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L’Arcante su il Napolista, questi gli articoli pubblicati nell’ultimo mese

9 dicembre 2018

Il Napolista

Da poco più di due mesi alcuni nostri contributi sono pubblicati sul giornale on line ilNapolista¤ dove ogni settimana proviamo a raccontare alcune tra le buone etichette campane prendendo spunto dai profili e dalle storie dei calciatori del Napoli¤, il nostro Napoli che continua ad incantare in Serie A¤ e Champions League¤.

Questi che seguono sono gli articoli pubblicati nell’ultimo mese che vi riassumiamo in pochi passaggi essenziali, se vi va dategli una occhiata e scriveteci pure cosa ne pensate, diteci la vostra ne saremmo davvero felici.

#5 David Ospina e il Lacryma Christi del Vesuvio rosso Vigna Lapillo 2014 di Sorrentino Leggi Qui.

#6 Allan Marques Lourerio e il Casavecchia Centomoggia 2013 di Terre del Principe Leggi Qui.

#7 Marek Hamsik e il Taurasi Riserva Vigna Quintodecimo 2004 di Quintodecimo Leggi Qui.

#8 Arkadiusz Milik e l’Ischia Forastera 2017 di Antonio Mazzella Leggi Qui.

© L’Arcante – riproduzione riservata

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Il respiro del vino

21 ottobre 2016

il-respiro-del-vino-luigi-moio-mondadori

[…] Il profumo forse è l’aspetto sensoriale più straordinario del vino, perché è anche il linguaggio della sua composizione, della sua storia, delle sue tradizioni, dei territori in cui nasce e dei microclimi che ne accarezzano i giorni. Il vino è la sintesi sorprendente dei profumi di tutto ciò che ci circonda, perché ha nella sua natura più profonda le tracce della terra, dei fiori, dei frutti, delle spezie, del mare, della montagna, del vento, della luce e di tante altre cose che nobilmente rappresenta. (Luigi Moio)

Questo libro – non ho il minimo dubbio -, diverrà presto un best seller! Mi sento davvero fortunato di aver condiviso con Luigi, il prof. Luigi Moio¤, tante chiacchiere e bevute in questi ultimi anni che mi hanno insegnato tanto e aperto ad un approccio al vino e al suo mondo estremamente significativo.

Il Respiro del Vino

”conoscere il profumo del vino per bere con maggiore piacere”

Luigi Moio, 2016 © Mondadori

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Fiano di Avellino Exultet 2012 Quintodecimo

19 gennaio 2015

Fiano di Avellino Exultet 2012 Quintodecimo - foto A. Di Costanzo

Non deve essere facile per Luigi Moio alzare l’asticella qualitativa dei suoi vini anno dopo anno, eppure anche il palato più distratto riesce a cogliere nei suoi vini ad ogni nuovo passaggio qualcosa di sorprendente e diverso.

L’Exultet 2012 racconta con maggiore franchezza le suggestioni dell’anno precedente quando già con il 2011¤ si coglieva nei bianchi di Quintodecimo maggiore spessore e finezza anzitutto del frutto. Non a caso Via del Campo¤ rimane di gran lunga la migliore falanghina attualmente in circolazione mentre il successo di bevute del Giallo d’Arles¤, il greco di Tufo di casa, non trova che pochissimi eguali sul mercato. E mentre sull’aglianico¤ i tempi sono assai lunghi e il professore qui si gioca volentieri tutta la vita, col fiano sembra stracciare a mani basse tutte le misure ad ogni vendemmia.

Si sa che il fiano più delle altre varietà tradizionali bianche campane ha le qualità per potersi misurare con il tempo, e qui la caratura è quella di un vino di grande proiezione, destinato ad una lenta evoluzione e per questo più longevo. Anche se certe bottiglie viene da berle non appena ti arrivano tra le mani, come se non ci fosse un domani.

© L’Arcante – riproduzione riservata

 


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