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Segnali per il futuro (nuovo listino prezzi)

20 dicembre 2012

Fine anno vuol dire anche guardare con entusiasmo al nuovo che arriva; nessuna novità rilevante da segnalarvi se non che L’Arcante, quest’anno cresciuto in maniera esponenziale, con nostra grande soddisfazione, continuerà la sua marcia epistolare come al solito, con lo spirito e la curiosità che ci accompagnano da tre anni e la sincerità che ci lascia raccontare le nostre esperienze col vino e col cibo con tutto l’amore possibile.

L'Arcante 2013

Invero qualcosina di nuovo lo stiamo già facendo da qualche settimana, avrete notato infatti che le immagini, ormai quasi tutte originali, sono sempre più numerose e chiare, soprattutto per quanto riguarda il lavoro di Lilly¤ in cucina. C’è sempre però da migliorarsi: così, sin da ora e nei prossimi post, per rendere ancora più scorrevole la lettura potreste ritrovarvi talvolta dinanzi a questo simbolo – ¤ segnalato in grassetto subito dopo una parola: non è altro che l’invito ad aprire un link correlato all’articolo che state leggendo.

Quasi dimenticavo. Qui di seguito, per fugare ogni dubbio, eccovi un aggiornamento al 2013 del nuovo listino prezzi con ulteriori parole che entrano a far parte del carnet a disposizione degli operatori del settore. Ci teniamo a sottolineare di aver ribassato notevolmente il costo dei termini “buono, buonissimo” per venire incontro alle tante richieste pervenuteci. Diciamo che è l’unica concessione che ci sentiamo di fare al libero mercato e agli ormai tantissimi competitors, che poi si sa, la trasparenza è la nostra formula vincente! 

  • Intenso e persistente (in coppia o singolarmente): €ur 2,80 + iva.
  • Azienda modello: €ur 4,50 + iva.
  • Buono, buonissimo: €ur 1,50 + iva. anziché €ur 4,40 + iva
  • Equilibrio, e. magistrale: €ur 3,00 + iva più €ur 3,50 per magistrale.
  • Ficcante: €ur 2,60 + iva.
  • Manico pregevole: €ur 2,90 + iva.
  • Monumentale, vino m.: €ur 6,80 + iva.
  • Raro, rarità: €ur 5,85 + iva.
  • Splendido: €ur 4,10 + iva.
  • Unico: €ur 5,80 + iva. 

Come sempre il dizionario completo con tutti i termini e le valutazioni relative è a vostra disposizione contattandoci privatamente su larcante@libero.it.

L’Arcante Wine Award® 2012, tutti i protagonisti a cui va il nostro riconoscimento quest’anno!

11 dicembre 2012

Ed eccoli qua tutti i migliori protagonisti di questa stagione su L’Arcante; terre, vini, persone che ci hanno regalato tante belle emozioni da raccontare e tanti argomenti su cui ragionare e trovare un senso, la giusta dimensione alla passione, alla voglia di scoprire e capire cosa un vino possa regalare oltre l’ebbrezza. Così è se vi pare…

Il Cupo 2010 di Sabino Loffredo, Pietracupa, contrariamente al nome che si porta dietro è un vino di straordinaria luminosità ed intensità degustativa; tra i bianchi campani saggiati durante tutto quest’anno il migliore, per integrità, carattere e soprattutto proiezione nel tempo. Un riferimento assoluto, non solo campano.

 

Non v’è partita con un Vigna Mazzì 2010 così in grande spolvero. Tra i rosati italiani di spicco il vino di punta di Rosa del Golfo si conferma tra i migliori, quest’anno il più buono saggiato assieme agli altri due citati qui nelle nominations; altri due belle interpretazioni che mette però dietro di almeno due spanne per una maggiore completezza ed armonia olfattiva e gustativa, regalando, grazie anche al millimetrico uso del legno, una beva più ricca e complessa. Inconfondibile!

 

I colli friulani terre vocate per i bianchi, tradizionali ed internazionali che, si sa, sono da sempre sulla bocca di tutti e, a questo punto, Venezia Giulia patria del pinot nero italiano. Bene. Ma se nel primo caso non v’è dubbio alcuno su quanto scritto, nel secondo qualcuno potrebbe avere – a ragione – una qualche riserva. E allora non vi resta che aprire un Pinot Nero 2006 di Bressan per trovare qualche buona traccia. Magari però, senza scomodare i soliti noti sopra Mazzon qualcosa di straordinario o, più semplicemente, straordinariamente buono, l’ha messo in bottiglia pure Fulvio Bressan!

In Italia, tolto il consistente successo del Moscato e dell’Asti Spumante nella grande distribuzione si assiste ad un declino quasi costante dei consumi di “vino dolce/passito di qualità”, almeno rispetto alla produzione, sino a poco meno di dieci anni fa invece molto incoraggiante. Invero non a torto visto che, come sempre dalle nostre parti, si è pensato per anni che si potesse far tutto, anche meravigliosi passiti, con qualsiasi uva ed in qualsiasi posto e condizione climatica. Così per questo giro ci tocca pescare oltralpe il miglior vino dolce dell’anno. Un Jurançon impegnativo, raro, unico; come del resto il produttore Dagueneau.

 

Riviera Ligure di Ponente Pas Dosé Abissi 2009 Bisson. E’ un riconoscimento all’intuizione, bizzarra quanto ricercata e al progetto, ambizioso ed unico nel suo genere, ma anche e soprattutto al vino, molto particolare, anche buono, che sopravvive al clamore dell’idea e al folklore delle bottiglie con una precisa e suggestiva identità.

 

Il Corton Charlemagne 2010 di Philippe Pacalet è un bianco di straordinaria intensità.I suoi rossi hanno generalmente bisogno di un po’ di tempo per distendersi ma questo qui invece è, a mio modesto parere, il suo “bianco” più buono di tutti e quindi anche il nostro straniero dell’anno. In poche, semplici, esaustive parole, c’è tanta vita qua dentro.

 

Gaja – Barbaresco, Piemonte. E’ l’esperienza dell’anno, la visita dell’anno, certamente non la sola da incorniciare o da mettere nel grande album dei ricordi, ma varcare quel portone in via Torino a Barbaresco è stato senza dubbio un momento di scoperta e di crescita importante vissuto in uno dei luoghi del vino italiano più significativo, conosciuto ed apprezzato del mondo. E poi c’è la famiglia Gaja, persone davvero eccezionali, avranno sicuramente decine di collaboratori che, in Piemonte come in Toscana, li hanno aiutati e l’aiutano a creare e rafforzare il mito, ma loro sono sempre lì, in prima linea, a rendere l’atmosfera particolarmente unica.

 

Maurizio De Simone, enologo consulente. Non è mai facile assegnare questo riconoscimento ma mai come quest’anno gli assaggi indicavano chiaramente chi fosse a meritarlo. Su questo blog, durante un anno intero passano tanti vini ma mai come quest’anno tante buone impressioni sono arrivate da vini di grande slancio e di rara integrità dove la mano di Maurizio era chiara e leggibile; basti ricordare qualche vecchia annata di Taurasi o Greco Musc’ di Cantine Lonardo o magari del vignaiolo Raffaele Moccia. Ora non ci resta che capire cosa Maurizio intenda fare da grande.

 

Giampaolo Motta di Fattoria La Massa è senza ombra di dubbio la persona del vino dell’anno. Se ve lo siete perso, leggetevi qui e qui della straordinaria esperienza vissuta a Panzano lo scorso ottobre. E appena potete, andateci lì in cantina da lui, un posto davvero unico.

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Così invece nel 2010, alla prima edizione.

Così l’anno scorso nell’edizione 2011.

L’Arcante Wine Award® 2012, le nominations

1 dicembre 2012

Come ogni anno anche per questo piccolo blog in dicembre è tempo di classifiche; cosa sia L’A.W.A. è ormai chiaro a tutti i nostri lettori: diciamo che è un piccolo riconoscimento che ci sentiamo di dare a quelle persone, a quei vini che più ci hanno appassionato durante tutto l’anno che andiamo a metterci alle spalle. Eccovi quindi le nominations per il dumiladodici; se vi va, diteci pure la vostra.

L'Arcante Wine Awards 2012 - Spot

Miglior vino bianco   

  • Brda Sauvignon Opoka 2008 Marjan Simcic
  • Irpinia bianco Cupo 2010 Pietracupa
  • Langhe bianco Alteni di Brassica 1998 Gaja 

Miglior vino rosato

  • Salento Rosato Vigna Mazzì 2010 Rosa del Golfo
  • Lacryma Christi del Vesuvio Vigna Lapillo 2011 Sorrentino
  • Alto Adige Pinot Nero Rosé 2011 Franz Haas        

Miglior vino rosso

  • Taurasi Nero Né 2008 Il Cancelliere
  • Cerasuolo di Vittoria Grotte Alte 2006 Occhipinti
  • Venezia Giulia Pinot Nero 2006 Bressan

Miglior vino dolce

  • Marsala Superiore Riserva Ambra Semisecco Targa 1840 Florio
  • A. A. Moscato Rosa Praepositus 2009 Abbazia di Novacella
  • Jurançon Les Jardins de Babylone 2005 Didier Dagueneau

Miglior vino spumante

  • Franciacorta Collezione Brut Rosé 2005 Cavalleri
  • Riviera Ligure di Ponente Pas Dosé Abissi 2009 Bisson
  • Trento Riserva Lunelli 2004 Ferrari – F.lli Lunelli       

Miglior vino straniero

  • Saint Estèphe 2006 Cos d’Estournel – Bordeaux, Francia
  • Champagne Cristal 1997 Louis Roederer – Champagne, Francia
  • Corton Charlemagne 2010 Philippe Pacalet – Borgogna, Francia

L’azienda/Produttore dell’anno

  • Gaja – Barbaresco, Piemonte
  • Fattoria La Massa – Panzano, Toscana
  • Occhipinti – Vittoria, Sicilia 

L’enologo dell’anno  

  • Maurizio De Simone, enologo consulente
  • Thierry Gasco, chef de cave Vranken-Pommery
  • Mattia Vezzola, enologo consulente

 

Intervallo. Ledichef at work…

12 novembre 2012

Manocalzati 30 novembre, “viticoltura del futuro e gestione dei legni in cantina” con Assoenologi

10 novembre 2012

Una full immersion interdisciplinare e trasversale che permetterà di approfondire diversi aspetti del lavoro dell’Enologo sia in vigna che in cantina. La giornata sarà suddivisa in due sezioni. La prima parte sarà dedicata alla viticoltura con un approfondimento delle problematiche legate allo stress idrico, tema di grande attualità tenendo in considerazione l’andamento climatico delle ultime vendemmie, concentrandosi sull’utilizzo dell’irrigazione ragionata per modulare lo stato vegetativo della pianta e quindi gestire la qualità in vigna.

Nello stessa sezione si approfondiranno gli aspetti legati agli incroci intra ed interspecifici, le nuove selezioni di portainnesti e lo stato dell’arte sul miglioramento genetico della vite, valutandone le relative possibilità agronomiche. Durante la seconda parte dell’incontro dedicata all’enologia, si esamineranno gli aspetti tecnico pratici legati ad un utilizzo razionale dei legni in cantina, cercando di fornire all’enologo gli strumenti per scegliere la tipologia di legno più adatto ad ogni singolo “progetto vino”.

Assoenologi Campania, dopo il grande successo dei precedenti incontri formativi “Dentro al Vino “ e “Vigne e Territori”, ritorna con una terza giornata di approfondimento e formazione dedicata alla viticoltura e all’enologia denominata “Viticoltura del futuro e gestione dei legni in cantina”. La prima parte della giornata sarà dedicata alla viticoltura con un approfondimento delle problematiche legate allo stress idrico e all’utilizzo dell’irrigazione ragionata per la gestione della qualità in vigna. Sarà inoltre avviato un focus sugli incroci intra ed interspecifici, sui nuovi portainnesti e sul miglioramento genetico della vite, approfondendo le relative possibilità agronomiche.

A trattare gli argomenti saranno la Dott.ssa Oriana Silvestroni, il Dott. Alberto Puggioni e il Dott. Gabriele di Gaspero. Durante la seconda parte dell’incontro dedicata all’enologia, si approfondiranno gli aspetti tecnico pratici legati ad un utilizzo razionale dei legni in cantina, cercando di fornire all’enologo gli strumenti per scegliere la tipologia di legno più adatto ad ogni singolo “progetto vino”. Relatore di questa sezione sarà l’illustre Professore Michel Moutounet. 

Così gli interventi: alle 9.00 i saluti del Presidente dell’Associazione Assoenologi Campania Roberto Di Meo e degli Sponsor, a seguire il Prof. Luigi Moio introdurrà ai lavori. 

Sessione Mattutina: Dott. Alberto Puggioni: “Gestione delle tecniche irrigue per la qualità in viticoltura ” Dott.ssa Oriana Silvestroni: “Esperienze di gestione dello stress idrico in viticoltura”. 

Sessione Pomeridiana: Gabriele di Gaspero: “Viticoltura del futuro: ibridi, incroci e miglioramento genetico” Michel Moutounet: “Dal legno al bicchiere, caratteristiche del legno di quercia in relazione al suo utilizzo in enologia”. 

La partecipazione al Convegno è gratuita per gli associati , per i non associati ha un costo di 40,00 Euro. L’ orario di inizio dei lavori e’ fissato alle ore 9:00, l’incontro termina alle 18:00 con intervallo dalle 13:00 alle 14:30. L’accredito (obbligatorio per la partecipazione al convegno) avverrà solo attraverso mail al seguente indirizzo di posta elettronica: sezione.campania@assoenologi.it entro e non oltre il giorno 17 novembre. Sarà inoltre possibile pranzare presso il Bel Sito Hotel al prezzo di 20 euro specificandolo al momento dell’accredito.

Bel sito Hotel Le due Torri
Strada Statale 7/bis – uscita Avellino est
Tel +39 0825 670001 – 0825 670268
info@belsitohotelduetorri.it

in collaborazione con

C’è poi, tra gli altri, anche quel Sagrantino di Montefalco 2008 della Tenuta Bellafonte…

9 novembre 2012

Ne avevo colto qua e là delle buone impressioni, sia sul progetto che sull’ottimo vino. Di certo, dopo questo assaggio, posso solo aggiungervi tutto il buono possibile.

Bel sagrantino quello della Tenuta Bellafonte di Bevagna, tutto giocato sul frutto e il gran carattere. Si coglie subito una buonissima materia prima ma soprattutto una intelligente gestione dell’uso del legno, in perfetta sintonia col varietale, le sue peculiarità – non sempre di facile lettura – ed un tenore alcolico importante ma affatto soverchiante la struttura complessiva del vino, marcata evidentemente da una certa acidità e da tannini fini di un certo spessore. Per farla breve, vale un sorso accattivante, di buona aromaticità e bevibilità ma di assoluta prospettiva. 

Il colore è avvincente, rubino, ricco e con ancora vivaci nuances porpora sull’unghia del bicchiere. Molto gradevoli quelle note di mora e piccoli frutti neri e rossi che saltano immediatamente al naso, già al primo approccio e che sembra poi, in bocca, di morsicarli per davvero. Un quadro olfattivo che si arricchisce quasi subito di tanto altro: di sfumature tostate, cioccolato, note anche speziate e iodate, sanguigne, sul finire. Il sorso invece è immediatamente avvolgente, carico com’è di frutto e di nerbo, con tannini puntuti, ben presenti ma per niente invadenti. Mi è piaciuto parecchio questo duemilaotto, un vino se vogliamo pure sgraziato, appena appena sbocciato ma, forse proprio per questo, da non perdere assolutamente.

Tenuta Bellafonte è distribuito in Italia da Les Caves de Pyrene.

Intervallo. Sì, è Bollito Piemontese!

3 novembre 2012

La ricetta originale dice che a metà pasto andrebbe servito un richiamo, ad esempio una lonza arrostita con pepe ed aglio insieme a dei contorni  tipo patate lesse, spinaci al burro, funghi trifolati, cipolle in agrodolce ed una tazza di brodo diventati ormai gli inseparabili compagni del bollito misto.

Ciò che fanno il piatto invece sono generalmente sette tagli di polpa (tenerone, scaramella, muscolo di coscia, muscoletto, spalla, fiocco di punta, cappello del prete) e sette ammennicoli (lingua, testina col musetto, coda, zampino, gallina, cotechino, rollata) portati in tavola con sette salse: una verde “rustica”, una verde “ricca”, la salsa rossa, al cren (rafano), mostarda, cugnà – come quella meravigliosa mangiata all’Antica Torre – ed una al miele. Per dirvi, c’è anche una confraternita del Gran Bollito misto all’italiana.

Intervallo. Marina Piccola, sembra l’altro ieri…

23 settembre 2012

Save the date, dietro l’angolo c’è BianchIrpinia!

16 settembre 2012

Dopo il rilancio di Taurasi Vendemmia, il calendario delle rassegne vinicole italiane saluta il ripristino di un evento interamente dedicato ai più importanti vini bianchi della provincia di Avellino.Ad oltre un lustro dall’ultima edizione, celebrata all’interno della rassegna enogastronomica Terra Mia di Atripalda (Av), ritorna infatti BianchIrpinia, la manifestazione promossa dall’agenzia di comunicazione integrata Miriade & Partners S.r.l. insieme alle aziende partecipanti per presentare a stampa specializzata nazionale ed internazionale e agli operatori di tutta Italia le nuove annate di Fiano di Avellino e Greco di Tufo Docg.

L’evento si terrà in Irpinia (location in via di definizione) da giovedì 15 a domenica 18 Novembre 2012.

Si conferma dunque quel percorso “orizzontale” tra l’azienda promotrice della rassegna e le cantine irpine, formula che tanto successo ha riscontrato negli ultimi due anni e che sta di fatto contribuendo alla costruzione di un modello del tutto nuovo per la provincia di Avellino – ma non solo – che vede protagonisti i veri attori della vitivinicoltura irpina, con un forte rilancio di comunicazione e approfondimento per quella che è di fatto una delle coppie territoriali in bianco più apprezzate al mondo.

 
Per tutte le informazioni del caso
MIRIADE & PARTNERS SRL
Diana Cataldo – tel. 329.9606793
Massimo Iannaccone – tel. 392.9866587
E-mail: ufficiostampa@miriadeweb.it
Sito internet: www.bianchirpinia.it  
 

Intervallo. E’ settembre…

2 settembre 2012

Intervallo. Nocciole croccanti e crema al limone

29 luglio 2012

Intervallo. La tentazione vien mangiando…

17 luglio 2012

Intervallo. Codine di aragosta con crema chantilly

7 luglio 2012

L’Olivo DiVino, il 13 Luglio il Gran Galà Pommery

1 luglio 2012

“Le avevo lasciato ancora due dita di Champagne, perché potesse bagnarsi le labbra, a piccoli sorsi, come amava fare dopo aver fatto l’amore”. (A. D.)

L’Olivo DiVino

Storie di vino e di alta gastronomia nello stile de La Dolce Vite

Venerdì 13 Luglio ancora un evento imperdibile della stagione 2012 di appuntamenti enogastronomici de La Dolce Vite, la cantina del Capri Palace Hotel & Spa di Anacapri che propone un ciclo di incontri imperdibili dedicati ai grandi nomi della cucina e dell’enologia nazionale ed internazionale. Incontri e confronti tra vignaioli e grandi chef. Un format esclusivo che inizia negli ambienti suggestivi de La Dolce Vite e prosegue poi a L’Olivo, il ristorante Due Stelle Michelin del Capri Palace.

In quest’occasione, l’evento avrà inizio alle ore 20.00 con un aperitivo di benvenuto sulla terrazza panoramica del Bistrò Ragù con, in degustazione, l’esclusivo Clos de Pompadour della maison di Reims. Durante la cena gourmet invece, realizzata a quattro mani dall’Executive Chef Andrea Migliaccio ed Annie Feolde, chef e Patronne della rinomata Enoteca Pinchiorri di Firenze – Tre Stelle Michelin -, verranno proposti il Cuvée Louise 1999 e 1990 ed i Grand Cru Millésimé 1999 e 1990. Questo nel dettaglio il menu:

Aperitivo: Ostriche Perla Nera & Jamón Ibérico de Bellota, Bruschetta liquida, Croccantino di pollo con yogurt liofilizzato, Bon Bon basilico e cetrioli

(Annie Féolde e Andrea Migliaccio)

Con Champagne Les Clos Pompadour

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Gamberetti con crema di cocco, asparagi di mare, alici alla colatura e farfalle (Andrea Migliaccio)

Con Champagne Cuvée Louise 1999

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Risotto con nervetti di vitella, scampi e liquirizia (Annie Féolde)

Con Champagne Grand Cru Millésimé 1999

***

Triglia con ricotta affumicata, olive, broccoli al tartufo e crema di cavolfiori alla vaniglia (Andrea Migliaccio)

Con Champagne Cuvée Louise 1990

***

Pane, olio, sale e cioccolato (Annie Féolde)

Con Champagne Grand Cru Millésimé 1990

 
Per informazioni e prenotazioni:
Ristorante L’Olivo – Due Stelle Michelin
Capri Palace Hotel & Spa
Via Capodimonte 14 Anacapri
Tel. 081 978 0560
olivo@capripalace.com
www.capripalace.com
 

Intervallo. L’Olivo, vista mare al tramonto

24 giugno 2012

Intervallo. Polpo alla griglia, fagiolini e pomodori

18 giugno 2012

L’Astice con pomodori cuore di bue, rucola e cipollotti con Campania Pedirosa ’10 La Sibilla

10 giugno 2012

Viaggio in Sud Africa, questa è la storia

4 giugno 2012

L’amico Gerardo Vernazzaro, compagno di tante bevute oltre che bravo enologo a Cantine Astroni – e curatore di una rubrica su questo blog -, è stato in Sud Africa per capire cosa succede da quelle parti. Questa è la storia…

Con una tradizione storica di circa 350 anni, in Sud Africa si produceva vino molto prima che in California o in Australia e, tra l’altro, il paese è oggi l’ottavo produttore di vino del mondo. Nonostante il paese mostri un lieve ritardo rispetto agli altri produttori vinicoli del mondo, principalmente dovuto agli avvenimenti politici dello scorso secolo, il Sud Africa si propone al mondo con interessanti vini bianchi e rossi e le premesse per un rapido e importante sviluppo enologico di qualità fanno ben sperare per la produzione futura.

La produzione vinicola è ancora fortemente caratterizzata dalle cooperative, tuttavia si sta registrando, a partire dalla metà degli anni ‘80, un crescente numero di nuovi produttori vinicoli che puntano essenzialmente sui vini di qualità. La zona dove principalmente si produce gran parte del vino è il Capo di Buona Speranza, nella parte più a sud, vicino a Città del Capo.

La storia dell’enologia ha inizio verso la metà del 1600 ad opera di quello che è da tutti considerato come il padre della vitivinicoltura sudafricana: Jan van Riebeeck. Nell’intento di realizzare un punto di ristoro e di sosta per le navi della Compagnia delle Indie Olandesi in rotta verso i paesi dell’estremo oriente, questo giovane chirurgo olandese, che non aveva nessuna nozione né di viticoltura né di pratiche enologiche, intuì tuttavia la necessità di fare trovare vino e distillati agli equipaggi in sosta a Capo di Buona Speranza che avrebbero senz’altro gradito.

Fece quindi arrivare dalla Francia – non è certa l’esatta zona di origine ma con molta probabilità si trattava di chenin blanc e moscato d’Alessandria – alcune viti da piantare e, finalmente, dopo diversi tentativi andati male a causa di incendi appiccati ai vigneti da parte delle popolazioni locali che si aggiunsero agli assalti dei famelici passeri ghiotti di chicchi d’uva, nel 1659 si registra la prima produzione di vino in Sud Africa. Nel diario di Jan van Riebeeck, nella data del 2 febbraio 1659, si trova scritto: «oggi, sia lodato il Signore, per la prima volta abbiamo fatto vino con le uve del Capo».

L’esultanza era certamente comprensibile, tuttavia un cronista dell’epoca ricorda che il vino era incredibilmente astringente, buono solamente per “irritare l’intestino”; non da ultimo, il vino spedito in Olanda veniva spesso rifiutato e rimandato al mittente. Nonostante lo scarso favore e, a quanto pare, i poco incoraggianti risultati dei primi esperimenti, la strada per l’enologia sudafricana era stata tracciata.

Di li a poco, accaddero due avvenimenti significativi che diedero particolare impulso all’enologia locale: il nuovo governatore Simon van der Stel, che arrivò in Sud Africa nel 1679, contrariato dalla forte acidità dei vini locali, decise di fondare nel 1685 la più prestigiosa cantina di tutta la storia del paese: Constantia, la cui fama negli anni arrivò persino a primeggiare con certi vini francesi dell’epoca e con i già celebrati Tokaji ungheresi. Mentre un altro avvenimento che contribuì al miglioramento della qualità del vino in Sud Africa fu l’arrivo, successivamente alla fondazione della cantina Constantia, di circa 200 rifugiati protestanti ugonotti francesi, in fuga dalle persecuzioni religiose dopo la revoca dell’Editto di Nantes, che portarono con loro l’esperienza, senz’altro provvidenziale, delle pratiche enologiche francesi.

I vini di Constantia rappresentarono un caso piuttosto singolare, in quanto erano gli unici del cosiddetto “Nuovo Mondo” a primeggiare, se non a superare, i vini prodotti in Europa e per molti anni preferito dalle Corti Reali d’Europa; lo stesso Napoleone infatti, in esilio all’isola di Sant’Elena, ordinava i vini di Constantia per alleviare il suo tormentoso destino. Erano vini dolci e prodotti nelle versioni rosso e bianco, quest’ultimo più pregiato e ricercato e prodotto perlopiù con Muscat à petit grains a cui veniva probabilmente aggiunto il moscato d’Alessandria e il pontac, un’uva a bacca rossa le cui origini non sono molto certe.

Il declino cominciò dopo l’occupazione delle truppe britanniche, in seguito alle guerre napoleoniche, oltre alla generale debacle di tutto il comparto vinicolo a partire dal 1861. E a rendere ancor più difficoltosa la decadente condizione, come in altri paesi produttori di vino dell’epoca, nel 1886 fece la sua comparsa la temibile fillossera che devastò progressivamente i vigneti del paese. Gli effetti post fillossera si fecero sentire per circa 20 anni e all’inizio del ‘900 i produttori locali ripresero a piantare vigneti, prevalentemente con uva cinsaut (o cinsault), cercando di ridare slancio all’enologia del paese che di fatto, per contro, diede luogo ad una sovrapproduzione che portò nuovamente ad una crisi economica dell’industria enologica del paese. Questa crisi finanziaria portò nel 1918 alla fondazione di una cooperativa di produttori sudafricani, la KWV – Koöperatiewe Wijnbouwers Vereeniging van Zuid Africa (Associazione Cooperativa dei Viticoltori del Sud Africa). 

Lo scopo di questa cooperativa era di fissare dei limiti di produzione, con lo scopo di evitare sovrapproduzioni, e di conseguenza i prezzi minimi del vino. Divenne in breve tempo un potente organismo e nessun vino poteva essere prodotto, venduto o importato in Sud Africa se non per mezzo del KWV. Nonostante questa cooperativa sia ancora attiva e controlli circa il 25% delle esportazioni dei distillati e del vino sudafricano, oggi ha perso molto del suo dominio e attualmente è ristrutturata come un gruppo di compagnie private. Nonostante si debba riconoscere il merito di questa organizzazione per avere contribuito alla stabilizzazione dei prezzi così come alla regolamentazione della produzione vinicola, KWV ha anche lasciato poco spazio alla creatività e all’iniziativa personale dei produttori, determinando, di fatto, un ritardo nelle tecnologie e nella qualità dei vini, che invece negli altri paesi stava procedendo in modo spedito e determinante. Il cambiamento in favore della qualità è iniziato verso la metà degli anni ’80, quando si è assistito ad un cambiamento radicale dell’industria enologica in favore dei piccoli produttori rispetto a quello che era invece la norma fino a quei tempi, cioè le cooperative. 

Le zone di produzione: il centro della produzione vinicola è circoscritto nel cosiddetto “Capo”, nella parte più a sud del paese, in prossimità di Città del Capo e del Capo di Buona Speranza. Le regioni di principale interesse sono certamente Paarl e Stellenbosch, dove si produce anche la maggiore quantità di vino del paese. Qui si producono sia vini bianchi che vini rossi e, non da ultimo, vini fortificati e metodo classico (Cap Classique). Il clima è favorito dalla vicinanza con i due oceani, Atlantico e Indiano, condizioni che consentono la produzione di vini di qualità e, non a caso, i migliori vini del Sud Africa provengono proprio da queste zone. 

La zona di produzione più antica rimane Constantia, nel distretto di Capo di Buona Speranza; un luogo che beneficia sia di un clima fresco sia della vicinanza dell’oceano Atlantico. La zona è famosa per il suo celebre vino dolce, ma si producono anche vini fermi da uve chardonnay e sauvignon blanc, oltre a vini rossi da cabernet sauvignon, cabernet franc e merlot. A circa 45 chilometri ad est di Città del Capo, si trova un’altra celebre zona vinicola del paese, Stellenbosch, prestigiosa città universitaria. Tradizionalmente viene considerata fra le più antiche zone di produzione del paese, dopo Constantia, oltre che fra le più importanti, sia per produzione che per qualità. Il clima di questa zona è piuttosto temperato dalle correnti provenienti dall’oceano Atlantico e le uve coltivate sono il cabernet sauvignon, il merlot, il syrah e il pinotage (pinot nero x cinsault). In questa zona si producono inoltre anche buoni vini fortificati nello stile “Porto” e vini bianchi prodotti con uve chardonnay e sauvignon blanc. Ancora più a nord di Stellenbosch, c’è Paarl. 

Qui oltre a vini bianchi e rossi, ci sono ottime espressioni anche di vini liquorosi, spumanti e brandy. In particolare i vini fortificati sono prodotti con le stesse tecniche con cui si producono i celebri Jerez in Spagna, e spesso la loro qualità viene considerata al loro pari. Le uve prevalentemente coltivate nella zona sono lo chenin blanc, lo chardonnay, il sauvignon blanc, il cabernet sauvignon e il merlot. Un’area molto rinomata di questa regione è Franschoek, originale insediamento degli ugonotti francesi, dove si producono interessanti vini di qualità, in particolare con uve sémillon. Altre zone di interesse sono Hermanus, a sud di Città del Capo, dove si producono interessanti pinot nero e chardonnay, Durbanville, ad ovest di Paarl, dove si producono in prevalenza vini bianchi. Altre zone sono Worcester, Klein Karoo, Mossel Bay, Elgin e Walker Bay.

Qui, sul wineblog di Luciano Pignataro, il bel racconto del viaggio.

E’ venne il giorno del Barolo Borgogno a Capri…

30 Maggio 2012

L’Olivo DiVino

Storie di vino e di alta gastronomia nello stile de La Dolce Vite 

Venerdì 15 Giugno ancora un appuntamento imperdibile in Dolce Vite, la cantina del Capri Palace Hotel&Spa di Anacapri con la storia dell’azienda Borgogno, del Barolo e delle sue straordinarie terre di Langa.

Si parte alle ore 20.00 con un aperitivo di benvenuto in cantina, con l’Alta Langa Pas Dosé Contessa Rosa 2007 ed il Langhe Nebbiolo No Name 2008 di Borgogno. Durante la cena invece, realizzata a quattro mani dal nostro Executive Chef Andrea Migliaccio ed Ugo Alciati, chef nonché patron del Ristorante Guido a Pollenzo, verranno proposti quattro Barolo Riserva tra i quali le annate storiche del ’78, ’85, ’96 ed una delle ultime più apprezzate, quella del 2005. Un momento DiVino, imperdibile! 

Per informazioni e prenotazioni:
Ristorante L’Olivo – Due Stelle Michelin
Capri Palace Hotel & Spa
Via Capodimonte 14, Anacapri.
Tel. 081 978 0560
olivo@capripalace.com
www.capripalace.com
 
Ufficio stampa Capri Palace Hotel&Spa
Marita Rivas
Tel. 081 9780228
pr@capripalace.com

Napoli, il 21 Maggio c’è il Gran Galà Pommery

14 Maggio 2012

Verticale Champagne Cuvée Louise

Lunedì 21 Maggio 2012 ore 21,00

Dal 1999 al 1985 cinque eccellenti millesimi di Cuvée Louise presentati da Thierry Gasco – Chef de Cave della Maison Pommery.

La Verticale sarà abbinata ad una “Cena di Gala a Otto mani” diretta dagli Chefs 2 Etoiles Michelin: Ernesto Iaccarino del Ristorante Don Alfonso 1890, Alfonso Caputo del Ristorante Taverna del Capitano, Antonio Mellino del Ristorante Quattropassi, Andrea Migliaccio del Ristorante L’Olivo del Capri Palace Hotel&Spa.

Ogni Chef abbinerà un prestigioso piatto sapientemente creato e dedicato ad un’annata in degustazione.

Villa Domi
Salita Scudillo 19/a – Colli Aminei – Napoli
Evento Riservato
press@vrankenpommery.it
credits: Cuvée Louise – Pommery
 

L’Olivo DiVino 2012, subito Feudi di San Gregorio

6 Maggio 2012

L’idea è abbastanza semplice: migliorare, crescere, confrontarsi; così ricerchiamo incontri che possano lasciare il segno, in cucina come nei bicchieri. Si alza quindi il sipario sulla prossima stagione degli eventi…

L’Olivo DiVino

Storie di vino e di alta gastronomia nello stile de La Dolce Vite 

Venerdì prossimo, 18 Maggio, parte la stagione 2012 degli appuntamenti enogastronomici de La Dolce Vite, la cantina del Capri Palace Hotel&Spa di Anacapri che propone un ciclo di incontri imperdibili (qui tutto il calendario) dedicati ai grandi nomi della cucina e dell’enologia nazionale ed internazionale con degustazioni in cantina e a tavola, incontri e confronti tra vignaioli e grandi chef. Un format esclusivo che inizia negli ambienti suggestivi de La Dolce Vite e prosegue poi a L’Olivo, il ristorante due stelle Michelin del Capri Palace. 

In quest’occasione, l’evento avrà inizio alle 19.30 con un aperitivo di benvenuto in cantina, con la degustazione degli Spumanti Metodo Classico Dubl Greco e Dubl Aglianico Rosato. Durante la cena gourmet, realizzata a quattro mani dall’ Executive Chef Andrea Migliaccio e Paolo Barrale, chef del Ristorante Marennà – una stella Michelin – di proprietà dell’azienda Feudi di San Gregorio, verranno proposti il bianco Campanaro 2010, l’imperdibile Sirica 2008, il Taurasi Riserva Piano di Montevergine 2004 e, dulcis in fundo, il dolce Privilegio 2010

Per informazioni e prenotazioni:
Ristorante L’Olivo
Capri Palace Hotel & Spa
Via Capodimonte, 14 Anacapri
Tel. 081 978 0560
olivo@capripalace.com
www.capripalace.com
 

The era of the sommelier as “Delphic Oracle” is over, lo dicono a Talia Baiocchi* su “Eater”

19 aprile 2012

L’amico sommelier e giornalista Andrea Gori (da Burde) mi segnalava iersera questo articolo apparso su “Eater”, il giornale on line di Talia Baiocchi. Il pezzo, “The Era of the Sommelier as Delphic Oracle Is Over” è interessante e descrive chiaramente la nuova veste del sommelier moderno, non più semplicemente un Oracolo ma un vero comunicatore a 360°. In home page c’è una mia foto – l’hanno scovata Flickr -, è la prova di decantazione al concorso “Primo Sommelier della Campania vinto nel 2008! 

“People are no longer looking for the best wine, they’re looking for the most distinctive wine,” says Levi Dalton, sommelier at Boulud Sud in New York City. While that may just sound like semantics, it’s actually the single most significant development in the diner-sommelier relationship over the past 20 years. 

Raj Parr, the wine director for the Michael Mina group and the co-author – along with Jordan Mackay – of Secrets of the Sommeliers said that in 1996, when he first started as a sommelier it wasn’t about anything but what the guest wanted. Now, he says, the sommelier is less of a steward and more of an ambassador. Sommeliers are no longer just there to give the diner what they are familiar with; they’re there to expose them to something they probably wouldn’t have discovered on their own.

Qui l’articolo per intero pubblicato lo scorso 17 Aprile. 

*Talia Baiocchi is Eater’s Wine Editor. Find her on Twitter at @TaliaBaiocchi and over at “Eater NY” where she covers the treacherous world of New York wine lists via her Decanted column.

La Dolce Vite del Ristorante L’Olivo del Capri Palace Hotel, tutti gli appuntamenti del 2012

7 aprile 2012

Come ogni anno si rinnova la tradizione degli eventi enogastronomici al Capri Palace Hotel&Spa di Anacapri; anche quest’anno vogliamo stupire e crescere, così non ci faremo mancare proprio nulla, emozioni comprese!

Si apre il 18 maggio, come sempre con un’azienda campana e Feudi di San Gregorio ci è sembrata una scelta di assoluto valore. Poi si fa un passaggio in langa, dal Piemonte arriverà una storica verticale di Barolo Borgogno; quindi un tuffo nel meraviglioso mondo delle bollicine d’autore con la Maison Pommery di Reims e una carrellata di cuvée e millesimi da non credere. E con un ospite d’eccezione, Annie Feolde dell’Enoteca Pinchiorri di Firenze!

Poi un salto nel profondo Sud, con Tasca d’Almerita e il sole di Sicilia, mentre per la chiusura di stagione s’è pensato ad un altro gioiello della viticoltura regionale campana: l’azienda Terredora della famiglia Mastroberardino.  Questo in sintesi il programma, seguiranno naturalmente gli opportuni aggiornamenti: 

  • Venerdi’ 18 maggio 2012
  • Feudi di San Gregorio – Sorbo Serpico, Campania.
  • Chef: Paolo Barrale del Marennà di Sorbo Serpico, Avellino.
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  • Venerdì 15 Giugno 2012
  • Borgogno – Barolo, Piemonte. 
  • Chef: Ugo Alciati del Ristorante Guido a Pollenzo, Cuneo.
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  • Venerdì 13 Luglio 2012
  • Pommery – Reims, Champagne. 
  • Chef: Annie Feolde, Ristorante Enoteca Pinchiorri, Firenze.
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  • Venerdì 14 settembre 2012
  • Tasca d’Almerita – Sclafani Bagni, Sicilia.
  •  Chef: Riccardo Di Giacinto, Ristorante All’Oro, Roma.
  • Venerdì 5 Ottobre 2012
  • Terredora – Montefalcione, Campania.

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Per informazioni dettagliate e prenotazioni:
Capri Palace Hotel & Spa
Ristorante L’OLivo
Via Capodimonte, 14
80071 Anacapri – Isola di Capri – ITALIA
Phone: (+39)081 978 0225
Fax: (+39) 081 978 0593
www.capripalace.com
olivo@capripalace.com
 

Intervallo. Segnali dall’Irpinia

7 marzo 2012

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Un piatto, il suo vino. Fatene il vostro gioco…

29 febbraio 2012

Da un lato un piatto, un bel piatto di pasta che concettualmente si potrebbe tranquillamente definire trasversale: povero ma ricco, appetibile e pieno di sostanza, profumato, fresco, alleggerito, saporito il giusto. L’intuizione è terragna, che più semplice non potrebbe essere, coi porri e la salsiccia “pezzente”; un connubio pensato bene, riuscito e mantecato meglio, ingentilito con giustezza da quel richiamo al mare, che sa di fasolari, ma non necessariamente. Buono a sapersi, tra i piatti cult in carta a Sud come probabilmente lo diventeranno anche questi nuovi appena segnalati sul suo sito da Luciano Pignataro, tra i quali consiglio vivamente di non mancare il cous cous di soffritto su crema di cipolla, yogurt e paprika.

Nel bicchiere invece il primo Nastro Rosa* doc per i Campi Flegrei. Il primo rosato 2011 bevuto, s’intende, provato giustappunto l’altra sera a cena da Pino e Marianna. Un piedirosso dal bel colore rosa tenue, luminoso e vivace, col “naso” evidentemente ancora imbrigliato dallo stress da vasca ma un sapore, asciutto, vivido, minerale, sapido, già determinato a conquistarsi tutti i palati più gentili, sbarazzini, assetati di territorio; “senza pensarci troppo su però – come ci tiene a sottolineare l’amico Gerardo Vernazzaro, enologo a Cantine Astroni -, le chiacchiere conserviamocele per altri vini, magari proprio per quelli di cui tra l’altro tanto più si parla e sempre meno se ne bevono”.

Allora, questi gli elementi, accontentiamoci e fatene pure il vostro prossimo gioco di abbinamento cibo-vino, senza esagerare naturalmente, tanto ci sarà sempre uno che ne saprà più di voi! 

* non avendo ancora scelto un nome definitivo – il vino tra l’altro uscirà solo a metà aprile prossimo -, mi sono permesso, con “Nastro Rosa”, di avanzare un mio piccolo suggerimento agli amici Gerardo ed Emanuela per il loro primo rosato doc Campi Flegrei firmato Cantine Astroni. 

Napoli, corso di aggiornamento per Sommelier

5 febbraio 2012

La qualità dei relatori ispira senz’altro fiducia. Riuscissi a pianificare per bene il lavoro per quelle date ci farei senz’altro un pensierino. Anzi ci sto già pensando. Vediamo però frattanto come evolvono certe situazioni. 

L’Associazione Sommelier Campania organizza un corso di aggiornamento per Sommelier. L’obiettivo è quello di provare a rispondere ad alcune esigenze della formazione di base, come ad esempio ampliare e perfezionare la comunicazione del vino, approfondire aspetti scientifici inerenti la professionalità, fare chiarezza giocando sui “comportamenti critici” del sommelier, ed infine, “sintonizzarsi” meglio riguardo la degustazione. Ogni seminario prevede degustazioni prestigiose ed un coffee break. Ad ogni iscritto sarà rilasciato un attestato di partecipazione.

Possono iscriversi tutti i sommelier in regola con la quota associativa. Possono iscriversi, in lista di attesa, anche i corsisti che attualmente seguono il modulo di terzo livello, ma solo in caso di eventuali posti disponibili dopo la scadenza della data di iscrizione. Quota di iscrizione: euro 150,00. Tutti i seminari si terranno presso l’Hotel Ramada Naples dalle 9:00 alle 13:00, via Galileo Ferraris, 40 Napoli – www.ramadanaples.it (Parcheggio dell’hotel, prezzo forfettario di euro 5,00).

Come iscriversi: l’iscrizione è possibile entro e non oltre il 24/3/2012, mediante il pagamento con bonifico bancario intestato all’ “Associazione Sommelier Campania“ – BCC di Casagiove – IBAN: IT 91 J 08987 74840 000010330616, indicando come causale: “CORSO DI AGGIORNAMENTO 2012” ( inviare copia pagamento a info@aiscampania.it).

Per maggiori informazioni:
Associazione Sommelier Campania
www.aiscampania.it
news@aiscampania.it
 

Napoli, il 20 febbario arriva “Il Falerno a Napoli”

3 febbraio 2012

Vi segnalo un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di vino, Il Falerno a Napoli, messo su nei saloni di Villa Domi, ai Colli Aminei, dalla collega e amica Monica Piscitelli con la collaborazione di Luciano Pignataro e, tra gli altri, della beneamata Confraternita del Falerno.

“Mai il grande vino è stato versato tutto insieme” dice lo slogan della manifestazione. Ebbene, a parlar di Falerno si fa certamente presto a capire di quali gran vini si tratta. E qui, su questo blog, ne abbiamo raccontati davvero tanti. Sono infatti ormai una ventina le aziende che nei 5 comuni dell’areale di produzione, tra Carinola, Cellole, Falciano del Massico, Mondragone e Sessa Aurunca danno vita alla denominazione Falerno del Massico Doc. E sarà questa l’occasione per provarli tutti. Segnate in agenda allora, lunedì 20 febbraio prossimo, a Villa Domi, Salita Scudillo 19/a dalle ore 18,00. Da non perdere i laboratori di degustazione!

Per informazioni:
Luciano Pignataro Wine Blog
Campaniachevai blog Monica Piscitelli  
Per il laboratori
Monica Piscitelli Cell. 3480063619
campaniachevai@gmail.com
Monica Ambrosino di Bruttopilo Cell. 3283316300
Novella Talamo ntalamo@gmail.com

Pozzuoli, Giovedì 2 Febbraio a l’Abraxas Osteria

13 gennaio 2012

Un appuntamento imperdibile per tutti i grandi appassionati del vino; l’abbiamo pensato in omaggio alla ricorrenza dei dieci anni di attività dello splendido locale flegreo di Nando Salemme.

E abbiamo deciso di cominciare questa particolare rassegna dedicata a “I Maestri del Vino” con una delle più belle realtà vitivinicole campane, l’azienda agricola Quintodecimo di Mirabella Eclano.

Mettete in agenda quindi, giovedì 2 febbraio, dalle ore 20,00, presso l’Abraxas Osteria di Pozzuoli, il prof. Luigi Moio ci racconta la sua terra e i suoi vini prodotti proprio lì a Quintodecimo, senza ombra di dubbio uno dei luoghi più suggestivi del vigneto irpino.

In degustazione, condotta dallo stesso Luigi Moio, con il sottoscritto, verrà proposto un percorso davvero interessante e trasversale di tutti i vini dell’azienda di Mirabella Eclano, con l’eccezionale anteprima assoluta del Taurasi Riserva Vigna Quintodecimo 2007.

Informazioni e prenotazioni:
OSTERIA ABRAXAS
Via Scalandrone 15, Pozzuoli (NA)
Tel. 081 8549347
Cell. 366 6868795

Intervallo. Montalcino, Tenuta Greppo

11 gennaio 2012

Serene festività e… Buon Natale!

22 dicembre 2011