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Professione Sommelier, il Dizionario del Vino dalla E alla G

23 gennaio 2010

Continuiamo il nostro percorso di approccio al vino attraverso le parole più frequentemente utilizzate nel linguaggio della coltivazione, produzione e degustazione. Qualcuno pigro saprà finalmente tradurre il termine “fresco”, qualcun’altro comprendere cosa significa quando un vino è girato, altri scopriranno che la parola grappa ha un doppio significato…

  • edulcorare Addolcire un vino eccessivamente acido o secco, con l’aggiunta di mosto o mosto concentrato in seguito alla fermentazione.
  • eiswein (“Vino di ghiaccio” in tedesco). Vino ottenuto da uve gelate, raccolte durante i primi freddi.
  • elevazione Tecniche di conservazione, cura, riposo, assiduo controllo, attuate dai viticultori o dai commercianti per offrire al vino le migliori condizioni di invecchiamento, dalla vinificazione fino al pieno sviluppo.
  • erbaceo Odore vegetale, di erba fresca. Sintomatico di cattiva qualità del vino, prodotto da uve non mature.
  • espressione Qualità di carattere gustativo od olfattivo, sfumatura di un vino, che provoca una reazione di tipo affettivo o emozionale.
  • estrazione Tecnica che permette di separare uno o più costituenti da un corpo (es.: la pigiatura, l’estrazione del colore nella vinificazione in rosso).
  • etereo Odore caratteristico dei vini maturi e invecchiati, originato da composti organici volatili.
  • evoluto Vino che durante la conservazione ha subito modifiche, in peggio oppure in meglio, sviluppando aromi e profumi nuovi.
  • extra-brut Spumanti e Champagne con sostanze zuccherine residue entro i 6 grammi per litro.
  • extra-dry Spumanti e Champagne con sostanze zuccherine residue comprese fra i 12 e i 20 grammi per litro.
  • feccia Solidi sedimentati sul fondo delle bottiglie. Gusto di feccia: sapore di un vino restato a lungo a contatto con le proprie fecce, agre, terroso, di lieviti. Colore feccia: rosso violaceo. Messa in bottiglia sulle fecce: vino non filtrato, a contatto con le sue fecce.
  • femminella Germoglio della vite che si origina da una gemma formatasi durante l’anno su un germoglio normale.
  • fermentazione Operazione che consiste nel fare fermentare l’uva nei tini per un periodo che varia per il tipo di prodotto desiderato, la qualità delle uve, durante la quale avviene la fermentazione alcolica e l’estrazione delle sostanze coloranti. 2. Insieme dei processi chimici di demolizione degli zuccheri a opera di enzimi contenuti nei fermenti. Fermentazione alcolica: processo di trasformazione degli zuccheri contenuti nel succo d’uva in alcol etilico e anidride carbonica ed altri elementi. Fermentazione malolattica: processo di trasformazione dell’acido malico in acido lattico e anidride carbonica, da parte di batteri. Seconda fermentazione: 1. Ripresa della fermentazione in un vino con piccoli residui zuccherini. 2. Presa di spuma.
  • fillossera (Phylloxera vastatrix) Afide, insetto degli Afididi parassita della vite, di cui distrugge la radice. Per estensione indica la malattia dovuta a quest’insetto.
  • filtraggio Operazione di chiarificazione, che consiste nel filtrare il vino per separarlo dalla sospensione di sostanze solide.
  • flûte Bicchiere a calice, alto e stretto, utilizzato per spumante e Champagne, in quanto favorisce la formazione di bollicine.
  • fortificato Vino irrobustito per l’aggiunta di alcol.
  • foxy Odore piuttosto forte tipico del pelo della volpe, indice di qualità, può risultare sgradevole se insistente.
  • fragile Vino delicato se soggetto ad alterazione, come l’esposizione all’aria o gli spostamenti.
  • freschezza Stato di un vino a temperatura tra i 10 e i 13°C. 2. Stato di un vino molto equilibrato.
  • fresco Vino lievemente alcolico e acidulo, equilibrato.
  • fruttato Insieme di odori di un vino che ricordano quelli dell’uva e della frutta matura.
  • germogliazione Sviluppo dei germogli della vite, in primavera.
  • giovane Vino immaturo, privo di sapidità e di finezza. 2. Vino dell’annata che ha sviluppato tutte le sue caratteristiche, pronto al rapido consumo.
  • girato Alterazione del vino dovuta a batteri, caratterizzata da colorazione bruna e opaca, odore acetato e perdita di acido tartarico.
  • granata Colore di un vino rosso scuro.
  • grappa Residuo solido della pigiatura dell’uva, costituito da raspi e vinaccioli. 2. Acquavite di grappa, a forte gradazione alcolica, ottenuta per distillazione delle vinacce. 3. Grappe di spillatura: residui della spillatura.
  • grasso Vino untuoso, morbido ,carnoso, ricco di glicerina e di alcol. 2. Vino affetto da grassume.
  • graves Terreno costituito da piccoli ciottoli morenici, sabbie ed argilla.

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Professione Sommelier, il Dizionario del Vino dalla C alla D

22 gennaio 2010

 

In cosa consiste la chiarificazione di un vino? E la parola Cremant? Come faccio a riconoscere anche io un vino che mi viene presentato come debole? Eccovi tutte le risposte che cercavate…

  • cappello Massa schiumosa costituita da residui solidi (grume, sostanze peptiche e mucillaginose, raspi, ecc.) che l’ebollizione dei mosti di uve rosse fa salire sulla superficie dei tini durante la fermentazione.
  • carato Fusto con capacità variabile da 200 a 300 litri (218 a 228 in Borgogna). In Champagne unità di misura pari a 205 litri.
  • carattere Caratteristiche di un tipo di vino. 2. Caratteri organolettici: proprietà di un vino riferite ai suoi componenti originali e non, percepibili durante la degustazione, stimolanti a livello sensoriale (vista, odorato, gusto) riferite alle funzioni rappresentative (oggettive/rappresentative) o affettive.
  • caseina Sostanza proteica contenuta nel latte, usata per il collaggio dei vini, specialmente bianchi. Facilita l’eliminazione del ferro ed è utile per il trattamento preventivo o curativo della maderizzazione (che attenua colore e gusto).
  • caveau Piccola cantina dove sono riposti vini pregiati. Caveau di degustazione: luogo riservato a professionisti della degustazione; spazio riservato alla presentazione dei vini al pubblico.
  • cedro Odore legnoso di alcuni vini, con una sfumatura balsamica, di resina nobile.
  • centrifugazione Separazione, mediante la forza centrifuga, degli elementi solidi in sospensione nei mosti e nei vini. Chiarificazione per mezzo di sedimentazione forzata, che facilita l’eliminazione delle sostanze solide residue.
  • ceppo Pianta di vite.
  • Champagne Vino spumante elaborato nella regione della Champagne secondo una vinificazione di tipo specifico, detta metodo champenois o tradizionale.
  • Champenois cfr.Metodo classico
  • chiaretto Vino rosso chiaro, quasi rosato, leggero.
  • chiarificazione Operazione finalizzata all’eliminazione dei residui solidi sospesi nel mosto o in un vino torbido mediante chiarificazione spontanea o l’impiego di differenti procedimenti come la centrifugazione, il collaggio e la filtrazione.
  • chiuso Vino che non libera i propri aromi e le sensazioni gustative nel loro insieme.
  • ciclo Il ciclo vegetativo della vite comprende tre periodi: periodo invernale (quiescenza, la pianta vive a rilento, priva di fogliame); periodo di crescita (in primavera, col germogliamento, la crescita dei tralci, la fioritura); periodo di maturazione (in estate, crescita delle uve fino alla vendemmia).
  • cieca, allaDegustazione alla cieca: degustazione anonima, analisi organolettica di una scelta di vini sui quali non si posseggono, a priori, informazioni che permettano di identificarli.
  • classificazione 1. Classificazione dei vitigni: legislazione vitivinicola vigente nell’Unione europea adottata per i vitigni scelti e autorizzati allo scopo di tutelarne la genuinità. 2. Classificazione dei cru: classificazione delle proprietà secondo criteri di qualità e rarità. Ad esempio: cru extra, eccezionali, grandi cru…; specialmente, classificazione dei vini bordeaux detti del 1855 (dal primo al quinto cru). 3. Classificazione dei vini: secondo la legislazione comunitaria, in vini da tavola, vini di qualità provenienti da una regione determinata e vini importati.
  • clone Individui (vitigni o portainnesto) omogenei tra loro e ottenuti per moltiplicazione vegetativa (innesto o telaio della vigna) partendo da un individuo unico selezionato per le sue qualità sanitarie, organolettiche e agronomiche.
  • cocchiume Pezzo a tronco di cono, spesso di legno, adoperato per tappare il foro aperto sui fusti e le botti. Cocchiume di lato: fusto leggermente spostato in modo da evitare, essendo il cocchiume a contatto del vino, penetrazioni d’aria o evaporazione. Fusto o, per metonimia, vino con il cocchiume di lato. Cocchiume asettico: strumento per purificare l’aria che entra in un tino (a contatto del vino) facendola gorgogliare attraverso una soluzione di anidride carbonica.
  • collaggio Pratica enologica di chiarificazione e stabilizzazione del vino mediante l’uso di additivi. Così facendo, le particelle sospese vengono portate sul fondo del recipiente. Il collaggio permette anche di ammorbidire i vini liberandoli dalle sostanze polifenoliche molto astringenti.
  • compatto Vino non trasparente, pesante, denso.
  • concentrazione Operazione che consiste nell’eliminazione di una parte dell’acqua contenuta nei mosti per aumentarne la concentrazione zuccherina, ossia il grado alcolico potenziale (operazione per lo più proibita). Può essere effettuata a caldo (mosti) o a freddo (congelazione dei mosti e dei vini da tavola).
  • corpo Struttura di un vino solido, ricco di estratto secco e di alcol, vinoso, completo e denso. 2. Avere corpo: possedere untuosità, consistenza e tutti gli elementi necessari all’equilibrio generale del vino stesso.
  • correzione 1. Sospensione (mutizzazione) della fermentazione mediante aggiunta di alcol in un mosto o vino per aumentarne la gradazione alcolica. Operazione illecita se praticata al fine di aumentare la titolazione alcolimetrica di un vino poco alcolico. 2. Correzione dei mosti: operazioni consistenti nella correzione qualitativa dei mosti come l’aggiunta di zuccheri (zuccheraggio), acidificazione o disacidificazione, aggiunta di tannino…
  • corto Vino cedevole alla degustazione, con retrogusto non persistente o nullo.
  • cotto, vinoVino concentrato, ottenuto per evaporazione parziale del mosto sottoposto a riscaldamento.
  • crémant Vino effervescente/spumante, dalla spuma leggera e setosa per la ridotta presenza di CO2; 2. Spumante prodotto con metodo Champenois al di fuori della Champagne (es: Alsace)
  • cru Vitigno molto spesso nobile (dovuto alla natura dell’ambiente di crescita). 2. Il prodotto che deriva da quel vitigno.
  • cultivar Varietà di vitigno ottenuta per selezione e mantenuta in coltivazione.
  • cuoio Odore empireumatico caratteristico di alcuni vini evoluti o vecchi.
  • cuvée Contenuto di un tino, di un barile o di una botte e rappresentativo di un vigneto, di un vitigno, di un terreno o di un fattore tipico. Nella Champagne, vino scelto per il taglio. Testa di cuvée: prima cuvée, la migliore, ottenuta dalla vinificazione di un vigneto specifico, proveniente da una scelta di uve ottime e rare.
  • déblocage apertura della prima bottiglia della nuova vendemmia. Generalmente riferito alla prima mescita del vino novello che avviene per legge il 6 novembre di ogni anno.
  • debole Vino molto leggero, incolore, povero di alcol e di estratto secco.
  • decantazione Separazione delle fecce dei sedimenti solidi depositatisi nel contenitore del vino dalla parte liquida. Travaso di un vino dalla bottiglia alla caraffa, praticato dal Sommelier, per ossigenarlo e depositare le fecce.
  • demi-sec Champagne o spumante con tenore zuccherino compreso tra 33 e 50 g/l.
  • denominazione di origine controllata Vino prodotto in una zona delimitata ed elaborato a norma di legge, seguendo le indicazioni del disciplinare riguardo ai vitigni da utilizzare, la produzione per ettaro, la potatura, il grado alcolico, i procedimenti di vinificazione, le qualità organolettiche.
  • deposito Sedimenti in sospensione nel mosto. 2. Locale in cui vengono conservati i vini inscatolati in attesa della vendita.
  • dessert Vino da dessert: vino dolce o abboccato, servito a fine pasto.
  • diluito Vino poco concentrato e poco intenso.
  • diraspatrice Strumento per diraspare le uve, separare cioè i graspi dagli acini.
  • distillazione Operazione praticata con l’alambicco che consiste nel trasformare, mediante un procedimento di vaporizzazione e condensazione, un vino o una vinaccia in acquavite (grappa, liquore ecc.). Può essere continua o all’armagnac oppure doppia o alla charentaise.
  • doga Asse di legno incurvata utilizzata nella fabbricazione delle botti.
  • dolce Vino che contiene, ai sensi di legge, più di 50 g di zuccheri riduttori (glucosio e fruttosio) per litro (es. vino dolce naturale, vino da liquore, liquoroso, spumante, ecc.). Vino che ha un sapore dolce in equilibrio con gli altri componenti sapidi.
  • dosaggio Miscela di spillatura aggiunta allo spumante elaborato secondo il metodo tradizionale, dopo il dégorgement e che ne determina il tipo (brut, sec, demi-sec…).
  • duro Vini giovani privi di morbidezza, rotondità, poco vellutati e gradevoli, con sostanze tanniche eccedenti.

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Professione Sommelier, il Dizionario del Vino dalla A alla B

21 gennaio 2010

Abbiamo spesso la sensazione di ascoltare parole di difficile comprensione, abbiamo spesso la sensazione di dirle certe parole difficili. Per chi mastica quotidianamente il glossario del vino tante difficoltà risultano distanti, ma per l’appassionato non è sempre semplice seguire una degustazione o intuire dallo scritto, per esempio sulle retroetichette delle bottiglie, le caratteristiche peculiari di un vino o di una particolare tecnica di produzione, o quantomeno decifrarne il linguaggio con il quale viene esposto. Un percorso fatto di parole scritte con la speranza di rendere utile servizio a chi ci segue per meglio comprendere il linguaggio del vino e di chi lo comunica, di volta in volta faremo passare sulle nostre pagine i termini più utilizzati e meno conosciuti. Buona lettura. 

  • abboccato Vino dolce, ma con residuo zuccherino meno evidente.
  • acerbo Vino ricco di acidi, prodotto con uve acerbe.
  • acidità Causata dagli acidi liberi naturali contenuti nel vino, conferisce freschezza. Se eccessiva, il vino è aggressivo e acerbo; se carente, è piatto.
  • agarico Odore di fungo, speziato, vegetale, tipico di vini che hanno subito una reazione di riduzione.
  • alcool Composto organico del vino prodotto dalla trasformazione operata sullo zucchero dai lieviti. L’alcol complessivo di un vino è la somma dell’alcol svolto (quello indicato sull’etichetta espresso in volume %, es: 12,5%) e quello potenziale, ovvero quello che si otterrebbe se si facessero fermentare anche gli zuccheri residui (vini dolci, es: +/-2). Il volume alcolico di un vino è dato dalla percentuale di zucchero x 0,6 (da 1g di zucchero si ottengono 0,6ml di alcol).
  • amabile Vino con chiara ma non predominante sensazione di dolcezza.
  • amaro In alcuni vini rossi tannici sintomo di qualità, può essere un difetto se molto pronunciato.
  • ampelografia Scienza che descrive e classifica la vite nelle sue varietà (vitigni e cloni) e nei suoi comportamenti.
  • ampio Vino dalla complessa descrizione olfattiva.
  • animale La gamma delle sfumature d’odore emesso dagli animali: ambra, arrosto, bagnato, cacciagione, muschio, pelame, pelo, salmì, selvaggina, sudore, ecc.
  • aranciato riflesso arancione di alcuni vini rossi, indice di invecchiamento.
  • aromatico Tipico sentore di alcuni vitigni, detti appunto aromatici: Gewurztraminer, Brachetto, Moscato, Malvasia
  • arricchimento Operazione con cui viene aumentato il tenore alcolico del mosto (mediante zuccheraggio, addizione di mosto d’uva concentrato, concentrazione di mosti o del vino da tavola, mediante concentrazione frigorifica).
  • astringente Che disidrata il palato mediante i tannini. Si tratta generalmente di un vino giovane, ancora molto tannico
  • austero Vino corposo non molto vellutato.
  • autentico Sinonimo di “franco“, è un vino in cui si riconoscono pienamente le caratteristiche, soprattutto l’appartenenza ad un certo terroir.
  • avvinare Sciacquare un bicchiere con piccola quantità di vino o acquavite e prepararlo alla degustazione.
  • barrique tipica botte di origine francese, costituito da doghe di quercia, di capacità variabile secondo le diverse regioni viticole. La più nota è la barrique bordolese da 225 litri, ma anche quella del Cognac da 205 lt.
  • batonnâge operazione che consiste nello scuotimento del vino durante l’elevage in legno, al fine di rimettere le fecce in sospensione (tipica dei vini bianchi di Borgogna).
  • beva “di pronta beva“, “di facile beva“, si dice di un vino pronto, da bere immediatamente senza attendere un particolare affinamento.
  • botritizzato Vendemmia o uve colpite da marciume (nobile o grigio).
  • botritys botritys cinerea: muffa parassita responsabile, secondo il clima e i vitigni, del marciume o muffa nobile (che favorisce la concentrazione degli zuccheri indispensabili all’elaborazione dei vini muffati) o del marciume grigio (alterazione delle uve che può provocare la perdita del raccolto).
  • bouquet Insieme delle sensazioni olfattive terziarie che si sviluppano durante la maturazione e l’invecchiamento dei vini.
  • brillante Vino chiaro con riflessi brillanti. Termine generalmente utilizzato nell’esame visivo di vino bianco o meglio spumante.
  • brut Champagne o spumante il cui zucchero residuo è inferiore a 15 g/l. 2. Extra brut: zucchero residuo compreso fra 0 e 6. Brut de brut o brut zero o dosage zero o pas dosé: senza zucchero residuo, senza aggiunta di zucchero o alcol e non dosato con liqueur d’expedition.

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Diario di una Bevuta, appuntamento speciale per “Quelli della Domenica” con il Falerno di Papa

20 gennaio 2010

 

Domenica 24 Gennaio alle ore 11,30 incontro con il produttore GENNARO PAPA per un “approccio Primitivo al Falerno del Massico”.

Falciano del Massico, in un area tra le più vocate alla viticoltura della nostra regione campania e senza dubbio tra le più antiche ed apprezzate, sin dai romani che ne fecero la loro piccola “Bordeaux”, nasce la piccola azienda di Gennaro Papa, poco più di 10.000 bottiglie per vini d’autore di assoluto pregio, che con la presenza di Antonio Papa, figlio di Gennaro vi vogliamo raccontare in questo happening domenicale nella nostra enoteca in Pozzuoli.

In degustazione, gratuita, due dei tre vini prodotti dall’azienda in abbinamento a due sfiziose interpretazioni di finger food da aperitivo di Lilly Avallone:

  • Falerno del Massico Campantuono 2006  
  • Campania Primitivo Conclave 2007  

conduce le degustazioni Angelo Di Costanzo

 

Informazioni e prenotazioni
L’Arcante Enoteca
Via Pergolesi, 86 Pozzuoli (NA) 
Tel. 081.3031039
larcante@libero.it  

Album: a caccia di emozioni, da condividere

13 gennaio 2010

I vini della Campania, qui tutti gli indirizzi utili

9 gennaio 2010

Ci sono arrivate numerose mail, soprattutto lo scorso fine settimana, evidentemente da fuori regione, che ci chiedevano dove e come cercare una valida guida ai vini della nostra regione Campania. Buona parte del merito di tante richieste è senz’altro imputabile alla straordinaria visibilità acquisita da questo blog grazie agli amici di Dissapore ed Intravino che hanno tenuto, nei primi giorni dell’anno, lungamente in home il nostro articolo sulle bollicine campane (circa 80 visite uniche al giorno per tutta la settimana a cavallo del capodanno). Ebbene, oltre che invitare tutte queste persone a continuare a seguirci con la speranza di dare loro sempre delle buone dritte sul nettare delle nostre terre, gli abbiamo segnalato, qualora riuscissero ancora a trovarne qualcuna in giro, un classico, ormai, dell’editoria nostrana a cura dell’amico Luciano Pignataro, edizioni l’Ippogrifo, uscita in libreria qualche tempo fa (2007) ma a tutt’oggi l’unica opera di riferimento per avere tra le mani tutti gli indirizzi utili.   

La Guida completa ai vini della Campania, aggiornata al 2006 contiene questi numeri: 58 aziende a Napoli, 68 in Irpinia, 60 nel Sannio, 30 nel Casertano e 30 del Salernitano. I vini più importanti sono descritti a più mani, alcune verticali storiche, come il Fiano di Vadiaperti, il Taurasi Macchia dei Goti di Caggiano, il Radici di Mastroberardino, il Montevertrano, il Fiano di Marsella,sono raccontate e fissate nella storia vitivinicola campana. Ogni azienda è stata visitata personalmente dall’autore prima di entrare nella guida. In appendice i ristoranti più importanti, i wine bar, l’elenco ufficiale dell’Ais e di Assoenologi. Infine le bottiglie dell’Arca: 142 etichette scelte per riporle nella cantina ideale del vino campano secondo il gusto e le suggestioni dll’autore. Elemento da non trascurare, la guida è sponsor free, cioè non basa il proprio budget editoriale su nessun contributo privato o pubblico, niente pubblicità dirette o indirette (vedi acquisto copie concordato prima della stesura). L’autonomia di giudizio è garantita dall’investimento editoriale perché questo lavoro è stato pensato per i lettori e gli operatori del settore in una fase in cui la critica enologica sta subendo un profondo ripensamento. Ogni scelta, ogni valutazione, ogni indicazione, è il frutto di una scelta consapevole dell’autore e dei giornalisti che hanno partecipato all’impresa.

Chi vuole acquistarla può provare, per spedizione, a trovarne ancora qualche volume scrivendo a info@edizionidellippogrifo.it o telefonando all’editore Franco Ciociano (347.0503455 e 081.5177000).

Formaggi d’Italia, il Caciocavallo Podolico

9 gennaio 2010

Il caciocavallo è il simbolo di una tradizione casearia tipicamente meridionale. Nasce infatti da quella tecnica detta “a pasta filata” che soprattutto nel sud Italia si è sviluppata e messo a punto nei secoli, per garantire conservabilità e salubrità ai formaggi di latte vaccino. La cagliata, ottenuta mediante riscaldamento e coagulazione del latte, subisce una seconda cottura, sino a che diventa elastica e può essere così manipolata senza rompersi. Le mozzarelle, le scamorze, i provoloni e naturalmente i caciocavalli sono tutti formaggi ottenuti con questo specifico metodo di lavorazione.

Il Caciocavallo Podolico è un formaggio che si presta tranquillamente anche stagionature particolarmente prolungate, soprattutto con pezzature grandi (per esempio da 4 a 8 kg) le quali possono arrivare perfettamente integre anche a quattro, cinque anni di affinamento. In tal caso al gusto offrono una complessità straordinaria, una gamma di aromi che solo un latte di eccellenza come quello degli animali Podolici bradi può garantire.

E’ il classico prodotto che da solo rappresenta una portata unica, mai stucchevole e che conquista ad ogni morso, saporito, dal carattere inconfondibile e degno compagno di grandi vini. Qualcuno, nel servirlo, preferisce mitigarne la forza gustativa accompagnandolo a miele di castagno o di sulla, abbinamento che si può anche definire egregiamente equilibrato, ma che naturalemente rischia di non lasciare apprezzare al meglio la ricchezza organolettica di questo straordinario prodotto.

Il Caciocavallo Podolico è particolarmente pregiato e si produce con il latte di una razza specifica chiamata appunto, Podolica, ancora presente sull’appennino meridionale. Un tempo, questa era la razza dominante nel nostro paese, oggi, soprattutto dopo decenni di strenua ricerca di sovraproduzioni standardizzate ed allevamenti intensivi si è ridotta a circa 25.000 esemplari, divenendo un patrimonio da salvaguardare e le ragioni principali sono essenzialmente due: produce poco latte (anche se di straordinaria qualità) e, per la sua caratteristica rusticità, deve essere allevata allo stato brado o semibrado, mal prestandosi quindi ad uno sfruttamento intensivo.

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Isola di Ponza, Il “Tavel” 2008 di Punta Fieno

7 gennaio 2010

Nell’ultimo numero di deVinis¤, la rivista ufficiale dell’associazione italiana sommeliers, compare il bell’articolo scritto dall’amica sommelier Michela Guadagno sull’evento che abbiamo realizzato lo scorso 17 ottobre presso il prestigioso Capri Palace Hotel&Spa di Anacapri sui vini delle piccole isole del sud. In quell’occasione proponemmo in degustazione, ad una platea particolarmente edotta, alcuni tra i migliori vini prodotti nelle isole di Ischia, della stessa Capri, della splendida Pantelleria e di Ponza. Il risultato fu davvero sorprendente e tra i vini più interessanti ne venne fuori proprio quello prodotto sull’isola tanto amata da Strabone, il Fieno bianco 2008 delle Antiche Cantine Migliaccio, del quale potete trovare ampia descrizione storica ed organolettica sul sito di Pignataro¤ attraverso il racconto di Marina Alaimo¤ e di Michela Guadagno¤.

Antiche Cantine Migliaccio sopravvive esclusivamente grazie al forte legame che Luciana Sabino ed il marito Emanuele Vittorio nutrono per l’isola di Ponza ed in particolare per questo lembo di terra, in località Punta Fieno, che conserva un fascino incontaminato unico e raro in un isola da sempre depredata della sua vocazione rurale e naturalistica per fare posto al cemento delle case vacanza ed alle speculazioni dei burini arricchitisi con esse.  Appena 2 ettari di vigna allevati grazie ad un lungo lavoro di restauro di muretti a secco, abbarbicati su per la piccola collina che lega la splendida Chiaia di Luna al Faro,  raggiungibile esclusivamente attraverso una stretta mulattiera e con almeno 40 minuti di cammino che durante le estati più calde possono portare a dover sopportare temperature anche vicine ai 40-50 gradi.

Il Fieno Rosato nasce con l’intenzione di verificare le qualità tangibili delle uve rosse allocate in zona, piedirosso soprattutto, ma anche guarnaccia, montepulciano, barbera, tutti vitigni trapiantati sull’isola, in via sperimentale, dai vari contadini succedutisi nella conduzione dei vigneti nei decenni precedenti l’avvento della famiglia Migliaccio; uve, tutte, non certamente favorite da una condizione pedoclimatica davvero particolare, dato lo stress, soprattutto idrico, a cui sono sottoposte nel periodo di piena maturazione ed in prossimità dell’epoca vendemmiale. C’è da aggiungere a tutte queste, l’enorme difficoltà che si vive ad ogni raccolto, dato i mezzi tecnici a disposizione davvero essenziali a causa dell’ubicazione delle vigne e delle enormi difficoltà di strutturare il loco una vera e propria cantina, in effetti un piccolo cellaio restaurato, non senza ingenti sacrifici, dove grazie a piccoli fermentini trasportati addirittura in elicottero (!) comunque avviene tutta la fase di raccolta e vinificazione, in condizioni, per così dire, primitive.

Ciononostante mi ritrovo nel bicchiere un bel vino dal colore rosa tra il ramato ed il cerasuolo, per intenderci, appena una spanna sotto il chiaretto, di media consistenza nel bicchiere. Il primo naso va lasciato scivolare via poichè conserva una lieve nota di riduzione che con una giusta ossigenazione, due-tre minuti al massimo, va via lasciando spazio a sottili e gradevoli sentori floreali e fruttati. Note di petali di  rosa e geranio, ma subito dopo mora rossa e melograno. Caratteristiche distintive di un vino di difficile concepimento ma dal risultato encomiabile viste le difficoltà attraverso le quali nasce.

In bocca è secco, abbastanza caldo, una discreta acidità maschera bene il buon tenore alcolico che comunque raggiunge i 12 gradi e mezzo. La beva risulta gradevole ed il finale di bocca è piacevolmente ammandorlato. Da bere fresco ma non freddo, su pietanze saporite di mare ma anche su carni bianche al sugo, coniglio o pollo ruspante su tutte. Rimuginando, cercandone similitudini, mi è venuto in mente il Tavel,  tradizionale e classico rosè d’oltralpe prodotto nella a.o.c. omonima a sud della Valle del Rodano, vino emblematico di come i vini rosati possano essere amati ed apprezzati in tutto il mondo non solo come vini dal consumo veloce (di annata, per meglio capirci) ma anche da saper e poter aspettare per qualche anno prima di berli. Ecco, a volte, sacrificando mediocri vini rossi si possono tirare su, senza fasciarsi la testa e senza alzare troppo il tiro, piacevoli e rari vini ramati.

Diario di una Bevuta, tutte le date di Gennaio

6 gennaio 2010

 

DIARIO di una BEVUTA, ecco il programma settimanale di questo primo scorcio 2010 anch’esso da vivere all’insegna del grande vino da conversazione (come è stato per lo scorso mese di novembre), quel vino cioè capace di raccontare se stesso attraverso ogni singolo sorso. Luoghi, persone e memorie che fanno di alcuni vini grandi ed esclusivi nettari d’autore.
  • SABATO 9 GENNAIO ore 19.30 – 20.30
  • Contea di Sclafani Rosso del Conte 2003 Tasca d’Almerita
  • ticket di partecipazione di €ur 12,00
  •  
  • LUNEDI’ 11 GENNAIO ore 19.30 – 21.30
  • Group Wine Taining  – blind panel test –
  • ticket di partecipazione: da definire 
  •  
  • GIOVEDI’ 14 GENNAIO ore 19.30 – 20.30
  • Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2004 Tenuta Lodola Nuova
  • ticket di partecipazione di €ur 12,00
  • SEGUE: AMICI DI BEVUTE – PerCorso di Degustazione
  • VENERDI’ 15 GENNAIO ore 20.30
  • Con GROTTA DEL SOLE al TIFF PizzaCaffè di Pozzuoli
  • ticket di partecipazione di €ur 40,00 
  • more info:  TIFF Pizza Caffè 081 855 54 95
  • oppure 081 804 25 66
  •  
  • SABATO 16 GENNAIO ore 19.30 – 20.30
  • Aglianico del Vulture Don Anselmo 2005 Paternoster
  • ticket di partecipazione di €ur 12,00
  • GIOVEDI’ 21 GENNAIO ore 19.30 – 20.30
  • Brunello di Montalcino 2003 Tenute Silvio Nardi
  • ticket di partecipazione di €ur 14,00
  •  
  • VENERDI’ 22 GENNAIO ore 19.30 – 20.30
  • Saint Estephe 2000 Chateau Phelan Segur 
  • ticket di partecipazione di €ur 16,00
  • SEGUE: AMICI DI BEVUTE – PerCorso di Degustazione
  •  
  • SABATO 23 GENNAIO ore 19.30 – 20.30
  • Torgiano rosso Riserva Rubesco Vigna Monticchio 2003
  • ticket di partecipazione di €ur 14,00
  •  
  • GIOVEDI’ 28 GENNAIO ore 19.30 – 20.30
  • Toscana rosso Giorgio I 2006 Fattoria La Massa
  • ticket di partecipazione di €ur 14,00
  •  
  • VENERDI’ 29 GENNAIO ore 19.30 – 20.30
  • Roccamonfina rosso Gladius 2006 Tenute Adolfo Spada
  • ticket di partecipazione di €ur 10,00
  • SEGUE: AMICI DI BEVUTE – PerCorso di Degustazione
  •  
  • SABATO 30 GENNAIO ore 19.30 – 20.30
  • Langhe rosso Darmagi 2001 Gaja
  • ticket di partecipazione di €ur 18,00
conduce le degustazioni Angelo Di Costanzo

Comunicare il vino, con tutto l’amore possibile.

I nostri migliori auguri per un sereno Nuovo Anno 2010

31 dicembre 2009

Maytag, the famous blue cheese from Iowa

29 dicembre 2009

Ci sono amici che ti porteresti dietro per tutta la vita, persone con le quali sai di poter condividere tutto dal mattino alla sera.

Sono quelle persone che magari ti capitano per caso nella tua vita, inaspettatamente, e che dal primo momento che ci entrano, non li faresti uscire più. Dalle prime parole che ci scambi, dalla prima bevuta assieme  ti fanno pensare positivo, ti fanno vedere la vita con un angolazione diversa, tanto diversa dalla tua quotidianità che pare sconvolgerla, ed invece è proprio quello di cui avevi bisogno per apprezzarla meglio. Sono questi Steven G. Mally e Tammy Bernice, il primo, ingegnere aeronautico originally made in Wichita (Kansas) e la seconda, from Colorado “with a crazy wine passion”, dal sangue autenticamente basilisco che non mente, generata dal papà Clyde, figlio di Gaetano (!), di chiare origini potentine, che a Denver in Colorado, caso della vita, produce vino dal 1996 nella sua azienda vitivinicola Spero winery di cui presto pubblicherò alcune schede (qui il loro Cabernet Franc) di degustazione di vini davvero sorprendenti. Ecco, io sono loro amico e li porto nel cuore.

Maytag è a Newton, Iowa. E’ una tradizionale Dairy Farm, che produce in proprio latte e formaggi sin dagli anni trenta, cercando sin da allora di dare costante vigore qualitativo alla già importante domanda del mercato caseario locale. Seguendo questi auspici si avviarono profonde e serie ricerche su come produrre un formaggio che potesse in qualche modo rappresentare una unicità assoluta sia localmente che successivamente a livello confederale. Nacque così, in collaborazione con l’università dell’Iowa State un percorso di attenta sperimentazione che portò nel 1941 alla nascita del Maytag Blue Cheese, divenuto poi, in pochissimi anni, il formaggio erborinato americano da latte vaccino più famoso al mondo.

Il Maytag è un formaggio a pasta più o meno semidura, a seconda della stagionatura, prodotto con latte vaccino e mediante una lavorazione esclusivamente manuale, attraverso fermentazione presamica e successivamente inoculato del penicillium roqueforti che in fase di affinamento, dai sei agli otto mesi minimo, sprigionerà le nobili muffe dell’erborinatura che gli conferiscono profumi ed aromi davvero unici ed irripetibili. L’ho scoperto proprio grazie a Steve e Tammy, e loro appena possono me ne mandano un po’ dagli states.

Un formaggio erborinato davvero particolare: le forme, di solito sui 500gr, vengono vendute preventivamente sezionate e confezionate sottovuto per ogni singolo spicchio, cosicchè da consentire un consumo lento senza intaccare la qualità complessiva della pezzatura; possiede e conserva tutta la fragranza e la sottigliezza del latte vaccino, caratterizzato da una grassezza importante ma non invadente, l’erborinatura è molto fine, aromatica ma non stucchevole. Da mangiare accompagnandolo con piccola frutta secca, pane cafone tostato e note dolci di miele di sulla, da abbinare a spumanti Metodo Classico mediamente maturi, meglio se prodotti da vini base da uve a bacca rossa vinificati in bianco o anche vini rossi leggeri vivaci e profumati del tipo Bonarda, Lambrusco ed il mitico ed inarrivabile Gragnano della penisola sorrentina.

Spaghettoni con zuppa forte, L’Olivo 2007

29 dicembre 2009

Ingredienti per 4 persone:

  • 240 gr di spaghettoni;
  • olio extravergine di oliva;
  • sale;

Per la zuppa forte:

  • 2 cipolle;
  • 4 spicchi d’aglio;
  • 50gr di strutto;
  • 5 foglie di alloro;
  • 1kg di frattaglie di maiale (polmone, cuore, milza, trachea);
  • 50gr di concentrato di peperoni piccanti;
  • 500ml di passata di pomodoro;
  • sale e pepe;

Ancora, per completare la preparazione:

  • 50gr di yogurt;
  • 100gr di crostini di pane cafone;
  • 1 spicchio d’aglio;
  • 2 rametti di timo;
  • 4 peperoncini per la decorazione;
  • Maggiorana per la decorazione;
  • 300gr di salsa di pomodoro;
  • olio extravergine di oliva;

Per la preparazione: In primis, la zuppa: tagliate le cipolle a brunoise e rosolatele metà con 2 spicchi d’aglio e un poco di strutto. Aggiungete poi lo strutto restante, 3 foglie di alloro e le frattaglie lasciando soffriggere per circa 40 minuti. Lascaite successivamente raffreddare le frattaglie nello strutto e tagliatele a dadini. Soffriggete di nuovo il tutto con le cipolle, l’aglio e l’alloro rimanente, il sale ed il pepe, unendovi anche il concentrato di peperoni piccanti e la pasata di pomodoro. Lasciate cuocere sino a che la zuppa non risulterà particolarmente densa.

A parte lessate la pasta in abbondante acqua salata, scolatela e mantecatela con solo un poco di acqua di cottura ed olio extravergine. A questo punto passate alla composizione del piatto dove ognuno degli ingredienti avrà un ruolo da protagonista e tutti assieme esalteranno questa antica e sostanziosa ricetta napoletana. Versate un cucchiaio di yogurt tiepido al centro di ogni piatto (opportuno bianco o dai colori chiari, ne gioveranno i bellissimi colori della preprazione), e componetevi sopra la pasta. Pressate la zuppa forte in uno stampino di circa 5 cm di diametro e adagiatela sopra gli spaghettoni. Completate il piatto con la salsa di pomodoro, un filo di olio extravergine, i crostini di pane cafone precedentemente tostati in olio, aglio, timo, peperoncino e maggiorana.

Ricetta di Oliver Glowig, Executive Chef del ristorante L’Olivo del Capri Palace Hotel&Spa di Anacapri (ricetta presente nel libro “Arte e gusto a Capri” edito da Gribaudo).

 

Volterra, a ruba le Cene Galeotte!

21 dicembre 2009

Non siamo, ahinoi, molto attenti alle numerose iniziative che vanno in scena in giro per l’Italia che non ci vedono direttamente impegnati,  ma non potevamo non segnalare il successo che sta’ riscuotendo la manifestazione “Cene Galeotte” in corso a Volterra, in provincia di Pisa che vede impeganti chef di rinomata fama ed esperienza e, tra gli altri, il prossimo 22 Gennaio tutta la Famiglia dell’amico Andrea Gori, sommelier informatico, di Trattoria Da Burde di Firenze.

CENE  GALEOTTE, sono serate gastronomiche per la campagna di soliderietà  “IL CUORE SI SCIOGLIE” della Casa di Reclusione di Volterra, FORTEZZA MEDICEA.
Le cene sono dirette da chef di fama realizzate e servite dai detenuti del carcere di Volterra. L’intero ricavato si trasformerà in adozioni a distanza di bambini del Sud del mondo. Per maggiori informazioni e prenotazioni collegatevi al blog di Leonardo Romanelli, ideatore e curatore assieme a Slow Food per trovare tutti ri riferimenti utili.

Venerdì 18 Settembre 2009
Cena in favore di Movimento dei Focolari – Camerun
Chef: Arturo Dori Personal  Chef Firenze
Venerdì 23 Ottobre 2009
Cena in favore di  Movimento Shalom – Burkina Faso
Chef:Famiglia Santandrea  Tenda Rossa San Casciano Val di Pesa (FI)
Venerdì 20 Novembre 2009
Cena in favore di  ARCI – Filippine
Chef: Famiglia Colzi Trattoria Mario Firenze
 Venerdì 18 Dicembre 2009
Cena in favore di  ARCI – Perù
Chef: Giovanni Mancino  Ristorante Piccolo Principe Hotel Principe di Piemonte Viareggio (LU)
Venerdì 22 Gennaio 2010
Cena in favore di Diocesi di Fiesole – Palestina
Chef: Famiglia Gori Trattoria Burde Firenze
Venerdì 19 Febbraio 2010
Cena in favore di Suore Francescane di S. Elisabetta – India
Chef: Fratelli Saporito La leggenda dei frati Monteriggioni (SI)
Venerdì 26 Marzo 2010
Cena in favore di  ARCI – Libano
Chef: Massimo Bottura Osteria La francescana Modena
Venerdì 23 Aprile 2010
Cena in favore di Progetto Agata Smeralda Brasile
Chef: Fabio Picchi Cibreo Firenze

Il Carcere di Volterra (PI) ha una compagnia teatrale della Fortezza che sotto la direzione di un regista organizza teatri e spettacoli che vanno in tournee come lavoro per i detenuti e non come permesso premio; C’è poi la scuola esterna distaccata in carcere con sezioni di elementari, medie e geometri; Organizza appunto le ‘Cene Galeotte’ che con chef e sommelier professionali e un centinaio di ospiti dentro il cortile del Mastio mediceo ricavano denaro per le adozioni a distanza; la sartoria che realizza manufatti per l’amministrazione penitenziaria e prodotti d’eccellenza. Celle singole per tutti, personalizzate e con la possibilita’ di tenere animali, pappagalli e pesci, 10 cani e in moltissimi casi computer potatili sia per i detenuti comuni che per quelli in alta sicurezza. Tutto questo per 147 detenuti a fronte di una capienza di 175 (122 comuni, 25 alta sicurezza), di cui 33 stranieri, solo 2 in attesa di giudizio, 6 tossicodipendenti e 2 sieropositivi. Il lavoro e’ garantito per una ventina all’esterno e per 97 all’interno. Tutte queste iniziative vengono realizzate dalla direzione nonostante la carenza del personale, dei 111 agenti penitenziari in organico quelli effettivamente in servizio sono solo 66. 

Consigli per gli acquisti? Solo buoni suggerimenti!

17 dicembre 2009

Una piacevole conversazione con l’ostetrica, stamattina, mi ha lasciato riflettere su alcune questioni che spero di avere tempo di tracciare su questo blog.Nel frattempo però, così come ho fatto con lei, vorrei regalare alcuni consigli utili per scegliere bene il regalo da fare all’enoappassionato di turno. Spendere bene i pochi denari che si è deciso di investire per un regalo, soprattutto se materialmente “effimero” come una bevuta, non è mai male.

In tempo di Natale vanno a ruba i “marchi storici”, tanto velocemente quanto il loro riciclaggio; pertanto, se la persona a cui dovete fare un regalo non ha, secondo le vostre conoscenze, una particolare educazione a bere vini ricercati, avete scelto il giusto. Il “marchio storico” ha sempre il suo fascino, è immediatamente apprezzato, gradito e garantisce spesso anche una qualità media dei suoi vini abbastanza alta; pensate poi al fatto, da non trascurare mai, che per l’occasione, qualora risulti un regalo, per così dire, in eccesso, potrà essere anche facilmente riciclato; non avreste, quindi, potuto scegliere di meglio.

L’azienda famosa, quella presente in tutti i buchi e pertugi della distribuzione ha sempre gran mercato, ma anche il nome del vino: Barolo, Brunello, un po’ meno ma in grande recupero l’Amarone, il Taurasi sono vini da non mancare di prendere in considerazione se siete a secco di idee. E di questi, potete starne certi, in questi giorni troverete anche succulente offerte commerciali: fate attenzione però a che non siano svendite, perchè va bene che le aziende hanno bisogno di svuotare le cantine, ma anche i commercianti non scherzano, per l’occasione, nel rifilare il peggio delle denominazioni su citate.

Altra questione è quella legata al dove comprare i regali. E’ importante scegliere bene dove cercare le vostre preziose bottiglie che non necessariamente, sia ben inteso, deve avvenire esclusivamente nelle enoteche. Negli ultimi anni è cresciuta molto la sensibilità della grande distribuzione verso i vini di qualità, fattostà che si possono trovare tante diverse etichette disponibili anche nei più piccoli dei supermercati; state però attenti a che le bottiglie vengano conservate bene, spesso le luci forti utilizzate per illuminare i reparti possono causare in qualche modo surriscaldamento delle bottiglie (soprattutto quelle poste più in alto), ma questo è forse il male minore. Peggio avviene per quelle stoccate in depositi non giustamente condizionati, muffe e sbalzi di temperatura non fanno certo bene alla sanità di un vino. Attenti a quelle che vengono spesso utilizzate per fare esposizioni nei banchi salumeria (etichette opache, a volte ingiallite) e a quelle bottiglie, da bandire assolutamente, messe in bella mostra in vetrina. Quando comprate qui, sarebbe anche opportuno informarvi se in caso di difetti evidenti del vino o “sentore di tappo” vi sarà data l’opportunità di avere una nuova bottiglia o rimborsato l’importo pagato, questa è anche una delle ragioni che vi deve indirizzare a quei luoghi che sapete tra i vostri abituali.

Nelle enoteche, è prassi, ma non tutti la applicano, “cambiare” le bottiglie: che è cosa buona e giusta. Qui è importante precisare che oltre alle banali osservanze di cui sopra, ci si deve aspettare altri accorgimenti e servizi assolutamente indispensabili. Chi gestisce l’enoteca deve avere forte propensione alla professionalità, meglio se certificata (ma non è certo indispensabile) e deve essere  una persona con la quale ci si può confrontare apertamente sul vino, sul suo mondo, sul proprio gusto senza per questo essere tediati da termini tecnici o poetiche evasioni.

Disponibilità, affabilità vi potranno aiutare a scegliere meglio il vostro regalo ideale, la sua professionalità sarà quel valore aggiunto spesso disatteso in altri luoghi che vi potrà indirizzare oltre che a scegliere il giusto vino magari anche a capirci qualcosa in più: l’enoteca non è un luogo dove entrare avendo fretta di uscire, è anzi il posto giusto dove lasciare scorrere via le lancette dell’orologio seguendo, affascinati, il percorso fantastico tracciato dalle etichette e dai suoi protagonisti. Chi saprà accompagnarvi con racconti e storie di vini e persone incontrate vi avrà offerto un servizio impagabile. Oltre ai “marchi storici” è proprio qui che si possono scoprire realtà nuove e piccoli gioielli, piccole rappresentazioni liquide di una ruralità fondamentale, con poca “faccia” e tanta sostanza non senza piacevoli sorprese. Diffidate però dagli anarchici, quelli che spendono il piccolo per il bello ed il solo buono, questi, credetemi, non sono buoni nemmeno per il brodo della minestra maritata! 

In sintesi, regalate vino per il prossimo Natale, compratelo pure dove vi pare, ma che abbia una storia da raccontare, un’ideale a cui dare voce, e che soprattutto vi sia consegnato nelle mani da chi il vino lo vive con amore e professionalità e non solo come una qualunque altra battuta di cassa!

A nord, nelle terre del Prosecco

16 dicembre 2009

San Pietro di Barbozza, nel cuore della denominazione Prosecco di Valdobbiadene superiore, siamo, per intenderci, nel cuore di quello che viene chiamato Cartizze…

Altra veduta della collina di Cartizze, qui nascono prosecco fini ed eleganti.

 

Nelle aree appena sottostanti le colline del prosecco si tende a coltivare vitigni cosiddetti internazionali, siamo in zone pianeggianti e si adottano sistemi di allevamento più moderni.

Le aziende del Trevigiano puntano a crescere anche come produttrici di spumanti metodo classico, per cui infinite gallerie sotterranee si stagliano nel sottosuolo per lasciare riposare i vini in maturazione sui lieviti. Qui siamo a Villa Sandi, dove nasce l’Opere Trevigiane.

Terre da vini, non solo vigne

10 dicembre 2009

 

Basilicata, Vulture, Barile: la bellezza di un albero contornato da un tale paesaggio è pari solo alla forza che la propria immaginazione può esplorare da qui per tutta la Valle del Titolo.

La forza meccanica al servizio della terra, Sant’Agata de’Goti, Mustilli.

Campania, Irpinia, Vallata: le macchine del vento ed il pesco solitario; Davide e Golia in un luogo dove il tempo è segnato tanto velocemente come la forza del vento… 

Matera, I Sassi all’imbrunire. Scenario fantastico di un tempo lontano…

Pozzuoli, con Grotta del Sole al Tiff

10 dicembre 2009

TIFF pizza caffè, in collaborazione con Cantine Grotta del Sole, organizza una serata di cena-degustazione il giorno Venerdì 15 Gennaio 2010.

Lo chef Antonio Raia, con il maitre Michele Capozzi in regia proporranno un menù degustazione di profumi e sapori terragni in abbinamento ai preziosi cru e riserve dell’azienda flegrea della famiglia Martusciello, Coste di Cuma e Quartodiluna, ed in anteprima assoluta il Riserva Montegauro 2007 e Quartodisole 2007.

Con la presenza dell’enologo Francesco Jr Martusciello percorreremo le vie del vino che hanno fatto la storia vitivinicola nella nostra amata regione, dall’Asprinio d’Aversa al Piedirosso, dalla Falanghina all’Aglianico sino ai nuovi progetti aziendali che prevedono tra l’altro lo sviluppo di un Gran cru flegreo per quello che sarà un piccolo chateau nei Campi Flegrei: Foglie di Amaltea.

conduce le degustazioni Angelo Di Costanzo, Primo Sommelier della Campania 2008.

Il prezzo per persona € 40,00.
Il Tiff – caffè è in via Campi Flegrei 13/a in Pozzuoli.
Data l’esclusività dell’evento, è gradita la prenotazione
Tel.: 081 855 54 95
Tel.: 081 804 25 66

Nusco, i colori di Bu

8 dicembre 2009

Tartare di Podolica con maionese agli agrumi: da mangiare con le mani lasciando passare la tartare attraverso la maionese e poi farne un sol boccone, pura esplosione di sapori…

Uno dei must di Tonino Pisaniello, la ricotta di Montella fritta su passatina di broccoli e soppressa di Venticano, equilibrio e suggestione territoriale…

Raviolo di patate di Folloni con Tartufo bianco irpino, ribattezzato simpaticamente Tuber Magnatum Pisaniellum, piatto incontrovertibile, estasi della libidine gustativa…

Un piatto dalla forte cromaticità, i colori sembrano rincorrersi come i gusti accesi delle preparazioni di Antonio, mai banali, nulla qui in cucina avviene per caso…

Il castagnaccio, secondo Antonio Pisaniello, sinuosa rincorsa alla salsa di aglianico… 

Noi? Solo dei buoni Amici di Bevute

5 dicembre 2009

Guardatela bene questa foto, ve la presento: c’è un ristoratore, un sommelier, una giornalista, un’enologo, cinque produttori di vino; c’è, ma non si vede, l’entusiasmo di esserci, di raccontare, di stare tra le gente. Non l’entusiasmo di ognuno di questi sorrisi, quello può apparire scontato, dovuto, essenziale, ma quello che si respirava nell’area, da vivere in prima persona, da cavalcare senza paura come si fa con un’onda e con la propria tavola da surf, quello che si costruisce con anni di storia, di mani sporche di terra e camicie e mani imbrattate di vino, polpastrelli consumati dalla ricerca della migliore materia prima e dal lavoro ai fornelli¤.

Nessun professore tra noi, nessun sermone, nessuna degustazione tecnica da sfoggiare, solo tanta ma tanta voglia di raccontare, di essere tra la gente con la gente, con i nostri avventori, giammai clienti, amici di bevute che hanno voglia di scoprire e capire il vino (ed il cibo) e le sue origini attraverso persone che il vino ed il cibo lo fanno, lo sanno fare e raccontare. Ecco perchè con Giulia¤ abbiamo pensato a questo evento, perchè Vincenzo Mercurio¤ dopo tanti anni di duro lavoro ed esperienza da vendere ha saputo raccogliere la sfida di scoprire e capire altre realtà, di sondare i tanti, diversi, complessi terreni sui quali si muove il vino in Campania, dal Cilento al Massico, dai Campi Flegrei al Taburno sino all’amata e profondamente conosciuta Irpinia.

Questo è stato Viaggio al centro dell’autoctono¤, come l’abbiamo pensato, questo è quello che vogliamo intraprendere per lasciare alle persone, liberamente ispirate da ciò che hanno nel piatto e nel bicchiere, seguite appassionatamente, di decidere qual’è il proprio vino, quali le emozioni ed il piacere più vicino alle proprie aspettative. La scuola, la didattica, l’insegnamento lo lasciamo volentieri agli altri, noi? Noi siamo più semplicemente Amici di Bevute!!

P.S.: un ringraziamento particolare, accorato, sincero a Rosanna Petrozziello e Giancarlo Favati, Maria Felicia Brini, Paolo Cotroneo, Tommaso Babbo e Cantina Barone e non ultimo Vincenzo Mercurio per averci dato la possibilità di creare questa bellissima serata qui nei Campi Flegrei, qui raccontata da Marina Alaimo sul sito dell’amico Luciano Pignataro.

 

Aeclanum, Quintodecimo parte II: la cantina

4 dicembre 2009

Il primo particolare della piccola e suggestiva cantina di Quintodecimo a Mirabella Eclano che mi è saltato subito agli occhi. I tini di acciaio dove avvengono le vinificazioni sono di dimensioni piccole, a sottolineare la maniacale ricerca del prof. Moio nelle vinificazioni attente e parcellizzate da vigna a vigna se non addirittura  di filare in filare…

La barriccaia è composta da soli legni nuovi francesi per i diversi cru di aglianico atti a divenire Taurasi, così nasce per esempio il Vigna Quintodecimo. E’ molto affascinante seguire il percorso lungo i corridoi che porteranno negli anni i vini ad affinare di sala in sala sino a raggiungere l’area di imbottigliamento e confezionamento. 

Questa è una novità assoluta per me. Qui a Quintodecimo si eliminano dalla linea di imbottigliamento le “teste” e le “code” , sì proprio come si fa classicamente per i distillati di pregio. Vengono poi conservate privatamente dal prof. Moio come archivio storico.

Tutti i vini dell’azienda, la Falanghina Via del Campo, il Fiano di Avellino Extulet, il Greco di Tufo Giallo d’Arles, l’aglianico Terra d’Eclano ed il primo Taurasi commercializzato, il Riserva Vigna Quintodecimo prima di varcare la soglia della cantina vengono lasciati riposare in queste ampie casse di legno per smaltire lo stress da imbottigliamento.

Una cosa è certa, qui nulla è lasciato al caso…

Aeclanum, Quitodecimo parte I: la terra

3 dicembre 2009
 
Il bellissimo vigneto giardino dell’azienda Quitodecimo di Luigi Moio a Mirabella Eclano, qui inizia il viaggio di una giornata speciale a caccia di stelle, prima qui e poi a Nusco.
Esposizione nord, nord-ovest per il vigneto che discende dalla collinetta dove Luigi Moio ha deciso di realizzare il suo sogno di vigneron.I vigneti di Aglianico hanno circa 8 anni…
I protagonisti: a sinistra, l’argilla, compatta, caratteristica del vigneto Quintodecimo, a destra invece il terreno più sciolto, povero di scheletro, caratterizzante la vigna Cerzito, che diverrà in futuro il secondo cru di Taurasi dell’azienda. Il vigneto è esposto a sud…
Certi colori non si dimenticano mai, e mai si smettono di inseguire, tutto nasce qui, in vigna: La scoperta più grande sta nel ricercare e ritrovare nei bicchieri ciò che avviene perennemente qui, e a breve il report delle eccezionali bevute di questa mattinata…

Nusco, bed&breakfast Vittoria

3 dicembre 2009

Il B&B Vittoria è situato nel centro storico di Nusco, uno dei borghi irpini più belli e suggestivi, da qui, a oltre 990 metri sul livello del mare si ha una vista panoramica su tutta la valle del Calore sino ai Monti Picentini, un colpo d’occhio entusiasmante con il quale giocare a riconoscere le vigne di Montemarano piuttosto che quelle di Taurasi o della vicina Ariano Irpino.

La struttura è molto confortevole, colori caldi in una casa completamente tirata a nuovo, alcuni particolari possono risultare per i più un po kitsch, come per esempio certe cesellature in gesso al soffitto, ma chi viene da queste parti ed è alla ricerca di un caldo ritrovo questo b&b è il luogo ideale. Due soli appartamenti, con ingresso, cucina (una, deliziosa a legna ed anche una a gas) e frigo, una camera da letto confortevolissima, tv, riscaldamento autonomo e centralizzato, un ampio bagno e non ultima una tranquillità assoluta. Ci sono tutte le comodità per trascorrere un week-end in alta irpinia in assoluta auotonomia, c’è utensileria per la cucina fin nel minimo particolare ed una scorta infinita di dolcinerie ed attenzioni per la prima colazione, davvero curata.

Nelle foto l’ingresso in via Portamolino, dove è anche possibile parcheggiare l’auto, proprio alle spalle della piazzetta di Nusco e la cucina, calda, accogliente, confortevole con tutto ciò di cui si ha bisogno per un soggiorno in piena autonomia. Sui 50 euro.

VITTORIA B&B

Via Portamolino, 2
83051 Nusco (AV)
Tel.: 0827 604120
Cell.: 320 8879660
vittorianusco@libero.it

Costa d’Amalfi, a Tramonti con Furore

30 novembre 2009

Vecchie vigne lungo i pendii di Tramonti, sistema a raggiera, ottimizzazione degli spazi 

In cantina nella piccola bottaia dell’azienda Agricola San Francesco a Tramonti

                         Aglianico-Tintore in piena maturazione in Costa d’Amalfi, di là solo il mare…

La Cantina di Marisa Cuomo ed Andrea ferraioli a Furore, altro cru amalfitano

a Nusco, a caccia di stelle

28 novembre 2009

La Locanda di Bu

festeggia la stella Michelin

Mercoledì 2 Dicembre ore 20,30

…la ricchezza di una terra è l’entusiasmo dei suoi giovani. L’entusiasmo di Antonio Pisaniello e di sua moglie Jenny, che insieme hanno dato vita non solo a questo splendido locale ma anche a Umberto o Bu, come lui stesso pronuncia il suo nome. Anni di duro lavoro che pian piano hanno consacrato La locanda di Bu a riferimento indiscusso della ristorazione irpina e campana, e la prima stella Michelin piombata a Nusco non è che l’inizio di un nuovo percorso.
   
I piatti di Antonio Pisaniello sono giocati sulla tradizione, sugli ingredienti locali, e tutti proposti con un’allure straordinaria come se questo chef, autodidatta, avesse passato la vita a girare il mondo, imparando a proporre ciò che è locale in una forma immediatamente accettabile da chi parla un linguaggio internazionale. Per l’occasione, con la presenza di Enzo Ercolino verranno presentati i vini nella nuova giovane e dinamica azienda irpina A CASA.

Conduce le degustazioni Angelo Di Costanzo.

Informazioni e prenotazioni: 
Vicolo dello Spagnuolo 1
83051 Nusco (AV)
Telefono: +39 0827 64619
Fax:+39 0827 64619
www.lalocandadibu.com
info@lalocandadibu.com

Torrecuso, aspettando La Rivolta

27 novembre 2009

Torrecuso, Fattoria La Rivolta. Il gioiello di Paolo Cotroneo e famiglia.

I colori più belli dell’anno, Torrecuso è il posto più suggestivo del Taburno.

Come dire, rifarsi gli occhi dopo aver ritemprato il palato.

La natura sa essere molto suggestiva, soprattutto dopo aver donato i suoi frutti.

 

Barile, terra del vino

26 novembre 2009

Barile, veduta panoramica delle antiche cantine nel centro storico

la terra vulcanica, arsa nei vigneti di Paternoster a Barile, Vulture

La piccola barriccaia di Rino Botte a Barile, Cantine Macarico

Nuovi impianti di aglianico del vulture, razionali e votati alla qualità

Sant’Agata de’Goti, Mustilli

24 novembre 2009

Vigneto di Falanghina dove nasce il Vigna Segreta di Mustilli

Vecchie bottiglie, memoria storica liquida della famiglia Mustilli

Femminella di Falanghina, la vendemmia ha già avuto il suo corso

Solo i grappoli più sani vengono portati in cantina, il buon vino nasce così

 

Greve in Chianti&Montalcino, Tenimenti Folonari

22 novembre 2009

Montalcino, Tenuta La Fuga. La bottaia nel sottoscala della Villa padronale. Piccola e accogliente, qui riposano innumerveoli vecchie annate di Brunello. 

Il Nobile Tor Calvano è uno dei migliore Nobile in circolazione; il Chianti Classico Riserva La Forra, manco a dirlo, superlativo (il 2005 eccezionale. Poi Cabreo il Borgo, un fuoriclasse assoluto: anime e corpo in evidenza. 

Sangiovese prima dell’invaiatura a Villa Nozzole, Greve in Chianti. Dalle vigne più vecchie della tenuta nasce il La Forra, il Riserva di punta dei Tenimenti Ambrogio e Giovanni Folonari.  

Greve in Chianti, Tenimenti Folonari, il bellissimo borgo che domina la collina. Qui nasce il Cabreo. 

Venerdì 4 Dicembre, nuovo “viaggio al centro dell’autoctono”: la Campania nel bicchiere

18 novembre 2009

 

Venerdì 4 dicembre dalle dalle ore 18,00 a L’Arcante Enoteca ed al Ristorante Il Rudere di Pozzuoli, l’enologo Vincenzo Mercurio racconta il suo viaggio nella Campania degli autoctoni attraverso i vini di cinque aziende, una per ciascuna provincia: Falanghina Spumante prodotta nei Campi Flegrei per Napoli, il Fiano del Cilento per quella di Salerno, il Fiano del Sannio per la provincia di Benevento e a chiudere il Falerno del Massico per Caserta e il Taurasi per l’Irpinia .

Il viaggio al centro dell’autoctono inizia alle ore 18,00 presso L’Arcante Enoteca della sommelier Lilly Avallone, dove Angelo Di Costanzo, Primo Sommelier della Campania 2008 guiderà le degustazioni (gratuite) di Malazè Spumante di Falanghina dell’azienda flegrea Cantine Babbo ed il delizioso Piedirosso del Taburno di Fattoria La Rivolta.

Al termine della degustazione, alle 20,30 l’evento continua presso l’adicente Ristorante Il Rudere con una cena-degustazione dal percorso didattico e al tempo stesso conviviale, guidata da Vincenzo Mercurio, winemaker campano di successo e lo stesso Angelo Di Costanzo. I vini saranno abbinati alle creazioni dello chef Antonio Lubrano che per l’occasione costruirà dei piatti con richiami a prodotti territoriali locali per ciascuna provincia.

Sarà questa l’occasione per illustrare con brevi cenni il progetto di microzonazione aziendale n°1 in Campania dell’azienda irpina Sanpaolo, che tra l’altro sarà oggetto di uno speciale evento in programma per l’inizio del 2010. L’azienda, ubicata nel cuore dell’Irpinia, a 550 metri sul livello del mare su una fertile e dolce collina di vigneti di Greco di Tufo docg fa parte dell’ambizioso progetto “Magistravini” dell’imprenditore e biologo di fama mondiale Claudio Quarta: una rete di 12 cantine strutturate “a grappolo”, nelle quali si producono vini d’eccellenza, per restituire, insieme al sapore della terra, anche storia, identità, saperi di territori vocati da secoli alla produzione vitivinicola. In sintesi ecco tutte le aziende coinvolte sotto il segno del grande vitigno autoctono campano: Cantine Barone – Cilento, Cantine Babbo – Campi Flegrei, Fattoria La Rivolta– Sannio, I Favati– Irpinia, Masseria Felicia– Alto Casertano, Sanpaolo –Irpinia.

La degustazione delle ore 18.00 in enoteca, è gratuita.
La cena-degustazione delle ore 20.30 costa 38 euro per persona.
E’ gradita la prenotazione, impegnativa.
L’Arcante Enoteca
Via Pergolesi, 86  Pozzuoli
tel 081.303.10.39
larcante@libero.it
www.larcante.wordpress.com
 

contatti stampa: Giulia Cannada 339 8789602

si ringrazia: Le Officine Gourmet per il supporto e le aziende tutte per la disponibilità