Archive for the ‘APPUNTAMENTI’ Category
22 settembre 2015
È una notizia che certamente fa piacere, magari può risultare spiazzante, ma che Antonio Caggiano, uno dei più prestigiosi vignaioli-artisti campani sbarchi sull’Isola Azzurra non può che essere un grande segnale di grande rilancio per la viticoltura caprese. Quello che noi auspicavamo da tempo.

“Capri rappresenta il progetto dei desideri, un altro tassello da aggiungere al nostro bagaglio d’esperienze – ha racconta Caggiano al Corriere del Mezzogiorno – anche se è ancora tutto in progettazione. Sono un amante delle cose spontanee, sincere, che vengono dal cuore. Abbiamo acquistato due ettari ad Anacapri, proprio a picco sulla Grotta Azzurra. Cercheremo di dare ampio spazio all’internazionalità del luogo. Svilupperemo il progetto rispettando la tradizione e la cultura locale, così esposte agli occhi del mondo”.
fonte: CorMez
La vendemmia a Villa San Michele ad Anacapri¤.
Le vigne di Caposcuro ad Anacapri¤.
La vendemmia a Scala Fenicia¤.
© L’Arcante – riproduzione riservata
Tag:anacapri, Antonio Caggiano, buone notizie, isola azzurra, taurasi
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10 settembre 2015
Al Fuoco Bistrò¤ dell’Abraxas¤ mercoledì 23 settembre ‘I miei quattro vini del cuore’. Che a dirla tutta è assai difficile se non impossibile ‘chiudere’ in soli 4 vini la passione di 20 anni di lavoro, ecco perchè proveremo invece a raccontare quattro tappe fondamentali che hanno segnato questo percorso professionale.

Gli anni ’90, ovvero l’onda pop¤. Ovvero, quando da sguattero mi ritiravo a casa e mamma’ si rammaricava perchè tenevo le mani tutte piene di piaghe e mi intimava di non tornare al lavoro.
Febbraio ’96, Sogni di rock ‘n’ roll¤. Quando ho trovato finalmente un buon lavoro. Dove, per la prima volta, ho messo sul braccio sino a 5 piatti e contando gli altri due che tiravo su con l’altra mano, riuscivo ad uscire tutto l’antipasto della casa in un solo viaggio.
1 Ottobre 2002, Mare Nostrum¤. Da poco più di un anno circolava l’euro, in molti ancora non ci capivano una mazza e tanto per cambiare aleggiava nell’aria una crisi di lì a poco inarrestabile. Che culo! Noi frattanto alzavamo la serranda, alle 18.05. Benvenuta L’Arcante! All’inaugurazione oltre 300 persone, ndr.
Maggio 2009, Over the top!¤. Arrivo a Capri, ero il nuovo sommelier, l’altro sommelier del Capri Palace Hotel, in punta di piedi ma con molte aspettative, la voglia di capire, imparare, crescere, affermarmi.
Dicembre 2014, Punto e a capo!¤ ‘Al responsabile della cantina di ristorante che nel corso dell’anno si è distinto per competenza e professionalità’. Il Sommelier dell’anno 2014¤ è Angelo Di Costanzo.
I vini del cuore? E’ tutto pronto, basterà stapparli e berci su!
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Informazioni e prenotazioni:
Fuoco Bistrò dell’Osteria Abraxas
Via Scalandrone 15, Pozzuoli (NA)
Tel. 081 8549347
Cell. 366 6868795
© L’Arcante – riproduzione riservata
Tag:abraxas, angelo di costanzo, campi flegrei, capri palace hotel, curriculum vitae, fuoco bistrò, sommelier
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7 settembre 2015
Con Humans of Campi Flegrei, Mia Duberg Nielsen¤ raccoglie e racconta le storie di questa nostra terra attraverso gli occhi delle persone che sono parte di questa cultura unica. In qualche modo, qui il tempo si è fermato e le vecchie tradizioni sono ancora celebrate.

“The most important part of our job is to share the experiences. There is no value in being the best, unless you share your knowledge with others, and give them the chance to be the best in the next generation”.
Angelo Di Costanzo is today working as Food & Beverage Manager at Feudi di San Gregorio¤ in Sorbo Serpico – one of the most important vineyards in Italy. After several years of being a sommelier, he can now pass on his knowledge and experience to his employees.
It all started when Angelo decided to start studying to become a chef, but his teachers soon saw other potential in him, and suggested he studied to be in the front of a restaurant instead of the back. He is a storyteller by heart and after 5 years of studying he entered the work space as a waiter at different restaurants. One of these places was La Fattoria del Campiglione¤, and at this time the only restaurant in the area with a wine cellar. Here is where his passion for the wine came to life, and he went from being a waiter to train to become a sommelier. Now working with his passion, after some years he didn’t feel like he was getting enough challenges and experiences. Without any places in the area where he could improve himself, he decided to take the next jump in his life and opened the wine store and bar L’Arcante¤.
Today though, the store is no longer but it remains as Angelo’s blog about wine. Several reasons were responsible for him deciding to end this chapter, but he still remembers the years as good experiences. It was time for new challenges, new experiences and new knowledge.
He started working at one of the finest hotels in Italy – the 5-star Palace Hotel & Spa¤ on the island Capri – a big challenge and opportunity for someone from Pozzuoli, to suddenly work with the best wine in the world, the best costumers, to be in a place full of luxury, at a restaurant that had their 2nd Michelin star confirmed in 2009¤, while Angelo was part of the team. These were also years that were great for Angelo professionally as in 2004 and 2005 he was voted to be among the 12 best Sommeliers in Italy, and in 2008 the best Sommelier in the region Campania and in 2014 the Sommelier of the year by L’Espresso Guide¤. But though he was now in a fine position at a great restaurant and hotel, he always remembered to come back to the small and humble area he was from in Pozzuoli, and kept in contact with his friends and the winemakers from here, and still likes to visit them, which is confirmed by the fact that we are meeting him in the vineyard of Raffaele Moccia, Agnanum.
Today Angelo is no longer just a sommelier, but the Food & Beverage Manager, with 50 employees below him. The wine is still his passion, which is why the blog is important for him, but also through passing on his knowledge to his employees. Every month he takes a group of them to visit other companies, who produces things like the wine, the vegetables, the prosciutto. It is important to him that his employees get this knowledge and see these producers, and understand how important they are, and to share the experiences.
Qui la versione completa con la traduzione in italiano su Humans of campi flegrei #5 Angelo Di Costanzo. Grazie a Marina Sgamato per la bella foto.
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With Humans of Campi Flegrei, Mia Duberg Nielsen¤ is telling the stories of Campi Flegrei through the eyes of the people who are part of this unique culture. In some ways, the time here stands still and old traditions are still celebrated.
Qui tutti gli humans of campi flegrei.
© L’Arcante – riproduzione riservata
Tag:aalborg, angelo di costanzo, capripalace, feudi di san gregorio, humans of campi flegrei, mia duberg nielsen, sorbo serpico, visitcampiflegrei
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12 agosto 2015
Come più volte ho scritto, lo scorso ottobre 2014 la doc Campi Flegrei ha compiuto 20 anni¤, un traguardo molto importante per una piccola denominazione e per un territorio per lunghi anni devastato dalla speculazione edilizia che proprio grazie al successo di critica e di mercato dei suoi vini ha visto molti ritornare all’agricoltura e sulla strada del rilancio della viticoltura.

Auspicavo, con l’uscita sul mercato della vendemmia 2014, un maggior riguardo per questo avvenimento, quantomeno a un motus capace di unire e rendere maggiore forza e consapevolezza alle decine di produttori che lentamente vanno ritagliandosi con orgoglio e finalmente senza più pregiudizio ruoli da protagonisti in giro per l’Italia e in minima parte anche nel mondo.
Esempi in tal senso non mancano, dai piccolissimi Raffaele Moccia¤ e Giuseppe Fortunato¤ per molti appassionati divenuti vere icone pop, a Cantine del Mare¤, ai Di Meo¤ del Cruna DeLago 2013, primo vino flegreo a strappare il TreBicchieri2015¤ sino a quelli un po’ più grandicelli Farro e Cantine Astroni¤ sempre molto attivi¤, con questi ultimi in piena rampa di lancio e assai propositivi. E con tutta una stregua di nuovi che si stanno affacciando ora sulla scena ma sembrano pieni di entusiasmo, penso ai fratelli Mirabella di Cantine dell’Averno¤ o ai Daniele di Le vigne di Cigliano.
Tant’è, poco o nulla è stato fatto, come se tutti fossero alle prese con altro di meglio da fare. Vero è che il momento economico non è certo dei più felici ma l’intero comparto appare, come non mai, avvitato su sterili personalismi, con poca voglia di stare veramente assieme e forse un’unica grande consapevolezza: sopravvivere alla giornata, prendere per buono quello che viene. Quando viene. E non basta sentirsi un po’ tutti orfani del delicato momento di riflessione della famiglia Martusciello¤, da sempre motore dei Campi Flegrei. Insomma, il Santo è passato e la festa non è mai iniziata, perché?
Le strade del vino dei Campi Flegrei
Piccola Guida ai vini dei Campi Flegrei
© L’Arcante – riproduzione riservata
Tag:20 anni di doc, campi flegrei, cantine astroni, contrada salandra, falanghina, farro, grotta del sole, la sibilla, piedirosso
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7 agosto 2015
Scrive Nando Salemme: ‘Ritorna all’Osteria Abraxas il vecchio wine bar, sotto una nuova forma aggiornata con l’esperienza maturata in tutti questi anni di pellegrinaggi in giro per l’Europa’.

Un nuovo corner dove poter degustare sfizi preparati nel forno a legna, primi e secondi piatti, una ricca selezione di formaggi, salumi, prosciutti e tanti vini al bicchiere. Un angolo dedicato a chi non ha tanta fame, ma non vuole rinunciare al buono. Lunedi 31 agosto c’è l’inaugurazione con lo chef Tommaso Di Meo e la presentazione di 3 piatti nuovi. E a Settembre un fitto calendario di appuntamenti:
Mercoledì 02/09: Giuseppe Fortunato, vigneron dei Campi Flegrei (Azienda Contrada Salandra) presenterà le anteprime dei suoi nuovi Piedirosso 2012, Piedirosso 2011 riserva e Falanghina 2013.
Venerdì 04/09: I miei quattro vini del cuore. Il Sommelier e delegato AIS Tommaso Luongo racconterà quattro dei suoi vini più significativi che hanno segnato il suo percorso professionale.
Lunedì 07/09: Finalmente LA PIZZAAAAA!. Quattro pizze col maestro pizzaiolo Franco Pepe.
Mercoledì 09/09: Mario Avallone al Fuoco Bistrò.
Giovedì 10/09: Cristoforo ed Enrico, agricoltori del mare. Storie ed assaggi della cozza dei Campi Flegrei.
Mercoledì 16/09: Le charqutier Salvatore Cautero al Fuoco Bistrò.
Venerdi 18/09: La sala in cucina. Il maitre Agostino Cacace interpreterà il Fuoco Bistrò.
Mercoledi 23/09: I miei quattro vini del cuore. Angelo Di Costanzo, Sommelier, racconterà quattro dei suoi vini più significativi che hanno segnato il suo percorso professionale.
Giovedì 24/09: Armando Castagno e la sua Borgogna.
Venerdì 25/09: Agrigenus, Pomodoro San Marzano DOP. Ciccio Pirolo presenterà i suoi tre nuovi pomodori dell’annata 2015.
Lunedì 28/09: L’enologo al Fuoco Bistrò. Gerardo Vernazzaro racconterà quattro dei suoi vini più significativi che hanno segnato il suo percorso professionale.
Mercoledì 30/09: Le papaccelle del Presidio Slow Food e i prodotti freschi di Enzo Egizio.
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Abraxas Osteria
Via Scalandrone n° 15 – Pozzuoli – Lucrino (Na)
Tel. 081 8549347
Cell. 339 2236700
Chiusura settimanale: Martedì
Sabato: Aperti a pranzo e cena
Domenica: Aperti solo a pranzo
mail info@abraxasosteria.it
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Tag:abraxas, angelo di costanzo, fuoco bistrò, i vini del cuore, nando salemme, pozzuoli
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10 dicembre 2014

Il 2014 è l’anno della falanghina e del piedirosso dei Campi Flegrei¤, a 20 anni dall’istituzione della denominazione di origine controllata, il 3 ottobre del 1994. Il prossimo 18 dicembre, a Bacoli, un momento di riflessione e confronto sullo stato dell’arte dopo la storica vendemmia del ventennale. Stiamo ad ascoltare.
Piccola Guida ai vini dei Campi Flegrei¤
Le Strade del vino dei Campi Flegrei¤
© L’Arcante – riproduzione riservata
Tag:20 anni di doc, bacoli, campi flegrei, degustazione falanghina campi flegrei, piedirosso
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28 novembre 2014

Punteggio: 87 – due forchette
Cucina: 52
Cantina: 16
Servizio: 18
Bonus: 1
Bisogna un po’ conquistarselo, ma vale la pena. L’ambiente non ha eguali, interamente sul bianco, con arredi e mis en place raffinatissime, sedute ultra comode, splendide opere d’arte contemporanea, illuminazioni studiate, lume di candela e un mega plasma che trasmette rilassanti immagini del mare. Quando il clima lo consente si sta sulla fantastica terrazza panoramica (bonus). Il servizio – professionale e di classe – gira come un orologio, la lista dei vini – grazie al valente e appassionato Angelo Di Costanzo – elenca varie centinaia di referenze non banali e di valore, sia italiane che estere, ma anche se decidete di optare ‘semplicemente’ per aziende regionali resterete stupiti. La cucina, da diversi anni regno di Andrea Migliaccio, continua a regalare suggestioni mediterranee emozionanti in piatti di tecnica sicura e grandi materie prime: uovo cotto a bassa temperatura con pomodori canditi ricolma e spuma di Provolone del Monaco, fusilli al ferretto con genovese di coniglio carciofi e pecorino, tagliolini al limone con burrata asparagi di mare foglia di ostriche e gamberi crudi con foie gras mela verde e gin, pancia di maiale croccante con vellutata di cicerchie e involtino di scarola. Doveroso un assaggio di formaggi dal ricco carrello, prima di passare agli squisiti dessert: cheesecake all’amarena Nutella e sorbetto alla menta, e crema di nocciola affogata al caffè con salsa mou e gelato al cioccolato affumicato. Pani e piccola pasticceria super. (da I Ristoranti d’Italia 2015 del Gambero Rosso)
L’Arcante – riproduzione riservata
© da ristoranti d’Italia 2015 del Gambero Rosso Editore
Tag:andrea migliaccio, angelo di costanzo, cantina del capri palace, clara barra, gambero rosso, giancarlo perrotta, recensioni ristoranti L'Olivo Anacapri, ristorante l'olivo del capri palace hotel, ristoranti d'italia 2015 gambero rosso
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17 novembre 2014
Vieni a Sud che ci trovi il mare, il sole e la fantasia verrebbe da dire ogni qualvolta ti ritrovi a scrivere qualcosa dopo aver mangiato da Marianna e Pino. Che pure se a Quarto il mare non c’è la mia è una mezza verità che nessuno potrà mai smentire.

Marianna Vitale quest’anno ha fatto il botto: è Cuoca dell’anno per la Guida ai Ristoranti d’Italia L’Espresso, Chef donna dell’anno per Paolo Marchi di Identità Golose, dalla Michelin ha visto confermata la sua (luminosa) Stella e il Gambero ne comprova senza mezzi termini la crescita ormai esponenziale; un grande successo insomma, un momento d’oro che si merita tutto e che premia anzitutto il suo talento purissimo, quasi una vocazione, ma anche l’intuizione, il sacrificio enorme di una ragazza che si è letteralmente inventata il lavoro della sua vita. E il bello, pare, deve ancora venire…

Nell’ultimo mese ci sono tornato due volte, dapprima con un po’ di amici per festeggiare la chiusura della stagione a Capri, poi giusto una settimana fa per conto mio. Due momenti da mettere qui sul diario, due momenti colmi di suggestioni, colori, profumi e di straordinaria gioia, quella che viene fuori da ogni piatto di Marianna grazie anche all’armonia che regna in sala con il buon lavoro di Pino, Carmine e Giannantonio.
Allora si comincia così, con Cotechino e friarielli ed una Zuppa di fagioli cannellini, sconcigli e funghi, due piccoli appetizer di benvenuto. Il Cotechino è quello (artigianale) di Mario Carrabs, il resto è bontà del territorio flegreo.

Uno dei migliori piatti per freschezza ed armonia è la Minestra di mare con verdura e frutta di stagione, uno di quelli nuovi in carta quest’anno. Marianna nei suoi piatti sembra amare molto le spigolature, magari anche sovrapporle, andarci in contrasto ma senza annullarle del tutto. Un segnale di forte vitalità. Come l’uso dell’acidità come una sfida non necessariamente da vincere.

Ci arriva quindi la Zuppa di Maruzzielli, o lumachine di mare, un fuori carta giustamente ‘forte’ che mi riporta all’infanzia e a certe domeniche in cui il vero e proprio ‘spasso’ era tirarle vie dal guscio con l’ago di mamma, stando però attenti a che non te le fregassero una volta ‘pulite’. Piatto di straordinaria succulenza.

Tra le decine di bottiglie provate, prima in compagnia di amici e poi successivamente con Lilly mi è rimasto impresso più di tutti questo meraviglioso Trebbiano d’Abruzzo 2011 di Emidio Pepe, bianco di grande carattere, a pieno titolo nella storia del vino italiano ma che mancavo di provare da qualche tempo: mi ha conquistato subito, sin dal primo sorso, vibrante e compulsivo, con un naso ampio e suggestivo, pieno di sfumature ed un sapore mascolino e sapido. Sui generis.

Questo qui potremmo definirlo il trionfo dello Spaghettone: l’abbiamo provato con Ricci di mare e Bufala (1), poi con Cipolla rossa, acciughe e lime (2), infine con Carciofi e colatura di alici (3), grandiosi! Infine l’Impepata¤, il meraviglioso schiaffo alle papille gustative del Mischiato delicato con cozze, pepe e limone (4).

Altro giro altre sensazioni. Molto buono lo Sgombro arrosto, gazpacho e grano spezzato (1), con la vellutata delicatezza del gazpacho che inchioda le velleità dello sgombro; sapori netti invece con il Vitello Stonnato, già un must qui a Sud, ovvero lingua di vitello con pesce azzurro marinato alla shiso, maionese al pomodoro e polvere di capperi (2).
Quindi Il baccalà e la parmigiana di melanzane (3), forse l’unico piatto che pur buono lascia pensare alla necessità di una rivisitazione, quantomeno nel servizio. Infine Il Gran Fritto (4), quello tradizionale presentato però in tavola con grande garbo e finezza. Una gioia per gli occhi e per la gola.

A chiudere, ancora un fuori carta, Calamaretti spillo con il loro quinto quarto e nero di seppia, forse il piatto più ‘gurmè’ della batteria ma che ai palati più attenti ed esigenti piacerà senz’altro. C’è dentro intuizione e tecnica, fattori che non sfuggono (quasi) mai all’appassionato di turno.

Due parole sulla carta dei vini: la cantina di un ristorante negli ultimi dieci anni ha subito cambiamenti epocali, via le carte infinite, quantomeno non sono più il modello da seguire, libroni quasi sempre buoni solo per aumentare di qualche metro quadrato l’ego del patron o sommelier di turno, un cambiamento di rotta che ha dato il là ad un rinnovamento necessario e tangibile anche nei migliori ristoranti ‘stellati’.
Ecco che il lavoro di fino di gente attenta e scrupolosa come Pino, aperta alle novità ma senza strafare, merita rispetto e valorizzazione; Sud ha una carta dei vini che segue pari passo la crescita della sua cucina, continua a girare sulle 250 etichette dove trovano spazio nomi noti ma anche buone chicche, con ricarichi anche abbastanza centrati.
Bene, questo è, sono tornato a Sud con il desiderio di stare bene, me ne sono andato via assaporandone già nuovamente il ritorno. ‘…Però per favore non farlo nuovamente tra due anni’, mi dicono.
Chiacchiere distintive, Marianna Vitale.
Quarto, dietro l’angolo c’è Sud.
Ristorante Sud
Via SS Pietro e Paolo n° 8 Quarto (Napoli)
tel. 081.0202708
www.sudristorante.it
Aperto la sera, domenica e festivi a pranzo Chiuso il lunedì
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Tag:cozze, emidio pepe, gran fritto, impepata di cozze, marianna vitale, mischiato dei campi, pino esposito, quarto, quinto quarto, spghettoni, sud, sud ristorante, trebbiano d'abruzzo
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16 novembre 2014

Domani 17 novembre qui a Milano la seconda tappa dell’Etna Grand Tour 2014, l’evento itinerante organizzato dal Consorzio di Tutela dei Vini Etna D.O.C.. L’appuntamento è al Westin Palace dalle ore 15.30 alle ore 20.30, con banchi di assaggio aperti dapprima per la stampa specializzata poi per gli appassionati ed operatori.
L’appuntamento milanese arriva dopo il grande interesse suscitato dalla prima tappa dell’Etna Grand Tour, che ha visto il suo battesimo nel giugno scorso presso l’Hotel Hilton di Roma, richiamando l’attenzione di operatori e appassionati della capitale.
Consorzio di Tutela dei Vini Etna D.O.C.
Via Dei Cappuccini, 2
95100 – Catania
consorzio@etnadoc.com
presidenza@etnadoc.it
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Tag:etna doc, etna grand tour, milano, westin palace
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15 novembre 2014

4 Cucchiaio&Forchette (luogo di Gran confort)
2 Stelle (Tavola Eccellente)
Grappolo Rosso (Specialità e Vini scelti)
Un vasto e raffinato salotto dove l’illuminazione, tessuti e decorazioni creano un’ineguagliata armonia di stile e benessere; in cucina il giovane Migliaccio si fa portabandiera di piatti mediterranei e creativi, eleganti e sofisticati. Risotto ai ricci di mare con colatura di alici, acqua di pomodoro e friselle al finocchietto. Scorfano in guazzetto con peperoncini verdi e pomodori brasati. Sfera di cioccolato al latte con prugne alla lavanda e mandorle tostate.
Confermata la Stella al Riccio Restaurant&Beach Club.
Entra in Guida 2015 anche LARTE Milano.
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Tag:andrea migliaccio, angelo di costanzo, big picture, capri palace hotel anacapri, due stelle michelin a Capri, fausto arrighi, il riccio, l'arcante, l'olivo capri palace, la guida rossa, larte milano, Michelin 2014, quarto, ristorante il riccio, Sergio lovrinovich, stella michelin a quarto, stelle michelin a Capri
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13 novembre 2014
Domenica 16 novembre con i ragazzi de LARTE Milano si va in Valpolicella dalla famiglia Allegrini, alla scoperta di un territorio affascinante e suggestivo e capire meglio cosa cercare in una bottiglia di Amarone…

Amici di Bevute Professional® – Il programma
- Ore 9.30 Ritrovo e partenza da LARTE Milano.
- Ore 11.00 Arrivo a Fumane di Valpolicella. Visita alla cantina, vigneti, fruttaio.
- Ore 13.00 Visita a Villa della Torre con degustazione. Segue pranzo.
- Ore 16.00 Rientro a Milano.
LARTE Milano – Allegrini Estates
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Tag:allegrini, amarone, corvina, fumane, larte, lartemilano, molinara, rondinella, valpolicella
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4 novembre 2014
Ho dedicato al Falerno del Massico tante ore spese con giri in vigna e cantine, ho conosciuto persone straordinarie e vini memorabili raccontati con numerose degustazioni, decine di interventi, recensioni qui su L’Arcante. Mancava giusto la Piccola Guida del cuore alla denominazione più antica al mondo.

La storia ci ha sempre raccontato che il Falernum già in epoca romana veniva considerato vera e propria rarità enologica tanto dall’essere addirittura riconosciuto con ben tre sottodenominazioni a seconda della sua provenienza geografica. Era chiamato comunemente vinum Falernum tutto quello prodotto nell’Ager ma generalmente da vigne allocate in pianura; il Faustianum invece era quello tralciato nell’area appena pedecollinare mentre veniva riconosciuto Caucinum solo quello più prezioso, proveniente dall’alta collina.
Oggi, pur avendone ben chiari i confini della doc Falerno del Massico non è affatto semplice riassumerne per intero una zonazione efficace di tale territorio che, oltretutto, gravita attorno al massiccio del Monte Massico facendo sì che si passi da terreni pedemontani a collinari – con tutte le implicazioni pedoclimatiche, ndr -, sino ad arrivare letteralmente al mare. Alcuni riferimenti che possono però aiutarci a comprendere meglio ciò che provano a raccontare certe bottiglie che vanno in giro ci teniamo comunque a precisarli.
Nell’areale di Sessa Aurunca insistono circa 78 ettari denunciati alla doc, coltivati prevalentemente con Aglianico, Piedirosso, Falanghina e Primitivo; qui i terreni sono generalmente caratterizzati da tufo nell’interno, verso il vulcano spento di Roccamonfina e sabbia e limo verso la costa sino al mare.
Cellole conta 25 ettari coltivati con Aglianico, Piedirosso, Falanghina, Primitivo, qui i terreni sono sostanzialmente caratterizzati da sabbia e limo con alcuni tratti di origine alluvionale.
A Carinola e nei suoi dintorni insistono 26 ettari piantati con Aglianico, Piedirosso, Falanghina, qui il vigneto sembra essere più omogeneo su tufo e argille.
Falciano del Massico il vigneto doc conta circa 13,5 ettari votati a Primitivo, Barbera, Piedirosso, Falanghina, Moscato con terreni frammisti di argille, crete e limo, sabbie.
Infine Mondragone, con i suoi 8,5 ettari di Primitivo e Falanghina e le sue vigne che diradano sino a due passi dal mare, qui i terreni sono composti perlopiù da limo, sabbie con misto argille.
Una terra straordinaria l’Ager Falernus, di qua, a sud-est, Mondragone, Falciano e verso nord-est Carinola. Di là, a nord, Cellole e più a est Sessa Aurunca con le sue frazioni di Carano e Cascano. Ad ogni modo un territorio tutto da scoprire, da bere, ricordare, a cominciare da questi indirizzi…
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Azienda vitivinicola Bianchini Rossetti
Via Ten. Trabucco
81030 Casale di Carinola (Ce)
Tel / Fax: +39 0823.709187
info@bianchinirossetti.com
www.bianchinirossetti.com
Di particolare pregio: Falerno rosso Mille880, Falerno rosso Ris. Saulo¤.
Azienda Agricola Gennaro Papa
Piazza Limata 2
81030 Falciano del Massico (Ce)
Tel: 0823 931267
Fax: 0823 931267
www.gennaropapa.it
Di particolare pregio: Falerno Primitivo Campantuono¤, Falerno Primitivo Conclave, in rare uscite il passito Fastignano.
Cantina Zannini
Via Vellaria 20
81030 Falciano del Massico (Ce)
Tel.:0823 931108
info@cantinazannini.it
www.cantinazannini.it
Di particolare pregio: il Falerno Primitivo Campierti¤.
La Masseria di Sessa
Via Travata 3, Km 3+100
81037 Sessa Aurunca (Ce)
Tel / Fax: +39 0823.938179
info@lamasseriadisessa.it
www.lamasseriadisessa.it
Di particolare pregio: Falerno del Massico bianco Aurunco¤.
Michele Moio fu Luigi
Viale Regina Margherita 8
81034 Mondragone (Ce)
Tel. e Fax: (+39) 0823 978 017 – (+39) 328 17 43 455
info@cantinemoio.it
www.cantinemoio.it
Di particolare pregio: Falerno bianco, Falerno Primitivo¤, Falerno Primitivo Maiatico.
Masseria Felicia
SP 104 Loc. S. Terenzano
81037 Carano di Sessa Aurunca (Ce)
Tel. e Fax: 0823 93.50.95
info@masseriafelicia.it
www.masseriafelicia.it
Di particolare pregio: Falerno rosso Ariapetrina, Falerno rosso Etichetta Bronzo¤.
Trabucco
Via Vittorio Emanuele 1
81030 Carinola (Ce)
Tel. 0823 737345
info@cantinatrabucco.com
http://www.cantinatrabucco.com
Di particolare pregio: Falerno Primitivo Primo Antico¤.
Torelle – Eredi Guardascione
Via nazionale Appia 1, Località Torelle
81037 Cascano di Sessa Aurunca (Ce)
Cell. 392 0185208
Di particolare pregio: Falerno rosso Falé¤.
Villa Matilde Avallone
S.S. Domitiana 18
81030 Cellole (Ce)
Tel.: +39 0823.932 088
Fax: +39 0823.932 134
info@villamatilde.it
www.villamatilde.it
Di particolare pregio: Falerno bianco, Falerno bianco Vigna Caracci¤, Falerno rosso Riserva Camarato¤.
Viticoltori Migliozzi
Via Appia km 179
Casale di Carinola (Ce)
Tel.: 0823 704275
Fax: 0823 704914
info@rampaniuci.it
www.rampaniuci.it
Di particolare pregio: Falerno rosso Rampaniuci¤.
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Tag:antonio papa, bianchini rossetti, falerno del massico, luigi moio, masseria felicia, moio, primitivo, villa matilde, viticoltori migliozzi
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21 ottobre 2014
‘L’alta cucina è una continua ricerca di armonia tra ingredienti diversi che insieme esprimano equilibrio e sostanza…’ Stronzate! L’alta cucina è portare in bocca un cucchiaio di questo piatto di Marianna¤ e dire… Oh cazzo!

Impepata, Mischiato delicato con cozze, pepe e limone. Ci puoi stare ore lì a pensarci, forse anche dei giorni: ti piace, non ti piace, troppo pepe, troppo limone. E poi l’equilibrio, eh… l’equilibrio?
E invece… invece no, qui non serve null’altro, qui vale la memoria, l’intuizione, il talento, l’azzardo, mettere nel piatto e portare in tavola qualcosa che ha del geniale, una zingarata capace di rompere il ghiaccio e scaldare gli animi! Troppo, troppo forte!
Ristorante Sud
Via SS Pietro e Paolo n° 8
Quarto (Napoli)
tel. 081.0202708
www.sudristorante.it
Aperto la sera, domenica e festivi a pranzo
Chiuso il lunedì
© L’Arcante – riproduzione riservata
Tag:cozze, impepata di cozze, marianna vitale, mischiato dei campi, quarto, sud, sud ristorante
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10 ottobre 2014
Raramente letteratura e realtà concorrono al reciproco successo come nel caso del libro ‘La Storia di San Michele, considerato il capolavoro di Axel Munthe. Fu il libro alla cui stesura dedicò maggior tempo e contiene la storia della sua vita e, come lascia presagire il titolo, della sua casa.

La prima edizione, uscita in inglese nel 1929, de La Storia di San Michele del Dr Axel Munthe conquistò un tale successo presso il pubblico da dover essere immediatamente ristampata e già l’anno successivo i suoi lettori si recarono a Capri per vedere con i propri occhi la casa dell’autore che aveva ispirato il titolo.

Un successo divenuto nel tempo un vero e proprio inno al viaggio e alla scoperta, tutt’ora Villa San Michele ed il suo splendido giardino – in assoluto tra i più belli d’Italia – è continuamente presa d’assalto da turisti che qui arrivano da ogni continente e paese. Proprio qui, da un paio di pezze cinte da muretti a secco, perlopiù piantate con falanghina, ciunchese (greco) e biancolella – allevati in maniera tradizionale, col sistema puteolano dello Spalatrone -, verrà fuori, l’anno venturo, un’altro pezzettino del bianco 2014 di Joaquin dall’Isola.

A Villa San Michele¤, per la prima volta nella sua storia, grazie a quella ‘capa pazza’ di Raffaele Pagano¤ e l’entusiasmo del Console Staffan De Mistura¤ siamo riusciti finalmente a portare a termine un progetto di enormi prospettive di rilancio della viticoltura caprese, non certo in termini di quantità, visti i pochi preziosissimi filari a disposizione, ma di grande valore culturale perché avviene proprio qui in uno dei luoghi più suggestivi dell’isola Azzurra, tra i più visitati e riconosciuti in assoluto, la casa museo di Axel Munthe.
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‘…non pretendo di meglio che non essere sempre creduto; ho, in ogni caso, molto di cui dover rispondere. Lusingherà la mia ambizione di scrittore, riuscire in questo mio intento. La vita è un narratore eccellente’. (Axel Munthe)
© L’Arcante – riproduzione riservata
Villa San Michele – Museo Axel Munthe
Joaquin wines
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3 ottobre 2014
Fine stagione 2014. Una stagione di quelle toste. Indimenticabili. Però ogni promessa è debito, raccogliamo quindi molto volentieri l’invito degli amici Gerardo Vernazzaro ed Emanuela Russo che ci apriranno le porte dell’azienda Cantine Astroni¤.

Poi di corsa da Marianna¤ e Pino a Sud¤, a Quarto. Perché ce lo meritiamo! Insomma, una giornata all’insegna dei colori, dei profumi e dei suoni dei Campi Flegrei: Phlaegrean Sounds, sounds good!
Amici di Bevute Professional® – Il programma nei dettagli
- Ore 8.15 Riunione a Marina Grande, imbarco su Aliscafo delle 8.35.
- Ore 9.40 Arrivo a Napoli Molo Beverello.
- Partenza in pullman in direzione Cantine Astroni, vigneti e cantine a Napoli.
- Ore 10.45 Visita alle vigne della Tenuta Camaldoli del Parco degli Astroni, poi in cantina sino alle 12.45 con degustazione tecnica a cura di Gerardo Vernazzaro.
- Ore 13.30 Pranzo al Ristorante Sud, Quarto, chef Marianna Vitale. Open Space con banco di assaggio e carta vini ‘Il giro del mondo in 80 sorsi’ a cura di Angelo Di Costanzo.
- Ore 18.00 ritorno al Molo Beverello e/o Porto Calata di Massa e rientro sull’Isola Azzurra.
Capri Palace Hotel – Cantine Astroni – Ristorante Sud
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Tag:campi flegrei, cantine astroni, capri palace, fine stagione, l'olivo, phlegrean sounds, sud
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29 settembre 2014
‘C’è in Italia un patrimonio inesauribile di vini e territori che meritano molto di più di quanto ricevono in termini di attenzione ed apprezzamento. Certi vini sono straordinari, pare difficile ma non serve andare a Montalcino per bere un grande sangiovese o a La Morra e Serralunga d’Alba per un nebbiolo che ti prenda l’anima: in Valtellina ho bevuto bottiglie indimenticabili. E poi qui, come si fa a non rimanere a bocca aperta davanti a questo palcoscenico, che buoni questi fiano, quel Costa d’Amalfi di ieri, la falanghina‘.
‘…temo però sia necessaria una rivoluzione culturale, è incredibile il disastro di certi luoghi, tenuti malissimo, le strade rotte quando non completamente chiuse per giornate intere, l’ignoranza di certi Sindaci, con la gente che non se ne preoccupa, anzi, assiste inerme, subisce in silenzio. Che morti di fame!’
‘…c’è forse un disegno preciso che non vuole farci emergere? Perché il sabato a mezzogiorno non posso visitare l’Anfiteatro Flavio e poi andarmene a pranzo in un ristorantino tipico sul porto di Pozzuoli? Perché per andare a visitare La Sibilla Cumana viene più complicato che entrare al Louvre, al Louvre Angelo è più facile, capisci?’
Pozzuoli, Luglio 2003, fine serata con amici a L’Arcante davanti a quel che rimaneva di due bottiglie di Fiano di Avellino Terredora e Colli di Lapio ed un Piedirosso Riserva Montegauro di Grotta del Sole.
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Tag:bacoli, in vino veritas, Italia, italiani brava gente, morti di fame, musei puteolani, pane, pozzuoli
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23 settembre 2014
Andrea Koch continua a dividersi tra Capri e Berlino dove vive con la sua compagna e suo figlio, cerca comunque di stare qui cantina quanto più gli riesce mentre il suo fidato Giggino continua a controllare che in vigna tutto vada per il meglio.

Torno volentieri a Scala Fenicia¤, tre anni dopo, ad una settimana dalla vendemmia 2014, la quinta per quella che rimane tutt’ora l’unica etichetta in circolazione della rinata doc Capri bianco. Ritorno con piacere ai profumi di terra e salsedine che impregnano questo moggio di vigna, appena quattro pezze* perlopiù piantate a pergola e spalatrone puteolano dove si arrampicano qua e là un po’ di biancolella, qui detta san nicola, piedirosso, falanghina e ciunchese, quest’ultimo più comunemente riconosciuto come greco.
Di nuovo nella suggestiva cantina dove tutto è piccolo e ridimensionato: una porticina conduce alla stanza dove campeggia l’antico frantoio con mole a pietra, una minuscola pressa pneumatica, piccoli tini in acciaio costruiti su misura su indicazioni dell’enologo Giuseppe Pizzolante Leuzzi. Poco altro, null’altro.

Ritorno così alle prime bottiglie qui prodotte e finalmente posso anche tracciarne una prima storica verticale in quattro annate francamente sorprendenti e pienamente espressive. Il bianco di Andrea è composto da ciunchese al 50%, san nicola 30% e per il restante 20% falanghina; fa solo acciaio e qualche mese in bottiglia.
Capri bianco 2010. Il colore si è appena ingiallito ma conserva chiarezza e pulizia. Lo stesso fa il naso, appena maturo, sa di albicocca e ginestra. Il sorso è piacevole, ha smesso un po’ di freschezza ma gode comunque di una buona verve.
Capri bianco 2011. Il colore è preciso paglierino, appena verde sull’unghia del vino nel bicchiere. Invitante il naso, a tratti erbaceo e mentolato. Il sorso è sbarazzino, sapido, carezzevole e vivace.
Capri bianco 2012. In perfetto stato di grazia, il colore è paglierino e cristallino, il naso di gran lunga il migliore dei quattro, pienamente espressivo. Alle note varietali vi si aggiunge un tocco quasi officinale ed una nota candita molto avvenente che ne accentua la piacevolezza. In bocca è fresco e sapido, un sorso tira l’altro. Molto buono.
Capri bianco 2013. Ha i giorni contati, nel senso che le scorte di magazzino sono agli sgoccioli. E’ la sintesi del duro lavoro di tutti questi primi anni, il quadro comincia ad essere un po’ più chiaro, in vigna come in cantina, così il vino se ne giova enormemente. Un vino franco ed immeditamente riconoscibile, puntuto e malandrino.

Il vino di Andrea è pronto quindi a varcare i confini isolani nonostante le quantità davvero irrisorie – appena 3200 bottiglie – non aiutano certo la sua distribuzione, complice anche la cecità di alcuni operatori incapaci di vedere in una operazione del genere qualcosa che va oltre i semplici margini di guadagno economico; trovo davvero un peccato non portare in giro, magari solo in certi posti, bottiglie che fanno onore allo splendore dell’Isola Azzurra senza banali stratagemmi commerciali, non quindi un souvenir qualsiasi da scordare su una mensola impolverata ma bensì da mettere in tavola con la cucina di mare più tradizionale o da bere a secchiate come aperitivo. Venite gente e bevetene tutti!
*così vengono chiamate localmente le terrazze con muretti a secco.
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17 settembre 2014
Da tempo ne parlavo con Andrea, desideravo che i nostri ragazzi de L’Olivo e del Riccio potessero fare un giro in cantina con lui per capire meglio di cosa parliamo quando raccontiamo di viticoltura¤ a Capri.

Lunedì 22 settembre, nel primo pomeriggio saremo lì da lui per fare un giro in vigna, ascoltare la sua storia e bere un bicchiere di Capri bianco nella sua minuscola ma deliziosa cantina ai piedi della Scala Fenicia¤.
Azienda Agricola Scala Fenicia
Via Fenicia 15, 80073 Capri
081 838 9403
info@scalafenicia.com
scalafenicia.com
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Tag:Amici di Bevute, capri, capri palace, il riccio, l'olivo, scala fenicia, visite in cantina
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17 settembre 2014
C’è di là su Doctor Wine¤ di Daniele Cernilli una bella intervista di Francesco Annibali a Luigi Moio¤. Una lunga chiacchierata che per comodità è stata divisa in due parti, #1 e #2.

Ci sono alcuni passaggi davvero memorabili, uno meglio dell’altro, osservazioni, spunti che da soli basterebbero a scriverci sopra un libro. Buona lettura…
Doctor Wine
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Tag:daniele cernilli, doctor wine, francesco annibali, luigi moio, quintodecimo
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18 agosto 2014
Nelle ultime settimane ho avuto molto poco tempo da dedicare al blog, sono stato letteralmente sommerso – vivaddio! – dal lavoro qui in albergo: una stagione che ricorderemo straordinaria da ogni punto di vista la si voglia guardare!
Non mi sono sfuggiti tuttavia tutta una serie di accadimenti che soprattutto sui social hanno più o meno avuto largo respiro: uno a caso, ad esempio, la questione dei fiano di Avellino di Antoine Gaita e Luigi Sarno bocciati alle commissioni di assaggio per la docg. Sono state spese tante di quelle parole che davvero c’è ben poco da aggiungere alla discussione rimbalzata qua e là sul web anche se talvolta con toni sinceramente esagerati e al limite del peggior celolunghismo dei nostri tempi.
Tant’è, per dire: La Congregazione 2012 di Gaita rimane un gran bel fiano, certo meno sostenuto e complesso delle sue ultime fortunatissime uscite ma comunque buono buono. E lo dicono pure i clienti, a cui è bastato spiegare due cosettine semplici semplici senza scomodare sceneggiature occulte, loschi figuri, commissioni incapaci o, peggio, il vignaiolo sfigato per un turno. 60 bottiglie sono volate via in meno di due settimane, in gran parte sbicchierate. Magari nessuno di questi clienti ne scriverà mai un post, o manderà, indispettito, missive di protesta ufficiale per la mancata assegnazione della docg – se ne saranno accorti? Ma gliene frega? -, però il vino di Villa Diamante se lo ricorderanno lo stesso, e come se lo ricorderanno…
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Tag:antoine gaita, cantine del barone, commissione docg campania, fiano la congregazione, irpinia, luigi sarno, villa diamante
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10 luglio 2014
Siamo portati a ricordare il frate Dom Perignon come l’inventore dello Champagne. Un po’ come ai Biondi Santi viene riconosciuto il merito di aver creduto nel successo del Brunello di Montalcino ed alla famiglia Matroberardino, tutta, la conservazione ed il rilancio della viticultura campana in Italia e nel mondo.

A Peppe Mancini, fondatore di Terre del Principe, va dato atto della scoperta e la valorizzazione di vitigni pressoché sconosciuti fino agli anni ’90, il Pallagrello¤ bianco e nero¤ e il Casavecchia. Così ha dato il via alla rinascita di un intero territorio sino ad allora praticamente sconosciuto agli appassionati del vino. Un slancio che in pochi anni ha visto numerose aziende seguire le orme dell’azienda di Squille.
Ecco, ogni tanto non guasterebbe fermarsi un attimo, alzare la testa, guardare lontano, sussurrare un grazie.
Oggi nella mappa del vino campano c’è dell’altro, diversamente buono ed emozionante che va celebrato, magari sottovoce, in maniera semplice come piace fare da sempre a Peppe e Manuela a cui dedico questo mio piccolo pensiero dopo aver bevuto ieri l’altro un loro meraviglioso Centomoggia¤ 2006, assaggio che mi ha subito riportato alla mente una piacevole serata¤ dell’autunno 2008 passata assieme.
Grazie per aver consegnato agli annali la vostra bella storia d’amore e a noi i meravigliosi vini di Terre del Principe¤.
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1 luglio 2014
Non v’era dubbio che fosse un grande rosso il Grande Cerzito 2009¤, un vino di straordinaria profondità, al suo debutto sul mercato dopo dieci lunghi anni di maniacale selezione e ricerca in vigna e in cantina (leggi qui¤). E’ il Taurasi Riserva di Quintodecimo¤ premiato al World Wine Awards 2014 della rivista Decanter.

Chi segue queste pagine sa bene quanta passione ci lega all’azienda¤ e ai vini di Laura e Luigi¤, diciamo che da sempre li seguo con particolare entusiasmo e grandi aspettative. Del resto come meritano tutti i grandi protagonisti del vino campano ed italiano che lavorano con serietà e passione.
Tra l’altro il 2014 per la splendida azienda di Mirabella Eclano è un anno molto particolare: la prossima vendemmia infatti sarà la decima¤ ‘ufficiale’. A Laura e a Luigi i miei e i nostri più sinceri complimenti, convinti, ne siamo certi, che il bello deve ancora venire.
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30 giugno 2014
Un’assemblea importante, quella a cui, ieri pomeriggio, hanno partecipato i soci del Consorzio del Brunello di Montalcino.

In “ballo”, infatti, alcune modifiche sui disciplinari, da quello del Brunello¤ a quello del Rosso di Montalcino¤ e del Moscadello¤ fino ad arrivare al Sant’Antimo¤ e l’approvazione delle rese di uva relativamente alla vendemmia 2014.
Molte delle modifiche apportate su tutti i disciplinari di competenza del Consorzio del Brunello¤ sono strettamente di carattere formale ma ci sono anche dei cambiamenti che vanno a toccare molti aspetti che riguardano i vini di Montalcino.
Si parla di densità di impianto: per quelli già realizzati valgono le norme vigenti al momento dell’impianto, per quelli nuovi o per eventuali reimpianti, a partire dal 1 gennaio 2015, la densità minima, sia per viti iscritte a Brunello, sia per quelle a Rosso e Sant’Antimo si passa da una densità minima di 3.000 ad una di 4.000 piante per ettaro. Per il Moscadello, invece, la densità resta invariata a 3.000 unità.
Se per tutti e quattro i Disciplinari resta assolutamente vietata ogni pratica di forzatura, da oggi sarà invece consentita l’irrigazione di soccorso, fino a questo momento non prevista dai Disciplinari. Sono specificate, poi, norme dettagliate sulla produzione per i vigneti nei primi anni dall’impianto, ed anche per i Cru, ovvero le rivendicazioni per porzioni di produzione denominate in etichetta come “Vigna” o “Vigneto”.
Compaiono, poi, nei “nuovi” disciplinari, nuove norme sui tagli che è possibile effettuare in cantina. Sia per il Brunello che per il Rosso sono ammessi tra tutte le annate presenti in cantina per un quantitativo massimo che consenta di ottenere un prodotto finale che, dopo il taglio, contenga un minimo dell’85% dell’annata rivendicata.
Per il Rosso di Montalcino si parla anche di “arricchimento”. Nel caso in cui, infatti, particolari condizioni lo richiedessero, è consentito effettuarlo esclusivamente con mosto concentrato prodotto da uve provenienti dai vigneti destinati alla produzione di Brunello o Rosso di Montalcino, o attraverso Mosto Concentrato Rettificato.
Aggiunta importante – anche a seguito degli ultimi eventi che hanno visto il Consorzio truffato a seguito, lo scorso maggio, del sequestro condotto dai Carabinieri del reparto operativo di Siena, di 30.000 bottiglie di vino etichettato soprattutto come Brunello di Montalcino – è quella che riguarda la commercializzazione in zona di produzione di partite di uva o di vino nuovo ancora in fermentazione o in fase di affinamento destinato a divenire Brunello o Rosso di Montalcino. Sarà obbligatorio, infatti, darne comunicazione, almeno due giorni lavorativi prima del trasferimento, all’Organismo di controllo incaricato.
Piccole aggiunte, poi, riguardano sia il Disciplinare del Sant’Antimo – che da oggi ammette anche il Rosato e lo Spumante, con le relative normative e due vitigni in più (Pugnitello e Canaiolo) – sia quello del Moscadello di Montalcino, dove, al contrario di ciò che avveniva in precedenza, sono dettagliatamente specificati tutti i parametri, dalla vigna fino all’imbottigliamento che comprende anche le diciture riportate in etichetta.
Approvate, poi, dall’assemblea dei soci, anche le rese per il 2014. I produttori hanno ratificato che la quantità di uva rivendicabile per il primo ettaro di vigneto iscritto a Brunello di Montalcino potrà essere di un massimo di 75 quintali superati i quali, la restante quantità (fino al massimo producibile compreso il supero del 20% rispetto ala massimale di 80 quintali per ettaro di cui al Disciplinare corrispondente a 96 quintali per ettaro), potrà essere rivendicata come Igt Toscana. A partire, poi dal secondo ettaro di vigneto iscritto a Brunello potrà essere di un massimo di 65 quintali per ettaro di Brunello, più 10 quintali di Rosso di Montalcino e la restante quantità (fino al massimo producibile compreso il supero del 20% rispetto ala massimale di 80 quintali per ettaro di cui al Disciplinare corrispondente a 96 quintali per ettaro), potrà essere rivendicata come Igt Toscana.
Infine, la quantità di uva rivendicabile per ciascun ettaro di vigneto iscritto a Rosso di Montalcino potrà essere di un massimo di 80 quintali superati i quali, la restante quantità (fino al massimo producibile compreso il supero del 20% rispetto la massimale di 90 quintali per ettaro di cui al Disciplinare corrispondente a 108 quintali per ettaro), potrà essere rivendicata come Igt Toscana. Per definire il primo ettaro di vigneto iscritto a Brunello di Montalcino di ciascuna ditta, deve essere fatto riferimento alla situazione aziendale così come rilevabile alla data del 31 maggio 2014.
Fonte: Consorzio del Vino Brunello di Montalcino
Tag:brunello di montalcino, consorzio vino brunello, modifiche al disciplinare, siena, toscana
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17 giugno 2014
E’ appena uscito il n. 34 del Magazine Capri Review. Tra gli altri si parla di me ma soprattutto di viticoltura e vino a Capri.

17 ottobre 2013¤. Angelo Di Costanzo¤, davanti a una platea che rappresenta il meglio della gastronomia e dell’enologia italiana, viene incoronato miglior sommelier dell’anno. La Guida dell’Espresso¤ consegna il ‘al responsabile della cantina di ristorante che nel corso dell’anno si è distinto per competenza e professionalità’. Il ristorante in questione è L’Olivo del Capri Palace, mille etichette e oltre diecimila bottiglie ospitate nella cantina La Dolce Vite. Ma Angelo, arrivato a Capri sei anni fa per accettare una nuova sfida dopo aver deciso di chiudere il suo wine bar che aveva con tanta passione fatto crescere, questa data la ricorderà soprattutto per la nascita della sua secondogenita, Alessia.
Trentotto anni, ultimo di sette figli di una famiglia di pescatori di Pozzuoli, ha vissuto tra il mare e la campagna dei Campi Flegrei dove l’uva è sempre stata protagonista. E quando parla di uva e vino gli si illuminano gli occhi. Racconta della vendemmia nelle vigne di Caposcuro ai piedi del Monte Solaro. Sono coltivate a falanghina, biancolella e una varietà chiamata ‘ciunchesa‘, molto simile al più conosciuto greco, e danno vita al Joaquin dall’Isola, mille bottiglie prodotte da Raffaele Pagano e che a Capri si trovano in esclusiva al Capri Palace. Ma all’ombra del Solaro crescono anche uva a bacca rossa, Guarnaccia e Piedirosso che da due anni vengono vinificate nella cantina di Joaquin a Montefalcione, in provincia di Avellino, per una piccola preziosa produzione di rosato di sole 200 esclusive bottiglie. ‘Da cinque anni – racconta Angelo – il progetto Joaquin dall’Isola ha riportato in vita la vendemmia ad Anacapri¤ e grazie anche questa iniziativa si mantiene viva la doc isolana e la tradizione antica del bianco caprese’.
E la promozione enoturistica dell’isola è uno dei chiodi fissi di Angelo. ‘I circuiti del gusto e del vino rappresentano un valore sempre più importante nel turismo di oggi, corsi di approccio al vino, incontri di degustazione, itinerari alla scoperta delle vigne non possono che valorizzare il territorio’. Guidati dalla sua competenza si possono apprezzare i vini che propone La Dolce Vite. Vale la pena seguirlo, in cantina ma anche sul suo blog L’Arcante¤, diario enogastronomico di un sommelier.
© Rossella Funghi, Capri Review n. 34 Giugno 2014
caprireview.it
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16 giugno 2014
Il 16 giugno di 6 anni fa, era il 2008¤, in una fresca serata a Cerreto Sannita mi veniva consegnato il titolo di Primo Sommelier della Campania¤. Fu per me una enorme soddisfazione.

Più del bellissimo ricordo di quel giorno, ripensando al pianto di quella notte in macchina mentre rientravamo a Napoli, mi viene però in mente il dolce e l’amaro del nostro mestiere: le soddisfazioni, piccole o grandi che siano arrivano, è vero, ma quanta fatica in più senza riferimenti, qualcuno che ti guida, crede in te, ti sostiene: si rischia continuamente di perdere la bussola.
La formazione dei professionisti di domani viene ancora considerata una questione assai marginale, qui al sud in particolare; associazioni ed enti diciamo così ‘promozionali’ non mancano, spesso però si sovrappongono talvolta in chiaro contrasto, sono molto attente a fare proseliti ma il più delle volte solo per istituire corsi e bevute più o meno memorabili dietro il pagamento di laute quote di partecipazione.
Il rischio ormai conclamato è di finire a produrre pezzi di carta fini a se stessi buoni giusto per riempire le pareti di casa e qualche curricula. Insomma, titolifici¤ lontani anni luce dal mondo del lavoro.
La distanza si allunga sempre più. Non entro nel merito della questione, non ho nessuna intenzione di alimentare polemiche sterili, il paese sta attraversando un momento tremendo, in molti devono sbarcare il lunario e lo capisco pure, il dato di fatto però è chiaro: a pochi sta a cuore la faccenda, pochi investono seriamente sulla formazione, soprattutto sembra mancare del tutto il contatto con la realtà lavorativa. E chi può, quei pochi, pochissimi talenti ormai rimasti in giro si vedono costretti a scappare via altrove, talvolta persino dall’Italia. Ahinoi!
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Tag:16 giugno 2008, angelo di costanzo, l'arcante, primo sommelier campania 2008, professione sommelier
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16 giugno 2014
‘C’è oggi grande attenzione alle esigenze del mercato. Va lo spumante? Tutti lo propongono. Rincorrere il momento è un segno di debolezza, a mio avviso. Il consumatore è oggi subissato di offerte, confuso, senza più riferimenti. Servono certezze, pochi riferimenti, precisi. Servono messaggi chiari, trasparenti, veri: tre rossi, tre bianchi! La novità? La nuova annata…’ (Luigi Moio).
Qui¤ su lucianopignataro.it una bella intervista a Luigi Moio. Articolo pubblicato sul n.5 di giugno 2014 di ‘Imbottigliamento’.
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