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9 Maggio 2011
Il lievito? solo quello autoctono! Bene, perfetto, e allora? Prendo spunto dall’ennesima chiacchierata con l’amico Gerardo Vernazzaro per aprire una nuova discussione: lievito autoctono, ok, ma che differenza c’è? Credo sia fondamentale far chiarezza, e dare al consumatore conoscenza e coscienza per non continuare a passare per una vittima di mode e di tendenze che occupano, alla fine, se non ponderate con la giusta cognizione, il tempo che trovano; dire lievito autoctono (o indigeno) non significa necessariamente tipicità e territorio, e salubrità, come ama affermare qualcuno particolarmente accorto alle “nuove sensibilità” commerciali; così come “lievito selezionato”, non necessariamente volge al significato di omologazione e standardizzazione. Eccovi una interessante prospettiva che vale la pena leggere segnalatami dall’amico Gerry per aprirmi, ed aprirvi, ad una sana e distaccata riflessione.
Ceppo vinario autoctono. Sulla base della approfondita e fattiva discussione avvenuta in occasione della riunione del gruppo di Microbiologia del vino dell’AIVV poco più di un anno fa, l’11 febbraio 2010 a Bologna, è stato possibile definire (almeno come tentativo) il termine ceppo vinario autoctono: “trattasi di (lievito o batterio lattico) un ceppo selvaggio (non commerciale) isolato in una cantina specifica (nicchia ecologica), nella quale è dominante, persistente nell’arco di una vendemmia , e ricorrente per più annate. Tale ceppo, utilizzato nella stessa cantina di isolamento è in grado di conferire al vino caratteristiche peculiari rispondenti alla tipologia del prodotto programmato”.
In questa definizione vengono quindi considerate sia implicazioni di ordine ecologico che tecnologico. Anzitutto, un punto importante che è stato chiarito durante la discussione, e che rappresenta un fattore di forte confusione nell’uso del termine autoctono, è la definizione della nicchia ecologica. Considerato che la nicchia ecologica è l’ambiente in cui avviene la selezione del ceppo autoctono e che tale termine si riferisce a ceppi fermentativi, non si può considerare come nicchia ecologica il terreno, la vigna, l’acino d’uva o il mosto appena giunto in cantina. Tutti questi elementi possono essere definiti come un serbatoio di biodiversità. La selezione avviene, invece, nella cantina, intendendo con essa l’ambiente in cui avviene la trasformazione del mosto secondo un determinato protocollo biotecnologico.
Altri elementi essenziali nella definizione di autoctono sono i concetti di dominanza, persistenza e ricorrenza. Infatti un ceppo autoctono, perché possa effettivamente influenzare le caratteristiche di un vino, deve essere in grado di guidare, anche in associazione, la fermentazione. Dato che la cantina ove avviene la trasformazione del mosto in vino è la nicchia ecologica ove si attua la selezione, questa deve procedere favorendo il ceppo più adatto allo stile o alla tecnologia impiegata; il ceppo più adatto è verosimilmente destinato a diventare quello numericamente più rappresentato, tanto da divenire dominante e, se non avvengono cambiamenti drastici nello stile o nella tecnologia, anche persistente durante diverse fasi della fermentazione in uno stesso tino o in processi fermentativi in tini diversi. Infine il termine ricorrente si riferisce alla possibilità di isolare il ceppo autoctono individuato nel corso di annate diverse (consecutive ma non solo).

Ovviamente durante la fermentazione possono essere presenti diversi ceppi di lievito, che possono essere dominanti e persistenti a seconda della fase della fermentazione che si considera (inizio, metà, fine). Per questo motivo è importante definire con precisione il momento in cui effettuare le analisi microbiologiche sul mosto. Considerata la necessità di legare il termine autoctono alle caratteristiche del prodotto finito, questa selezione andrà fatta da metà fermentazione in poi se si considerano i lieviti del genere Saccharomyces e in altri momenti della fermentazione o della vinificazione in genere se si considerano i lieviti non-Saccharomyces e i batteri lattici.
Ultimo elemento considerato è relativo alla influenza del ceppo autoctono sulle caratteristiche di qualità del vino. E’ possibile, infatti, legare il termine autoctono alle caratteristiche del prodotto finito e non al territorio di produzione. Ne deriva che l’equazione ceppo = territorio è impossibile da dimostrare. È inoltre difficile dimostrare che il miglior ceppo per la fermentazione di uno specifico mosto debba necessariamente essere un ceppo isolato da quello stesso mosto. Infatti è possibile, ed altamente probabile, che i caratteri in grado di valorizzare una produzione possano appartenere anche ad un ceppo alloctono.
Autore: Prof. Giovanni Antonio Farris, dell’Università di Sassari. Per chi volesse, può approfondire questa ed altre interessanti letture su argomenti e trattati enologici su www.infowine.com.
Tag:enologia, gerardo vernazzaro, giovanni antonio farris, lieviti autoctoni, lieviti selezionati, prof. farris, terroir, tipicità, università di sassari, vinicoltura, vinificazione, vinificazione con lieviti autoctoni, www.infowine.com
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5 Maggio 2011
Tag:Bio & Dinamica, brunello di montalcino, brunello's wine, caroline pobitzer, enologo, jan hendrik Erbach, oenologist jan erbach, pian dell'orino, professione vino, tuscany reds, vini naturali
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1 Maggio 2011
Venerdì 13 Maggio dalle 19.30, nella suggestiva cornice del Capri Palace Hotel&Spa di Anacapri, “Mastroberardino incontra L’Olivo”.

Appuntamento esclusivo imperdibile per fare quattro chiacchiere con il professor Piero Mastroberardino, erede della storica tradizione vitivinicola campana, che ci guiderà attraverso gli oltre 130 anni di storia di vite della sua famiglia col vino in Italia e nel mondo.
L’evento avrà inizio come consuetudine con un happening di benvenuto nella cantina Dolce Vite, continuerà poi in terrazza a L’Olivo dove verrà servita una cena gourmet preparata a quattro mani da Andrea Migliaccio, executive chef del Capri Palace, e Francesco Spagnuolo, chef del Ristorante Morabianca del Radici Resort di Mirabella Eclano. Un incontro di talenti, profumi e sapori per inaugurare questo nuovo percorso enogastronomico che vedrà avvicendarsi in questa stagione aziende del calibro di Biondi Santi, Bellavista, Donnafugata, e Villa Matilde. Qui il programma completo con le date e gli chef ospiti.

In degustazione per questo appuntamento:
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in cantina, come benvenuto, il Greco di Tufo Novaserra 2010 e l’Aglianico RediMore 2009.
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A L’Olivo, durante la cena, in abbinamento ai piatti, il Fiano di Avellino More Maiorum 2008, Taurasi Radici 2006, Taurasi Naturalis Historia 2005, Taurasi Riserva Centotrenta 1999 ed Aglianico passito Anthéres 2009.
Per informazioni dettagliate e prenotazioni:
Capri Palace Hotel & Spa
Ristorante L’OLivo
Via Capodimonte, 14
80071 Anacapri – Isola di Capri – ITALIA
Phone: (+39)081 978 0225
Fax: (+39) 081 978 0593
www.capripalace.com
olivo@capripalace.com
Tag:andrea migliaccio, angelo di costanzo, atripalda, capri palace hotel, eventi enogastronomici sull'isola di capri, fabio raucci, francesco spagnuolo, l'olivo, mastroberardino winery, naturalis historia, sommelier, taurasi, taurasi centotrenta, taurasi radici, vini irpini
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24 aprile 2011
Siamo in finale! Dopo circa un mese di segnalazioni (tantissime!), votazioni (tante di più!) e selezioni, finalmente ci siamo: L’Arcante – diario enogastronomico di un sommelier, il Vostro blog, è tra le tre nominations in lizza per il Premio Blog Café dell’anno 2011 nella categoria “Vino” .
Per votarci, avete tempo fino al 29 Aprile; per farlo è indispensabile registrarsi, collegandosi qui su Blog Café 2011; chi l’avesse già fatto in precedenza, alla prima votazione, non ha bisogno di registrarsi nuovamente, può tranquillamente usare l’username (profilo utente) e password inviatogli allora dallo staff di San Patrignano!
Una volta aperta l’home page, a destra del vostro monitor, vi viene chiesto di esprimere, tra le varie categorie, la vostra preferenza: L’Arcante, come detto, è in finale nella categoria Vino.
Frattanto, vi basti un saluto affettuoso, e diciamo che non succede, ma se succede…
Angelo & Lilly
Nota: per noi è già motivo di orgoglio essere arrivati sino a qui, in lizza tra l’altro, nella nostra categoria, con blogs curati da due dei nostri più cari amici, Alessandro Marra e Stefano Ghisletta; ma giusto per darvi un’idea dello spessore del premio, tra la categoria “giornalisti” vi è un tale, Luciano Pignataro, che qualcuno di voi conoscerà senz’altro. 🙂
Tag:angelo di costanzo, blog café, cucina, kruger agostinelli, lilly avallone, premio blog dell'anno 2011, ricette, rimini, san patrignano, squisito 2011, vino, vota antonio vota antonio, vota L'Arcante, web
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16 aprile 2011
Ecco, si riparte. Inizia una nuova entusiasmante stagione di lavoro all’insegna della ricerca enogastronomica d’autore; come sempre negli ultimi anni, anche al Capri Palace non mancheranno occasioni di grande slancio emozionale. Quest’anno abbiamo voluto coniugare al meglio tutto lo spirito più tradizionalista del mondo del vino in Italia, senza però dimenticare di gettare un occhio di riguardo al nuovo e bello che avanza nella sua cucina d’autore. Non ultimo, l’impegno come Krug Ambassors in Italia; mica male come inizio, non trovate? (A. D.)

Luoghi, persone, vini; tutto nasce da un momento di franca convivialità nella storica cantina La Dolce Vite, per scoprire o semplicemente conoscerli meglio; un confronto utile per ascoltare la storia del vino del nostro paese con le parole di chi l’ha fatta e la vive tutt’ora. Una cena tutta da vivere, pensata e preparata a quattro mani da Andrea Migliaccio, il nostro executive chef, ed ogni volta da uno chef ospite, che ci racconteranno con i loro piatti il territorio di origine del vino, per coglierne al meglio l’essenza, il messaggio che vuole consegnarci.
Questo il programma completo degli incontri con i produttori per la stagione 2011 al Ristorante L’Olivo del Capri Palace Hotel&Spa; noi ci mettiamo il cuore, voi fateci un pensierino!
- VENERDI’ 13 MAGGIO dalle ore 19,30
- Mastroberardino – Irpinia, Campania
- Chef ospite Francesco Spagnuolo del Ristorante Morabianca del Radici Resort di Mirabella Eclano, in provincia di Avellino; partecipa Piero Mastroberardino, erede della storica famiglia di Atripalda.
- VENERDI’ 24 GIUGNO dalle ore 19,30
- Biondi Santi – Montalcino, Toscana
- Chef ospite Luciano Zazzeri del Ristorante La Pineta di Marina di Bibbona, in provincia di Livorno, “Stella Michelin”. Partecipa Jacopo Biondi Santi, erede della grande tradizione vitivinicola Toscana.
- VENERDI’ 22 LUGLIO dalle ore 19,30
- Bellavista – Franciacorta, Lombardia
- Chef ospite Vittorio Fusari dell’Enoteca Ristorante La Dispensa Pani e Vini di Torbiato di Adro (Brescia); partecipano Vittorio Moretti e Mattia Vezzola.
- VENERDI’ 9 SETTEMBRE dalle ore 19,30
- Donnafugata – Contessa Entellina e dintorni, Sicilia
- Con la Partecipazione di Giacomo e José Rallo
- Chef ospite Tony Lo Coco del Ristorante “I Pupi” di Bagheria.
- VENERDI’ 7 OTTOBRE dalle ore 19,30
- Villa Matilde – Falerno del Massico e Roccamonfina, Campania
- Chef ospite Rosanna Marziale del Ristorante Le Colonne di Caserta, con la partecipazione di Maria Ida e Tani Avallone.
Per informazioni dettagliate e prenotazioni:
Capri Palace Hotel & Spa
Ristorante L’OLivo
Via Capodimonte, 14
80071 Anacapri – Isola di Capri – ITALIA
Phone: (+39)081 978 0225
Fax: (+39) 081 978 0593
www.capripalace.com
olivo@capripalace.com
Tag:anacapri, angelo di costanzo, bellavista, biondi santi, capri palace, capri palace events, capri palace hotel&Spa, chef andrea migliaccio, donnafugata, francesco spagnuolo, franco biondi santi, giacomo rallo, guida rossa, i pupi, incontro con i produttori, jacopo biondi santi, l'arcante, luciano zazzeri, mastroberardino, michelin, piero mastroberardino, ristorante L'Olivo, summer in capri, tony lo coco, villa matilde, vittorio fusari
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27 marzo 2011
Oggi cucino io. Eh si, avete letto bene; è arrivato il mio momento e, credetemi, non potevo sceglierne uno migliore: oggi c’è voglia di leggerezza, l’ora avanti, la smania di tirare il collo a quella bottiglia di bollicine. Ecco, cosa c’è di meglio di un semplice, tradizionale e gustosissimo “spaghetti a’ vongole” (scritto proprio così!) per profumare questa lenta domenica?

Ingredienti per 4 persone:
- 500gr di spaghetti (Di Martino o Garofalo)
- 1kg di vongole veraci
- olio extravergine di oliva q.b.
- 2 spicchi d’aglio
- prezzemolo
- sale e pepe
Lavate accuratamente le vongole avendo cura di verificare ed eventualmente eliminare quelle valve che potrebbero contenere sabbia; versate in una padella un abbondante filo d’olio extravergine e lasciatevi soffriggere l’aglio; unitevi quindi le vongole, coprite e lasciate cuocere, basteranno pochi minuti.
Frattanto mettete a cuocere la pasta in abbondante acqua salata; una volta scolati, unite gli spaghetti alle vongole e spadellateli energicamente a fiamma viva per qualche decina di secondi, aggiustandoli, se lo preferite, con un pizzico di pepe. Ricordatevi che in questa fase vi potrebbe essere molto utile un mezzo bicchiere d’acqua di cottura della pasta, funzionale per una mantecatura ad hoc. Ah, il prezzemolo io lo aggiungo solo prima di servirli in tavola.
© L’Arcante – riproduzione riservata
Tag:angelo di costanzo, l'arcante, lilly avallone, pasta garofalo, primi piatti, ricette, sale e pepe, spaghetti con le vongole, vongole veraci
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22 marzo 2011
E’ con grande piacere che vi invito a prendere nota di questa prossima apertura nel cuore del porto di Napoli; personalmente non posso che augurare il meglio ad un concept nel quale si sono spese tante idee e risorse al fine di realizzare forme discrete e tanta sostanza all’altezza della situazione.

Comunicato Stampa. Ancora pochi giorni e nel pieno del centro di Napoli, nella nuovissima Galleria del Mare all’interno della Stazione Marittima, partiranno due nuove iniziative di Cantine Astroni: una enoteca dedicata ed un negozio indirizzato al wine&street food tutto partenopeo; entrambe le attività nascono come un naturale prolungamento, due vetrine che l’azienda ha deciso di aprire al pubblico sulla città di Napoli e sul mondo turistico che passa nel suo porto, da sempre crocevia di lingue, culture, opportunità di confronto.
Astroni Wine&Street Food nasce con l’intento di veicolare un messaggio profondamente territoriale, che punta anzitutto al rispetto della tradizione e di quei valori che privilegiano l’utilizzo di prodotti artigianali e materie prime locali, selezionando, e quando necessario, promuovendo, fornitori o piccoli produttori del luogo, in particolar modo quelli più attenti alla sostenibilità ambientale.
L’enoteca dedicata invece, oltre a tutti i prodotti aziendali proposti in un punto vendita esclusivo, si propone anche come un luogo di contatto per tutto il territorio, un laboratorio del gusto, uno spazio aperto, dove il confronto significherà dar vita e ospitare diversi eventi orientati allo sviluppo e alla diffusione della cultura enogastronomica tout court, in uno scenario suggestivo e funzionale come la Galleria del Mare. Attività queste rivolte quindi non solo all’esterno, verso i turisti-crocieristi di turno ma anche e soprattutto a tutti coloro che desidereranno fare una pausa diversa dal solito ed in modo semplice e veloce “testare il territorio”, sia esso flegreo che campano più in generale. Qualità e sostenibilità, scoperta e valorizzazione: a Napoli, due vetrine in più sul mondo!
per ulteriori informazioni:
Emanuela Russo
Responsabile Marketing e Comunicazione
Cantine degli Astroni s.r.l.
Via Sartania, 48 Napoli
Tel. 081 588 4182
russo@cantineastroni.com
www.cantineastroni.com
Tag:cantine astroni, centro commerciale, galleria del mare, gerardo vernazzaro, msc crociere, napoli, porto di napoli, sommelier, spazio vino, street food, turismo del vino, wineshop in naples
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9 marzo 2011

Leggevo qualche giorno fa sul blog dell’amico Alessandro Marra di questa simpatica iniziativa messa su da Gian Paolo Isabella di Podere Il Saliceto (leggi anche qui ), in collaborazione con due blogger d’eccezione, Andrea Percorsi Di Vino Petrini e Daniela Senza Panna Delogu. Semmai vi girasse pure a voi, e pensate di avere tutte le carte in regola, quello che occorre sapere per parteciparvi lo trovate qui e qui; trattasi in effetti di preparare una ricettina ad hoc da abbinare a L’Albone, un vino prodotto con uvaggio di lambrusco salamino e sorbara prodotto naturalmente dal – mi dicono – simpaticissimo Gian Paolo Isabella. Che dite, ci proviamo?
Tag:alessandro marra, andrea petrini, daniela delogu, lambrusco, ledichef, percorsi di vino, podere il saliceto, ricette d'autore, senza panna, stralci di vite
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4 marzo 2011
Hanno detto “No!” alla chimica in vigna e in cantina e “Sì!” alla natura, per presentare agli appassionati e al pubblico i vini artigianali provenienti da una viticoltura naturale, biologica e biodinamica: prodotti rispettosi del territorio e dell’ambiente. Ritorna dopo il successo della scorsa edizione tenutasi ad Ercolano, Parlano i Vignaioli.

domenica 20 e lunedì 21 marzo 2011
Presso la sala dell’Ostrichina e nella vicina Casina Vanvitelliana sul lago Fusaro, a Bacoli, in provincia di Napoli; un programma piuttosto articolato che vedrà per due giorni, con numerose novità, laboratori di degustazione su temi cruciali del mondo dei vini naturali ed un ampio dibattito con l’obiettivo di far conoscere e comprendere gli sforzi delle aziende agricole alla continua ricerca di soluzioni che garantiscano alimenti di eccellenza in equilibrio con la natura.
In particolare Domenica 20 marzo dalle ore 10.00 alle 20.00, ci sarà un banco d’assaggio rivolto ai professionisti del settore, agli enofili e semplici curiosi. Lunedì 21 marzo invece dalle ore 11.00 alle 18.00 coinvolgendo principalmente un pubblico di specialisti. Insomma, due giorni dedicati a una sana enogastronomia. Ingresso a 10 euro.

Questi tutti i laboratori di degustazione di domenica 20 marzo:
Dalle 11.00 alle 12.00 “Pensieri biodinamici” – conduce Fabio Cimmino:
- Pigato Rucantù 2007, Tenuta Selvadolce (Liguria);
- Dolcetto di Ovada 2007, Casa Wallace (Piemonte);
- Biofiasco 2009, Orsi Vigneto San Vito (Emilia-Romagna);
- Verdugo Primo 2007, Masiero (Veneto);
Dalle 13.00 alle 14.00 “Vini e formaggi: un incontro naturale” – conducono Ugo Baldassarre e Rotolo Gregorio: Querciole 2007, Ca’ de Noci (Emilia-Romanga) con il Gregoriano Valpolicella Classico 2007, Villa Bellini (Veneto) con la ricotta scorzanera, Sciacchetrà 2006, Walter de Batté (Liguria) con il caciocavallo barrique.
Dalle 14.30 alle 15.30 “Naturalmente rosa” – conducono Paolo De Cristofaro e Lello Del Franco:
- Metodo Ancestrale 2010, Colombaia (Toscana);
- Tintore 2009, Monte di Grazia (Campania);
- Volpe Rosa 2009, Cantina Giardino (Campania);
Dalle 16.00 alle 17.00 “Le lunghe macerazioni” – conducono Pino Savoia e Nicoletta Gargiulo:
- Pecoranera 2003, Tenuta Grillo (Piemonte);
- Bonarda La Picciona 2003, Lusenti (Emilia-Romagna);
- Taurasi 2003, Contrade di Taurasi (Campania);
- Amphora 2007, Cristiano Guttarolo (Puglia);
Dalle 18.00 alle 19.00 ” Solfiti? No grazie!” – conduce Giovanni Bietti:
- Drogone 2006, Cantina Giardino (Campania);
- Senza Zolfo 2009, Antica Enotria (Puglia);
- Barbera d’Asti Lia Vì 2010, Carussin (Piemonte);
- Romangia 2007, Tenute Dettori (Sardegna);
Tutti i laboratori di degustazione sono gratuiti ma è obbligatoria l’iscrizione inviando una mail alla collega Michela Guadagno.
Lunedì inoltre si svolgerà una tavola rotonda centrata sul rapporto tra cucina di qualità e vini naturali, poiché le carte dei vini composte con questi prodotti cominciano a essere presenti anche nei migliori ristoranti italiani. Hanno già dato la loro adesione al dibattito alcuni chef di alto livello nonché autorevoli esperti dell’argomento.
La conferenza avrà il compito di affrontare il tema di una scelta rispettosa del consumatore, ecologica, etica e qualitativa, che mette al bando l’utilizzo di prodotti chimici di sintesi nel vino e negli altri alimenti. Si discuterà di approcci differenti a una materia che sta conoscendo una fase di grande attenzione mediatica e culturale.
Per qualsiasi nformazione:
www.parlanoivignaioli.it
Cantina Giardino Tel. 0825 87 30 84
Daniela De Gruttola Cell. 333 59 41 700
info@cantinagiardino.com
Pino Savoia Cell. 333 66 71 512
pino.savoia@hotmail.it
Giusy Romano Cell. 334 87 04 499
Ufficio Stampa:
samuel.cogliati@ekfaino.com
Tag:ais campania, antonio di gruttola, bacoli, biodinamica, biodynamics, campi flegrei, cantina giardino, casina vanvitelliana, daniela di gruttola, michela guadagno, natural wines, ostrichina, parlano i vignaioli, sommelier, vini naturali
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4 febbraio 2011
Per i non addetti ai lavori questo evento potrebbe risultare uno dei tanti a cui guardare con curiosità per imparare a leggere il vino con maggiore attitudine. Per i specialisti di settore altro non è che un momento di crescita fondamentale, imperdibile direi. Io – che ho il piacere di frequentare alcuni dei più bravi enologi campani e che conosco quanto grande impegno hanno profuso nell’organizzare questo evento Massimo Di Renzo e Gerardo Vernazzaro (con Roberto Di Meo alla regia), vi dico:”cavolo, una cosa così in Campania, e quando si è fatto mai? Grandi!”

Giovedì 10 Febbraio 2011, ore 9.00
Denis Dubourdieu, Roberto Ferrarini, Dominique Leboeuf, Luigi Moio e Roberto Zironi sono i cinque grandi nomi dell’enologia internazionale che il prossimo 10 febbraio condurranno la giornata di approfondimento e formazione “Dentro al vino” promossa dalla sezione campana di Assoenologi, l’associazione che riunisce enologi ed enotecnici italiani in collaborazione con Enartis, Laffort, Oliver Ogar e Vason. Oggetto dell’incontro saranno gli aspetti tecnicospecialistici per il miglioramento di vini Bianchi e Spumanti. I lavori si svolgeranno presso l’Hotel de la Ville di Avellino dalle 9.00 alle 17.30. Luigi Moio, professore ordinario di enologia al dipartimento di scienze degli alimenti dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, aprirà i lavori con un intervento sugli “Aromi varietali delle principali varietà a bacca bianca campane “. Roberto Ferrarini, professore ordinario di enologia presso l’Università di Verona, interverrà sulla “Crioestrazione selettiva e produzione di vini bianchi mediante lunga macerazione”, mentre Denis Dubourdieu, considerato uno dei “top specialist” nella vinificazione e nell’affinamento dei vini bianchi, professore di enologia all’Università di Bordeaux e direttore de l’Institut des Sciences de la Vigne et du Vin à Villenave d’Ornon (Gironde), si occuperà delle “tecniche di affinamento per i vini bianchi per aumentarne la longevità e stabilizzare la frazione aromatica.”
La ripresa pomeridiana è affidata all’intervento di Roberto Zironi, Professore Ordinario di Industrie Agrarie presso la l’Università degli Studi di Udine, che si occuperà di “come eliminare o ridurre l’ impiego della solforosa in vinificazione”. Concluderà la giornata Dominique Leboeuf, direttore della Station Oenotechnique de Champagne con la relazione sul tema “I fattori di riuscita della presa di spuma”. Riassumendo, ecco il programma degli interventi:
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– Luigi Moio: “Aromi varietali delle principali varietà a bacca bianca campane”;
-
– Roberto Ferrarini: “Crioestrazione selettiva e produzione di vini bianchi mediante lunga macerazione”;
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– Denis Dubourdieu: “Tecniche di affinamento per i vini bianchi per aumentarne la longevità e stabilizzare la frazione aromatica”;
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– Dominique Leboeuf: “I fattori di riuscita della presa di spuma”;
-
– Roberto Zironi: “Come eliminare o ridurre l’ impiego della solforosa in vinificazione”.
Si ricorda che la partecipazione al convegno è gratuita mentre è necessario l’accredito alla mail della locale sezione assoenologi: sezione.campania@assoenologi.it.
L’ orario di inizio lavori è fissato per le ore 9.00, l’incontro termina alle 18.00 con intervallo dalle 13.00 alle 14.00. Per chi lo vorrà sarà possibile pranzare al prezzo di 20 euro specificandolo al momento dell’accredito.
Giovedì 10 Febbraio, ore 9.00
Hotel de la Ville
Via Palatucci, 20
83100 Avellino
Tel +39 0825 780911
www.hdv.av.it
Contatti stampa:
Dipunto studio
Tel. 081 681505
Tag:assoenologi campania, denis dubourdieu, dominique leboeuf, gerardo vernazzaro, luigi moio, roberto di meo, roberto ferrarini, roberto zironi
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21 gennaio 2011
Amici di Bevute
professional
24 – 25 – 26 Gennaio
a Montalcino a caccia di forti emozioni

Ma perchè? Come? Dove? Provate allora a chiedere a Nando Salemme quanto sia duro mantenere una così costante crescita qualitativa nella sua Osteria (non a caso con la “O” maiuscola) in un momento di crisi così forte ed implacabile; oppure, andate a domandare a Roberto Adduono quanto risulti difficile mantenere accese le luci su un palcoscenico come quello dove si muove quotidianamente dovendo, oltre a far stropicciare gli occhi ai suoi ospiti, far quadrare i conti a fine stagione. Pensate solo per un attimo a quanta passione, quanto amore, quanto sacrificio ci vuole in tutto quello che facciamo per voi ed avrete ottenuto tutte le risposte che desiderate. Credeteci, è dura la vita del sommelier, catapultata ogni giorno alla continua ricerca del suo santo Graal! 🙂
Lunedì 24 Gennaio
ore 10,30 – Biondi Santi
ore 16,00 – Casanova di Neri
Martedì 25 Gennaio
ore 10,00 – Pian dell’Orino
ore 16,00 – Soldera Case Basse
Mercoledì 26 Gennaio
ore 10,00 – Podere San Lorenzo
ore 16,00 – Il Paradiso di Manfredi
Comucare il vino, con tutto l’amore possibile! Così si può.
Tag:abraxas, biondi santi, casanova di neri, il paradiso di manfredi, l'arcante, montalcino, palazzo sasso, pian dell'orino, podere san lorenzo, ravello, roberto adduono, soldera, viaggio in toscana
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20 gennaio 2011
“[…] Il grande problema, nel nostro lavoro, sono gli stimoli e l’umiltà; Se sei capace di rinnovare costantemente i primi e rafforzare la seconda, hai due qualità fondamentali su cui crescere senza preoccuparti del tizio o caio di turno che scrive o degusta più di te perchè ha più tempo. Nessun potrà mai avere la possibilità di maturare un senso critico migliore del tuo – che stando a contatto con il pubblico tutti i giorni – potrebbe essere capace di affinare anche la benchè minima sfumatura di un argomento. Però bisogna essere capaci di discernere ciò che è banale da ciò che ha valore, e questa è una qualità umana che c’entra poco con l’essere un bravo sommelier o no, è semplicemente intelligenza”. ( A. D.)

Un paio di settimane fa leggevo su facebook di POZZUOLIdice, la nuova iniziativa editoriale messa su da Luigi Ciccarelli, amico di vecchia data e giornalista (collabora con Il Mattino), che assieme ad un nutrito gruppo di giovani motivati pubblicano questa newsletter quindicinale per dare una nuova voce al territorio flegreo. Così mi è passato per la testa quanto potesse essere utile raccontare di enogastronomia, magari di territorio, al territorio stesso. Invero, la velocità con la quale la tecnologia va “pre-pensionando” ogni qualsivoglia forma di giornalismo stampato lascia senz’altro riflettere su quanto possa rappresentare un passo indietro trasferire – contrariamente a quanto accade oggi – contenuti scritti per il web al cartaceo; Ma, se solo pensassimo a quanti continuano a subire ancora troppo passivamente la rete (tra l’altro, spesso additata di essere superficiale, quando non autoreferenziale) soprattutto laddove si parla poco del nostro comprensorio se non in riferimento a fatti di mera cronaca e comunque quasi sempre con accezioni negative, ecco che l’idea di ritornare all’origine di una comunicazione più tangibile mi ha subito conquistato lasciando acquisire all’idea iniziale forme e sostanza piuttosto considerevoli, uno strumento decisamente alla portata di tutti.
Così dopo una piacevole chiacchierata con il direttore responsabile, L’Arcante sbarca in edicola, su POZZUOLIdice, e lo fa – spero – nel migliore dei modi possibile e con i migliori auspici: parlare, con parole semplici, di territorio, al territorio!
Da domenica 23 Gennaio quindi, con uscita quindicinale – salvo la ferma volontà da parte dell’editore di rendere la pubblicazione più frequente – su POZZUOLIdice troverete una intera pagina dedicata all’enogastronomia, flegrea anzitutto ma che non disdegnerà di guardarsi intorno per dare voce e visibilità a ciò che più ci colpisce, piace, conquista della nostra straordinaria terra. Uno spazio dedicato ed aperto a tutti, che vuole raccontare diVino, diCibo e di tutto quello che ruota intorno all’enogastronomia; Se son rose, fioriranno.
Tag:angelo di costanzo, campi flegrei, diario enogastronomico di un sommelier, giornale, il mattino, l'arcante, luigi ciccarelli, pozzuoli dice, stampa, web
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13 gennaio 2011
Dopo quasi due anni di assenza, ritorna in calendario un evento interamente dedicato al più importante dei rossi irpini. Si chiama Taurasi Vendemmia 2007, ed è la rassegna ideata dall’agenzia di comunicazione integrata Miriade & Partners per raccogliere l’eredità di Anteprima Taurasi, curata dal medesimo gruppo di lavoro, sviluppandola in forma totalmente privata ed autonoma, senza alcuna sovvenzione pubblica.
TAURASI VENDEMMIA 2007
da venerdì 21 a domenica 23 Gennaio 2011
Enoteca Regionale dei Vini d’Irpinia – Castello Marchionale di Taurasi (AV)
La manifestazione, che si avvale della partnership tecnica dell’Ais Campania – Delegazione di Avellino, si svolgerà da venerdì 21 a domenica 23 gennaio 2011 presso il Castello Marchionale di Taurasi, sede dell’Enoteca Regionale dei Vini d’Irpinia, e avrà come tema centrale la presentazione delle nuove annate di Taurasi e Taurasi Riserva. Sarà l’evento che inaugurerà di fatto la lunga stagione delle principali rassegne en primeur, dal Veneto alla Sicilia, passando per le principali denominazioni toscane.
Come annunciato dal titolo, la presentazione si focalizza in modo specifico sulla vendemmia 2007, annata che si preannuncia particolarmente interessante per qualità media e punte di eccellenza. Le aziende partecipanti (la lista sarà ufficializzata venerdì 14 gennaio) potranno proporre in degustazione anche i loro Taurasi Riserva nonché cru e selezioni di altre annate che si avvalgono di affinamenti prolungati, senza trascurare la possibilità di assaggiare i primi campioni di Irpinia Campi Taurasini Doc, Irpinia Aglianico Doc e Campania Aglianico Igt della vendemmia 2009.
Taurasi Vendemmia 2007 è una rassegna a numero chiuso, riservata al pubblico di giornalisti ed operatori, e sarà possibile parteciparvi esclusivamente su invito, previa prenotazione e fino ad esaurimento posti. A differenza di precedenti iniziative, infatti, non vi saranno banchi d’assaggio aperti al pubblico e gli operatori accreditati avranno a disposizione una postazione dove assaggiare seduti e con calma i vini in degustazione, con il servizio assicurato dall’Associazione Italiana Sommelier – Delegazione di Avellino.
A tal fine saranno programmate due ampie sessioni di assaggio: i giornalisti nazionali ed internazionali accreditati avranno a disposizione tutta la giornata di sabato 22 gennaio, mentre la giornata di domenica 23 gennaio sarà riservata al pubblico di ristoratori, enotecari, operatori, media locali e membri delle principali associazioni enogastronomiche, con un sistema di prenotazioni e servizio articolato in tre fasce orarie, dalle 11:00 alle 13:00, dalle 17:00 alle 19:00 e dalle 19:00 alle 21:00.
Il quadro sarà completato da due momenti di approfondimento tecnico e territoriale. Nel pomeriggio di venerdì 21 è previsto il focus sulla vendemmia 2007, seguito da una retrospettiva sull’annata 2001 riservata alla stampa. Nel pomeriggio di sabato 22, invece, si terrà l’incontro fra giornalisti e produttori, durante il quale si discuteranno le prime impressioni emerse durante la giornata di assaggio riservata alla stampa di settore.
Questo il programma della manifestazione:
Venerdì 21 gennaio 2011 – Ore 10:00/16:00 Arrivo in Irpinia dei giornalisti invitati. Ore 16:00 Focus sulla Vendemmia 2007. A seguire Taurasi, dieci anni dopo: retrospettiva sull’annata 2001 con degustazione riservata ai giornalisti invitati
Sabato 22 gennaio 2011 – Ore 10:00/17:00, sessione di assaggio riservata alla stampa specializzata con degustazione delle nuove annate di Taurasi e Taurasi Riserva Docg, Irpinia Campi Taurasini Doc, Irpinia Aglianico Doc e Campania Aglianico Igt. Ore 18:00 Incontro tra giornalisti e produttori: le prime impressioni sull’annata 2007
Domenica 23 gennaio 2011 – Ore 11:00/13:00 – 17:00/21:00, sessione di assaggio riservata agli operatori, esclusivamente su invito e a numero chiuso, articolata in fasce orarie.
Per informazioni relative all’evento
Miriade & Partners
Segreteria Organizzativa:
Cell. 392 9866587
segreteria@taurasi2007.it
Ufficio Stampa: Diana Cataldo
Cell. 320 4332561
stampa@taurasi2007.it
www.taurasi2007.it
Tag:aglianico, anteprime, campania, degustazioni, giornalisti, irpinia, miriade&partners, taurasi, taurasi vendemmia 2007, vini
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6 gennaio 2011
Tag:comunicazione, famiglia, gennaio 2011, l'arcante, lo spot del mese, spot, storia, terra, tradizione, vocazione
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24 dicembre 2010

Nasceva un fortissimo sentimento, l’abbiamo vissuto.
Avevamo un sogno, si è avverato.
Nutrivamo un grande desiderio, l’abbiamo visto realizzato.
Piccole gocce nel mare magnum della nostra vita,
adesso non ci resta che continuare a navigarlo.
Angelo & Lilly
Serene festività e buon Natale a tutti voi.
Tag:angelo di costanzo, auguri di natale, biglietto auguri di natale, buon natale, buone feste, frase di auguri per natale, l'arcante, lilly avallone
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16 dicembre 2010
Un anno di blog, di esperienze, di degustazioni, di confronti. Tradurre la passione in appena una decina di riferimenti è chiaro che risulta assolutamente impossibile, ma al di là della leggerezza con la quale ci siamo prefissati di dare vita all’ennesimo “premio al vino italiano”, crediamo sia davvero stimolante – d i v e r t e n t e – provare a tirare le somme di un anno di lavoro passione. Anche perchè, in fin dei conti, a parte il tempo speso, pare che questa classifica non sia costata proprio niente. 😉 Evviva il vino!
…and the winner is

Il nostro ringraziamento per il Miglior vino bianco va al Trebbiano d’Abruzzo 2003 Edoardo Valentini Ci sono tantissimi vini bianchi italiani che durante tutto quest’anno ci hanno lasciato una traccia profonda nell’immaginario, ma pochissimi come questo trebbiano, sono stati capaci di spazzare via, ad ogni assaggio, ogni minimo dubbio sulla sua propensione ad attraversare il tempo in maniera disinvolta e performante. Un grande bianco che non ha confini, patrimonio assoluto della vitienologia italiana!

Il nostro ringraziamento per il Miglior vino rosato va al Campania igt rosato Monte di Grazia 2009 Monte di Grazia. Camminare le vigne di Tramonti è come attraversare uno Stargate; Non so quanti posti al mondo si possono permettere tali scenari vitivinicoli, ma di certo, sono davvero pochi i vini rosati capaci di essere tanto evocativi quanto perfettamente calati nel ruolo: unicità espressiva a dir poco invidiabile, un piccolo vignaiolo, innamorato perso della sua terra, che incontra una giovane ma sapiente mano in cantina. Questo, è il piccolo capolavoro di quest’anno di Alfonso Arpino e Gerardo Vernazzaro!
Il nostro ringraziamento per il Miglior vino rosso va al Vallagarina igt Marzemino 2007 Eugenio Rosi. Non stupitevi di questa “uscita” decisamente controcorrente al cospetto di cotanti pretendenti. Avremmo potuto mettere qui un nome molto più altisonante, ce ne sono passati tanti tra le mani, ma sarà la suggestione di averlo scoperto e bevuto nel luogo di origine, l’abbinamento perfettamente riuscito ai piatti assaggiati all’Osteria Le due Spade di Trento, eppure questo vino, decisamente fuori dai soliti percorsi enoici, pare ancora oggi, al sol pensiero, aleggiare sotto il naso. Leggetene, cercatelo e godetene il grandissimo frutto!
Il nostro ringraziamento per il Miglior vino dolce va al Roccamonfina igt bianco Eleusi 2006 Villa Matilde. Perchè a tutt’oggi è l’unico vino bianco dolce prodotto in Campania capace di confrontarsi apertamente con i ben più illustri vini dolci italiani senza subirne ne blasone ne opulenza. E non è un merito secondario, seppur sia quasi controproducente impegnarsi nella produzione di tali vini, la costanza qualitativa con la quale questo vino, prodotto da uve falanghina, rispetti sempre le attese, conservando tra l’altro un prezzo decisamente sostenibile.

Il nostro ringraziamento per il Miglior vino spumante va al Trento Riserva del Fondatore Giulio Ferrari 2000 F.lli Lunelli. Perchè si possono spendere mille parole per comunicare e qualificare la tradizione spumantistica italiana, ma è indubbio che certi livelli di eccellenza sono appannaggio ancora di pochissime etichette in Italia, e questo vino ne racchiude in se una buona dose, in alcuni millesimi davvero irripetibile.

Il nostro ringraziamento per il Miglior vino straniero va al Pomerol 2005 Chateau La Conseillante. L’assaggio più controverso dell’anno di uno dei tagli bordolesi certamente più affascinanti bevuti questa stagione. Un rosso dalle spalle larghe, per palati nobili e sensibilità organolettica smisurata, capace di allontanare e di conquistare allo stesso momento. Giovane, bello da vedere e succoso e profondo nel frutto, roba da matti insomma!

Il nostro ringraziamento per L’azienda/Produttore dell’anno va a Cantine Lonardo – Taurasi, Campania. Come forse nessun altra azienda in Irpinia, negli ultimi dieci anni, dopo essere venuta fuori con eccellenti rossi da uve aglianico di Taurasi, ha saputo leggere il momento ma soprattutto rimanere fedele ad un ideale ben preciso che si coltiva sin dalla sua fondazione, la ricerca e la specializzazione. Così, ai già apprezzati Taurasi, nella prospettiva di sondare anche il mercato bianchista, si è preferito continuare a sviluppare un serio programma di ricerca e selezione clonale su vitigni misconosciuti – il Grecomusc’ per esempio – piuttosto che seguire l’ovvietà di andarsi a cercare un buon appezzamento di Greco di Tufo o Fiano di Avellino nel variegato circondario locale per accorciare i tempi (e i costi). Complimenti a Enza e Sandro Lonardo, Giancarlo Moschetti ed il suo entourage di ricercatori e all’enologo Maurizio De Simone che li segue da sempre.

Il nostro ringraziamento per L’enologo dell’anno va a Sebastiano Fortunato. Diviene sempre più difficile fidarsi degli enologi, è inutile nascondercelo. Omologazione e vini cosiddetti tecnologici sembrano essere sempre dietro l’angolo, i nuovi mali da scongiurare, e la cultura moderna di fare vino tende addirittura ad un tale stravolgimento degli equilibri vigna-uva-uomo che non mancano esempi di chi, dell’enologo, preferisce farne ampiamente a meno. Eppure non riesco ad immaginare capolavori senza manici autorevoli, quando per autorevolezza non significa per forza fare uso di ricette perfette o stregonerie varie bensì la capacità di leggere il terroir e tradurlo in vino nella maniera più fedele ed autentica possibile. Ecco perchè ci piace da tempo e ci sono piaciuti parecchio, durante tutto quest’anno, l’operato di Fortunato, enologo giovane, uno dei tanti che in Campania stanno mettendo a soqquadro l’atavico provincialismo dell’enologia regionale seminando conoscenza ed esperienza al fine di creare una vera e propria rinascita di quella scuola regionale che non ha certo mancanze di illustri rappresentanze, si pensi ad esempio a Luigi Moio o ancor prima di lui, a personaggi del calibro di Gennaro Martusciello, a detta di molti, ancora oggi un riferimento assoluto nella professione!

Il Premio Speciale L’Arcante wine awards per la persona del vino dell’anno non poteva avere altro esordio che alla memoria di Angelo Martusciello, persona senza la quale probabilmente i Campi Flegrei, la mia terra – e ci metto pure una discreta parte della viticultura tradizionale campana – non avrebbero avuto alcuna cronaca su un mercato del vino, sin dagli ultimi anni settanta, assolutamente appannaggio dei grandi marchi del nord Italia. Avrei voluto conoscerlo don Angelo, sarebbe stato curioso, per esempio, domandargli a riguardo di tutto questo gran trambusto che si fa oggi del vino, e perchè no, mi sarebbe piaciuto stare li dietro di lui mentre il figlio Francesco predica razionalità ai suoi contadini, giusto per vedere l’effetto che fa. E chissà, ammirare magari i suoi occhi dinanzi a Foglie di Amaltea. Francamente, si fa un gran parlare negli ultimi tempi di persone che nemmeno affacciatesi nel mondo del vino sembrano meritarsi elogi ed inchini quando non addirittura applausi, come fossero nuovi profeti; Pare dimenticarsi – con somma distrazione soprattutto di chi dovrebbe avere una memoria più lunga della nostra – da dove veniamo, delle nostre origini, la storia di molti che oggi risultano, d’un tratto, da sempre votati alla terra, all’agricoltura, quando in verità sotto sotto le hanno provate (quasi) tutte pur di scansarla. Ma tantè, avete idea di cosa sarebbe stata Bordeaux senza i Negociants?
Tag:angelo martusciello, chateau la conseillante, contrade di taurasi, eleusi, enologo, eugenio rosi, f.lli lunelli, giulio ferrari, grecomusc', grotta del sole, l'arcante wine awards, marzemino, monte di grazia, poiema, pomerol, sebastiano fortunato, taurasi, toscana, trebbiano d'abruzzo valentini, villa matilde
Pubblicato su 2010 L'A.W.A.®, L'ARCANTE Wine Awards® | 25 Comments »
9 dicembre 2010
Come tutti i premi che contano (o che vorrebbero contare qualcosa, ndr) anche L’A.W.A.® ha le sue nominations, e per avvalorare la tesi che ci vuole profondamente impegnati nel recitare per bene la parte dei leoni in quest’ultimo scorcio di duemiladieci, eccovi riportate, categoria per categoria, tutte le nominations dei vini, delle aziende e delle persone ammesse alla finalissima del nostro award. Infine, una precisazione sui vini: tutti quelli presenti nella lista sono stati naturalmente assaggiati e qualcuno di questi anche più di una volta (ne trovate riprova nelle recensioni presenti su questo blog); Solo alcuni, per una serie di motivi, non hanno goduto di questa vetrina, ma ciò rappresenta solo un dettaglio marginale, che riteniamo comunque opportuno evidenziare, per evitare che si possa pensare di premiare un vino addirittura mai bevuto recensito!

LE NOMINATIONS
- Miglior vino bianco
- Vermentino di Gallura Le Conche 2009 Pedra Majore – Sardegna
- Fiano di Avellino Pietramara Etichetta Bianca 2009 I Favati – Campania
- Trebbiano d’Abruzzo 2003 Edoardo Valentini – Abruzzo
- Miglior vino rosato
- Lacryma Christi del Vesuvio Vigna Lapillo 2008 Sorrentino – Campania
- Campania Rosato Monte di Grazia 2009 Monte di Grazia – Campania
- Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo Pietrosa 2009 Dora Sarchese – Abruzzo
- Miglior vino rosso
- Valpolicella Sup. Monte Lodoletta 2004 Romano Dal Forno – Veneto
- Brunello di Montalcino Bramante 2005 Podere San Lorenzo – Toscana
- Vallagarina Marzemino Poiema 2007 Eugenio Rosi – Trentino
- Miglior vino dolce
- A. A. Gewurztraminer Terminum 2001 Cantina di Termeno – Alto Adige-SudTirol
- Roccamonfina igt Eleusi 2006 Villa Matilde – Campania
- Moscato di Saracena 2008 Cantine Viola – Calabria
- Miglior vino spumante
- Franciacorta Cuvée Prestige rosè s.a. Ca’ del Bosco – Lombardia
- Trento Riserva del Fondatore Giulio Ferrari 2000 F.lli Lunelli – Trentino
- Prosecco di Valdobbiadene Sup. Cartizze Vigna Rivetta Villa Sandi – Veneto
- Miglior vino straniero
- Condrieu Les Terrasses de l’Empire 2007 Dom. Georges Vernay – Rodano sett.le, Francia
- Pomerol 2005 Chateau La Conseillante – Bordeaux, Francia
- Gevrey Chambertin Vielle Vignes ’08 Dom. Philippe Charlopin-Parizot – Borgogna, Francia
- L’azienda/Produttore dell’anno
- Pian dell’Orino – Montalcino, Toscana
- Cantine Lonardo – Taurasi, Campania
- Gianfranco Fino – Manduria, Puglia
- L’enologo dell’anno
- Hans Terzer – San Michele Appiano, Alto Adige-SudTirol
- Sebastiano Fortunato – Consulente, Campania
- Jan Hendrik Erbach – Pian dell’Orino, Toscana
Qui il regolamento completo de L’Arcante Wine Award®.
Tag:abruzzo, angelo di costanzo, azienda dell'anno, blog, campania, challenge, classifiche, diario di un sommelier, enologo dell'anno, l'arcante, l'arcante wine awards, puglia, tocana, vini italiani, vino dell'anno
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4 dicembre 2010
Un omaggio, uno dei tanti, alla mia terra. Luoghi di memoria lunghissima fissati in immagini che non hanno tempo, un gioco, innocente, di mani poco esperte, tentano di offrirvele con un tocco di suggestione che non manca certo alla loro vergine naturalità. (A. D.)

Tramonti, località Madonna delle Grazie, una delle vigne centenarie di tintore di Tramonti di Alfonso Arpino. Forse il vigneto più suggestivo dell’areale da dove nascono vini di una autenticità a tratti imbarazzante. Conservare questa biodiversità vale da solo un encomio all’opera di uomo ormai totalmente assorbito dal suo sogno di vedere materializzati i suoi sentimenti per la sua terra.

Parco di Roccamonfina, località S. Carlo di Sessa Aurunca, Fontana Galardi. Luogo di dimora di uno dei rossi più preziosi partoriti dalla nostra terra, il Terra di Lavoro; Ambìto, ricercato, osannato, riposa in affinamento in questo locale ricavato nella storica cantina della bellissima tenuta di famiglia dei cugini Selvaggi-Catello. Arrivare qui è non volere più ripartire…

S. Castrese, Ager Falernus, vigne di aglianico. Sulla strada provinciale che discende dal vulcano spento di Roccamonfina si levano sino all’orizzonte impianti fitti e composti di nuovi insediamenti da vitigno autoctono. Il futuro è dietro l’angolo…

Altro luogo consacrato alla storia viticola della nostra amata Terra Felix, Falciano del Massico. Questa è una parte dei vari piccoli appezzamenti da cui nascono i vini di Antonio Papa, giovane e dinamico produttore in terra di Falerno di voluttuosi Primitivo dalla non poca capacità emozionale. Luoghi strappati all’incauta lenta memoria dell’uomo e consacrati alla storia!
Tag:ager falernus, alfonso arpino, angelo di costanzo, falerno del massico, fontana galardi, l'arcante, monte di grazia, roccamonfina, terra di lavoro, tramonti, vigne e cantine
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1 dicembre 2010
L’Arcante Wine Award®, ovvero cosa ci è piaciuto di più di quello che ci è capitato a tiro durante l’anno. Aziende, persone, vini.
Art. 1– L’Arcante – diario enogastronomico di un sommelier, indice “L’Arcante Wine Award®” con l’intenzione di riconoscere ogni anno un vivo ringraziamento alle aziende che attraverso il proprio operato, di coltura, difesa e valorizzazione della vitienologia di appartenenza ci consentono di raccontare le emozioni che riusciamo a carpire attraverso i loro vini.
Art. 2 – L’Arcante Wine Award® si propone di valorizzare e favorire la conoscenza del vino, scegliendo ed indicando quelli di elevata qualità che possano al tempo stesso conseguire riscontro ed apprezzamento dell’appassionato di turno; si propone naturalmente anche di stimolare i viticoltori e i produttori al costante miglioramento della qualità dei prodotti proposti.
Art. 3 – L’Arcante Wine Award® è rivolto a tutte le aziende che durante tutto un anno riusciamo a visitare o che ci passano per mano nel bicchiere. Non sono previsti invii di campionature da parte delle aziende concorrenti, nè panel di assaggio a vari livelli e preparazione dei degustatori. Sono naturalmente ammessi alla valutazione tutti i vini assaggiati e prodotti indistintamente sia da viticoltori vinificatori in proprio (anche quelli sfigati!), cantine sociali, aziende commerciali e persino, immancabili, quelle industriali.
Art. 4 L’Arcante Wine Awards® è aperto a tutti i vini assaggiati e da sempre prodotti, di tutte le annate attualmente in commercio senza distinzione di classificazione, colore o provenienza geografica.
Art. 5 Il Comitato Organizzatore, per evitare pressioni esterne, si identifica in tutto e per tutto, al momento, nella struttura editoriale del blog promotore dell’iniziativa, pur riservandosi di comunicare il nome di ciascuno dei componenti quando necessario o espressamente richiesto.
Art. 6 – I produttori che intendono partecipare a L’Arcante Wine Award® non hanno di che aspettarsi, non sarà certo il nostro award a far vendere di più, e di questo ne siamo certi o quasi (non si sa mai!). Non v’è pertanto nessuna domanda di partecipazione da compilare, nessun modulo da scaricare, nessun bonifico bancario da effettuare (!), nessuna bottiglia (come accennato all’Art. 3) da inviare a tal proposito. Sono ammesse, solo in seguito ad una prima valutazione positiva, comunicazioni in merito ad alcune informazioni tecnico-produttive che però sarà nostra cura richiedere e/o verificare in loco.
Art. 7 – Si precisa, ad onor di trasparenza, che non sempre i campioni di vino esaminati sono soggetti all’anonimato. Non sempre ci è possibile, non sempre lo vogliamo. Pertanto nulla a pretendere!
Art. 9 – La valutazione dei campioni, come da deontologia professionale, segue un’attenta metodica di valutazione sensoriale che si rifà naturalmente agli approfonditi studi di formazione e ad anni e anni di esperienza professionale. Tali attitudini, si precisa, non sono certo indifferenti dall’impatto emozionale che – una tantum – può offrire un vino; pertanto, ai fini della valutazione finale, la soggettività non è da trascurare tra gli indici di valutazione finali.
Art. 10 – A salvaguardia del prestigio delle aziende partecipanti, il Comitato Organizzatore non renderà mai noti i risultati delle degustazioni né il punteggio assegnato ai singoli campioni, nemmeno quando, è bene precisarlo, si avanzeranno osservazioni sul merito.
Art. 10 bis – Queste le categorie partecipanti ogni anno a L’Arcante Wine Award®: Miglior vino bianco, Miglior vino Rosato, Miglior vino rosso, Miglior vino dolce, Miglior vino spumante, Miglior vino straniero, L’azienda/Produttore dell’anno, L’enologo dell’anno. Si indice altresì anche un Premio Speciale L’Arcante Wine Award® per la persona del vino dell’anno, che con la sua opera fattiva ha contribuito o contribuisce a dar lustro al mondo del vino.
Tag:angelo di costanzo, awards, blog, campania, campi flegrei, concorso, enologia, enologo, francia, L'A.W.A, l'arcante wine award®, l'arcante wine awards®, persona dell'anno, premio vino dell'anno, vino bianco, vino dell'anno, vino dolce, vino rosso, vino spumnate
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29 novembre 2010
Riceviamo e volentieri pubblichiamo dalla segreteria regionale di Assoenologi Campania il riscontro del successo della bella iniziativa messa su con l’impegno del presidente Roberto Di Meo, della segreteria e dell’associazione tutta. Bene, bravi, bis! (A. D.)

I 75 iscritti che hanno partecipato attivamente al “corso di aggiornamento sulle molecole aromatiche” organizzato sabato 27 novembre a Manocalzati (AV) presso il Bel Sito Hotel Le Due Torri, sono stati la testimonianza della nuova e pragmatica veste assunta in Campania dall’Assoenologi. La voglia di confronto e di crescita professionale sono solo alcune delle caratteristiche e dei valori che più contraddistinguono gli attuali operatori del comparto vitivinicolo campano.
Al corso, hanno preso parte enologi, enotecnici, produttori ed altre figure professionali operanti nel settore, i due relatori Paolo Peira e Dominique Roujou de Boubeé hanno affrontato ed approfondito con metodologia esperienziale e coinvolgimento dialettico le proprietà aromatiche dei vini, la concreta possibilità di interagire attivamente attraverso l’olfazione diretta di 25 molecole odorose sia in termini di descrizione olfattiva che di concentrazione, oltre che la possibilità di esaltare aromi pregiati attraverso interventi in vigna nonché in vinificazione o la riduzione o eliminazione di aromi associati a difetti, quindi sono state fornite numerosissimi ed utili spunti tecnici sia di carattere viticolo che enologico, finalizzati al miglioramento qualitativo delle uve e quindi dei vini.
L’Associazione è fermamente convinta che la crescita della Campania vitivinicola sia direttamente proporzionale alla crescita professionale di tutti gli attori della filiera: viticoltori, enologi e produttori, e proprio per questo motivo, che Assoenologi Campania sta organizzando per l’anno 2011 diverse iniziative e corsi specifici per contribuire alla crescita di tutto il comparto vitivinicolo.
Per contatti o maggiori informazioni
Roberto Di Meo info@dimeo.it
Presidente Assoenologi Campania
Gerardo Vernazzaro gerardovernazzaro@hotmail.com
segretario Assoenologi Campania
Tag:assoenologi, assoenologi campania, campania, comparto vitivinicolo, corso sulle molecole aromatiche, gerardo vernazzaro, manocalzati, roberto di meo
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24 novembre 2010
Il prossimo 2 dicembre all’antica trattoria Fenesta Verde un nuovo appuntamento con “Parlare di Vino”, il ciclo di incontri monotematici che ci siamo inventati per raccontarvi i grandi vini italiani in verticale. Siamo partiti, come il cuor comandava, dai due vini se vogliamo più rappresentativi, ognuno nelle proprie realtà, della Campania nonchè della coraggiosa scelta di una azienda di produrre un solo grande vino a dispetto di una domanda di mercato negli anni sempre più cresciuta e soprattutto pressante. Ecco quindi che dopo la bellissima sessione condivisa con Silvia Imparato lo scorso 11 novembre proviamo a raccontarVi, con uno dei patron, Arturo Celentano, un’altro grande rosso campano, il Terra di Lavoro di Galardi prima di aprirci, il prossimo anno, ai confini nazionali con altre perle questa volta dell’enologia italiana.

Tag:aglianico, angelo di costanzo, arturo celentano, cotarella, fenesta verde, galardi, l'arcante, parlare di vino, piedirosso, roccamonfina, terra di lavoro
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14 novembre 2010
Ieri, appena un anno fa – era il 13 novembre 2009 – passava on line il primo post del diario enogastronomico di un sommelier. In verità le prove tecniche di messa in rete andavano avanti già da un paio di settimane, ma per chi come noi col computer vive più o meno lo stesso rapporto che si ricorda dell’uomo con la scoperta del fuoco, i tempi spesi riteniamo essere stati più che minimi.

Inutile ripercorrere ancora una volta la nostra storia, fare sfoggio delle migliori e più illuminanti motivazioni che ci hanno spinto a sdoganare il 2.0, è tutto scritto e sotto gli occhi di tutti su queste pagine, a portata di clic, come si direbbe. Una cosa però la vogliamo scrivere, sentiamo anzitutto l’esigenza di ringraziare tutti coloro che liberamente ispirati si iscrivono quotidianamente alla newsletter di questo blog, tanti, tantissimi per le nostre aspettative come tante sono le persone che ogni giorno fanno registrare almeno un passaggio su queste pagine. Ma più dei numeri siamo orgogliosi dei nomi, della qualità degli utenti che frequentano L’Arcante; molti sono colleghi sommeliers, spesso in cerca di un riscontro alle proprie esperienze più che di comunicati o uffici stampa tutti uguali, con i quali oltretutto, fuori dalle righe del blog, riusciamo anche a parlare di tanti altri argomenti che attraversano trasversalmente il mondo enogastronomico e che spesso possono risultare off topic da trattare in rete ma certamente utili come esperienza di vita. Altri sono cronisti del web, in cerca magari di cosa succede dalle nostre parti, qualche altri stimatissimi giornalisti che ringrazio per l’onorevole sostegno, tantissimi invece gli appassionati, a quanto pare gli utenti più attenti ed esigenti. A tutti quanti un grazie di cuore grosso così, veramente!
Detto questo, senza entrare troppo nel merito filosofico, e al netto di un linguaggio tanto sofisticato quanto fine e se stesso, a qualcuno sempre molto caro, è d’obbligo ribadire che questo è un semplice diario enogastronomico, cioè un contenitore di idee, progetti, esperienze, vissuti con passione ed emozione ed appartenenti a persone vere, in questo caso al sottoscritto e per quanto Letizia lo consenta, alla compagna di viaggio (e moglie) di sempre Lilly Avallone. Non si ambisce a fare giornalismo, non ci interessa, lo lasciamo fare ben volentieri ad altri certamente più capaci e soprattutto qualificati; non desideriamo nemmeno essere sul pezzo, come si suol dire, quasi per natura infatti alla sempre più frequente ostentazione della presenza opponiamo il sottile dispiacere di non poter esserci.
Una cosa però è certa, ci teniamo a dire la nostra, a raccontare le nostre esperienze, siano esse professionali che umane, a condividere quindi la nostra passione con chi il mondo del vino lo vive con amore e lo beve per piacere, anche per lavoro, ma giammai per mero interesse economico.
Angelo Di Costanzo & Lilly Avallone
Tag:angelo di costanzo, blog, campania, campania felix, degustazioni, diario enogastronomico di un sommelier, l'arcante, lilly avallone, on line, vini, web
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1 novembre 2010
“Non è una fortuna da poco quella di potersi occupare professionalmente (o almeno provarci) della propria principale passione. Nel mio caso è un vero e proprio privilegio al quadrato, perchè mi viene data la possibilità di raccontare storie e bottiglie che nascono nella mia regione, quella Campania che vive nel presente un’avventura elettrizzante almeno quanto affascinanti sono le sue radici millenarie. Perchè al netto di ogni retorica e nella maniera più asciutta possibile, non c’è dubbio che la Terra Felix celebrata da Plinio e Tito Livio sia oggi uno dei laboratori a più alto indice di dinamismo e gradimento nel panorama vitienologico italiano”.

Così Paolo De Cristofaro, responsabile Campania del Gambero Rosso, ci ha presentato il Galà del vino campano andato in scena alla Città del Gusto di Napoli. Così ha introdotto la conferenza stampa, devo dire una delle poche alle quali abbia partecipato con grande piacere e con aspettative puntualmente tutte rispettate, davvero interessante e con spunti di confronto e riflessione da non perdere di vista. Tra i relatori, oltre a Luigi Salerno, direttore generale di GRH intervenuto per un saluto formale, non ha fatto mancare il suo apporto Daniele Cernilli, da sempre deus ex machina di tutto l’ambaradàn Gambero. Con loro, in rappresentanza delle varie anime consortili della regione Nicola Venditti, Michele Farro, Salvatore (Tani) Avallone nonchè Carlo Flamini direttore del Corriere Vinicolo, intervenuto anche per nome e per conto del presidente dell’Unione Italiana Vini Lucio Mastroberardino. Assenti, come quasi sempre avviene in momenti di confronto intelligente e costruttivo, pur essendo state invitate per tempo, le istituzioni, impegnate come conviene far sapere in questi casi, in impegni inderogabili.
Cernilli ci ha tenuto a sottolineare come ancora una volta il lavoro della guida del Gambero sia da prendere in seria considerazione come uno strumento di profonda analisi, in questo caso riferito specificatamente alla Campania, dei cambiamenti e della evoluzione in corso nel mondo del vino. “Qualcuno ci ha tenuto a evidenziare, non poco, come alla base di una guida ai vini rispettabile, oltre alla valutazione dei campioni, sia imprenscindibile visitare le cantine, conoscere i luoghi, le persone: bene, noi del Gambero lo facciamo da ben 24 edizioni, altri hanno appena iniziato a farlo”. Capito l’antifona? Ci consegna poi alcuni dati significativi, come già anticipato da De Cristofaro, di una Campania in gran fermento: sono circa 210 le aziende che hanno partecipato alle selezioni per la guida 2011, di cui solo 102 vi hanno avuto accesso, ben 1019 i vini degustati con 53 entrati a pieno diritto nelle finali da cui sono stati estrapolati i 19 premiati con il prezioso “tre bicchieri“.
Molto interessante, seppur a tratti poco chiaro, l’intervento di Carlo Flamini. Piuttosto lucida mi è apparsa la disamina sulla situazione critica delle istituzioni regionali, che continuano a latitare da impegni assunti nonostante l’urgenza di un intervento riorganizzativo in materia vino ormai imprenscindibile. Bene anche lo sprone indirizzato sprattutto ai consorzi di migliorare e crescere in bene visto che in altre regioni, non certo più vocate della Campania, alcune buone cose sono venute proprio dal comparto consortile (vedi Alto Adige, ndr); Meno efficace invece, secondo mio modesto parere, l’intervento in merito al confronto Campania-Veneto quale viatico di riflessione sulla qualità del brand, dove l’utile punto di vista sulla migliore capacità di concretizzare le risorse e le opportunità offerte dal mercato, certamente a vantaggio dei padani, non trova riscontro sul fatto storico e numerico, visto che da un lato c’è una regione, la nostra, che pur con tutti i limiti ha teso fortemente a specializzarsi sui vitigni autoctoni invece che dare campo libero ai vitigni internazionali, cosa questa assai in voga per le terre a nord del Po, soprattutto in quelle aree a vocazione zero, e ciò è servito non poco, a rimanere in prima linea per esempio sul mercato del vino all’estero, dove i vini veneti occupano 1/3 dell’export italiano (!). Inoltre, la stessa, ha numeri da paura in fatto di produzione, che la pongono costantemente ai primi posti in Italia per volumi, e con, tra i tanti, un vino come “il prosecco” a far da traino praticamente a tutto il comparto enoico regionale.
Molto utili alla dissertazione degli argomenti gli interventi di alcuni produttori profondamente impegnati, ognuno nella propria realtà, nella salvaguardia del buon nome della viticoltura campana. Nicola Venditti per esempio, ci ha tenuto col fiato sospeso per tutto il suo intervento, loquace ma quanto mai efficace, soprattutto nel chiarire alcuni luoghi comuni che vogliono il Sannio-Beneventano un luogo dimenticato da Dio. Produttore di larghe vedute e finissime intuizioni, Nicola era però in rappresentanza del Consorzio di Tutela Samnium, laddove si sta lavorando alacremente per ottenere l’abrogazione di ben quattro denominazioni a favore dell’istituzione di un’unica doc “Sannio” ricadente su tutto il territorio così favorendo invece la nascita di due sole docg di riferimento per l’Aglianico del Taburno e la Falanghina del Sannio, per rendere più facile l’indentificazione territoriale da parte del consumatore e allo stesso tempo salvaguardare le peculiarità di questi due vitigni sì presenti in tutta la Campania ma qui nettamente distinguibili dalle altre espressioni regionali. La sferzata di Michele Farro, presidente del Consorzio di Tutela vini Campi Flegrei, ha in seno il sapore dolce di un’animo ancora in lotta e tutto l’amaro della constatazione, ben ha fatto a sottolinearlo, “che quando è indispensabile, come nel caso di una vetrina come questa messa a disposizione dal Gambero Rosso, che le istituzioni siano presenti per un confronto aperto e chiaro, si preferisce latitare, vanificando l’impegno di chi strenuamente cerca di trovare una via di uscita da una crisi senza fine”. A conferma che un territorio come quello flegreo, pur affermandosi sempre più da un punto di vista enologico per le grandi qualità dei suoi vini, soffre oltremodo di una insistente mancanza di istituzioni capaci di agire seriamente al fine di uno sviluppo integrato del settore agricolo in sintonia con un territorio dalle risorse archelogiche, turistiche, ambientali ineguagliabili eppure sistematicamente abbandonate a se stesse. Sulla stessa linea di principio si è mosso anche Tani Avallone, storico produttore di Falerno del Massico, che non lo manda certo a dire: “[…] e seppur in provincia di Caserta non esista crisi di mercato dell’uva, poichè chi produce è quasi sempre esso stesso vignaiolo, non ci si può esimere dal constatare l’assoluta inadeguatezza degli enti preposti, e dove esistano progetti, come l’istituo regionale della vite e del vino, tutto viene lasciato giacere in un desolante silenzio di intenti e di vedute!”
Ecco, mi piacerebbe che gli eventi legati al vino, di tanto in tanto, non sempre, riuscissero a mostrare del mondo del vino anche questo aspetto, di certo non secondario, in un ambiente troppo spesso raccontato e rappresentato come luogo ideale per lo struscio d’autore, la passerella edotta a cui tra l’altro molti non riescono proprio a negare la propria presenza. Bene, forse anche per questo mi è piaciuto – molto – incontrare in questa occasione tante persone non note, ma anche amici vecchi e nuovi che non vedevo, vista la mia poca frequentazione dei salotti, da molto, moltissimo tempo!
A Paolo De Cristofaro, e a tutta la sua ciurma, i miei più sentiti complimenti per un evento a dir poco centrato e non di meno, funzionale!
Tag:città del gusto, città della scienza, corriere vinicolo, daniele cernilli, galà del vino campano, gambero rosso, michele farro, montevetrano, napoli, nicola venditti, paolo de cristofaro, salvatore avallone
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24 ottobre 2010
Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’invito alla prossima manifestazione Terre di Vite organizzata da Barbara Brandoli e Elena Conti che si terrà al Castello di Buronzo – Vercelli il prossimo 13 e 14 novembre. Un modo interessante per vivere un territorio particolarmente suggestivo, assaggiando un pezzo del mondo del vino fuori dai tradizionali percorsi enoici.

sabato 13 e domenica 14 Novembre 2010
Castello di Buronzo – Vercelli
Vino, arte e multicultura. Degustazioni di vini di alcuni tra i migliori produttori italiani, due lezioni sull’imprevedibilità del vino e sulla sua comprensione – sensazioni, parole e suoni a cura di Sandro Sangiorgi di Porthos – una mostra sulla vita di Mario Soldati, un’emozionante installazione multimediale visivo – sonora denominata “Calici d’arte”. Sono questi gli ingredienti della terza edizione di Terre di vite.
Il filo conduttore di questa manifestazione enologico-culturale itinerante è la multicultura intesa come modello di vita, di espressione e condivisione tra persone e culture di territori differenti. Un’occasione per conoscere realtà produttive d’eccellenza che hanno scelto un approccio di natura etica con il vino, privilegiando la naturalità e il rispetto di ambiente e territorio. Così, nei suggestivi saloni del Castello di Buronzo, restituiti all’antico splendore da un recente restauro, si potranno degustare tra gli altri vini come Barolo, Gattinara, Ghemme, Boca e Dolcetto di Dogliani (Piemonte), Brunello di Montalcino, Nobile di Montepulciano e Chianti (Toscana), Valtellina Superiore (Lombardia), Lambrusco e Pignoletto (Emilia Romagna), Sciacchetrà (Liguria) Verdicchio dei Castelli di Jesi (Marche), Aglianico del Vulture (Basilicata), Cirò (Calabria).
Il pubblico avrà inoltre la possibilità di approfondire la conoscenza dei gioielli enologici di regioni come Campania e Sicilia e dei vitigni autoctoni di Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia. Saranno presenti 24 aziende produttrici con 70 vini in degustazione. Non mancheranno, naturalmente, le chicche enogastronomiche del Piemonte, dal tipico Riso di Baraggia Dop fino ai formaggi e ai salumi di piccoli produttori provenienti dal vercellese e da altre zone d’Italia. Fra le cantine presenti molti nomi di prestigio ma anche alcuni giovani emergenti che si stanno distinguendo per talento e passione.
Terre di Vite è anche l’occasione per prenotare un week-end a due passi dal Lago D’Orta e dal Lago Maggiore, dalle montagne della Valsesia e a poca distanza da Torino e Milano.
Riferimenti:
Castello di Buronzo
Via Castello 13040 Buronzo (VC)
Sabato 13 Novembre dalle 11 alle 20.
Domenica 14 Novembre dalle 11.00 alle 18.00
Contributo di ingresso: 15 euro + 5 euro cauzione calice
Maggiori info:
www.terredivite.it
info@divinoscrivere.it
Tag:boca, brunello di montalcino, castello di buronzo, degustazoni vini, divino scrivere, dogliani, dolcetto, eventi, lambrusco, piemonte, pignoletto, terre di vite, vercelli, vino
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20 ottobre 2010
Con l’arrivo dell’autunno mettiamo subito in campo tutte le vecchie buone intenzioni per continuare a tessere quel filo diretto con la terra, i luoghi, le persone, che ci consentono, quotidianamente, di comunicare il vino con tutto l’amore possibile! Molte le iniziative in pentola, con Amici di Bevute riprenderemo presto a camminare le vigne e mettere su incontri conviviali da non perdere, da raccontare e ripetere all’infinito. Giovedì 11 novembre invece parte un nuovo progetto, itinerante, si chiama “Parlare di Vino”, ci porterà in giro a raccontare i grandi vini con parole semplici, perchè in un momento in cui si sente come non mai, nel mondo del vino in particolare, la necessità di scoprire, conoscere, capire pensiamo che tra i tanti un modo utile per farlo al meglio sia proprio quello di aprire – a tutti – quello scrigno meraviglioso che custodisce i grandi vini!
Questo il primo appuntamento in programma

Tag:Amici di Bevute, angelo di costanzo, degustazione vini, eventi, fenesta verde, giugliano in campania, guido cante, l'arcante, laura iodice, luisa iodice, silvia imparato
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19 ottobre 2010
Galà del vino campano
Seminari tematici sulle cinque province
Grande banco di assaggio con 43 etichette e 34 produttori campani
Domenica 31 ottobre alle ore 16 incontro-presentazione dell’evento, poi l’apertura del grande banco d’assaggio con 43 etichette in degustazione per 34 aziende. Dalle ore 18.30 ogni ora un salotto tecnico con brevi seminari tematici per fare il punto sulle cinque province campane.
Un filo rosso di qualità che ha pochi eguali in altre zone d’Italia, come sottolinea Eleonora Guerini, curatrice della Guida insieme a Marco Sabellico e a Gianni Fabrizio: Per quanto sia innegabile che in tutto il sud, da diversi anni, sia in atto nel mondo del vino una vera e propria rivoluzione culturale, e di conseguenza qualitativa, è da sottolineare come la Campania svetti per la capacità di raggiungere livelli di eccellenza assoluta. Questo credo dipenda fortemente dalla presenza di terroir di valore, che solo una mentalità legata alla quantità aveva tenuto sopiti. Ora, grazie anche a produttori seri, capaci e appassionati, le potenzialità iniziano a esprimersi compiutamente e danno voce a caratteri decisi e inimitabili, forti di vitigni, che da sempre albergano in regione, unici e di grande fascino. Il Fiano diventa sempre più appuntito, il Greco ha virilità più snella, gli Aglianico non guardano più all’eccesso come a un fine da perseguire. C’è ancora molta strada da fare ma le possibilità sono evidenti, come dimostrano alcuni fari enologici, esempi perfetti cui far riferimento.
Parallelamente al banco d’assaggio verrà predisposto un salotto tecnico che ospiterà ogni ora brevi seminari tematici, con il coinvolgimento dei produttori. Sono programmati quattro incontri, uno ogni ora dalle 18:30 alle 21:30, e in ciascun appuntamento i principali collaboratori di Gambero Rosso faranno il punto della situazione su quanto emerso, fra punti di forza e di debolezza, nelle cinque province campane. In ogni incontro, inoltre, saranno proposti in degustazione guidata tutti i due bicchieri colorati di Vini d’Italia 2011, raggruppati secondo i seguenti spunti:
Ore 18:30
- Il punto della situazione in provincia di Caserta
- In degustazione
- “Gli esordienti: le etichette per la prima volta in finale Gambero Rosso”
Ore 19:30
- Il punto della situazione in provincia di Napoli e Salerno
- In degustazione
- “Gli under 15: i due bicchieri colorati sotto i 15 euro in enoteca”
Ore 20:30
- Il punto della situazione in provincia di Benevento
- In degustazione
- “Peccati di gioventù: i finalisti con prospettive di felice evoluzione nel tempo”
Ore 21:30
- Il punto della situazione in provincia di Avellino
- In degustazione
- “I veterani, classici dell’eccellenza campana”
La partecipazione ai seminari tematici è libera e gratuita, previa prenotazione, fino ad esaurimento posti. Per le prenotazioni rivolgersi alla Segreteria Organizzativa di Miriade & Partners (Tel. 392/9866587 – email: info@galavinocampano.it)
Ecco i 43 vini in rappresentanza di 34 aziende in degustazione presso il grande banco d’assaggio aperto al pubblico di appassionati, giornalisti ed operatori, predisposto a partire dai vini valutati con due bicchieri colorati e Tre Bicchieri sulla guida Vini d’Italia 2011 di Gambero Rosso.
Amarano di Montemarano (Avellino) con il Taurasi Principe Lagonessa ’06, Boccella di Castelfranci (Avellino) con il Taurasi Sant’Eustachio ’06, Cantina dei Monaci di Santa Paolina (Avellino) con il Greco di Tufo ’09, Cantine dell’Angelo di Tufo (Avellino) con il Greco di Tufo ’09, Colli di Lapio di Lapio (Avellino) con il Fiano di Avellino ’09, Contrade di Taurasi di Taurasi (Avellino) con il Taurasi Riserva ’05, Di Prisco di Fontanarosa (Avellino) con il Greco di Tufo ’09 e il Taurasi ’06, Ferrara Benito di Tufo (Avellino) con il Greco di Tufo ’09 e il Greco di Tufo Vigna Cicogna ’09, Feudi di San Gregorio di Sorbo Serpico (Avellino) con il Fiano di Avellino Pietracalda ’09, il Greco di Tufo Cutizzi ’09 e l’Aglianico del Vulture ’07, Galardi di Sessa Aurunca (Caserta) con il Terra di Lavoro ’08, Grotta del Sole di Quarto (Napoli) con il Campi Flegrei Piedirosso Montegauro Riserva ’07, Guastaferro di Taurasi (Avellino) con il Taurasi Primum Riserva ’06, I Favati di Cesinali (Avellino) con il Greco di Tufo Terrantica Etichetta Bianca ’09, Il Cancelliere di Montemarano (Avellino) con il Taurasi Nero Né Riserva ’05, La Rivolta di Torrecuso (Benevento) con l’Aglianico del Taburno Terra di Rivolta Riserva ’07, Marisa Cuomo di Ravello (Salerno) con il Costa d’Amalfi Ravello Bianco ’09 e il Costa d’Amalfi Furore Bianco Fiorduva ’09, Masseria Felicia di Sessa Aurunca (Caserta) con il Falerno del Massico Rosso Etichetta Bronzo ’07, Mastroberardino di Atripalda (Avellino) con il Taurasi Radici ’06 e il Taurasi Radici Riserva ’04, Molettieri Salvatore di Montemarano (Avellino) con il Taurasi Vigna Cinque Querce Riserva ’05, Montevetrano di San Cipriano Picentino (Salerno) con il Montevetrano ’08, Nanni Copè di Vitulazio (Caserta) con il Sabbie di Sopra il Bosco ’08, Perillo di Castelfranci (Avellino) con il Taurasi ’05, Picariello Ciro di Summonte (Avellino) con il Fiano di Avellino ’08, Pietracupa di Montefredane (Avellino) con il Fiano di Avellino ’09, il Greco di Tufo ’09 e il Cupo ’08, Rocca del Principe di Lapio (Avellino) con il Fiano di Avellino ’09, San Francesco di Tramonti (Salerno) con il Costa d’Amalfi Bianco Pereva ’09, Sanpaolo di Torrioni (Avellino) con il Fiano di Avellino Montefredane ’09, Terre del Principe di Castel Campagnano (Caserta) con il Casavecchia Centomoggia ’08, Urciuolo di Forino (Avellino) con il Taurasi ’06, Vadiaperti di Montefredane (Avellino) con il Fiano di Avellino Aipierti ’08 e il Greco di Tufo Tornante ’09, Villa Diamante di Montefredane (Avellino) con il Fiano di Avellino Vigna della Congregazione ’08, Villa Matilde di Cellole (Caserta) con il Falerno del Massico Bianco Caracci ’08, Villa Raiano di San Michele di Serino (Avellino) con il Fiano di Avellino Ventidue ’09 e Volpara di Sessa Aurunca (Caserta) con il Falerno del Massico Rosso Ri Sassi ’07.
Appuntamento quindi, a tutti gli amici del Diario Enogastronomico di un Sommelier, domenica 31 ottobre alla Città del gusto di Napoli, Via Coroglio 104/57. Noi ci saremo!
Maggiorni info
Ufficio Stampa: 320/4332561
stampa@galavinocampano.it
www.galavinocampano.it
Città del gusto Napoli
Via Coroglio 104/57 – Napoli (Zona Bagnoli)
Telefono: 081/198 08 900-902
Fax 081/ 198 08 911
Sito Internet: www.cittadelgusto.it
Email: napoli@cittadelgusto.it
Tag:bagnoli, campania, città del gusto, città del gusto napoli, eleonora guerini, gala del vino campania, gambero rosso, gianni fabrizio, guida ai vini d'italia gambero rosso 2011, marco sabellico, paolo de cristofaro
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25 settembre 2010

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa importante iniziativa che vede impegnati tra gli ideatori e promotori il nostro caro amico Andrea Gori alias “sommelier informatico”.
Firenze, 2 Ottobre 2010. WineTown si avvicina a grandi passi e il Comune di Firenze sta finendo di allestire il particolarissimo palcoscenico dove prenderà vita il primo WineCamp italiano dedicato alla nuova comunicazione del vino: quindi spazio a etichette e design, il packaging e le campagne di comunicazione ai tempi dei blog e del social marketing. Sarà questa soprattutto una occasione formidabile per mostrare alle 120 aziende protagoniste e ai 12 consorzi e associazioni partecipanti cosa sappiamo fare noi geek e non solo…
Il convegno si trasformerà poi in un workshop in cui, aziende e bloggers, entreranno in contatto per chiarirsi e scoprire che parte del futuro del vino passa dai nuovi elementi della comunicazione grafica e visuale, dal web, dai social networks e dai blog. Per i blogger che presenteranno la propria esperienza nel pomeriggio durante il Camp abbiamo provveduto ad organizzare un pranzo e un aperitivo serale in due fascinosi locali della vita notturna fiorentina (il Torre 69 e il famosissimo Dolce Vita in Piazza del Carmine) e farvi avere per tutta la durata di WineTown un accesso gratuito wi-fi e una wine card per i vostri assaggi in giro per la città.
Continua a leggere qui per conoscere tutti i dettagli del programma.
Tag:andrea gori, bloggers, firenze, luciano pignataro, marketing, vino, vino da burde, web, wikio, wine town
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16 settembre 2010

di Gennaro Reale, enologo di Fattoria Selvanova a Castel Campagnano, Masseria Starnali a Roccamonfina nonchè collaboratore in Vigna Viva.
L’annata 2010 si è manifestata un poco strana all’inizio ma poi pian piano sta venendo fuori molto bene. La maturazione delle uve si è lentamente evidenziata in maniera molto eterogenea, l’aglianico in particolare è emblematico per come si differenzia da areale in areale, si pensi per esempio che in Cilento credo che non si arriverà nemmeno alla fine del mese (settembre, ndr) mentre in Irpinia come è già noto si arriverà, in alcuni casi, sino a novembre inoltrato. Detto ciò, mi sento di affermare con certezza che per i bianchi sarà una gran bella annata, in alcune zone l’andamento fresco ha permesso una maturazione lenta ma particolarmente regolare, ed i ritardi, ove registrati, hanno permesso o stanno permettendo alle uve di giovarsi di importanti escursioni termiche tra giorno e notte che insistono tra l’altro già da qualche settimana.
Le Colline Caiatine e le Terre del Volturno, provincia di Caserta. I terreni qui sono ricchi di argilla con una buona dotazione calcarea ed organica (usiamo nutrire i suoli esclusivamente con gli scarti delle potature ed il letame bovino, il cosiddetto compost). Sono terreni molto resistenti alla siccità, ma nelle ultime tre annate – soprattutto ’07 e ’08 – abbiamo avuto notevole stress idrico che ha fatto andare in disidratazione soprattutto le piante più giovani mentre quest’anno l’andamento stagionale più fresco e piovoso ha permesso ai terreni di fare scorta d’acqua in abbondanza e quindi di essere rigogliosi ed equilibrati anche nel periodo più caldo agostano. Confido quindi in un grande pallagrello bianco, guardando al passato, mai sono riuscito a vendemmiare dopo il 15 settembre, per via dell’accumulo eccessivo di zuccheri ed il conseguente crollo dell’acidità, ma quest’anno invece il quadro analitico è equilibratissimo, e la maturità aromatica piuttosto spinta promettono un pallagrello bianco da ricordare negli annali, estremamente ricco e complesso: solo a vederne i mosti sono già contentissimo. Anche il pallagrello nero promette ottimi risultati, ma per il momento è opportuno rimanere alla finestra, sarà utile aspettare ancora qualche settimana per avere una perfetta maturità fenolica prima di raccoglierlo dalla pianta! L’aglianico sta benissimo, le poche spaccature dell’acino che c’erano si sono rimarginate rapidamente e queste belle giornate permettono ai grappoli la giusta areazione, importantissima per questa varietà tanto sensibile quanto prelibata.

Roccamonfina, provincia di Caserta: Masseria Starnali, di cui mi occupo, ha circa 30 ettari tutti a conduzione biologica di cui 6 vitati, in una delle zone più suggestive della denominazione, non a caso confinanti con Fontana Galardi, a circa 500 m slm e proprio alle pendici del vulcano spento di Roccamonfina. Qui i terreni sono sciolti con affioramenti di roccia vulcanica e lapilli, denotando comunque una discreta percentuale di argilla. Sono terreni che soffrono molto le annate siccitose e che hanno invece goduto particolarmente di questa 2010 rivelatasi sufficientemente piovosa, quindi offrendoci vigne dalle pareti fogliari verdeggianti e frutti sanissimi. La vocazione è a falanghina ed aglianico, con una piccola parte anche di piedirosso. I tempi di maturazione sono più o meno simili a quelli Irpini, quindi è abbastanza presto per azzardare previsioni, credo si arriverà ad iniziare intorno al 20 settembre ottobre per la falanghina e fine ottobre-inizio novembre per aglianico e piedirosso. Anche qui mi aspetto una gran materia prima e non nego di aspettarmi delle belle sorprese!
In definitiva, guardando più in generale il quadro regionale, penso che sarà proprio un’ottima annata, in particolar modo sui vini bianchi e soprattutto per chi ha lavorato con buon senso ed equilibrio in vigneto. Aspettiamo i vini a conferma di tanto entusiasmo…
Qui la vendemmia 2010 nei Campi Flegrei illustrata da Gerardo Vernazzaro.
Qui la vendemmia 2010 in Cilento, Irpinia e provincia di Benevento analizzata da Fortunato Sebastiano e Massimo Di Renzo.
Qui le impressioni dei vignerons Antonio Papa e Tony Rossetti che ci presentano il millesimo nella terra dell’Ager Falernus.
Tag:aglianico, campania, casavecchia, colline caiatine, falanghina, fattoria selvanova, fortunato sebastiano, gennaro reale, gerardo vernazzaro, masseria starnali, massimo di renzo, pallagrello bianco, pallagrello nero, vendemmia 2010, vini bianchi, vini rossi
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7 settembre 2010
Capri Palace Hotel & Spa
Anacapri, 10 settembre 2010
Storie di vino e di Alta Gastronomia
verticale storica di Montevetrano
Sarà un appuntamento di assoluta eccellenza quello che il prossimo il 10 settembre vedrà protagonista Silvia Imparato, con il suo Montevetrano, di una verticale storica al Capri Palace di Anacapri. Silvia Imparato, tra le prime donne del vino a godere di una tale fama internazionale riconosciuta, accoglierà con Angelo Di Costanzo e Giovanni Guida gli avventori nella suggestiva cantina de L’Olivo presentando la novità dell’anno, il Montevetrano 2008.
Seguirà come sempre una speciale cena degustazione a L’Olivo, ristorante due stelle Michelin, dove accanto allo chef resident Oliver Glowig si affiancherà un altro talento stellato della cucina campana, Nino Di Costanzo de Il Mosaico del Terme Manzi Hotel & Spa di Ischia con un menu a quattro mani abbinato alle varie annate dal 2001 al 2007. Questo è solo un altro tassello che aggiungiamo alla Campania che vogliamo, a degna chiusura di una stagione 2010 entusiasmante, che ha visto la cantina del Capri Palace aprire le sue porte ad appuntamenti importanti tra i quali il bellissimo rendez-vous con l’azienda irpina Quintodecimo di Luigi Moio, la verticale storica di Cervaro della Sala guidata da Renzo Cotarella e non ultimo il preziosissimo laboratorio di formazione sugli Champagne KruginCapri e successivo evento di gala con la prestigiosa maison di Reims!
Ecco, il Montevetrano e Silvia Imparato ci sono sembrati il modo migliore per congedarci dalla bella estate e tra i possibili quello più autentico, sincero, per salutare il nostro Oliver Glowig – avviato ad una nuova esaltante esperienza tutta sua in terra toscana – uomo e professionista di altissima levatura, con il quale ho avuto l’onore ed il grande piacere di condividere due anni di lavoro più che straordinari. In bocca al lupo chef, sì chef! (A. D.)
Questo il menu della serata:
Totano nero di Praiano brasato con rognone di vitello all’aceto di vino rosso e melanzane di Oliver Glowig con Montevetrano 2005
Tortelli aglio, olio e peperoncino con agnello in parmigiana di melanzane, bigné di scarola, pomodori affumicati e provola di Nino Di Costanzo con Montevetrano 2004
Piccione in croccante di noci ed olive con salsa alle noci nere di Oliver Glowig con Montevetrano 2003
Serenata di fine Estate – “Omaggio a Silvia Imparato”: Geometrie di cioccolato di Nino Di Costanzo con Montevetrano 2001
Per informazioni e prenotazioni:
Ristorante L’Olivo
Capri Palace Hotel & Spa
Via Capodimonte, 14
80071 Anacapri
Tel. 081 978 0225
olivo@capripalace.com
sommelier@capripalace.com
www.capripalace.com
Ufficio stampa
dipunto studio
www.dipuntostudio.it
Tel. 081 681505
Tag:anacapri, angelo di costanzo, capri, capri palace, colli di salerno, il mosaico, montevetrano, nino di costanzo, oliver glowig, olivo, silvia imparato, terme manzi, verticale storica
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