Archive for the ‘APPUNTAMENTI’ Category

L’amicizia che conta

6 novembre 2013

Ca' del Bosco per Angelo Di Costanzo foto L'Arcante

L’Amicizia, quella con la A in maiuscolo conta e come. Grazie ragazzi!

Photogallery¤

Guide 2014, così la “guida rossa” Michelin

5 novembre 2013

Michelin 2014 foto L'Arcante

4 Cucchiaio&Forchette (luogo di Gran confort)
2 Stelle (Tavola Eccellente)
Grappolo Rosso (Specialità e Vini scelti)

Un vasto e raffinato salotto dove illuminazione, tessuti e decorazioni creano un’ineguagliata armonia di stile e benessere; in cucina il giovane Migliaccio si fa portabandiera di piatti mediterranei e creativi, eleganti e sofisticati.

Risotto ai ricci con colatura di alici, acqua di pomodoro e friselle al finocchietto. Merluzzo Nero al vapore con spinaci, pomodori secchi e spuma al whisky torbato. Sfera di cioccolato con prugne alla lavanda e gelato alla birra e liquirizia.

Addendum: con viva soddisfazione ci viene confermata anche la Stella a Il Riccio, il Restaurant&Beach Club in località’ Grotta Azzurra.

Con Onore e per Rispetto

21 ottobre 2013

Premio Sommelier dell'Anno

Bene, rieccoci qua. Mamma mia che giornata memorabile lo scorso 17 Ottobre! L’avessimo voluta scrivere così una sceneggiatura non ci saremmo mai riusciti, giuro. Adesso però è il momento dei ringraziamenti, di concedere onore a chi lo merita. Anzitutto alla mia famiglia, tutta, e a Lilly¤ che mi sostiene da sempre; e poi a tutti coloro che hanno fatto sì ch’io arrivassi là su quel palco a Firenze giovedì scorso: a chi mi ha accompagnato in questi anni, gli amici, i colleghi, i compagni di viaggio che hanno condiviso con me ogni secondo, ogni centimetro, ogni momento di questo cammino. Tutti, nessuno escluso. Onore quindi a chi ha assaporato – è proprio il caso di dirlo – ogni sorso di questo splendido e duro lavoro di Sala e Cantina.

Onore a chi ci ha sempre creduto in me, a chi mi ha sostenuto e quando necessario mi ha dato una mano, lasciato la porta appena accostata; ma grazie anche a chi, per un motivo o per un’altro non l’ha fatto, perché per crescere e migliorarsi si ha bisogno anche di questo, di gente contro. Grazie, grazie di vero cuore.

Sapete, qualcuno, penso anche giustamente, mi ha detto: ‘Ma come, tua moglie entra in sala parto, nasce tua figlia e tu vai, te ne vai alla premiazione de L’Espresso?‘. Beh, forse sì, non è stato per niente semplice scegliere, capire cosa fosse giusto fare in una situazione del genere. Ci abbiamo ragionato e abbiamo deciso: questione di rispetto!

Si, rispetto, una parola che ultimamente pare scomparsa dal linguaggio e dal comportamento di molti, soprattutto nel nostro mondo di Cucina e Sala. Quel rispetto che pare mancare a molti ‘giovani’ scalpitanti che proprio non si capacitano perché non gli venga riconosciuto (subito) quanto sono convinti di valere (secondo loro sempre un punto o due in più di quanto vengono valutati). Già, i punti, sembra che tutto alla fine si riduca a una rincorsa ai punti, ai virgola 5 e stellette. Macché…

Ecco, a Firenze ci sono andato per rispetto, per chi ha voluto ch’io fossi là quel giorno ma soprattutto per chi ha permesso in questi ultimi quindici anni di costruire passo dopo passo quel momento indimenticabile. Rispetto per tutti, a maggior ragione per la mia Lilly che quei passi li ha camminati con me. E un po’ anche per me stesso che, lasciatemelo dire, mi sono fatto ‘un mazzo grosso così pe’ ll’avé!’¤.

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Se vi va qui sotto trovate alcune delle cose uscite qua e là in giro che raccontano dell’evento del 17 Ottobre alla Stazione Leopolda di Firenze. E su Facebook c’è anche un Video¤ opera dell’amico Pino Esposito¤.

L’Espresso ¤Luciano Pignataro ¤ – Il Mattino ¤

Gambero Rosso ¤Identità Golose ¤Dissapore ¤

Campania Stories, i Vini Bianchi

20 ottobre 2013

Logo Campania Stories, i vini bianchi - L'Arcante

Torna Campania Stories, l’evento curato da Miriade&Partners¤ che dal 19 al 25 novembre ci racconterà lo stato dell’arte dei vini bianchi campani attraverso i loro artefici. Circa ottanta le aziende coinvolte che si sono date appuntamento dapprima in Costa d’Amalfi, tra Agerola, Furore e Praiano e poi in Irpinia a Mercogliano. Che dite, si va?

Qui¤ tutto il programma (si apre un pdf).

Firenze, dell’Enoteca Pinchiorri e Le Roi Giorgio

20 ottobre 2013

Enoteca Pinchiorri, Sala Degustazione - foto L'Arcante

Per chi come me è cresciuto nel mito di Giorgio Pinchiorri potergli fare visita e stringergli la mano è stato un momento memorabile, da consegnare agli annali. Ho approfittato della salita¤ a Firenze per strappare un appuntamento per fare un giro in cantina all’Enoteca in via Ghibellina¤.

Borgogna da Pinchiorri - foto L'Arcante

Pinchiorri¤ è ‘il’ posto dei sogni, manco a dirlo. E al di là del valore che credo incalcolabile delle preziose bottiglie nonché di certe etichette introvabili ciò che affascina qui, sopra tutto, è quella particolare atmosfera che si respira passando da una stanza all’altra della cantina, assolutamente fuori dal tempo.

Centinaia di migliaia di bottiglie stipate con una cura a dir poco maniacale – proprio come piace a me! – con ognuna delle bottiglie al suo posto, tutte chiaramente identificabili e a portata di mano. Un lavoro immane che non sfugge nemmeno ai meno attenti, curato in ogni minimo particolare da uno staff (!) di sommelier chiaramente di primissimo livello.

N.1 - foto L'Arcante

Trovo quasi scontato soffermarmi sull’unicità di certe etichette, basta dare un’occhiata ai preziosissimi ‘vuoti’ sparsi qua e là a testimoniare passaggi che sicuramente avranno fatto storia per coloro che l’hanno stappate: Bordeaux e Borgognoni di annate rarissime, millesimi addirittura dei primi del novecento e bottiglie ‘uniche’ (ormai introvabili) di Petrus, Jayer, Coche-Dury, Romanée Conti e tutti quanti quelli che vi potrebbero venire in mente da qui a un’ora.

Sono qui, e in larga parte anche con formati speciali che recano in etichetta il fatidico N.1: un particolare che deve necessariamente far riflettere su quanto quest’uomo e questo luogo rappresentino nel campo una icona di altissima levatura della professionalità italiana riconosciutaci in tutto il mondo.

Romanée Conti 1985, bott. N.1 - foto L'Arcante

Mi riprendo con in mano un sorso di La Mission Haut Brion (credo 2009), mi porto via così un bellissimo momento, di grande intensità e valore, indimenticabile; un bagno di umiltà essenziale per capire quanta strada c’è sempre da fare e che in sostanza, per quanto sia duro il nostro mestiere sa però regalarti dei momenti davvero indimenticabili. Applausi per Giorgio Pinchiorri¤.

Enoteca Pinchiorri
Via Ghibellina 87 50122 Firenze
Tel.+39.055.242757 / +39.055.242777
Fax +39.055.244983
http://www.enotecapinchiorri.it
ristorante@enotecapinchiorri.com
 

Guide ai Ristoranti d’Italia 2014, così L’Espresso

18 ottobre 2013

Guida Espresso 2014Voto: 17
Due Cappelli: cucina di gran qualità.
Bicchiere: particolare cura nella ricerca e nel servizio dei vini, internazionali, nazionali o locali.

Quante volte, nei ristoranti dei grandi alberghi, si resta abbagliati dalla perfezione formale di alcune pietanze e magari non altrettanto colpiti al momento dell’assaggio? Qui, nel più prestigioso rifugio dell’Isola Azzurra, questo rischio non è contemplato. Anzi, il giovane chef Andrea Migliaccio continua a scalare imperterrito la strada dell’Alta Cucina, come un atleta che insegue vigoroso la piena maturità senza mollare mai. Il risultato e’ davvero convincente, sotto il segno orgoglioso della tradizione campana, che si rinnova senza complessi, e con una squadra fortemente motivata. Che si tratti della vellutata di cipollotti con guanciale, fava e bottarga, o della trilogia di agnello, non arriva piatto che non sia animato da profondo equilibrio e vivacizzato da un allegro gioco di contrasti: nel coloratissimo risotto, i ricci di mare duellano con la colatura di alici, acqua di pomodoro e dei friselle al finocchietto. Ma la perfezione arriva con le candele spezzate (tartufi di mare, gamberi, broccoli e pecorino) e subito dopo con la triglia (con burrata al limone, fagiolini e patate). Incoraggiati da una Signora Carta dei Vini, gestita alla perfezione da Angelo Di Costanzo, anche gli ospiti più conservatori si abbandonano così al sogno caprese, fino a provare i sapori forti della genovese di coniglio… Degustazione Super da 220 euro, sui 160 alla carta. (da Le guide de L’Espresso – I ristoranti d’Italia 2014)

Premi L’Espresso 2014|Il Sommelier dell’Anno

17 ottobre 2013

Angelo Di Costanzo Sommelier dell'anno L'Espresso 2014 - foto L'Arcante___________________________________

I Ristoranti d’Italia 2014 L’Espresso

Il Sommelier dell’Anno – Premio Rapitalà

Al responsabile della cantina di ristorante che nel corso dell’anno si è distinto per competenza e professionalità.

Angelo Di Costanzo

Capri Palace Hotel&Spa

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www.espresso.it

E’ arrivata Alessia, pura gioia

17 ottobre 2013

Benevuta Alessia

Benvenuta Alessia!

Il suo nome, dal greco Alékso,

tratto dal verbo aléxein (proteggere) sta quindi come ‘colei che protegge’.

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Guide ai ristoranti d’Italia 2014, il Gambero Rosso

15 ottobre 2013

Gambero Rosso 2014

Punteggio: 88due forchette
Cucina: 52
Cantina: 16
Servizio: 18
Bonus: 2

Una cornice di fascino, dove si respira un’atmosfera di lusso discreto, classe, signorilità (bonus). L’ambiente, curato in ogni minimo dettaglio così come da volere del proprietario Tonino Cacace, trasuda raffinatezza e buon gusto, e trascorrere una pausa qui fa sentire indubbiamente privilegiati. Quando il clima lo consente, poi, mangiare all’aperto e’ un’esperienza bellissima (bonus). Il personale di sala e’ quanto di meglio ci si potrebbe augurare: professionalità, savoir faire, presenza impalpabile ma concreta al tempo stesso. La carta dei vini, seguita da Angelo Di Costanzo, uno dei migliori sommelier in circolazione in Italia, e’ una vera gioia da sfogliare e un’inesauribile miniera a cui attingere, ma se siete indecisi fidatevi di Angelo e non vi pentirete. Quanto alla cucina, Andrea Migliaccio sembra aver raggiunto una maturità stilistica sorprendente, con una padronanza di tecniche e una capacita’ di assemblare ingredienti e gestire i contrasti di sapori davvero stupefacente. Ne sono un esempio i nostri ultimi assaggi, in particolare il risotto ai ricci con colatura di alici acqua di pomodoro e friselle al finocchietto, il cotto e crudo di verdure con salsa allo yogurt di bufala, lo straordinario scampo marinato con timo al limone lingua di vitello salsa all’arancia e ravanelli, la guancia di vitello speziata con pappa di pomodoro e testina allo zenzero con crema di patate. Il tutto accompagnato da un’ottima e variegata scelta di pani. Per chiudere, semifreddo al limoncello con crumble Sacher bianca e sorbetto al basilico, squisita piccola pasticceria e un eccellente caffè. (da I Ristoranti d’Italia 2014 del Gambero Rosso)

Bidenda 2014| L’Olivo Ristorante dell’Anno

15 settembre 2013

L'Olivo Ristorante dell'Anno Bibenda‘Abbiamo voluto premiare un Ristorante per ogni Regione d’Italia che, a prescindere dalla propria valutazione in Baci, ci ha particolarmente attratto nella sua formidabile evoluzione rispetto alle precedenti visite’.

Campania

Ristorante L’Olivo del Capri Palace Hotel&Spa

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www.bibenda.it

Segnali dal futuro

13 settembre 2013

Segnali dal Futuro - foto l'Arcante

Intervallo| Tempo di vendemmia

11 settembre 2013

La Vendemmia ad Anacapri - foto Alessandro Manna

Milano| Apre LARTE, il nuovo Hub del gusto

10 settembre 2013

LARTE

lartemilano.com

foto gallery

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dal Lunedì al Sabato dalle 8.00 alle 23.00
Via Manzoni, 5 Milano

Per informazioni e prenotazioni:

info@lartemilano.com – +39 02 890 96 950

Time Out!

6 settembre 2013

Non pensavo potesse accadere, almeno non a me. Sia chiaro, nemmeno un pelino in meno di amore, passione, curiosità, voglia di raccontare. Affiora però un timido accenno di stanchezza fisica (tanta) e mentale (pure) che unita a tanto così di rabbia fa sì che sia il caso di darsi una regolata e prendersi un periodo di riflessione. Quanto lungo non so…

L’estate italiana su Wine News vista da qui

4 settembre 2013

Marco Ciacci qui¤ su winenews.com ha appena pubblicato una interessante ‘fotografia’ sull’estate italiana e su cosa e come si è bevuto nei ristoranti di mare di pregio? In merito c’è anche una mia…

L'Intervista

“In linea generale è stata una buona stagione che ha ampiamente ripagato gli sforzi e gli investimenti che l’azienda fa – commenta Angelo Di Costanzo, head sommelier de L’Olivo (due stelle Michelin) e Il Riccio (una stella) di Capri – nonostante il lavoro stagionale implichi mille difficoltà.

Al Riccio c’è stato un cospicuo incremento sia della clientela sia del numero di bottiglie con un vero e proprio boom dei vini (soprattutto bianchi) campani in maniera costante e trasversale. Intendo sia di vini di grandi ed affermati produttori che di piccoli e poco conosciuti vigneron cui dedichiamo sempre più attenzione. Un incremento delle vendite si è verificato anche per Franciacorta, Trentodoc e di bollicine autoctone (Asprinio d’Aversa, ad esempio) sempre più di buona qualità che però necessitano ancora di tanta comunicazione.

A L’Olivo va aggiunto una sostanziale diminuzione della richiesta di vini “superdotati”, già da tempo ridotti all’osso in carta. Non mancano tuttavia i grandi nomi e, nonostante la clientela si fidi e spesso si lascia consigliare tranquillamente, non è da sottovalutare una tendenza ormai costante al “marchio” di prestigio e/o storico. Tenendo conto della particolare clientela è inutile sottolineare la sempre buona vendita di Champagne e vini bianchi francesi, presenti in maniera massiccia sulla nostra carta. E grandi rossi (più Borgogna che Bordeaux)”.

©Winenews – L’articolo completo qui¤ su winenews.com.

E venerdì 6 settembre c’è il Gran Galà Pommery

1 settembre 2013

…cos’altro aggiungere, le belle stagioni vanno chiuse sempre in bellezza! Con Marco Stabile del Ristorante ‘Ora d’Aria’ di Firenze e le bollicine della Maison Pommery, ad esempio.

Pommery 6 Settembre

Si parte con un lungo aperitivo in terrazza con Apanage Silver s.a. (magnum), mentre con i piatti di Andrea e Marco a cena stapperemo Apanage Prestige Brut & Rosé s.a. e le nuove annate di Cuvée Louise (magnum) & Cuvée Louise Rosé 2000. Questo è il menu e gli abbinamenti pensati.

di Marco Stabile & Andrea Migliaccio
Aperitivo & Finger food
Con Champagne Apanage Silver
***
di Andrea Migliaccio
Polipetto verace con gnocco di patata, scarola e salsa di alici
Con Champagne Apanage Prestige
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di Marco Stabile
Uovo delle terme con zucchine, lime e topinambur
Con Champagne Apanage Prestige Rosé
***
di Andrea Migliaccio
Risotto lime e pepe rosa con gamberi rossi e asparagi di mare
Con Champagne Cuvée Louise 2000
***
di Marco Stabile
La faraona caramellata, le erbe delle montagne pistoiese, il bosco
Con Champagne Cuvée Louise Rosé 2000

Petit Fours

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Per informazioni e prenotazioni:
Capri Palace Hotel & Spa
Ristorante L’OLivo
Via Capodimonte, 14
80071 Anacapri – Isola di Capri – ITALIA
Phone: (+39)081 978 0225
Fax: (+39) 081 978 0593
www.capripalace.com
olivo@capripalace.com
 

Il vino è diversità e condivisione!

24 agosto 2013

Il vino è un’insieme di valori preziosi, mette assieme terra e persone, nel senso più alto cui possiamo ambire. Non esistono vini capaci di emozionare se partoriti da una terra brulla e maneggiati da persone ancora peggio. Il vino è luce, è trasparenza, un invito alla bontà, è una sfida al tempo, è diversità e condivisione. Anzitutto diversità e condivisione. Eppure…

Giusto per ribadire quanto sia disdicevole tutto questo¤ ¤ ¤

Finger food a quattro mani & Ferrari Perlé

14 agosto 2013

Lo scorso 9 agosto è passato di qui Alfio Ghezzi¤ della Locanda Margon, il Ristorante della famiglia Lunelli in quel di Trento; con Andrea Migliaccio¤ han messo su una bella sequenza di piatti protagonisti di una serata a dir poco effervescente, a cominciare dai finger food…

Trentodoc Ferrari Perlé 2006

Trentodoc¤ Ferrari Perlé 2006, con il Perlé Rosè 2007 protagonista dell’overture in Terrazza al Bar degli Artisti. 100% chardonnay il primo, pinot nero all’80% e per il resto chardonnay il rosé, sempre più sugli scudi!

Caprino e Caviale

Caprino e Caviale, un divertissement da manicomio (con l’originale mis en place sulle gabbiette del prestigioso Giulio Ferrari Riserva del Fondatore¤).

Mozzarella in Carrozza

Poi Mozzarella in Carrozza. Una rivisitazione davvero niente male da buttare già in un sol boccone!

Polpetta fritta di Agnello con Uvetta, Scarola e Pinoli su crema di Cipollotto Nocerino

Polpetta fritta di Agnello con Uvetta, Scarola e Pinoli su crema di Cipollotto Nocerino. Sapori autentici che esaltano tutta la verve del Perlé Rosé, dal sorso un po’ meno teso delle precedenti uscite ma sempre impareggiabile per bouquet e piacevolezza di beva!

Pesce Bandiera marinato al Timo , crema di Zucchine a Scapece e Pane Raffermo

Pesce Bandiera marinato al Timo , crema di Zucchine a ‘Scapece’ e Pane Raffermo.

Sfoglie di Granoturco, Corniolo e Uova di Trota

Sfoglie di Granoturco, Corniolo e Uova di Trota. Contrasto dolce-sapido sul filo di lana. Qui ritorna utile tutta la fragranza e la freschezza del Perlé Brut!

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Le foto sono di Umberto D’Aniello¤ per il Capri Palace Hotel&Spa¤ ©. Tutti i diritti di riproduzione, anche parziali, sono riservati.

© L’Arcante – riproduzione riservata

Gaeta, il 21 agosto ritorna Mare in Cantina

9 agosto 2013

Dopo il successo dello scorso 18 luglio¤ vi segnaliamo un nuovo appuntamento, mercoledì 21 agosto, con Mare In Cantina, la rassegna enogastronomica del Golfo di Gaeta messa su da Andrea Polidoro, responsabile per l’Italia di Tasted Magazine e Tasted Journal.

Mare in cantina

Stavolta tutto avverrà presso il Ristorante ‘Sorelle Cannolicchio signorine zitelle’ e l’antistante Piazza Conca, a due passi dallo splendido Lungomare Caboto di Gaeta.

Chi vi partecipa può scegliere tra la formula degustazione, al costo di 15 euro, e la formula degustazione con cena, al costo di 30 euro. Tra le aziende in rassegna la Cantina Sociale di Quistello, Tenuta Maso Corno, Villa Corniole e Tramin, Cantina Basile di Pantelleria, Masseria Felicia, Vigne Chigi, Volpara, Ager Falernus e Castello Ducale dalla Campania, la laziale Cantina Ganci e l’agenzia Sviluppo Horeca che rappresenterà alcune aziende tra cui Bortolotti, Cominium, Pileum, Cincinnato e Tenuta Le Quinte.

Mare In Cantina

Mercoledì 21 agosto dalle ore 19.00
Ristorante ‘Sorelle Cannolicchio signorine zitelle’
Cucina – Bar – Pizzeria
Piazza della Conca 1/2/3/4
Gaeta Medievale
Tel. 0771 901906
 

Sagacious Palate| Head Sommelier

5 agosto 2013

Il regalo più bello che ti possa fare un cliente è il suo sorriso e la sua viva soddisfazione. Poi se ci scrive su pure qualcosa di così gratificante fa indubbiamente piacere condividerlo…

Sagacious Palate Terrance Mason - foto Terrance Mason

‘First and foremost I wish to thank Angelo for taking time out to show us “La Dolce Vite”, the wine cellar of Capri Palace and for spending time educating us on the wines of Campania, as well as his journey in the wine industry.’

‘I must admit my being in the wine industry has afforded many opportunities to meet wine personalities and visit cellars in an intimate and personalized manner but, the time spent with Angelo was truly one that stands out and will be remembered for a very long time.’ Terrance Mason, blogger.

Se vi va, qui¤ su Sagacious Palate, il suo blog, l’articolo completo con un bel corollario di foto della Dolce Vite del Capri Palace Hotel&Spa.

© L’Arcante – riproduzione riservata

Venerdì 9 Agosto a L’Olivo con Ferrari

2 agosto 2013

Venerdì 9 Agosto continua la stagione enogastronomica al Capri Palace Hotel & Spa con un nuovo appuntamento di primissimo piano.

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L’Olivo apre le porte a Cantine Ferrari per celebrare un importante evento dove l’Arte della cucina e del vino si incontrano in uno degli scenari più suggestivi del mondo. Gli Chef Andrea Migliaccio e Alfio Ghezzi della Locanda Margon saranno gli autori di un esclusivo menu in abbinamento alle prestigiose bollicine Trentodoc di Ferrari.

Alle ore 20.00, sulla panoramica terrazza del Bar degli Artisti Aperitivo & Finger food a quattro mani con Trentodoc Ferrari Perlè Brut 2006 e Trentodoc Ferrari Perlè Rosè 2007, poi la serata continuerà al Ristorante L’Olivo con questo menu degustazione:

 (Andrea Migliaccio)

Seppia con patate, erba cipollina, bottarga e limone alla fava tonka

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(Alfio Ghezzi)

Blanc de Blancs Gabilo di fresca salatura, zuppetta allo Chardonnay

Con Trentodoc Ferrari Riserva Lunelli 2005

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(Alfio Ghezzi)

Riso mantecato all’aneto, fasolari, caprino e polvere di trombette nere

Con Trentodoc Ferrari Perlè Nero 2006

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(Andrea Migliaccio)

Spigola cotta in olio con pesca bianca, finocchio croccante e composta di prugna

Con Trentodoc Riserva del Fondatore Giulio Ferrari 2001

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(Andrea Migliaccio)

Ciliegie alla cannella con spuma di yogurt e lime &

Ananas, cioccolato bianco e lampone

Con Trentodoc Riserva del Fondatore Giulio Ferrari 1994

Per Info e prenotazioni
Capri Palace Hotel & Spa
Ristorante L’Olivo
Tel. : (+39) 081 978 0560
olivo@capripalace.com
http://www.capripalace.com
 

Ci mancava solo lo Strione 2009 di Cantine Astroni

30 luglio 2013

A conferma di quanto appena scritto qui¤ merita due righe a parte lo Strione¤ 2009 di Gerardo Vernazzaro, bianco che nasce dalle vigne di falanghina a due passi dal cratere degli Astroni.

Strione Cantine Astroni - foto L'Arcante

Alleggerito e ridefinito concettualmente conserva la spinta emozionale per cui è nato ma soprattutto quella lunghezza che tiene attaccati naso e bocca al bicchiere continuativamente. Il naso è concentrico ma franco, pulito, chiaro e immediatamente leggibile. Ci senti la macchia mediterranea ed ha continui rimandi di buccia d’agrumi e citronella. Il sorso è pieno, bello fresco e chiude sapido, deliziosamente sapido. Falanghina work in progress…

Snapshot of a territory 2013|I Campi Flegrei

29 luglio 2013

Una vibrante, conviviale, interessante serata¤ in compagnia di vecchi e nuovi amici con nel bicchiere tante belle anime di una splendida terra. La mia.

I produttori - foto L'Arcante

Brava Karen Phillips¤ a pensare questa¤ bella iniziativa, a coinvolgere i quattro produttori presenti e, nonostante sia caduta a fine luglio quando in molti sono già con la valigia sulla porta, le tante persone appassionate che vi hanno preso parte.

Tralasciando il racconto di ognuna delle realtà che Luigi e Vincenzo Di Meo, Raffaele Moccia¤, Gerardo Vernazzaro e Francesco Jr Martusciello¤ rappresentano, di cui trovate su queste pagine già ampio riscontro e cronaca, queste che seguono sono le mie impressioni riguardo il senso compiuto di una inizativa del genere e i vini là in degustazione quella sera, non senza una doverosa puntualizzazione: a La Sibilla è andata in scena una suggestiva – speriamo definitiva – presa di coscienza di quanto valore abbia la risorsa agricola (vitivinicola) nei Campi Flegrei; al contempo, l’interessante rincorsa a ritroso nel tempo da un lato conferma quante sorprese riservino i vini di questa terra sospesa tra cielo e mare, grazie anche a bottiglie dalla solida impronta territoriale, ognuna con una propria precisa personalità, dall’altro non smette di ricordarci che certe ‘riletture’ vale sì la pena ‘sentirle’ ma non debbono divenire un dogma.

Karen Phillips, le sue foto, La Sibilla - foto L'Arcante

Mi spiego meglio: vini come il Domus Giulii 2009¤ di Vincenzino o il Vigna del Pino¤ 2003 di Raffaele, come pure il Coste di Cuma 2007 aperti l’altra sera sono stati, a loro modo, una piacevole e gradita sorpresa. Buccioso e profondo il primo, empireumatico e dannatamente sapido quello di Moccia, perfetto (!) – è proprio il caso di sottolinearlo – il cru dei Martusciello nonostante i cinque anni alle spalle.

Continuo però a pensare che la Falanghina dei Campi Flegrei debba rimanere un vino comprensibile già al primo naso, sin dal primo sorso, direi già solo a sentirne il nome: che quando lo bevi sia il cuore a richiamare adrenalina, piacere, divertimento e non la testa a doversi scervellare su cosa, perché, come.

Certo il tempo ci sta insegnando a non temerlo, il tempo. Va bene. E certi assaggi dicono che sì, si può osare, ma attenti però a non perdere la bussola e a non confondere oltremodo gli appassionati che già faticano tanto ad orientarsi davanti a uno scaffale o con una carta dei vini tra le mani. Quando la trovano la Falanghina dei Campi Flegrei sugli scaffali o in una carta dei vini. Insomma, godiamoci tutto il meglio possibile ma rimaniamo concentrati sul pezzo¤, please!

Luigi Di Meo, Raffaele Moccia, Gerardo Vernazzaro, Francesco Jr Martusciello - foto L'Arcante

Colle Imperatrice 2012 Cantine Astroni¤. Invitante e pieno di verve il bianco di Gerardo¤, è sgraziato e coinvolgente, non smette un attimo di stuzzicare le papille gustative. Si colgono sentori agrumati dolci e pietra focaia, il sorso è fresco e sapido.

Agnanum 2011 Raffaele Moccia. Non ne sbaglia una Raffaele di bottiglie, quella vigna è un gioiello e i suoi vini perle d’autore. Francamente sono rimasto rapito anche dalla duemiladodici portata in anteprima, che è ancora in vasca e uscirà solo in autunno. Naso sempre sugli scudi, sorso ‘verace’ e lungo, chiusura quasi salina. Una bella esperienza anche la 2003, un po’ monocorde al naso ma dal sorso ancora vibrante e ricco di sfumature.

Coste di Cuma 2007 e 2011 Grotta del Sole. Bello il regalo di portare in degustazione la 2007, la prima annata con bottiglia ed etichetta nuove, la prima a segnare il definitivo cambio di passo sull’uso dei legni con un convinto ritorno all’acciaio e bottiglia come valore aggiunto. Il vino perfetto l’altra sera, esempio lampante di quanto si sia continuato a lavorare duro e bene nonostante i successi¤ e i numeri. Il duemilaundici invece è appagante e minerale, assolutamente pronto da bere e l’estrema godibilità non fa che rassicurarti.

Cruna DeLago 2011 La Sibilla¤. E che dire ancora di questo meraviglioso bianco, che è buono? Che da solo vale il viaggio in cantina? Certo, anche. Vincenzo Di Meo sta lavorando duro per essere all’altezza, Luigi in campagna ha ripreso a fare quello che gli è sempre piaciuto fare, stare dietro ad ogni filare e portare in cantina la migliore uva possibile. E i risultati ci sono tutti!

Con queste facce qui!

26 luglio 2013

Siamo noi, siamo questi, con queste facce qui. Chi fa cosa in sala al Capri Palace Hotel. Con calma, non appena possibile, tocca poi ai commis e agli chef de rang. Nell’ordine si va da destra a sinistra…

Lo Staff 2013 al Capri Palace Hotel

Giovanna Ragone, Cava de’ Tirreni, classe ’85. E’ arrivata al Palace nel 2005 come commis de rang. Oggi con Enrico ed Angelo supporta Luca nella direzione del Ristorante. ‘Supporta’ si può leggere sia in italiano che in dialetto napoletano. Beve responsabilmente.

Fabio Raucci con i suoi quasi 37 anni suonati è il veterano, ha vissuto praticamente tutta l’evoluzione del Ristorante L’Olivo e le vicende dell’Albergo sin dal 2001. Ha cominciato come chef de rang, oggi è F&B Manager. Più birra che vino.

Io¤ sono arrivato al Capri Palace nel maggio del 2009 dopo una lunga esperienza per conto mio a Pozzuoli. Qui metto a posto carte, sistemo cartoni, stappo bottiglie (soprattutto). Ogni tanto sciabolo.

Enrico Moschella è di Taormina, classe ’81; è arrivato qui nel 2009, praticamente abbiamo cominciato assieme questa avventura. E’ entrato come chef de rang, dall’anno scorso è Assistant Restaurant Manager. Beve con piacere – dice – a piccoli sorsi.

Angelo Cobucci è di Alfano, una ridente località in provincia di Salerno. E’ stato da queste parti già nel 2005 come chef de rang, poi dopo un po’ di montagne ci è tornato. Anche lui tiene la ‘giacca’. Beve solo roba buona.

Luca De Coro è di Marano di Napoli, ha trent’anni ed è qui dal 2005 quando arrivò come commis de rang. Nel 2010 è stato nominato dalla Leading Hotels of the World¤ – di cui l’albergo fa parte – Employee of the year. E’ il Restaurant Manager de L’Olivo. Ha una gran passione per le bollicine!

© 2013 Capri Palace Hotel&Spa¤ Staff

Capri The Divine Coast| Divine People

25 luglio 2013

Sul numero 12 di ‘Capri The Divine Coast¤‘ è uscita una mia breve intervista. Le origini, le prime esperienze, il lavoro oggi qui al Capri Palace. Come sempre mi porto tutto dietro…

Capri Divine Coast Luglio 2013

Quando ha deciso di diventare sommelier? Finita la scuola (Istituto Alberghiero, ndr) ho iniziato a lavorare in un ristorante di Pozzuoli, cucina tipica e vino sfuso. In sei anni sono diventato direttore in sala e ho creato una cantina di 4 piani con centinaia di etichette. Da lì è iniziata la mia passione per il vino…

Quali sono i vini di punta della vostra cantina? E’ una cantina legata al territorio con il 40% di vini campani, il meglio dei vini italiani, tra cui Barolo e tanti toscani; e una bella selezione di bollicine, con anche molti nomi francesi. Ma siamo forti anche per quanto riguarda i vini al bicchiere, proponendo al cliente una scelta di circa 40 etichette divise nelle varie tipologie. E poi aggiorniamo le nostre carte, una per ogni ristorante, ogni giorno.

Il complimento più bello che ha ricevuto nel suo lavoro? Quando si rendono conto della sincronia della nostra brigata.

Cosa rende speciale Anacapri? La natura che qui è rimasta così potente ed è lo sfondo ideale per queste bellezze, ha mai fatto una passeggiata nelle vigne di Anacapri?

Un abbinamento che sa di Capri, un vino e un cibo? Spaghetti con i ricci con Pedirosa 2012 La Sibilla, un rosato dei Campi Flegrei.

Da sorseggiare al tramonto sulle terrazze del Riccio, una coppa di… Un asprinio d’Aversa, con bocconcini di mozzarella.

© Gruppo Editoriale – Capri The Divine Coast

Franciacorta Blanc de Blancs Brut s.a. Cavalleri

15 luglio 2013

Che le bollicine in Italia tirino alla grande è ormai cosa risaputa. Si è generato tra l’altro un movimento trasversale che vede coinvolto a vario titolo un po’ tutto il territorio nazionale da nord a sud.

Franciacorta Blanc de Blancs 2006 Cavalleri - foto A. Di Costanzo

Bollicine d’autore, metodo classico di spessore affiancati qua e là da altri spumanti: da uve autoctone e non, Prosecco col fondo (o col tranello), rosé, dolci, vini ‘di facile beva’. Un mare di cose interessanti¤, qualcosa di veramente sorprendente¤, altre un po’ meno centrate ma comunque funzionali all’economia aziendale. E mentre ci si divide tra origine certa e presunta, tra chi lo Charmat ce l’ha più lungo o il Marone Cinzano con più o meno botto, il mio pensiero va sempre là dove fare spumante è diventato nel frattempo arte e cultura, tipo in Trentino¤ o in Franciacorta¤.

E proprio qui, in Franciacorta, ormai sono tante le aziende di riferimento, tra le quali non manca quella del cuore capace di rimettere sempre ordine ai pensieri.

Delle sboccature più recenti assaggiate ho colto tante belle conferme con una nota su tutte: è chiara una maggiore propensione alla produzione dei pas dosé quando non, più in generale, un costante ‘alleggerimento’ del dosaggio stesso delle cuvée, una tendenza benaugurante capace così di esaltare alla grande certe peculiarità laddove si lavora con un buon numero di sovrapposizioni, siano esse varietali che tecniche, come avviene, appunto, per produrre Franciacorta. E questa etichetta qua di Cavalleri¤ mi è parsa ancora una volta molto ben riuscita, direi appena una spanna sopra le altre.

Una cuvèe ottenuta assemblando vini da vigne tutte attorno ad Erbusco, cuore della docg, solo chardonnay che per il 65% viene dalla vendemmia 2009, 25% dalla 2008 ed il restante dalla 2007. Quasi tutto fermentato in acciaio con solo un 5% che fa botte grande di rovere e un 5% barrique vecchie.

Il risultato è un Blanc de Blancs brut – un francesismo mai improprio in casa Cavalleri¤, ndr – brillante, cremoso, pieno di verve. Il colore è di un paglierino maturo splendido e le bollicine richiamano carezze e finezza senza mai fine. Pulito il naso: chiaro, invitante, fragrante con tutte note fruttate e aromatiche che si rincorrono sino a divenire candite, soavi, addirittura di rimando  a spezie orientali. Il sorso è franco, dritto, vibrante direi, lungo. Ha materia e si fa bere, vuole cibi ricchi e profumati, va che è un piacere a tutto pasto. Un riferimento imperdibile!

Nerano, Ristorante Quattro Passi. A pranzo con la cucina di Tonino Mellino e i vini di Silvio Jermann

9 luglio 2013

Un po’ di tempo fa, era di Maggio, sono stato ospite con un po’ di amici e colleghi a pranzo da Tonino e Rita Mellino nel loro stupendo Ristorante Quattro Passi a Nerano. Si presentavano alcune nuove annate di Silvio Jermann¤.

Quattro Passi, Nerano - foto A. Di Costanzo

Una bellissima esperienza. Da tempo mancavo appuntamenti di questo genere per i tanti impegni che durante la bella stagione ti costringono sistematicamente a rifiutare gli inviti. C’è da fare, tanto da fare. Non c’è un momento da perdere…

Tonino e Rita Mellino, Quattro Passi, Nerano - foto A. Di Costanzo

Però stare assieme a tanti bravi professionisti dell’ospitalità campana fa bene. Un confronto, uno scambio di opinione, due chiacchiere sono sempre assai utili, soprattutto quando accompagnati da una cucina d’autore come quella di Tonino e vini che hanno sempre qualcosa in più da raccontare, ogni anno di più.

Quattro Passi Nerano, con Giancarlo Marena nella cantina - foto A. Di Costanzo

‘Ha coraggio Silvio ad uscire col Were Dreams 2011 col tappo a vite’, ci siamo detti. Io ci sono, lui lo sa. Io ci credo. E bene fa a mettere assieme tante personalità, professionisti (qualcuno di lunghissimo corso), per tastare il polso sulla faccenda. Il tappo a vite è il futuro, ne siamo convinti in molti, ma bisogna saper gestire bene la cosa affinché non s’inneschi solo un fenomeno che faccia moda per un po’ e non la storia.

Vinnae, Were Dreams, Vintage Tunina Jermann - foto A. Di Costanzo

Dei vini magari scriverò un report più in là (ancora?). Di getto vien da ribadire quanto il Vintage Tunina rimanga un grande bianco, uno dei più affascinanti italiani e, più in generale, che anche da queste parti ci si è accorti di quanto sia necessario sempre più riscoprire valori come la ‘leggerezza’ e la ‘franchezza’, soprattutto nei bianchi, riducendo magari all’essenziale l’apporto dei legni a favore di una maggiore freschezza a discapito di rotondità talvolta troppo accentuate. E proprio il Were Dreams 2011 (ma anche il 2010) sta a testimoniarlo.

Piatti d'autore a Quattro Passi, Nerano - foto A. Di Costanzo

La cucina del Quattro Passi è un po’ riassunta in queste poche istantanee: mediterranea, istintiva, essenziale, saporita. Vera. Non sta certo a me dirlo, ma mi pare come un tuffo nella tradizione più pura. Che poi ci mancavo da qualche anno e con i locali completamente rinnovati camminare su e giù per le sale, la terrazza, il giardino è un vero piacere. Mi è piaciuto molto la luce che si riesce ad apprezzare ovunque in giro. Poi quel panorama è un vero e proprio regalo pei sensi.

Dolcezze Infinite, Quattro Passi, Nerano - foto A. Di Costanzo

Poi ti portano in tavola le dolcezze e capisci che no, non ti eri sbagliato. Qua è proprio il paradiso! Per inciso, quella tartelletta alle fragoline là credo sia la più buona mai mangiata in vita mia. Fresca, gustosa, appena dolce. Per i Maritozzi, petit fours e coccole a fine pasto poi non ho parole.


Ristorante Quattro Passi
Via A. Vespucci – Loc. Nerano, 13/N
80061 Massa Lubrense
http://www.ristorantequattropassi.com
info@ristorantequattropassi.com
Tel +39 081 8082800
Tel/Fax +39 8081271

Scauri, il 18 luglio c’è Mare in Cantina

5 luglio 2013

Il 18 luglio, nella splendida cornice del Golfo di Gaeta sulla Spiaggia dei Sassolini a Scauri, si terrà la rassegna enogastronomica Mare in Cantina.Mare in Cantina locandina

Da un’idea di Andrea Polidoro, responsabile per l’Italia di Tasted Magazine e Tasted Journal. Vi partecipano in tanti amici tra i quali vi segnalo la presenza di Masseria Felicia¤, Galardi¤, Alepa¤, Villa Matilde¤, Cantine Astroni¤, Joaquin¤, Feudi di San Gregorio¤, Antiche Cantine Migliaccio¤. Il biglietto d’ingresso costa di 10 euro. Si parte alle 19. Beati voi…

Intervallo| Vorrei bere per cent’anni

6 giugno 2013

Copertina Libro

Qualche assaggio interessante di cui sparlare…

3 giugno 2013

Sono stato a Vitigno Italia¤ per un breve passaggio con degli amici. Della fiera in se mi viene da dire poco o niente; ci sono stato troppo poco tempo, a malapena un paio d’ore, ma certe cose si colgono a pelle. ’Il braccialetto? Il braccialetto! E il braccialetto?’ Oh, manco fossero ‘le farfalle’ di Cruciani!

Vitigno Italia, il braccialetto

C’è uno sforzo enorme per farlo sopravvivere questo Salone, va detto, ci sta anche bene. E’ pur sempre una valida opportunità per i napoletani di rimanere in contatto con uno spicchio di mercato nazionale. Come rimane suggestiva la location a Castel dell’Ovo seppur con le tante difficoltà operative che comporta.

Va sottolineato però che a distanza di quattro anni (dalla mia ultima fugace partecipazione) poco o nulla mi è parso cambiato in meglio. Dal cosiddetto servizio d’ordine – ahimé talvolta fin troppo sgarbato – ai problemi di sempre mai risolti: vini bianchi non proprio alla giusta temperatura, qualche espositore (assente al banco) in perenne ritardo, qualcun altro chiaramente poco interessato all’interlocutore di turno.

Qualche buon assaggio però me lo son portato dietro lo stesso. Meravigliosi due bianchi su tutti: il Vette di San Leonardo 2012¤, dell’omonima azienda di Avio, vicino a Trento e poi il Nussbaumer stessa annata di Tramin. Uno strepitoso sauvignon blanc il primo, di una vivacità olfattiva tanto coinvolgente quanto invitante: pesca bianca, frutto della passione e menta piperita, salvia e roccia calcarea. Niente pipì di gatto insomma. In bocca è secco e acidulo, rinfrescante e sapido. Di enorme bevibilità, piacerebbe persino a chi non ama per niente il sauvignon.

Il Nussbaumer 2012 invece conferma che il gewurztraminer ha superato brillantemente quella fase di pura tendenza e sta cominciando a proporsi ogni anno sempre più a grandi livelli. Fitto e compulsivo il naso, oltremodo piacevole e balsamico, di grande equilibrio (finalmente) il sorso; è quindi secco, fresco, godibilissimo. Senza sbavature.

Buono buonissimo (ché c’era bisogno di conferme?) il Giorgio I 2009 di Giampaolo Motta¤. Assai varietale il purpureo Colle Rotondella 2012 degli amici Gerardo¤ ed Emanuela e, a tema, stuzzicante anche se un tantino interlocutorio il piedirosso 2012 di Vincenzino Di Meo¤. Un po’ avanti al naso, un po’ in ritardo in bocca. E’ pur vero che è in bottiglia da pochissimo e l’approccio non è stato dei più felici (un caldo!), e mi intriga l’idea di tostare i vinaccioli, però un piedirosso d’annata che pinotnoireggia così ti spiazza, ed un poco confonde. Ci siamo ripromessi di parlarne e berci su nuovamente tra qualche tempo.