Archive for the ‘Le Ricette di Ledichef’ Category
6 aprile 2011
Non sono solito scrivere di abbinamento cibo-vino, pur garantendone ben volentieri, su richiesta, un consiglio spassionato; tuttavia non c’è un momento in cui un piatto o un vino non richiedano una riflessione attenta in merito al loro sposalizio, momento che in verità manco spesso di raccontare su queste pagine per non appesantirne la lettura ai tanti “non addetti ai lavori”; certe occasioni però, come si dice, rappresentano quelle eccezioni che vanno confermando la regola.

Ingredienti per 4 Persone:
- 320gr di spaghetti n.9 Garofalo
- 150gr vongole Veraci
- 200gr Lupini
- 200gr fave fresche
- 2 spicchi d’aglio
- Olio extravergine d’oliva
- Sale e pepe q.b.
- Prezzemolo
Preparazione: in una padella versate un abbondante filo d’olio extravergine d’oliva, lasciate soffriggere l’aglio, quindi versatevi, a fiamma bassa, i frutti di mare che avrete precedentemente sciacquati accuratamente. Coprite e lasciate cuocere sino all’apertura delle valve unendovi magari uno o due ciuffi di prezzemolo per profumare ed un pizzico di pepe.

Mettete quindi sul fuoco la pentola con l’acqua, salate con attenzione e portatela ad ebollizione. Frattanto pulite le fave (opportuno che non siano grandissime, ma nemmeno piccoline), vanno tirate via dal baccello e quindi sgusciate una ad una.

Buttate la pasta, appena dopo unitevi nella stessa pentola anche le fave, quando gli spaghetti saranno al dente, tirate via tutto per saltarli immediatamente in padella con i frutti di mare; portate in tavola decorando i piatti con solo un ciuffettino di prezzemolo. Consiglio di non utilizzare prezzemolo tritato, saranno in questo caso le fave a giocare di contrasto con la succulenza e la sapidità del piatto.

Non è azzardato definire il matrimonio con questa stupenda Falanghina Via del Campo 2008 di Luigi Moio¤ perfettamente calzante. I tratti essenziali del piatto vanno esaltandosi ad ogni boccone con l’incipiente persistenza olfattiva di frutta e la profonda mineralità che si distende sul palato ad ogni sorso. Il piatto è essenziale ma giocato su credenziali piuttosto caratterizzanti, tendenza dolce, aromaticità, sapidità, succulenza. Il vino si offre a corrisponderne in abbinamento l’ottima persistenza olfattiva, con un frutto ben espresso, unito a note balsamiche, e gustativa, con freschezza da vendere affiancata da buon corpo, e quindi persistenza. E’ sbocciato l’amore!
Tag:angelo di costanzo, fave, lilly avallone, luigi moo, lupini, mirabella eclano, pasta garofalo, ricette d'autore, sannio, spaghetti con frutti di mare, spaghetti n.9 garofalo, via del campo. quintodecimo, vongole
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27 marzo 2011
Oggi cucino io. Eh si, avete letto bene; è arrivato il mio momento e, credetemi, non potevo sceglierne uno migliore: oggi c’è voglia di leggerezza, l’ora avanti, la smania di tirare il collo a quella bottiglia di bollicine. Ecco, cosa c’è di meglio di un semplice, tradizionale e gustosissimo “spaghetti a’ vongole” (scritto proprio così!) per profumare questa lenta domenica?

Ingredienti per 4 persone:
- 500gr di spaghetti (Di Martino o Garofalo)
- 1kg di vongole veraci
- olio extravergine di oliva q.b.
- 2 spicchi d’aglio
- prezzemolo
- sale e pepe
Lavate accuratamente le vongole avendo cura di verificare ed eventualmente eliminare quelle valve che potrebbero contenere sabbia; versate in una padella un abbondante filo d’olio extravergine e lasciatevi soffriggere l’aglio; unitevi quindi le vongole, coprite e lasciate cuocere, basteranno pochi minuti.
Frattanto mettete a cuocere la pasta in abbondante acqua salata; una volta scolati, unite gli spaghetti alle vongole e spadellateli energicamente a fiamma viva per qualche decina di secondi, aggiustandoli, se lo preferite, con un pizzico di pepe. Ricordatevi che in questa fase vi potrebbe essere molto utile un mezzo bicchiere d’acqua di cottura della pasta, funzionale per una mantecatura ad hoc. Ah, il prezzemolo io lo aggiungo solo prima di servirli in tavola.
© L’Arcante – riproduzione riservata
Tag:angelo di costanzo, l'arcante, lilly avallone, pasta garofalo, primi piatti, ricette, sale e pepe, spaghetti con le vongole, vongole veraci
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25 marzo 2011
Una occasione di confronto imperdibile, così ci siamo mossi nell’ideare e realizzare questo piatto omaggio a L’Albone di Gian Paolo Isabella. Molti di voi avranno già sentito parlare della “genovese” che con il ragù rappresenta un altro caposaldo della cultura gastronomica partenopea. Lilly, come sua naturale predilezione, l’ha alleggerita e resa alla portata del Lambrusco Salamino e Corbara di Podere il Saliceto. Gli asparagi segnano la stagionalità di un piatto che in realtà stagione non ha; Un ringraziamento a Gian Paolo per averci concesso questa opportunità, a Daniela e Andrea per l’imbeccata. Quindi, non resta che farci… un in bocca al lupo! (A.D.)

Ingredienti per 4 persone:
- 320gr di Paccheri di Gragnano – Pastificio dei Campi
- 250gr di carne macinata – manzo
- 4 cipolle bianche
- 12 punte d’asparagi
- olio extravergine di oliva q.b.
- sale q. b.
- Parmigiano Reggiano
Preparazione: versate dell’olio extravergine di oliva in una padella ed unitevi le cipolle tagliate e fettine, lasciatele appassire e quindi stufare per almeno tre quarti d’ora. Aggiungete poi la carne macinata, lasciate il tutto in cottura ancora per una mezzora aggiustando di sale.
Frattanto tagliate le punte degli asparagi e lavatele accuratamente, passatele in una pentolina e lasciatele sbollentare per circa 15 minuti, non oltre per non dissiparne il valore nutritivo e naturalmente per lasciargli conservare una certa croccantezza, funzionale all’abbinamento col vino.
A questo punto portate in ebollizione dell’acqua salata e buttateci la pasta; ricordatevi che la buona riuscita della preparazione prevede una cottura dei Paccheri di Gragnano al dente. Scolate ed aiutandovi con un coppapasta passate quindi alla composizione dei piatti; con un cucchiaino riempite la pasta con la genovese (sei per ogni piatto è la giusta composizione), tagliate quindi in due le punte d’asparagi e ponetele in circolo nel piatto (ne basteranno tre per ognuno). Completate la preparazione cospargendo un cucchiaio di salsa su ogni piatto ed appena prima di servire, con una grattugiata grossolana di Parmigiano Reggiano.

Il piatto – Paccheri di Gragnano con genovese ed asparagi, 2011: la ricetta punta alla creazione di un piatto che manifesti in fase di degustazione un certo carattere ma che non esprima spigolature eccessive che possano appesantire il palato; i tratti più incisivi della preparazione rivelano quindi almeno tre cardini su cui costruire con L’Albone di Podere il Saliceto un abbinamento degno di nota: la prominente succulenza della genovese, la tendenza dolce della stessa (la cipolla fa la sua parte da leone) e della pasta, naturalmente l’importante persistenza gustativa – oltre che olfattiva – garantita dalle punte d’asparagi appena sbollentate, che assumono, tra l’altro, un ruolo decisivo nel ripulire la bocca ad ogni boccone.
Il vino – Lambrusco di Modena L’Albone: il ricordo di certi lambruschini flaccidi e abboccati non depone quasi mai a favore di chi si prodiga per la valorizzazione di questo storico e valoroso vino emiliano; e se bastassero poche bottiglie di L’Albone per sfangarla ne saremmo certamente felici, ma ahimè so per certo che non è così, ma non disdegno di aspettarmi sempre delle buone nuove dalla splendida Emilia. Ho trovato in questo vino due o tre cosettine che mi sono piaciute parecchio, oltre al colore rubino vivace con sfumature porpora. Un naso delizioso, di quelli classici si direbbe, di mora, frutti rossi maturi, ma anche lievi nuances di erbe officinali. Il primo assaggio poi è sincero, l’approccio disincantato, ma infonde subito l’idea di un vino più arcigno di quanto ci si aspetti. In etichetta marca 12 gradi in alcol (io credo invece che ne abbia almeno un mezzo punto in più), si profitta della carbonica per danzare liberamente al palato, ma di stoffa ce n’è e te ne accorgi al secondo bicchiere: il frutto è croccante, turgido, se ne giova la beva che rimane fluida e succosa ma non certo disattenta, il tannino concede solo una labile e piacevole sensazione, ma la spalla acida c’è e non vuole certo defilarsi, sa che gli tocca un ruolo di primo piano; e noi glielo serviamo, sul piatto s’intende! Ben fatto Gian Paolo, ben fatto…
La nostra Lilly Avallone ha pensato e realizzato questa ricetta in virtù del concorso indetto da Podere il Saliceto in collaborazione con due blogger d’eccezione, Andrea Petrini di Percorsi Di Vino e Daniela Delogu alias Senza Panna. (A.D.)
Tag:andrea petrini, blog, daniela delogu, food blog, gian paolo isabella, l'albone, l'arcante, ledichef, lilly avallone, percorsi di vino, podere il saliceto, ricette d'autore, senza panna
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6 marzo 2011
Un dolce tipico del Lazio e della Romagna, così chiamate perché piccole come castagne, dal cuore soffice e abbastanza veloci da preparare; le Castagnole sono famosissime e preparate in molte delle regioni d’Italia anche se spesso riproposte con nomi differenti e con piccole variazioni di ingredienti. Poco o nulla si sa sulla loro origine, ma è certo che sono un dolce tipico di Carnevale e che sono buonissime sia semplici che con un ripieno. Ancora un tocco di dolcezza dalla nostra infaticabile Ledichef per il carnevale dei bambini… (A. D.)

Ingredienti:
- 300gr di farina
- 50gr di zucchero
- 70gr di burro
- 2 uova
- 1 bicchierino di anice
- 1 cucchiaino da thé di lievito in polvere
- Un pizzico di sale
- Olio di semi di girasole (per la frittura)
- 150gr zucchero al velo
Preparazione: setacciate la farina con il lievito, formate poi, in una ciotola piuttosto capiente, una fontana: unitevi le uova intere, il burro opportunamente fuso, l’anice, lo zucchero ed il pizzico di sale. Lavorate dapprima con la forchetta, quando l’impasto inizia a prendere corpo, portatelo sulla spianatoia ed iniziate a lavorarlo sino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo, compatto ma morbido.
A questo punto tiratene via dei piccoli pezzi e formate dei cordoncini che taglierete in maniera regolare ogni centimetro circa, lavorate con le mani questi pezzetti sino ad ottenere delle palline abbastanza omogenee, della grandezza più o meno di una grossa ciliegia; a parte, in una padella antiaderente, portate l’olio alla giusta temperatura e friggete quindi le castagnole sino alla doratura. Ricordatevi che la bontà delle castagnole sta proprio nel cuore morbido e fragrante, pertanto la frittura è un momento nel quale profondere la massima attenzione! Spolverizzare infine con abbondante zucchero al velo e portarle in tavola.
E’ possibile ottenere un buon risultato anche farcendo le castagnole, poco prima di friggerle con, per esempio, delle amarene sciroppate oppure un classico di sempre, con delle gocce di cioccolato fondente.
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5 marzo 2011
E’ forse il piatto più rappresentativo della cultura gastronomica napoletana, non fosse altro perchè sposa appieno due concetti alquanto funzionali e complementari tra loro: è un piatto unico a tutti gli effetti, e si conserva, cosa di non secondaria importanza, divenendo oltretutto ancora più saporita, per almeno un paio di giorni dalla sua preparazione. A questo, se ci unite l’aspetto romantico, tutto napoletano, di partire dalla base di un ragù alla maniera tradizionale, vi renderete conto che più di un semplice piatto della tradizione partenopea, andate preparando una vera e propria opera d’arte. (A. D.)

ingredienti per 10/12 persone:
per il ragù
- 500 gr di tracchiolelle e salsicce di maiale (chi preferisce, cervellatine)
- 1 kg di pomodoro passato
- 2 cipolle, sedano e carote q.b.
- olio d’oliva extravergine, un cucchiaio di sugna
- sale q.b.
per le polpette
- 500 gr carne macinata (bene se mista di vitello e di maiale)
- pecorino grattuggiato (preferibilmente non romano)
- pane raffermo
- 4 uova
per la composizione, prima di passarla al forno
- 1 kg di sfoglia per lasagna
- 500 gr ricotta
- 300 gr formaggio mediamente stagionato (vaccino)
- 5 uova (lesse)
- 100 gr salame napoletano
Preparazione: tutto ha inizio con un ragù come dio comanda, cominciando da un soffritto in olio, con l’aggiunta di un pizzico di sugna, di cipolla, mezza carota ed un gambetto di sedano, il tutto finemente tritati. Unitevi quindi le tracchiolelle e le salsicce (o le cervellatine), fate indorare. A questo punto versate tutto il pomodoro e, a fuoco lento, lasciate cuocere per alcune ore.
A parte, preparate le polpette con la carne macinata, le uova, il pane raffermo precedentemente ammorbidito (senza esagerare) e ben strizzato, il pecorino, sale quanto basta. Qui la tradizione vuole polpette di sostanza seppur la nouvelle vague le esiga piccoline, quindi fate vobis, prima di passarle alla frittura in olio extravergine d’oliva. Unitele quindi al ragù in cottura.
Lessate a questo punto le sfoglie di lasagna avendo cura di lasciarle al dente; ricordatevi che questo è un piatto da finire di cuocere in forno. Così, strato dopo strato passate a comporre il ruoto di lasagna: in una teglia da forno versate un’abbondante cucchiaiata di ragù, quindi sistematevi sul fondo la sfoglia, poi ancora del ragù, la ricotta, infine una spolverata di pecorino, il salame, le fettine di caciocavallo, ed in sequenza, uno strato di sfoglia dopo l’altro, ancora ragù e ricotta, quindi le uova che avrete precedentemente lessato e tagliato a fette. Ricordatevi: la lasagna, più è alta meglio è, inoltre è bene ricordarsi di servirla tiepida, o riscaldata, almeno un paio d’ore dopo la cottura.
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18 febbraio 2011
Il Krapfen è un dolce nato nel ‘600 e di origine austriaca, per la precisione di Graz, il capoluogo della Stiria, meravigliosa cittadina immersa nel verde. Questo fragrante dolce dal ripieno di marmellata di albicocche, è conosciuto anche in Baviera, come “Faschingskrapfen auf Grazer art”, cioè “dolce di Carnevale alla moda di Graz”, poiché veniva preparato per le feste di carnevale, quando venivano fritti e venduti per strada. Da Graz fu presto esportato a Vienna, quindi nel Lombardo-Veneto e soprattutto in Trentino, dove ancora oggi vengono serviti, ci dicono, i migliori krapfen che si possono trovare in Italia. (A. D.)

Di norma quello che un krapfen deve assolutamente avere per essere considerato tale è il ripieno di marmellata di albicocche – da introdurre prima di friggere il dolce, perchè tutta la pasta ne assorba l’aroma – anche se volendo potreste riempirli con alcune varianti come della crema pasticcera, la cioccolata o altro; e naturalmente la ricopertura di zucchero al velo; La ricetta originaria prevede che debba essere stato impastato e fritto con lo strutto migliore, noi ovviamente vi indichiamo per comodità di utilizzare un buon olio di semi, e di servirlo naturalmente caldo.
Ingredienti:
- 350gr farina
- ½ bicchiere di latte
- 20gr dilievito di birra
- la scorza di 1 limone
- Un pizzico di sale
- 60gr diburro
- 2 uova
- 1 bustina di vanillina
- 70gr di zucchero
- 250gr di marmellata di albicocche per la ricetta originale (per il ripieno)
- zuccheroa velo q.b. (per spolverizzarli)
- olio di semi di girasole (per friggere)
Preparazione: sciogliete il lievito in mezzo bicchiere di latte appena tiepido. Formate con la farina una fontana, unitevi lo zucchero, il burro sciolto, le uova, il pizzico di sale, la vanillina, la scorza di limone grattuggiata ed il lievito. Iniziate a lavorare gli ingredienti con una forchetta, passate quindi ad impastare con le mani; lasciate quindi riposare per almeno due ore avendo cura di coprire con un tovagliolo di stoffa. Successivamente stendere la pasta e ripiegarla più volte su se stessa come se la lavoraste per la pasta sfoglia, ridurla quindi ad uno spessore più o meno di mezzo centimetro e ricavarne tanti dischi di pasta (con un coppapasta o un bicchiere) quanti se ne possono ottenere.
A questo punto riempite la metà dei dischi con della marmellata di albicocche (aiutandovi con un cucchiaino da thè), spennellatene i bordi con dell’albume e chiudeteli quindi con i rimanenti dischi facendo una leggera pressione lungo la circonferenza affinchè si attacchino bene. Lasciate riposare i krapfen ancora una mezz’ora prima di friggerli in olio bollente. Quando saranno cotti toglierli dalla padella e spolverizzarli con lo zucchero a velo.
Tag:austria, big picture, bomboloni ripieni, carnevale, castagnole, graz, krapfen, ledichef, lilly avallone, lombardo veneto, ricetta castagnole, ricette d'autore, vienna
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3 febbraio 2011
Quando ho regalato il Bimby alla mia Lilly potevo solo immaginare le bontà che avrebbe lavorato per il mio palato; in verità ero consapevole che prima o poi ne avrei goduto anch’io, oltre che i nostri vecchi ed amatissimi clienti in enoteca. Tant’è che spulciando nei ricettari di Ledichef rispolveriamo una storica ricetta complice di mille domeniche di degustazioni in quel de L’Arcante Enoteca. Sigh… (A.D.)

Ingredienti per 8 persone:
- 360 gr di farina bianca “00”
- 6 uova (per intero)
- 180 gr prosciutto cotto (pezzo intero)
- 180 gr prosciutto crudo (pezzo intero)
- 150 ml di latte
- 360 gr di Formaggio mediamente stagionato (Provolone, Caciocavallo ecc..)
- Olio extravergine di oliva q.b.
- 1 bustina di lievito
- Burro q.b.
- Sale e pepe nero macinato fresco q.b.
Preparazione: lavorate per bene in una boule d’acciaio le 6 uova aggiustate di sale e pepe ed un filo abbondante di olio extravergine d’oliva. Unitevi successivamente la farina ed il lievito, quindi il latte e mescolate sino ad ottenere un composto omogeneo e fluido.
A questo punto aggiungete all’impasto il prosciutto – entrambe le tipologie – ed il formaggio, il tutto tagliato a dadini piccoli avendo cura di amalgamare gli ingredienti magari con ancora un sottile filo d’olio extravergine d’oliva. Frattanto imburrate un classico stampo da Plumcake, passatevi della farina al suo interno e versatevi tutto l’impasto. Portate il forno a 180° ed infornate per circa 50 minuti.

Nota bene: se possedete un forno capace di lavorare in condizione di ventilazione ricordatevi che il tempo di cottura può variare di almeno una decina di minuti in meno. Lasciatelo raffreddare e portatelo in tavola affettato, mai rinforzo è più appropriato di questo cake salato, adatto per integrare il vostro cestino del pane, accompagnare gli antipasti oppure da servire come semplice stuzzichino.
Tag:bimby, cake, formaggio, l'arcante, le ricette d'autore, lilly avallone, pane, plumcake salato, prosciutto cotto, prosciutto crudo, vorwerk
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1 febbraio 2011
Più o meno in diretta dalla Premiata Forneria Ledichef, il Plumcake salato con spinaci e Provolone; il profumo mi pareva straordinario, ma il sapore lo è ancor di più: tutto merito del mio lavoro di gomito con le uova :-). (A. D.)

Ingredienti per 8 persone:
- 360 gr di farina bianca “00”
- 6 uova (per intero)
- 1 manciata abbondante di spinaci (crudi)
- 200 ml di latte
- 350 gr di Provolone mediamente stagionato
- Olio extravergine di oliva q.b.
- 1 bustina di lievito
- 4 cucchiai di Parmigiano Reggiano
- Burro q.b.
- Sale e pepe nero macinato fresco q.b.
Preparazione: lavorate per bene in una boule d’acciaio le 6 uova aggiustate di sale e pepe ed un filo abbondante di olio extravergine d’oliva. Unitevi successivamente la farina ed il lievito, mescolate sino ad ottenere un composto omogeneo e fluido.
A questo punto aggiungete all’impasto il Provolone tagliato a dadini piccoli e gli spinaci, ben lavati e tagliati grossolanamente; spolverate con il Parmigiano Reggiano ed amalgamate il tutto unendovi ancora un sottile filo d’olio extravergine d’oliva.

A parte imburrate un classico stampo da Plumcake, passatevi della farina al suo interno e versatevi tutto l’impasto (ne riempirete poco più della metà, ndr). Infornate a 180° per circa 50 minuti. “Il profumo che aleggerà nell’aria in cucina sarà solo un sottile supplizio in confronto alla bontà che porterete in tavola”.
Una volta lasciato raffreddare, portatelo in tavola su di un tagliere e servitelo affettandolo come del pane in cassetta. Formidabile accompagnamento agli antipasti, buono da servire anche con formaggi freschi.
Tag:antipasto, formaggio, ledichef, lilly avallone, plumcake, provolone, provolone del monaco, ricette d'autore, salato, spinaci
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12 gennaio 2011
Una ricetta facile facile per un delizioso appetizer da utilizzare come benvenuto di intrattenimento di ospiti impazienti o magari rustico “finger food” dal sapore autentico e tradizionale. Lilly, la nostra Ledichef, alle prese con il fine spesa settimanale, così s’è inventata questi Fagottini di zucchine ripieni con ricotta, che serviti caldi, credetemi, sono una vera delizia per il palato! (A. D.)

Ingredienti per 18 Fagottini:
- 4 zucchine di media grandezza
- 250gr di ricotta
- 2 uova
- sale e pepe q.b.
- 1 conf. di pan grattato
- olio di semi di girasole per la frittura q.b.
Preparazione: lavare accuratamente le zucchine, asciugarle e tagliarle a fette (di lungo) più o meno sottili, passarle alla piastra facendo attenzione a non arrostirle troppo. A cottura ultimata, su un piano da lavoro, disponete tutte le fette due a due incrociandole. A parte lavorate la ricotta con del pepe macinato fresco e ponetene una sufficiente quantità al centro delle zucchine.

Frattanto, in una padella, versate abbondante olio di semi e portatelo alla giusta temperatura per la frittura. Preparate ora le due uova sbattute che serviranno per l’impanatura aggiustandole con poco sale. A questo punto, incrociate le fette di zucchine richiudendole su se stesse, assicurandovi che i fagottini risultino ben chiusi da tutti gli angoli; passateli uno ad uno nell’uovo sbattuto, poi nel pangrattato, quindi in padella a friggere. Lasciare asciugare su carta da cucina prima di servire.
Per il servizio: Come detto, questi fagottini possono risultare adatti a diverso utilizzo in un menu; perfetti come stuzzichino di benvenuto, adattabile ad un finger food da servire a vassoio e perchè no, come contorno nuovo per il pesce o delle carni bianche non salsate. Portateli quindi in tavola singolarmente, in un piccolo piatto da portata, oppure, infilzati da uno stecchino, in vassoio.
Tag:fagottini zucchine con ricotta, finger food, l'arcante, le ricette d'autore, ledichef, lilly avallone, zucchine
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22 dicembre 2010
Non amo particolarmente i dolci tradizionali di Natale ma una cosa è certa, a casa mia non mancheranno mai, un po per l’innata capacità di Lilly di aggraziarli talmente bene da farmeli persino desiderare ma soprattutto perchè ci sono certi profumi e certi sapori senza i quali le festività natalizie potrebbero anche fare a meno di venire. (A.D.)

Il Roccocò nella storia: Questo dolce natalizio è tipico della regione Campania ma a tutti gli effetti è parte integrante della storia gastronomica dell’Italia tutta. Sembra che la sua storia risalga addirittura al 1300 quando si presume sia stato inventato dalle suore del Real convento della Maddalena di Napoli. Il suo nome deriva dal francese rocaille per la sua forma schiacciata molto simile ad una conchiglia. Essendo un dolce tradizionale particolarmente duro è consuetudine servirlo a fine pasto accompagnandolo con del Vermouth o più semplicemente del vino bianco dove andrà intinto per ammorbidirlo. Questa la ricetta che vi proponiamo noi, con la quale ricaverete almeno un paio di dozzine di Roccocò di media grandezza.
Ingredienti dei nostri Roccocò:
- 500 gr di farina 00
- 500 gr di zucchero
- 300 gr di mandorle
- 2 gr di ammoniaca
- 12 gr di pisto (noce moscata, cannella, pepe bianco, chiodi di garofano)
- 150 gr di acqua fredda
- la buccia di 1 limone e di 1 arancia grattuggiate
- 1 uovo intero (servirà per pennellare)

Preparazione: lavorare tutti gli ingredienti assieme (tranne l’uovo naturalmente) sino ad ottenere un impasto omogeneo e piuttosto compatto (foto 1). Nel frattempo portate il forno ad una temperatura di 180° e preparate due teglie sulle quali avete adagiato dei fogli di carta da forno. Con un coltello aiutatevi a staccare dal panetto dei pezzi di impasto con i quali formare degli anelli (foto 2) da sitemare ben distanziati gli uni dagli altri nelle teglie (in forno tenderanno a gonfiarsi, ndr). Pennellateli quindi per bene con l’uovo intero che avrete opportunamente sbattuto. Infornare per circa 15 minuti. Una volta cotti, togliere dal forno e lasciarli raffreddare, almeno dieci minuti, prima di staccarli dalla carta da forno.

Questo è il risultato che otterrete, i Roccocò risulteranno dorati e particolarmente fragranti, duri ma – non un accidenti – e da mangiare così come sono o come tradizione vuole da intingere nel vino bianco o in un profumato bicchiere di vermouth. Non preoccupatevi della loro forma irregolare, tutt’altro, sarà sinonimo di artigianalità. Buon appetito e … serene festività a tutti voi, con un po più di dolcezza che nella vita, diciamocelo, non guasta mai! (Ledichef)
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20 novembre 2010
I ricordi vanno subito all’infanzia, il pensiero corre subito alla più famosa Girella Motta, ma questa è tutta n’ata storia, direbbe Pino Daniele. I golosi scalpitano? Conquistateli con una ricetta veloce, semplice, di un dolce da servire a colazione come a cena. Questa la ricetta di Lilly, alias Ledichef, ma decisamente buona anche la versione dell’amica del cuore Sabrina! (A. D.)

Ingredienti (con i quali otterrete almeno 14/16 Girelle):
- 3 uova
- 150 gr di zucchero
- 200 gr di farina
- 1 bicchiere di latte
- 1 bicchiere di olio di semi
- 1 bustina di lievito per dolci
- 300 gr di Nutella®
In una scodella lavorate con una frusta le uova con lo zucchero, unirvi quindi la farina, l’olio di semi e a seguire il latte ed il lievito continuando a rimestare sino ad ottenere un impasto liquido uniforme e privo di grumi. Riporlo in una teglia su di un foglio di carta da forno ed infornare a 200° per circa 10 minuti. Otterrete così un pan di spagna sottile più o meno dello spessore di mezzo centimetro.
A questo punto è opportuno procurarsi un tovagliolo di stoffa bello grande e giustamente inumidito che andrà steso sul tavolo e sopra il quale andrà posto il pan di spagna sfornato. Eliminate quindi il foglio di carta da forno e provvedete a stendervi la Nutella®, facendo attenzione a distribuirla per bene su tutta la superficie. Adesso si può arrotolare – il tovagliolo umido renderà l’operazione più facile – evitando possibili rotture. Ottenuto il rotolo di Girella, tagliarlo a fette di due/tre centimetri, riporle in un bel vassoio (come nella foto) e spolverare con zucchero a velo appena macinato. I golosi sono conquistati!
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16 novembre 2010
E’ indicato come un dolce tradizionale del nord Italia, originario presumibilmente del Trentino Alto Adige. La Torta di Rose è molto facile da preparare, richiede poco tempo nella preparazione (20-25 minuti) ed è di sicuro appeal per i vostri commensali: è bella da vedere, leggera e non ultimo può essere portata in tavola in qualsiasi occasione, a colazione, con delle marmellate di frutta, oppure a pranzo o nella pausa thè, accostandola magari a creme dolci o fondute di cioccolato. Insomma, pura golosità!

Ingredienti per 6/8 “Rose”:
- 350 gr di farina
- 30 gr di lievito di birra
- latte
- due uova
- scorza di limone
- 100 gr di burro
- 100 gr di zucchero
Preparazione: versare tre cucchiai di farina in una scodella e mescolare con il lievito di birra e tre cucchiai di latte, lasciare quindi lievitare. Aggiungere successivamente il resto della farina, due rossi d’uovo, la scorza grattugiata di un limone e altri tre cucchiai di latte. Lavorare bene l’impasto, stenderlo e farne una sfoglia rettangolare spessa più o meno mezzo centimetro, lasciare riposare per trenta minuti, continuerà così a lievitare.
Frattanto preparare una crema con solo il burro e lo zucchero che servirà per la farcitura* da stendere sulla sfoglia una volta pronta. Arrotolare quindi la sfoglia per il lungo e tagliare il rotolo in tronchetti di circa tre cm, otterrete così tante piccole rose che prederanno forma con la cottura. Ungere quindi una tortiera e porvi i tronchetti in piedi, cosparsi di burro fuso, opportunamente distanziati l’uno dall’altro per consentirne l’ulteriore lievitazione che, dopo circa venti minuti, farà loro assumere un aspetto simile ad un mazzo di rose. Infornare e cuocere a circa 200 gradi fino a quando la Torta non assumerà un colore dorato.
Consiglio: per ottenere un impasto particolarmente fragrante lasciare lievitare la pasta anche per 3- 4 ore prima di lavorarla, poi quando la sfoglia è stata tagliata a strisce e arrotolata come spiegato nella ricetta, sarebbe utile ancora un’altra ora prima di infornarla.
Per il servizio: la Torta di Rose va portata in tavola calda ma non appena sfornata, può essere lasciata nello stesso vassoio in cui è stata cotta oppure riposta in un bel piatto piano bianco. Volendo si può anche servire monoporzione, in ogni caso una bella spolverata di zucchero a velo non guasta certo alla sua appetibilità.
* Nota aggiuntiva: questo dolce è particolarmente apprezzato per la sua leggerezza e la sua semplicità, chi volesse però può optare per alcune varianti alla frutta per la farcitura o accompagnarlo con una crema pasticcera o ancora per i più golosi con una fonduta di cioccolato o crema alle nocciole.
Tag:confetture, creme, dessert, dolci, dolci con le uova, ledichef, lilly avallone, ricette d'autore, torta di rose, trentino alto adige
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14 febbraio 2010

Ingredienti e dosi per 6 persone
- 300 gr di farina
- un pizzico di sale
- 3 uova intere
- 50 g di burro fuso
- 1 litro di olio di semi di arachidi, per la frittura
- zucchero a velo, meglio se preparato fresco
Preparazione e servizio: formare con la farina una fontana, unirvi le uova intere, il burro fuso, il pizzico di sale ed impastare sino ad ottenere un panetto omogeneo. Stendere la pasta con un matterello sino allo spessore di 2 mm, tagliare quindi le chiacchiere aiutandosi con una rotella taglia pasta; Per la frittura assicurarsi che l’olio raggiunga e mantenga costantemente la temperatura ottimale. Immergerle nell’olio e Lasciare cuocere sino ad ottenere una doratura omogenea e riporle successivamente ad asciugare su dei tovaglioli di carta, una volta raffreddate cospargetele con abbondante zucchero a velo precedentemente preparato. Per il servizio sarà utile un vassoio da presentare come centro tavola al termine del pranzo. Le chiacchiere vanno mangiate servendosi con le mani, stando attenti agli sbuffi dello zucchero a velo, sempre in agguato.
Nota bene: in questa ricetta non è previsto l’utilizzo di zucchero nell’impasto poichè rischierebbe di risultare troppo stucchevole. Chi vuole può altresì aggiungervi un bicchiere di vino bianco, ma anche in questo caso la nostra ricetta vuole essere più essenziale. Inoltre, no ad aromi sintetici.

Il Sanguinaccio: oggi questa parola viene utilizzata in maniera impropria per identificare essenzialmente una crema di cioccolato fondente con o senza cedro candito, utilizzata come intingolo di accompagnamento alle chiacchiere di carnevale. Un tempo, la ricetta per il Sanguinaccio era preparata con un ingrediente di base fondamentale, il sangue di maiale, che oggi, per ovvie ragioni normative igienico sanitarie non è più possibile utilizzare. Per chi volesse comunque prepararla, ecco gli ingredienti per la crema di cioccolato per 8/10 porzioni:
- 1/2 litro di latte
- 250 g di zucchero
- 100 g cioccolato fondente
- 50 g di amido
- 100 gr cacao amaro
- 50 gr di burro
- 1 stecca di cannella
- 1 stecca di vaniglia
- cedro candito q.b.
Preparazione e servizio:
Versate lo zucchero in una pentola, unitevi l’amido e il cacao e man mano tutto il latte, rimestando lentamente. Successivamente portate la pentola sul fuoco e cuocete sino ad ebollizione avendo cura di aggiungere il burro ed il cioccolato a pezzettoni (si scioglierà più uniformemente). Lasciare raffreddare, chi lo preferisce può aggiungervi in questa fase anche del cedro candito. Da servire a parte in piccoli bicchieri dove poter intingere le chiacchiere.
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10 dicembre 2009

Ingredienti per un vassoio per dieci/dodici persone:
- 500gr di farina 00
- 3 uova intere
- 3 tuorli
- 70gr di burro
- 100gr zucchero
- 1/2 bustina paneangeli
- 250gr miele di millefiori
- pizzico di sale
- 1/2 bicchierino liquore Strega
- confetti bianchi e rossi, diavolilli, per la decorazione
Preparazione: con la farina formate una fontana, unitevi le tre uova intere, i tre tuorli, il burro sciolto, lo zucchero, il mezzo bicchierino di liquore Strega, il lievito, un pizzico di sale ed impastate sino ad ottenere un panetto compatto ed uniforme. A questo punto formate dei bastoncini e tagliateli a pezzetti piccoli. A parte preparate una pentola alta con abbondante olio di semi di girasole per passare alla frittura; facendo attenzione che l’olio non trabocchi durante la frittura alzateli di volta in volta e metteteli in un piatto con della carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso. Quando tutti i bocconcini saranno fritti, in una teglia antiderente versatevi 4 o 5 cucchiai di miele con dello zucchero avendo cura di farli sciogliere a fuoco lento aggiungendovi man mano gli struffoli per mantecarli; girate costantemente per una decina di minuti.

Per il servizio: disponete gli struffoli in un piatto ovale o in un vassoietto a tema come nella foto: sarà più opportuno proprio perchè gli struffoli è tradizione servirli al centro della tavola a fine pasto e piluccarli durante le chiacchiere di fine cena piuttosto che porzionarli. Decorateli a proprio piacimento con confetti colorati e “diavolilli” quanti ne bastano. Talvolta è uso utilizzare anche confetti al cioccolato o del cedro candito.
Tag:big picture, confetti, diavolilli, dolci di natale, dolci natalizi, dolci tradizionali di natale, l'arcante, lilly avallone, natale, PIATTI & RICETTE, ricette, ricette di natale, struffoli, strufoli
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5 dicembre 2009

Ingredienti per 8 porzioni
- 500 gr di paccheri tradizionali napoletani
- 500gr di ricotta vaccina
- 500gr di carne macinata
- 3 bottiglie da 0,70cl passato di pomodoro San Marzano
- 200gr parmigiano reggiano
- 1 cipolla bianca
- pepe, sale, olio extravergine di oliva
- basilico fresco
Importante: 8 stampini in alluminio, di forma tronco-conica, buoni anche i monouso, risulteranno indispensabili per definire la forma del Vesuvio.
Preparazione: innanzitutto preparare la salsa di pomodoro San Marzano; in una pentola lasciate soffriggere in olio extravergine d’oliva la cipolla bianca finemente tagliata, aggiungere il passato di pomodoro, sale e basilico e lasciare cuocere per circa due ore a fiamma bassa.
A parte preparare il ripieno dei paccheri: in una padella scottare la carne macinata con pepe e sale, non utilizzare in questa fase olio o altri condimenti per preservare la compattezza della carne, a cottura ultimata, lasciare raffreddare. Successivamente unirvi la ricotta, il pepe ed il parmigiano reggiano grattuggiato, rimestando sino ad ottenere un composto abbastanza uniforme.
A questo punto in una pentola con abbondante acqua preventivamente salata, lessate i paccheri (preferibilmente utile scegliere un prodotto trafilato al bronzo) per circa dieci minuti (la pasta risulterà appena al dente), scolarli e lasciarli asciugare su di un panno di stoffa facendo attenzione a non sovrapporli.
Adesso si può procedere alla composizione di quello che sarà un piatto dal sicuro effetto sui vostri commensali. Disporre sul fondo di ogni stampino un cucchiaio di passato di pomodoro; cinque paccheri sono un numero sufficiente per una porzione. Procedere a questo punto con l’imbottitura della pasta, con un sac-a-poche sarà molto semplice e veloce ed i paccheri prenderanno automaticamente la forma dello stampino. Coprire ogni singolo stampino con un piccolo foglio di alluminio e metterlo in frigo per un paio d’ore, aiuterà a compattare la preparazione prima di procedere alla cottura definitiva. Infornare a 200° per circa 30 minuti.
Servizio: eliminare il foglio di alluminio e disporre gli stampini sottosopra al centro di un piatto piano bianco, svelare il vesuvio di paccheri facendo attenzione a che la pasta non risulti attaccata alle sue pareti (ci si può aiutare preventivamente con un coltello), coprirne la parte alta con un cucchiaio di passato di pomodoro e completare la preparazione con una lieve manciata di parmigiano reggiano ed una foglia fresca di basilico. Napoli vi ringrazia!
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29 novembre 2009

Ingredienti per 6 persone:
- 6 Papaccelle napoletane dolci (presidio Slow Food)
- 400 gr di mollica di pane raffermo
- 100gr olive nere snocciolate
- 3 acciughe salate diliscate
- capperi
- 200 gr formaggio pecorino mediamente stagionato
- olio extravergine di oliva
- origano secco
Preparazione: lavare accuratamente le papaccelle napoletane dolci, svuotarle dei semi facendo attenzione a limitare il taglio sul torsolo, sciacquarle e passarne accuratamente con le mani la parte esterna con un velo d’olio extravergine di oliva. Metterle in forno caldo a 200° per circa 30 minuti. A parte preparate il ripeno tritando grossolanamente la mollica di pane raffermo, unire ad essa il pecorino grattuggiato finemente e le olive nere snocciolate e tagliate, le acciughe sminuzzate ed i capperi, rimestare sino ad ottenere un composto uniforme.
Terminata la prima fase di cottura delle papaccelle tirarle fuori dal forno e riempirle, aiutandovi se necessario con un cucchiaio da thè, sino all’orlo con il composto che avete preparato nel frattempo; Un filo d’olio extravergine ed una manciata di origano garantirà una certa vivacità aromatica alla preparazione. Infornare nuovamente e lasciare terminare la cottura sempre a 200° per altri 30 minuti circa. Et voilà, la tradizione è servita!
Per il servizio: ogni singola papaccella m’buttunata sarà servita in un piatto piano bianco, con ancora una manciata di origano spolverata intornoed un filo d’olio extravergine a crudo a completare la preparazione; Eccezionale come portata di antipasto o come antrèe per un pranzo a tema tradizionale.
Ricetta di Lilly Avallone, da provare per credere…
Tag:napoli, olio, olive nere, pane, papaccella, piatto, ricette, slow food
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26 novembre 2009

Ingredienti per 12 polpettine:
- 3 melanzane lunghe di media grandezza
- mollica di pane raffermo
- 2 uova
- parmigiano reggiano grattuggiato
- pane grattuggiato (per la panatura)
- 1 cipolla bianca, 1 spicchio d’aglio (servirà per la cottura del pomodoro)
- sale, pepe
- Olio extravergine di oliva
- Olio di semi di Girasole (per la frittura delle polpettine)
- 200gr pomodorini del Piennolo
Preparazione: lavate e sbucciate le melanzane, tagliatele a tocchetti più o meno piccoli e stufatele in pentola con cipolla, olio extravergine di oliva e sale. A cottura ultimata riporle in un colapasta affinchè cedano l’acqua in eccesso e quindi lasciarle raffreddare completamente. A parte preparate la salsa di pomodoro con cui preparare la vellutata: soffriggere in olio extravergine di oliva lo spicchio d’aglio, unirvi i pomodori del piennolo accuratamente lavati e tagliati a metà. A cottura ultimata omogeneizzare la salsa di pomodoro e passarla in un setaccio per eliminare i semi.
A questo punto unire alle melanzane la mollica di pane raffermo preventivamente tritata, il pepe, il parmigiano reggiano grattuggiato e le uova intere. Rimestare il composto sino ad ottenere una pasta sufficientemente compatta. Preparare a parte una padella con l’olio di semi di Girasole e portarla alla giusta temperatura per la frittura, con le mani preparare le polpettine, passarle nel pane grattuggiato e friggerle sino ad una omogenea doratura, riporle man mano in un piatto di servizio con della carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso.
Per il servizio: disporre al centro di un piatto piano bianco un cucchiaio di salsa vellutata di pomodorini del piennolo, porre al suo centro una polpettina, una manciata di scaglie di parmigiano completerà la preparazione, un ciuffetto di prezzemolo fresco come decorazione. Piatto di sicuro appeal, come antipasto o come stuzzichino.
Ricetta di Lilly Avallone, ledichef per amore di una cucina semplice ed originale.
Tag:melanzane, parmigiano, piennolo, polpette, polpettine, pomodori, prezzemolo
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22 novembre 2009

Ingredienti per 4 persone:
- 6 fascetti di friarielli
- 200gr di salsiccia
- olio extravergine di oliva
- aglio, sale, peperoncino
- 4 panini mignon
Preparazione: lavate e mondate i friarielli facendo attenzione alla cernita delle migliori foglie; a parte lasciare soffriggere in padella dell’ottimo olio extravergine di oliva con uno spicchio d’aglio, del peperoncino tritato fresco e sale, aggiungere poi i friarielli e coprire sino a media cottura. A parte lasciare bollire le salsiccie in una pentola bassa con un bicchiere d’acqua ed un bicchiere di vino bianco, servirà a “sgrassarle” e renderle maggiormente appetibili. Unite le salsicce ai friarielli, avendo cura di tagliarle preventivamente a bocconcini, ed ultimare la cottura.
Per il servizio: utile per il servizio monoporzione un piatto piano bianco, ma la preparazione si presta benissimo anche ad un servizio “a vassoio”; Preparate i panini mignon con un taglio tangenziale al centro, riporre al loro interno una giusta quantità di friarielli ed uno o due bocconcini di salsiccia, il panino sarà presentato appena socchiuso, un filo d’olio extra vergine completerà la preparazione.
Una ricetta di Lilly Avallone, semplice e fortemente radicata nella tradizione napoletana, idea vincente per stupire i commensali come benvenuto o come happening per un aperitivo.
Tag:friarielli, l'arcante, le ricette di Ledichef, lilly avallone, panino, panino napoletano, salsiccia
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19 novembre 2009

Ingredienti per 8 porzioni:
- 1 verza di media grandezza
- 3 uova
- Parmigiano Reggiano q.b.
- 1 cf panna da cucina
- aglio, sale, pepe, olio extravergine di oliva q.b.
- pane grattuggiato e burro, per gli stampini
- 8 fette di speck tagliate sottili
Lavate e sfogliate la verza, tagliatela a listarelle più o meno sottili e stufatela in pentola aglio schiacciato, olio extravergine di oliva ed un pizzico di sale. Successivamente la cottura frullare la verza aggiungendovi le 3 uova, il Parmigiano Reggiano finemente grattugiato e la panna da cucina. A parte imburrate 8 stampini avendo sempre cura di passarli preventivamente con del pane grattugiato, versare il composto negli stampi e infornare a 190° per 45 minuti circa. A cottura ultimata, lasciali intiepidire in forno spento.
Per il servizio: capovolgere gli stampini al centro di un piatto piano bianco (esalterà la cromaticità della preparazione), il tortino andrà avvolto completamente da una fettina di speck, terminare la preparazione con un filo d’olio extravergine di oliva a circondare il piatto, un pizzico di pepe macinato fresco. Un antipasto delizioso, che piace anche a chi non piace la verza.
Questa è una ricetta di Lilly Avallone dedicata alla campagna flegrea, sprazzi di un agricoltura che fu ma che a volte ritorna forte alla mente.
Tag:lilly avallone, speck, tortino, verza
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17 novembre 2009

Ingredienti per 6 porzioni:
- n. 4 melanzane lunghe
- n. 3 uova
- 200ml di crema di latte
- 2 cipolla bianca
- olio extravergine di oliva
- parmigiano stravecchio, sale e pepe
- pane grattugiato
- Per la salsa di pomodoro, 500gr di pomodori del vesuvio
- basilico fresco
Preparazione: lavare e sbucciare le melanzane, tagliarle a tocchetti e metterli in pentola con olio extravergine di oliva, un pizzico di sale ed una cipolla tagliata finemente. Coprire e lasciare cuocere a fuoco lento. A cottura ultimata lasciare raffreddare. A parte preparare la salsa di pomodoro: lavare i pomodori, tagliarli a metà e cuocerli con olio extravergine di oliva, mezza cipolla, basilico e sale.
Unire alle melanzane le uova intere, una per volta, rimestando il tutto, aggiungere la crema di latte, il parmigiano ed il pepe macinato fresco. A questo punto imburrare 6 stampini avendo cura di passarli con del pane grattugiato (servirà per evitare che l’impasto si attacchi durante la cottura, ndr) e versarne il composto ottenuto. Utile non riempire gli stampini sino all’orlo poichè il Flan durante la cottura tende a gonfiarsi e quindi aumentare di volume. Infornare a 180° per circa 40 minuti. A cottura ultimata, spegnere il forno e lasciare intiepidire i flan.
Per il servizio: disporre il flan al centro di un piatto, bene se colorato, versare sopra un cucchiaio di salsa di pomodorini (la salsa non dovrà coprire la preparazione), una foglia di basilico fresco, e scaglie di parmigiano reggiano stravecchio. Le emozioni sono servite!
Ricetta di lilly Avallone, dedicata all’amore per la buona tavola.
Tag:basilico fresco, flan, flan di melenzane, le ricette di Ledichef, lilly avallone, melanzane, pomodorini del vesuvio, ricette
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10 novembre 2009

Ingredienti per 6-8 porzioni
- 175 g Cioccolato Blend al 75% Venchi
- 125 g Burro
- 110 g Zucchero semolato
- 30 g Farina di grano 00
- 3 Uova intere
Preparazione: montare le uova con lo zucchero e la farina setacciata fino ad ottenere un composto omogeneo. A parte sciogliere a bagnomaria, lentamente, il burro ed il cioccolato in un apposito contenitore. Una volta fuso il cioccolato unirlo al composto di uova montate in maniera uniforme. Imburrare nel frattempo degli stampi fino a 3/4 dal bordo. Versare il composto negli stampi fino a metà (cuocendo il volume aumenterà). Cuocere in forno preriscaldato a 190° per circa 7 minuti. A cottura ultimata lasciateli intiepidire per circa due minuti prima di sformarli.
Per il servizio: toglierli dallo stampo ponendoli sottosopra in un piatto piano bianco, spolverarli con zucchero a velo appena macinato. Si possono servire i tortini al cioccolato con cuore caldo anche con alcune salse di accompagnamento, una salsa di semifreddo di gianduja per esempio o magari all’arancio.
Ricetta di Lilly Avallone, dedicata al nostro grande amico Steven G. Mally.
Tag:big picture, cioccolato, flan cioccolato, le ricette di Ledichef, ricette con il cioccolato, tortino caldo al cioccolato, tortino cioccolato, venchi
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