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Segnalazioni| Campi Flegrei Falanghina 2018 Azienda Agricola Piscina Mirabile

28 agosto 2019

Va prendendo sempre più forma e sostanza un’altra piccola realtà flegrea che ha il merito di preservare un piccolo angolo verde nel cuore del comune di Bacoli.

Campi Flegrei Flanghina 2018 Piscina Mirabile - foto L'Arcante

Proprio qui, nel centro città, a pochi passi dal mare, i fratelli Fabrizio e Rosario Scotto di Vetta conducono poco più di 2 ettari di terra in prossimità di via Pennata e sulla parallela via Poggio, entrambe le strade con affaccio direttamente sul mare antistante Punta Pennata e il Golfo di Baia. Il vigneto, qui si coltiva principalmente Falanghina con qualche filare di Piedirosso, è impreziosito qua e là da vecchi alberi da frutto e da antiche colture stagionali tra le quali fave e cicerchie che concorrono ad alimentare periodicamente la fertilità del terreno di origine vulcanica, ricco di ceneri, lapilli e pomici che contribuiscono a dare ai vini tratti caratteristici e distintivi.

Siamo in prossimità di Miseno, l’antica Misenum, a pochi passi dalla monumentale Piscina Mirabile, un’antica cisterna di epoca Romana destinata a raccogliere le acque provenienti dalle sorgenti di Serino che qui arrivava attraverso uno straordinario acquedotto lungo ben oltre 70 chilometri, acqua potabile destinata a rifornire la grande flotta imperiale stanziata proprio a Miseno, la Classis Praetoria Misenensis.

I Campi Flegrei, in questo caso Bacoli e il vicino comune di Monte di Procida non sono certo avari di scenari suggestivi, di terrazze e costoni scoscesi con vista mare dove la vigna diviene patrimonio straordinario, regalando sfondi di una bellezza unica imperdibile. Non è difficile da queste parti imbattersi in resti rupestri e vigne vecchie dal significativo valore storico, qui come in Via Bellavista, su ai ‘Pozzolani’ e ai Fondi di Baia, fin su via Panoramica a Monte di Procida con filari in alcuni punti che chiudono con strapiombi sul mare; da questi luoghi provengono vini bianchi e rossi con caratteristiche organolettiche molto interessanti, sono generalmente vini pronti, delicatamente profumati e dall’impronta gustativa sapida, ma anche capaci, in alcuni casi, di distendersi e attraversare il tempo con discreta disinvoltura.

Questa Falanghina duemiladiciotto ha una veste luminosa assai invitante, il colore è paglierino con accenni verdognoli, ha un primo naso caratteristico e inconfondibile: evoca sentori di macchia mediterranea, frutta a polpa bianca ma anche un piacevolissimo sentore di nespola. Il sorso è sottile e fresco, ne svela tutta la sua giovinezza, un po’ scomposto forse ma intrigante, vivace e sapido, con un finale di bocca piacevolmente amaro. Siamo dinanzi ad un bel bianco da aperitivo, da consumare magari su Frittelle di fiori di zucca oppure da portare in tavola con fresche Insalate di mare.

Azienda Agricola Piscina Mirabile
Via Piscina Mirabile, 63 Bacoli (NA)
Tel. 081 523 5174 – Cell: +39 328 806 8474 (Fabrizio)
Sito: http://www.piscinamirabilevini.com
E-mail: info@piscinamirabilevini.com
 

Leggi anche Piccola Guida ragionata ai vini dei Campi Flegrei Qui.

© L’Arcante – riproduzione riservata

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Segnalazioni| Beneventano igt Radis 2017 Raffaele Di Santo

26 agosto 2019

Ci siamo imbattuti in una piacevole scoperta alla Festa del Vino di Castelvenere, questo delizioso rosso da uve Barbera (qui chiamato Camaiola) prodotto dalla piccola cantina dei cuigini Raffaele e Raffaele Di Santo.

Un primo assaggio distratto, come (quasi sempre) accade durante le manifestazioni di paese dove si susseguono sorsi e morsi senza soluzione di continuità. Ci siamo poi tornati su, spinti dalla curiosità perché proprio questo rosso, tra i tanti molteplici assaggiati, ci ha letteralmente conquistati. Scopriamo così che la piccola azienda viennerese a conduzione familiare prova a sopravvivere al difficile passaggio generazionale e lo fa riprendendo le ”vecchie abitudini” di una viticoltura sostenibile ed una vinificazione essenziale, poco invasiva e l’ultilizzo di vasche di cemento per l’affinamento dei vini rossi, proprio come avveniva negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso anche qui a Castelvenere.

Il Radis duemiladiciassette ci è piaciuto perché fitto nel colore quasi violaceodal naso verticale che regala una esplosione di frutta rossa e nera (more-prugne) e sentori floreali molto spinti su profumi di rosa e glicine. Un rosso nemmeno tanto sgraziato, da bere con gusto e che sa regalare pienezza e sostanzacon tannini gradevoli e morbidi. È un vino asciutto, rassicurante, fruttato e saporito, perfetto quando bevuto alla giusta temperatura intorno ai 14 gradi.

A Castelvenere, dopo molti anni di resistenza si sono convinti finalmente che la ”Barbera del Sannio” è stata per 40 anni solo una leggenda metropolitana che il vino di queste terre sembrerebbe in realtà fatto da sempre con l’uvCamaiola, un vitigno autoctono tutto sannita passato per Barbera per un banale disguido linguistico. Sì perché la prima vigna di quest’uva fu ritrovata qua in zona nei pressi della Chiesa di San Barbato, protettore del paese, per cui l’uva prese il nome ”Sanbarbato”, da qui Barbera.

Un equivoco, per così dire, che si è protratto sino ai giorni nostri ma che sembra vada finalmente dissolvendosi: è già in atto infatti una sorta di ”riparazione linguistica”, sorretta da riscontri storici ed ampelografici, che certamente porterà molta più chiarezza sul tema agevolandone quantomeno l’immediata riconoscibilità territoriale dei vini rossi qui prodotti.

Cantina Raffaele Di Santo
Via Scavi 45, Castelvenere (BN)
Cell.: +39 329 387 3053
Sito: http://www.cantinadisanto.com – E-Mail: cantinadisanto@gmail.com
 

Credits: la foto è di Pasquale Carlo¤.

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Cartoline dai Campi Flegrei, o della Falanghina 2018 di La Sibilla

12 agosto 2019

Possiamo dire di conoscere la famiglia Di Meo da oltre quindici anni, di seguire appassionatamente la loro storia vitivinicola sin dai primi esordi a cavallo degli anni ’90 e duemila. Abbiamo imparato ad apprezzarne, prima che i vini, la levatura umana e la profonda dedizione nella salvaguardia e la difesa della terra con una viticoltura sostenibile, buona, pulita, giusta.

Valori che ne hanno fatto sin dagli esordi un papabile riferimento assoluto, non un contorno di cronaca enoica che in quegli anni contava sul territorio pochissimi attori riconoscibili e forse solo uno o due capaci di scaldare veramente gli animi di chi si avvicinava ai vini flegrei con una qualche aspettativa in più che non fosse una semplice e fugace bevuta.

Dopo tre lustri abbondanti, oggi Luigi si dedica completamente (”finalmente!”, dice) alla cura del vigneto, tra i più belli e curati dei Campi Flegrei, mentre Vincenzo, il primogenito, ha ormai pieno controllo della cantina e di tutte le fasi tecniche di produzione; poi c’è Salvatore, che sostiene il lavoro del fratello e si occupa perlopiù dell’accoglienza in cantina, dove muovono decise i primi passi anche le loro giovani mogli con al fianco l’ultimogenito di famiglia, il giovanissimo Mattia. A fare da faro, da sempre, c’è Restituta, la mamma.

Godiamo di questo Campione di verace Falanghina dei Campi Flegrei duemiladiciotto affacciati, di sera, su uno dei panorami più belli di questa terra, sul Canale di Procida. Lo stretto lembo di mare che separa questa parte di costa flegrea dalle splendide isole di Procida e Ischia, trafficatissimo e perennemente spazzato dai venti, pare lo scenario liquido perfetto per ricordare, come un déjà-vu, gli ultimi 20 anni di storia di questo territorio: così piccolo, sovra-urbanizzato e disordinato, talvolta fin troppo vivace, eppure capace di conservare una così profonda memoria di tradizione e lentezza contadina, pura resistenza.

Ecco, con il profumo autentico di terra vulcanica che ne anticipa il sorso, così schietto e vibrante, ci congediamo dal calice e dalla vuota bottiglia non senza un pizzico di orgoglio per aver visto nascere, crescere, affermarsi una delle più belle realtà flegree che si appresta a mettere alle spalle i suoi primi 20 anni di straordinaria resilienza. Che dire, ad maiora semper!

Leggi anche Piccola Guida ragionata ai vini dei Campi Flegrei Qui.

Leggi anche altro riguardo La Sibilla su questo sito Qui.

© L’Arcante – riproduzione riservata


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