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Fiano di Avellino Exultet 2012 Quintodecimo

19 gennaio 2015

Fiano di Avellino Exultet 2012 Quintodecimo - foto A. Di Costanzo

Non deve essere facile per Luigi Moio alzare l’asticella qualitativa dei suoi vini anno dopo anno, eppure anche il palato più distratto riesce a cogliere nei suoi vini ad ogni nuovo passaggio qualcosa di sorprendente e diverso.

L’Exultet 2012 racconta con maggiore franchezza le suggestioni dell’anno precedente quando già con il 2011¤ si coglieva nei bianchi di Quintodecimo maggiore spessore e finezza anzitutto del frutto. Non a caso Via del Campo¤ rimane di gran lunga la migliore falanghina attualmente in circolazione mentre il successo di bevute del Giallo d’Arles¤, il greco di Tufo di casa, non trova che pochissimi eguali sul mercato. E mentre sull’aglianico¤ i tempi sono assai lunghi e il professore qui si gioca volentieri tutta la vita, col fiano sembra stracciare a mani basse tutte le misure ad ogni vendemmia.

Si sa che il fiano più delle altre varietà tradizionali bianche campane ha le qualità per potersi misurare con il tempo, e qui la caratura è quella di un vino di grande proiezione, destinato ad una lenta evoluzione e per questo più longevo. Anche se certe bottiglie viene da berle non appena ti arrivano tra le mani, come se non ci fosse un domani.

© L’Arcante – riproduzione riservata

 

Piccola Guida ragionata al Falerno del Massico

4 novembre 2014

Ho dedicato al Falerno del Massico tante ore spese con giri in vigna e cantine, ho conosciuto persone straordinarie e vini memorabili raccontati con numerose degustazioni, decine di interventi, recensioni qui su L’Arcante. Mancava giusto la Piccola Guida del cuore alla denominazione più antica al mondo.

Sessa Aurunca, Vigna Falerno del Massico Etichetta Bronzo a Masseria Felicia

La storia ci ha sempre raccontato che il Falernum già in epoca romana veniva considerato vera e propria rarità enologica tanto dall’essere addirittura riconosciuto con ben tre sottodenominazioni a seconda della sua provenienza geografica. Era chiamato comunemente vinum Falernum tutto quello prodotto nell’Ager ma generalmente da vigne allocate in pianura; il Faustianum invece era quello tralciato nell’area appena pedecollinare mentre veniva riconosciuto Caucinum solo quello più prezioso, proveniente dall’alta collina.

Oggi, pur avendone ben chiari i confini della doc Falerno del Massico non è affatto semplice riassumerne per intero una zonazione efficace di tale territorio che, oltretutto, gravita attorno al massiccio del Monte Massico facendo sì che si passi da terreni pedemontani a collinari – con tutte le implicazioni pedoclimatiche, ndr -, sino ad arrivare letteralmente al mare. Alcuni riferimenti che possono però aiutarci a comprendere meglio ciò che provano a raccontare certe bottiglie che vanno in giro ci teniamo comunque a precisarli.

Nell’areale di Sessa Aurunca insistono circa 78 ettari denunciati alla doc, coltivati prevalentemente con Aglianico, Piedirosso, Falanghina e Primitivo; qui i terreni sono generalmente caratterizzati da tufo nell’interno, verso il vulcano spento di Roccamonfina e sabbia e limo verso la costa sino al mare.

Cellole conta 25 ettari coltivati con Aglianico, Piedirosso, Falanghina, Primitivo, qui i terreni sono sostanzialmente caratterizzati da sabbia e limo con alcuni tratti di origine alluvionale.

A Carinola e nei suoi dintorni insistono 26 ettari piantati con Aglianico, Piedirosso, Falanghina, qui il vigneto sembra essere più omogeneo su tufo e argille.

Falciano del Massico il vigneto doc conta circa 13,5 ettari votati a Primitivo, Barbera, Piedirosso, Falanghina, Moscato con terreni frammisti di argille, crete e limo, sabbie.

Infine Mondragone, con i suoi 8,5 ettari di Primitivo e Falanghina e le sue vigne che diradano sino a due passi dal mare, qui i terreni sono composti perlopiù da limo, sabbie con misto argille.

Una terra straordinaria l’Ager Falernus, di qua, a sud-est, Mondragone, Falciano e verso nord-est Carinola. Di là, a nord, Cellole e più a est Sessa Aurunca con le sue frazioni di Carano e Cascano. Ad ogni modo un territorio tutto da scoprire, da bere, ricordare, a cominciare da questi indirizzi…

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Azienda vitivinicola Bianchini Rossetti
Via Ten. Trabucco
81030 Casale di Carinola (Ce)
Tel / Fax: +39 0823.709187
info@bianchinirossetti.com
www.bianchinirossetti.com
Di particolare pregio: Falerno rosso Mille880, Falerno rosso Ris. Saulo¤.
 
Azienda Agricola Gennaro Papa
Piazza Limata 2
81030 Falciano del Massico (Ce)
Tel: 0823 931267
Fax: 0823 931267
www.gennaropapa.it
Di particolare pregio: Falerno Primitivo Campantuono¤, Falerno Primitivo Conclave, in rare uscite il passito Fastignano.
 
Cantina Zannini
Via Vellaria 20
81030 Falciano del Massico (Ce)
Tel.:0823 931108
info@cantinazannini.it
www.cantinazannini.it
Di particolare pregio: il Falerno Primitivo Campierti¤.
 
La Masseria di Sessa
Via Travata 3, Km 3+100
81037 Sessa Aurunca (Ce)
Tel / Fax: +39 0823.938179
info@lamasseriadisessa.it
www.lamasseriadisessa.it
Di particolare pregio: Falerno del Massico bianco Aurunco¤.
 
Michele Moio fu Luigi
Viale Regina Margherita 8
81034 Mondragone (Ce)
Tel. e Fax: (+39) 0823 978 017 – (+39) 328 17 43 455
info@cantinemoio.it
www.cantinemoio.it
Di particolare pregio: Falerno bianco, Falerno Primitivo¤, Falerno Primitivo Maiatico.
 
Masseria Felicia
SP 104 Loc. S. Terenzano
81037 Carano di Sessa Aurunca (Ce)
Tel. e Fax: 0823 93.50.95
info@masseriafelicia.it 
www.masseriafelicia.it
Di particolare pregio: Falerno rosso Ariapetrina, Falerno rosso Etichetta Bronzo¤.
 
Trabucco
Via Vittorio Emanuele 1
81030 Carinola (Ce)
Tel. 0823 737345
info@cantinatrabucco.com
http://www.cantinatrabucco.com 
Di particolare pregio: Falerno Primitivo Primo Antico¤.
 
Torelle – Eredi Guardascione
Via nazionale Appia 1, Località Torelle
81037 Cascano di Sessa Aurunca (Ce)
Cell. 392 0185208 
Di particolare pregio: Falerno rosso Falé¤.
 
Villa Matilde Avallone
S.S. Domitiana 18
81030 Cellole (Ce)
Tel.: +39 0823.932 088
Fax: +39 0823.932 134
info@villamatilde.it
www.villamatilde.it
Di particolare pregio: Falerno bianco, Falerno bianco Vigna Caracci¤, Falerno rosso Riserva Camarato¤.
 
Viticoltori Migliozzi
Via Appia km 179
Casale di Carinola (Ce)
Tel.: 0823 704275
Fax: 0823 704914
info@rampaniuci.it
www.rampaniuci.it
Di particolare pregio: Falerno rosso Rampaniuci¤.
 

© L’Arcante – riproduzione riservata

Mondragone, Falerno del Massico Primitivo 2009 Michele Moio. O di quel successo ineguagliabile…

18 novembre 2012

Pochi vini come il Falerno del Massico Primitivo di Michele Moio possono vantare un tale successo commerciale, un’affermazione così vasta e capillare sul mercato del vino (non solo) napoletano. Etichette che si contano addirittura sulle dita di una mano se ci si riferisce ai soli vini rossi.

E’ il vino della domenica, anzitutto. Quello che se lo porti a pranzo  a casa di un amico non sbagli mai. O che magari ti concedi di bere a casa sapendo del ragù ancora sul fuoco. Ma è anche tra quelli più diffusi “al bicchiere” nei locali che fanno della mescita il loro punto di forza. E cosa insolita altrove, il primitivo di Moio è, tra i rossi campani, quello che più ha tratto vantaggio da quell’onda emozionale che a cavallo degli anni novanta voleva certi vini immediatamente leggibili, di spessore ma rotondi e con un certo carattere. Insomma, un rosso con una tradizione solida, tipico, con duemila anni di storia e tremendamente moderno. Geniale no? 

Una consacrazione che arriva però da molto lontano, e che nulla ha che vedere con l’idea di modernità che ha affascinato molti vinnaioli e annientato gran parte di questi senza una vera storia solida alla base; un successo che qui in casa Moio non ha spostato di una sola virgola la dedizione e la storia della famiglia, da oltre cento anni dedita al vino Falerno del Massico alla stessa maniera.

Così questo duemilanove, che si conferma annata davvero strepitosa per alcuni rossi, viene fuori alla distanza con molto di più di quanto promette sul breve; è invitante e grasso, succoso e nerboruto, ruffiano e sferzante al tempo stesso. Mancavo l’assaggio da un paio d’anni, ma è come se l’avessi bevuto appena un paio di settimane fa; è vero, il Falerno di don Michele, anno dopo anno, è pure questo, dannatamente fedele a se stesso. Ma un bel vino è così, sa essere anche questo, un piacevole ritorno alle origini, alle radici, da lì dove eri partito convinto di chissà quanto di più bello ci fosse là fuori.

© L’Arcante – riproduzione riservata

Carano di Sessa Aurunca, I love Falernum!

12 marzo 2011

Seminare, quindi raccogliere; coltivare, quindi godere. Con grande piacere vi rendiamo notizia di un evento in programma il prossimo venerdì 25 Marzo alla Locanda delle Carrozze di Carano di Sessa Aurunca; protagonista, l’amato Falerno del Massico e le sue declinazioni!

Dopo l’evento dello scorso novembre andato in scena all’Antica Trattoria Fenesta Verde di Giugliano, uno dei luoghi storici della tradizione culinaria flegrea, dove, in molti ricorderanno, un grande successo di pubblico decretò l’altissimo gradimento sia dell’ottima cucina di Luisa e Laura Iodice nonchè dei vini di Masseria Felicia, Papa, Bianchini Rossetti, Migliozzi e Cantina Zannini.

Così, giusto per dare, ove ce ne fosse stato ancora bisogno, ancor più lustro all’opera degli amici della Confraternita del Falerno torna in scena per un secondo atto il Falerno del Massico, in odor, ci solleticano alcuni rumors, di docg; Ed ecco che ad allietare questo secondo imperdibile appuntamento per gli appassionati dell’Ager Falernus entrano in campo le prestigiose aziende Villa Matilde, Moio, Volpara, Nugnes e non ultima Trabucco. Segnatevelo in agenda quindi, il prossimo venerdì 25 marzo dalle ore 20.00 al Ristorante Locanda delle Carrozze di Carano di Sessa Aurunca, il vino unisce ciò che gli uomini dividono! 

Per tutte le informazioni:
Antonio Russo Cell. 320 791 2249
Giuseppe Orefice Cell. 335 874 7180
www.confraternitadelfalerno.it
info@locandadellecarrozze.com  

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