il lavoro. Il tuo preziosissimo lavoro. T’illudi di portarli con te per non rimanerci male, per darti coraggio ed in fondo per sentirti con la coscienza a posto. Non è affatto così.

Quanto costa tutto questo? Non ha prezzo, e tutto il tempo che gli levi non lo recupererai mai. Ecco perché senza una donna che ti sta dietro, che ti sostiene, che ti ama, che cresce i tuoi figli nonostante te, non sei niente!

Credi di essere bravo? Fatti avanti, non temere

13 ottobre 2013

Hai saputo di Letizia¤? Mamma mia che botta di vita…

Capri? Che dire, mi piace, ci sto bene e mi sento al centro di un progetto stimolante e proiettato con forza e determinazione in avanti. Ogni giorno imparo qualcosa di nuovo, significativo. E poi c’è un bel gruppo di lavoro, solido, ambizioso e consapevole degli obiettivi (quelli possibili e quelli impossibili pure).

La seconda stagione volge al termine, la cantina comincia a prendere una certa forma; i numeri ci dicono che abbiamo fatto un gran lavoro quest’anno ma credo ci voglia ancora un po’ di tempo per vederne a pieno i frutti, pian pianino però si farà: anzitutto la Campania, prima di tutto la Campania – giochiamo in casa cavolo! -, poi va bene anche tutto il resto. E la Francia. Altro obiettivo importante è alleggerirla al più presto di quei vini ormai un po’ ‘fuori tema’ (i superqualchecosa) che poco c’entrano con la nostra cucina. Magari ci teniamo solo quelli storici, buoni, ricercati. Uno o due anni ancora e ci siamo: bisogna venderli però, non possiamo mica regalarli…

Fronte caldo il web. Da un po’, con una certa frequenza, scrivo sul blog di Luciano Pignataro¤, ormai un riferimento; mi piace e mi aiuta molto a confrontare il mio modo di vedere il mio lavoro col mondo del vino e con la gente, almeno quella che gira in rete. Ho iniziato pure a tenere qualche degustazione¤ qua e là; altra situazione importante questa, altri stimoli, ancora idee a confronto. Poi ci sono i pensieri e le parole che sto provando a mettere on line anche sul mio blog, qui su L’Arcante. Pare che la cosa funzioni, mi rilassa, mi diverte e viene pure seguita.

P.S.: tutte le guide quest’anno parlano di noi, tutti plaudono al nostro lavoro, L’OLivo è sulla bocca di tutti e il Riccio ha fatto un boom! pazzesco. Oliver¤ però ha deciso di lasciarci, desidera mettersi in proprio. In rampa di lancio c’è Andrea. E’ il 2010.


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